Biomasse e immondizie

La centrale che non esiste

Il recente articolo, a dir il vero poco chiaro, che parlava di una protesta di un fantomatico comitato veneto contro le centrali a biomasse di Latisana, ci induce a fare una riflessione sull’argomento. Di centrale a bio masse si parla a Latisana da qualche anno, da quando è stata abbandonata l’idea della discarica di Paludo ed è nata la società Latisana Power che appunto avrebbe dovuto realizzare l’impianto per la produzione di energia elettrica, partendo dall’utilizzo delle bio masse, piante appositamente coltivate in aggiunta a scarti di sfalcio, potatura ecc. ecc.. Pare che il partner economico, un noto imprenditore (leggi tutto)


del vetro e del latte del Veneto, abbia rimandato il suo “si”, mentre a Villanova di Fossalta di Portogruaro, la Fossalta Power è nata e manca poco al primo kilowatt verde prodotto. Da notare che il consulente per l’approvvigionamento delle biomasse è lo stesso di Latisana, Enrico Cottignoli. Secondo il Comitato sarebbe altre 3 le centrali nel vicino Veneto Orientale, anche se in effetti, da quello che sappiamo noi, ne esisterebbe solo una per la trasformazione del bio gas e le altre due sarebbe solo delle ipotesi teoriche. Sta di fatto che, come viene anche detto, la massa di bio masse (ci venga scusato il bisticcio di parole) necessaria al funzionamento della centrale prodotte in zona è bastante, e forse nemmeno, per una sola centrale e quindi due sarà difficile averle, almeno così vicine. Senza contare il problema dei camion e dei trasporti via mare. Ecco quindi che sta nascendo, in qualche imprenditore della zona, l’idea di fare un impianto per il trattamento con combustione delle immondizie. La visione dello sfacelo di Napoli e dintorni appare oggi lontana nello spazio, ma sicuramente non lo è nel tempo e anche da noi discariche e immondizie saranno il problema di domani. Parlare di inceneritori quindi non dovrebbe spaventare e anzi dovrebbe essere argomento di campagna elettorale, sia perché in Austria e a Trieste funzionano bene, sia perché esistono anche impianti “mignon”, ovvero i dissociatori molecolari. La tecnologia appare avanzata e se dovesse essere impiantato a Latisana, o nelle zone vicine, potrebbe risolvere il problema di molti Comuni. Non siamo tecnici e nemmeno esperti, ma ci piacerebbe leggere di cose certe e poniamo quattro domande:

1) La centrale a biomasse si fa o no?

2) Chi mette i soldi? 

3) Dove troviamo le biomasse?

4) Un dissociatore molecolare (o un inceneritore) lo vogliamo o no?

Grazie. Si vota.

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