BEN ARRIVATO JACOB! La mamma: “Felicissima di aver partorito all’ospedale di Latisana. Mi sono sentita a casa”

La cicogna ha fatto visita all’ospedale di Latisana il 29 maggio alle 8.03 con il sorriso del piccolo Jacob. Non sarà certamente l’ultimo viaggio della cicogna Latisanese perché la forza della vita, si sa, non conosce imposizioni. Lo sanno Nino e Bruna i due giovani genitori Latisanesi, papà e mamma del piccolo Jacob. A onore di cronaca anche i fratellini di Jacob, Marta e Francesco, sono nati a Latisana qualche anno fa. E, se vogliamo raccontarla proprio tutta, perfino Nino e Bruna hanno visto la luce nell’ospedale di Latisana.

“Con le contrazioni ogni tre minuti, non mi sono sentito di prendere l’autostrada. La percorro ogni giorno e specialmente in questo periodo con i lavori e i vacanzieri, i chilometri di coda sono quotidiani” Spiega papà Nino “Cosi abbiamo optato per Latisana, senza nemmeno pensarci due volte”.

Bruna, qual è stato il suo percorso pre-parto?

I controlli sono stati fatti nell’ospedale di Latisana fino alla 32esima settimana, poi è stato imposto di scegliere un altro ospedale. Ero indecisa fra Palmanova e San Vito e alla fine ho scelto Palmanova, ma solo perché le ostetriche e le ginecologhe sono le stesse. Non è semplice gestire la quotidianità di una famiglia,  quando visite e controlli si devono fare a tanta distanza, se si ha altri bambini come me si ha difficoltà a conciliare il tutto.

Cos’è accaduto la mattina del 29 maggio?

La mattina di lunedì 29 maggio le prime contrazioni, seppur irregolari, sono arrivate alle 6.30, mezz’ora dopo avevo già le doglie ogni 3 minuti. La terza gravidanza non lasciava molto tempo ad indecisioni e quindi abbiamo scelto subito di andare in ospedale a Latisana. Ho partorito alle 8.03 nelle sale parto nuove. Mi sono trovata benissimo. E’ il terzo figlio che partorisco a Latisana e sono stata tranquilla e serena nell’affidarmi alla struttura e ai professionisti. Mi sono sentita a casa.

Non siete rimasti molto a Latisana…

Il pomeriggio hanno deciso di mandarci a Udine anche se stavamo bene sia io che Jacob. Sono state utilizzate due ambulanze di cui una neonatale da Udine e una per me da Latisana. Non avrei mai sopportato di essere separata da mio figlio, lui a Udine e io a Palmanova, così prevede il protocollo, del resto stavamo entrambi bene. Alla fine, per fortuna, siamo andati a Udine entrambi.

Due ambulanze e stavate bene… Quanto siete rimasti a Udine?

Sessanta ore. Ho altri due figli piccoli e soprattutto Marta, senza la mamma, ha avuto difficoltà in quei giorni, chi è mamma lo sa bene, l’arrivo di un fratellino non è mai semplice da gestire. Se fossi rimasta a Latisana sarebbe stato tutto più facile. La distanza non aiuta per nulla.

Se ritornasse indietro, partorirebbe a Latisana?

Assolutamente sì. Per due motivi: primo mi sono trovata come a casa, anzi ero a casa, personale e struttura meravigliosi: le sale parto sono nuovissime, il personale è molto preparato e le stanze di degenza sono comode e accoglienti e, secondo, con un parto veloce come il mio e due bimbi piccoli da sistemare, in pieno esodo estivo e i lavori sulla Terza Corsia, arrivare in tempo a Palmanova sarebbe stato impossibile.

Quale messaggio vorrebbe mandare alle future mamme?

Di dimenticare le decisioni politiche e pensare alla sicurezza propria e del bambino, il reparto non è chiuso è solo momentaneamente sospeso, ma questo non vuol dire che non si può assolutamente partorire a Latisana, anzi, ostetriche e ginecologhe sono presenti sempre nelle 24h. Il momento del parto è vero che è qualcosa che può essere programmato e ci si può organizzare ma è altrettanto vero che anche un travaglio, che all’apparenza può considerarsi “tranquillo” senza particolari problematiche, può in qualsiasi momento trasformarsi in un’ emergenza, con complicanze sia per la mamma che per il bambino, provate a pensare solamente se ciò dovesse accadere ad una mamma che è in viaggio verso Palmanova o San Vito.

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