Buona Pasqua e Messaggero Top 5

Da Valerio Formentini riceviamo e volentieri pubblichiamo

Pasque de ‘na volta. Solamente alcuni anni fa parlare di “secolo scorso significava riferirsi a lontane vicende risorgimentali, vissute dai nostri bisnonni partiti con Garibaldi per quel di Marsala. Ora invece, nel 2008 (l’articolo ha questa data, ndr), il “secolo scorso” è stato da poco  archiviato, ma ugualmente quanto è stato vissuto appena nell’ultimo scorcio di secolo sembra ormai lontanissimo. E siccome anche quella vissuta da ciascuno di noi diventerà storia, vorrei fermare sulla carta alcuni aspetti del tempo che era, non certamente che  fu, a Latisana.  Il periodo che precedeva la Settimana santa era contraddistinto per noi, allora bambini delle scuole elementari di fine anni Cinquanta, da una capillare vendita di cartoline a soggetto pasquale, molto semplici, decorate a colori tenui con ovetti, pulcini, agnelli e campane che i solerti Sacerdoti dell’epoca (don Giovanni  Martinis  e altri, che vedevamo mattina e sera, come insegnanti di religione a scuola, come catechisti in Oratorio il pomeriggio ed anche a qualche immancabile funzioncina vespertina) ci distribuivano a dottrina per una vendita porta a porta, negozio a negozio ed il cui ricavato andava a qualche opera caritativa. Era ancora quella l’epoca degli auguri scritti a penna, i telefoni si contavano a poche decine  e nessuno avrebbe osato sprecarne l’uso per una futilità come gli auguri pasquali che andavano fatti invece in una maniera più tangibile e duratura. Le cartoline ricevute avrebbero trovato degna collocazione tra i vetri scorrevoli della “vetrina” (la credenza) della cucina! Ora, invece, persino i più piccoli girano col telefonino, ricaricato periodicamente, a spese di papà, solo per scambiarsi le più assurde banalità.  La Settimana Santa era tutta un succedersi incessante e vorticoso di celebrazioni culminanti con la solenne Processione del Venerdì Santo che si snodava per consueto percorso Duomo, Piazza, via VittorioVeneto, via Vendramin, Duomo. Tempo prima essa partiva dalla chiesa di S.Antonio, o delle ex-monache, con croce e due ladroni incappucciati e soprattutto scalzi che erano il bersaglio preferito e implacabile dei monelli del tempo che facevano trovare sul percorso immancabili puntine da disegno…  Contraddistinta da poderosi botti a base della micidiale miscela di zolfo e clorato di potassio (il primo ricavato dai zolfini ad uso vitivinicolo, il secondo dalle innocenti pastiglie per la gola regolarmente vendute in farmacia, botti affidati ai più spavaldi ragazzi del paese che non temevano di bruciare le suole delle scarpe al calpestio della polvere esplosiva con una pietra piatta), la processione si snodava attraverso le vie abbellite da vasi con piante verdi di tipo popolare (le cosiddette “fòie” o le “’sparagìne”), magari invasate in capaci recipienti di latta che tempo prima avevano conservato la “giardiniera” sottoaceto dei negozi di “coloniali”. Alle finestre erano appesi drappi colorati, perlopiù rossi, damascati e illuminati da coni di carta oleata con all’interno lumini accesi . In altre case i davanzali, più a passo con i tempi, recavano file di lampadine elettriche montate su basamenti che non necessitavano di un rinnovo annuale come necessario invece per i ceri. La processione terminava con un annunciato ed atteso sermone, spesso dall’ormai negletto pulpito del Duomo, affidato a veementi predicatori. Ancora in molti permane il ricordo di quelli tenuti da mons. Riccardo Della Rovere, docente del Seminario di Udine, dall’aspetto tenebroso, dalla prosa dotta e dalla voce baritonale. Il bello arrivava al termine della funzione quando i negozi, che durante tutto l’anno avevano mantenuto un aspetto magari dimesso, si presentavano in tutto il loro splendore al passeggio serale dei latisanesi. I negozianti, tra il termine del normale orario serale e l’uscita dalla funzione (un paio d’ore) dovevano prodursi in un autentico tour de force (simile a quello che oggi vediamo in certi programmi TV per la rapidissima  ristrutturazione di appartamenti a spese del contribuente e per la gioia del proprietario…) per ripulirli, ordinarli e addobbarne le vetrine in maniera conforme al tipo di attività  commerciale. Quelli più memorabili restano i quadretti realizzati dai macellai (Mauro, Del Sal, Gobbato e Chiarcossi) che lasciavano tutti stupefatti, specialmente i bambini,  per come posizionavano agnelli e capretti (defunti, s’intende) a formare realistiche  scenette come ,ad esempio, una vera classe scolastica con le bestiole vestite e sedute ai banchi o, in piedi, alla lavagna come per una interrogazione.  Oggi tutto questo è molto cambiato. Cartoline, funzioni religiose ed esposizioni commerciali non sono più tanto possibili. I macellai sono ormai decimati e sono confluiti nei supermercati . La carne è ormai da tempo sotto sorveglianza, il trattamento degli animali è sotto la più rigida tutela, i significati che si possono dare ad una azione anche la più innocente sono sempre imprevedibili. Meglio non rischiare. Solo che è ormai ben difficile allestire delle vetrine per il Venerdì Santo in un paese in cui  le vetrine di mutande la fanno da padrone…
Valerio Formentini

