case dell’acqua (bis), chiara, fermata corriere, punto nascita e ostetriche, kebab

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da: Vincenzo Casartelli  – Oggetto: Fermata bus ad Aprilia

Soggiorno 2 mesi all’anno ad Aprilia, leggo sul Piccolo la richiesta di nuove fermate Bus della SAF soprattutto verso Lignano.  Sarebbe così dispendioso far entrare il bus ove tutt’ora vi è la fermata di Aprilia verso Latisana, uscire al semaforo e dirigersi verso Lignano?  Chi da Aprila deve prendere il bus per Lignano deve attraversare la SS 354 e sostare il attesa sul bordo strada molto pericolosa. Saluti

Kebab  — segue  — clicca  —

A Latisana tra pochi giorni aprirà un nuovo negozio di kebab. La nuova apertura avverrà in Piazza Osoppo, di fronte a Pascotto. Se è certamente un bene che ci siano degli investimenti e delle iniziative nel capoluogo, occorre tuttavia farsi delle domande, che non trovano però immediate e facili risposte. La zona centrale è caratterizzata dalla presenza di banche, agenzie immobiliari, pizze al taglio, kebab e sigarette elettroniche. E da qualche negozio. Per contro notiamo la chiusura, si spera solo per qualche giorno, di una storica attività di ristoro in Viale della Stazione. La qualità del commercio e del “centro commerciale naturale” del capoluogo, soffre della mancanza di negozi in grado di attirare clientela, giacchè quelli del primo elenco non fanno certamente da richiamo per chi dovrebbe venire da fuori. Se si tratti di un impoverimento o meno, sarà l’Ascom e soprattutto la popolazione a dirlo, ma se da un lato salutiamo con favore le nuove aperture, ci pare evidente sottolineare un livellamento al basso dell’offerta emporiale.

Le ostetriche

Vogliono chiudere i punti nascita di Latisana e Gorizia, le ostetriche, e si aggiungono quindi ai giovani pediatri e ai medici: tutti contro Latisana. Ma cosa abbiamo fatto a tutta questa gente per averli tutti contro? L’ultima presa di posizione è scaturita, nel collegio interprovinciale di Tavagnacco domenica; dopo vari suggerimenti alla neo Presidente Serracchiani, arriva la botta. Il problema è che a fronte delle dichiarazioni della Giunta Tondo, dei Giovani Pediatri, dei Medici e ora delle Ostetriche, da Latisana e paesi vicini nulla, nulla a parte ovviamente le 3 mila e passa firme raccolte dal Comitato Nascere a Latisana. Ma se noi chiedessimo le dimissioni di tutti i sindaci della zona? Sarebbe sbagliato? Oppure non sarebbe il caso di darsi una mossa? Avevamo avuto la sensazione netta in campagna elettorale che nessuno prendesse chiaramente le difese dell’Ospedale di Latisana, e tutti questi segnali sono in un’unica direzione.

Da Chiara Casasola riceviamo e ben volentieri pubblichiamo

Ciao, finite elezioni per me il lavoro continua. In modo da continuare sulla linea che io (e altri con me) ho tracciato e voglio seguire. Proprio per questo ho ritenuto utile eliminare il mio vecchio blog per tenerne aggiornato uno più attinente tal scopo (con buona pace di un interesse che continuerò a coltivare ma che il tempo non mi permetterà di aggiornare molto spesso). Ritengo quindi più funzionale lasciare aperto solo quest’altro blog; http://chiaracasasola.altervista.org/blog/    Invito chiunque lo desiderasse a darci un’occhiata.  Chiara Casasola