Messaggero’s Top Five – Buona Pasqua ai 16.447 lettori di marzo, e anche agli altri


Rubrica settimanale delle migliori notizie della stampa locale, dal 1° al  7 aprile 2012

1° posto:  Donna incinta e Ospedale


{jcomments on}

 

Clamorosa retromarcia sul Mv della notizia della donna che non si era accorta della gravidanza e che poi ha dato alla luce una bambina. In un lungo articolo viene spiegato che a non essersi accorta è stata la dottoressa curante e che il reparto di ginecologia non aveva parte nella cosa, se non quando la donna è stata ricoverata ed è stato fatto un parto con taglio cesareo. Insomma meglio così, l’Ospedale ne esce bene, la cronaca un po’ meno. Per  compensare viene fatto anche un articolo positivo sull’andamento dei parti e sul reparto in generale.

2° posto: Accampamento degli zingari

Giovedì sul Mv l’assessore competente conferma che il campo degli zingari di Crosere non è autorizzato e che sono stati allertati gli uomini della Polizia Municipale, che già hanno fatto dei sopralluoghi e intimati ai titolari delle roulotte di andarsene. Già in giornata, si legge, tutto dovrebbe finire.

3° posto: Artigiani traditi e risposta

Martedì sul Mv la protesta degli artigiani che si lamentano delle tariffe IMU applicate a Latisana; pare non siano le più basse, come detto, ma medie, almeno così dice il responsabile degli artigiani settore nautica. Giovedì sul Mv il primo cittadini risponde sull’IMU dando la colpa a Monti e confermando le aliquote minime.

4° posto: Lavoro

Sul Mv di mercoledì analitico articolo sui dati del lavoro di Latisana. Soprattutto in chiave stagionale; da tutta una serie di cifre e numeri emerge la realtà di un paese che si salva economicamente grazie alla stagionalità dei lavori. Latisana dipende molto da Lignano e Bibione, si sapeva ma meglio sottolinearlo.

5° posto: Nautica

Venerdì sul Mv annuncio del secondo e ultimo fine settimana della rassegna di barche usate in Aprilia Marittima. Ingresso gratuito.

6° posto: Volpares

Sabato sul Mv mini intervento del sindaco sulla fattoria di Palazzolo dello Stella.

7° posto: Simonin e UDC

Giovedì sul Mv le opinioni dei responsabili delle liste IL Paese e Un’Altra Latisana sul passaggio di Ezio Simonin all’UDC. Dissociazione e conferma della scelta di liste civiche.

8° posto: Ricordato Mattei.

Nel polo studentesco che porta lo stesso nome ovviamente; la notizia, della conferenza commemorativa, martedì sul Mv. Conferenza  lo stesso giorno di mattina. Stessa notizia sul Mv di mercoledì, nelle pagine nazionali.

9° posto: Riaperto lo sportello

Del friulano, così si legge sul Mv martedì;  dal lunedì al giovedi pomeriggi in biblioteca.

Non Classificate
Ci sono anche le notizie-che-non-ci-sono, ovvero quello che si poteva scrivere e non si è scritto, magari perché non sono notizie o non sono degne di nota o chissacché.  

N.C. 1) 1° Aprile

Lunedì sul Mv foto e commento alla locandina scherzosa del 1 aprile che celebrava il passaggio ipotetico di Latisana in Veneto.

N.C. 2) Settimana Santa

Venerdì sul Mv cronaca degli avvenimenti della settimana santa che si conclude appunto oggi.

Condividi il post!

PinIt