Dal Comune riceviamo e volentieri pubblichiamo

Inaugurate le tre nuove Case dell’acqua a Latisana. A Pertegada e nel capoluogo. Con scolaresche, docenti e cittadini. Gli impianti sono funzionati e sono stati benedetti da don Gerussi e don Riziki. Inaugurate sabato a Latisana, nel capoluogo e nella frazione di Pertegada, le tre nuove Case dell’acqua, già in funzione e già utilizzate dai cittadini. Al taglio del nastro hanno partecipato il sindaco, Salvatore Benigno, il vicesindaco, Angelo Valvason, gli assessori Cesare Canova, Claudio Garbuio, Maddalena Spagnolo, Andrea Tognato e il consigliere Lauretta Iuretig. A realizzare i nuovi impianti, a costo zero per il Comune, la Overland di Pradamano: il socio Daniele Nonino ha illustrato il funzionamento delle Case dell’acqua, dove ci si potrà rifornire del prezioso bene utilizzando anche una scheda prepagata, caricabile direttamente presso le casette. Per l’inaugurazione presenti due scolaresche delle scuole della cittadina: alcuni ragazzi hanno letto i loro pensieri sull’importanza dell’acqua e sulla necessità di non sprecarla. A benedire gli impianti, infine, sono stati don Rinardo Gerussi a Pertegada, dove la casetta è stata realizzata architettonicamente in armonia con la vicina cappella di Sant’Agata, e don Giacomo Riziki nel capoluogo.  “Le Case dell’acqua – spiega il sindaco, Salvatore Benigno – sono una soluzione ideale e soprattutto ecologica per gli enti che desiderano realizzare un approvvigionamento idrico intelligente e rispettoso dell’ambiente per la propria comunità. In Italia i consumi di acqua in bottiglia sono infatti elevatissimi. E molteplici sono le connessioni di tale abitudine con il rispetto del nostro ambiente. La produzione di acqua imbottigliata comportato l’uso di migliaia di tonnellate di materiale plastico e l’emissione di migliaia di tonnellate di Co2 in atmosfera”. Vantaggi .  Risparmio di plastica e imballaggi, riduzione delle emissioni nocive in atmosfera, risparmio economico per famiglie ed enti pubblici, luogo di aggregazione sociale e scambio di informazioni di interesse per la popolazione: sono questi i vantaggi immediati derivanti dall’installazione della Casa dell’acqua, “un’evoluzione moderna delle “fontanelle” di una volta che tutti noi eravamo abituati a vedere in giro per i nostri Paesi”. Tre Case dell’acqua.  “Su questi presupposti si è basata la scelta portata avanti dell’Amministrazione comunale di Latisana di dotare anche il nostro comune di tre impianti per la distribuzione dell’acqua che hanno trovato collocazione a Pertegada e a Latisana, rispettivamente vicino alla Coop e presso il Centro Intermodale, “location” caratterizzate da una facile accessibilità e dotate di ampi parcheggi”. Il coinvolgimento dei giovani.  La presenza delle scolaresche al taglio del nastro è l’occasione per ricordare anche i lavori eseguiti dal Consiglio comunale dei Ragazzi lo scorso 22 marzo, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, Consiglio presieduto dal sindaco Emiliano Frattolin. “La ricorrenza dell’Onu – fa notare Benigno – ci invita a ricordare il tema dell’acqua quale bene prezioso per la vita. Si tratta di una risorsa divenuta ormai esauribile. L’idea è piaciuta moltissimo ai ragazzi per la sua importanza e durante la seduta vi è stato l’intervento dell’associazione “Chain of Love” operante in Etiopia per l’approvvigionamento idrico, l’istruzione e il sostegno all’economia locale: Significativa anche la mostra dei lavori realizzati dei ragazzi delle scuole elementari e medie di Latisana sul tema dell’acqua. Il corretto utilizzo delle risorse idriche diventa fondamentale per il nostro futuro”. Acqua, bene prezioso.  “Adoperiamo acqua per bere, cucinare e lavare, ma ancor di più per produrre cibo, vestiti e oggetti: ad esempio per produrre un foglio di carta A4 ci vogliono 10 litri di acqua. Su questi temi è necessario creare una sensibilità fin dall’infanzia. Per questo è stato importante coinvolgere le scuole in questa giornata di inaugurazione che non vuole essere solo un momento di spiegazioni tecniche di quanto realizzato ma anche un’azione di sensibilizzazione che coinvolga i ragazzi, le insegnanti e le famiglie”.

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2 commenti su “case dell’acqua (bis), chiara, fermata corriere, punto nascita e ostetriche, kebab”

  1. Maurizio ha detto:

    @Chiara. Per la politica, la tua giovane età credo sia un valore relativo, visto il moderato dispendio fisico che tale attività appunto richiede. Invece, leggendo il tuo blog, trovo che hai fatta un’analisi del paese degna del miglior Bertinotti (classe 1940). Manca solo la parte, evidentemente, in cui per la mancata realizzazione del tuo programma , ti lamenterai nell’ordine: dei poteri forti, dell’ostruzionismo degli avversari, delle correnti del tuo partito e infine degli elettori che non avranno capito. Anzi no, degli elettori già lo fai. Il tuo blog, infatti, non è che un lungo j’accuse al Paese senza nemmeno una parola sulle colpe di questa classe dirigente che ha assecondato questi “vent’anni di imbonimento”(cit.Chiara). E non ti lamenti solo degli imboniti, ma anche di quelli che invece di “un aperitivo in piazza, una serata in discoteca o un rotocalco rosa”(cit.Chiara) scendevano in piazza a protestare indignati contro questa classe dirigente. Questa, non quella. Ma nemmeno questi ultimi placano la tua sete accusatoria. Rivedo quelle mestrine elementari che si lamentano che tutta la classe sta andando male, senza cogliere che, per uno che deve capire, c’è un altro che dovrebbe spiegare e che entrambi sono parte della stessa medaglia. E se questo non è perdonabile in un educatore lo è ancor meno in uno che vorrebbe fare il politico. Cara Chiara, il capitano (politico) che vorremmo noi, non è quello che da la colpa all’equipaggio se la nave è finita nelle secche bensì quello che traccia la rotta prima e se riesce, assieme all’equipaggio, a portarla fuori poi.
    P.S. Riguardo il tuo incipit, non so di chi tu sia lo specchio ma sicuramente non il mio.

  2. chiara ha detto:

    Rispondo subito Maurizio che non sono io ad essere lo specchio, se leggi, riflettevo sulla classe politica come specchio dell’Italia.
    Un lungo j’accuse che, se leggi bene, mette in mezzo anche la sottoscritta. Direi quindi più un’autocritica.
    Per i “vaffa” nelle piazze il riferimento mi sembrava ovvio, non a scioperi o sacrosante manifestazione, ma a chi ha urlato “vaffa” e poi si ritrova ad agire allo stesso modo di chi lo ha preceduto, molto spesso in maniera anche più incompetente.
    Altra cosa, fondamentale, e che dimostra ancora la superficialità con cui ha letto e tratto conclusioni: io non ho alcuna intenzione di fare il “capitano” o la guida politica di nessuno, ma di collaborare (con altri) a rimodellare un assetto che non mi piace e credo non piaccia a molti. E poco importa se il mio pensiero assomiglia a quello di un uomo del ’40, perché vede, io non sono una rottamatrice, credo che sia necessario riformare ma non cancellare tutto ,o peggio tutti.
    Ultima cosa:dispendio fisico carente forse, ma dispendio mentale non proprio carente.
    Sa, mi fornisce l’impressione di credere che io sia una politica navigata e lautamente pagata. Così non è, per me e per la maggior parte delle persone, che lo fanno nei ritagli di tempo, perdendo denaro ed energie. E si glielo assicura è una faticaccia, ma che recupera anche più di qualche soddisfazione.
    Se lo si fa per obiettivi e non per la poltrona.
    Ma questo l’ho già detto.

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