caserma e 8.000, massaggi, asilo nido, scuola di musica

Ex Caserma, cominciano i guai

Intanto spendiamo 8.000 euro, i primi, per spese legali e poi vedremo come andrà a finire; stiamo parlando dello stop dei lavori di riconversione della ex Caserma Radaelli, la famosa e fumosa “Vela” presentata in pompa magna tre anni fa di questi tempi, ricordate? Ecco la foto per non dimenticarsi.

settembre 2010

Renzo Tondo (Presidente Friuli Venezia Giulia) con i Consiglieri regionali Alessandro Colautti e Daniele Galasso, Micaela Sette (Sindaco di Latisana) ed altri durante la demolizione dell’ex caserma “Radaelli”. (Latisana, 10/09/2010 – disascalia della Regione) –

Come era prevedibile e previsto è arrivato il ricorso amministrativo da parte della Ditta Faccio che si oppone allo stop dei lavori e chiede di farli i lavori o chiede danni. Incaricato uno studio legale, appunto 8.000 euro, e speriamo che il Comune abbia ragione e non vengano dilapidati soldi di tutti. Una operazione nata con Tondo sulla ruspa e finita a carte bollate. Una brutta operazione.

Scuola di Musica

Si scrive modifica o adeguamento, si legge AUMENTO. Parliamo dei costi delle lezioni della Scuola Comunale di Musica e ovviamente viene applicato un “piccolo ritocco”; ricordiamo che il Comune eroga 20.000 euro di contributo alla Scuola, che si trova nel palazzo comunale Molin Vianello di Via Rocca. Ecco le tariffe in vigore da ieri.

tariffe scuola musica

Asilo Nido

Da “mamma Marta” riceviamo e volentieri pubblichiamo

Con il bimbo che sta per compiere un anno  mi sono chiesta se, magari trovando un modesto lavoro, fosse possibile iscriverlo al nido. Da qui molte le problematiche emerse: gli orari del nido sono incompatibili con la maggior parte delle professioni. Nessuna cameriera che lavora i fine settimana e la sera può usufruirne; nemmeno le commesse che spesso chiudono i negozi alle 8 di sera (sabato e domeniche spesso comprese), nessun turnista, nessun dipendente degli ospedali quali infermiere o medici che lavorano spesso di notte, neanche i benzinai, o le bariste, sicuramente nessun lavoratore stagionale, nonostante a Latisana risiedano moltissimi dipendenti delle strutture turistiche di Lignano, stando in disoccupazione, di questi tempi spesso senza aiuto economico visto che la stagione è durata in alcuni casi meno dei tre mesi indispensabili per la mini aspi. I costi sono spesso spropositati e mi chiedo chi siano i pochi fortunati che riescono a usufruire di questo servizio. Purtroppo però c’è da dire che il comune agevola economicamente chi si iscrive, a seconda dell’Isee. Cosa giustissima, se non fosse che, essendo l’asilo nido solo convenzionato, il Comune o gli enti pubblici devono rimborsare la differenza. Coi soldi invece di tutti. Soldi di tutti versati per un servizio adatto solo a pochissimi fortunati. Ci si chiede perché anche le donne che lavorano spesso sono costrette a dare le dimissioni: non tutte sono dipendenti statali che lavorano dalle 8 alle 17 (orario del nido di Latisana), e anche chi lavora in fabbrica con quel turno non ha la fabbrica a Latisana (che da molto tempo ha attuato una politica tesa ad agevolare il settore turistico a discapito di quello produttivo) e non sa dove lasciare il bimbo nelle 2 ore prima e nelle 2 ore dopo, calcolando il portare il bambino, recarsi a un lavoro distante decine di km… e viceversa al ritorno. Per non parlare delle categorie precedentemente citate. Visto che non ci sono contribuenti si serie A e di serie B, diamo a tutti la possibilità di usufruire del servizio. Altrimenti avremo un servizio per pochi pagato coi soldi di tutti. Non è colpa della gestione del nido, ma di un mancato adeguamento dei servizi con la maggiore, purtroppo obbligata, flessibilità dei lavori. Questione che il Comune dovrebbe risolvere, ancor prima di tante iniziative non necessarie.

Novità a Latisana

In Via Dietro Chiesa…..

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10 commenti su “caserma e 8.000, massaggi, asilo nido, scuola di musica”

  1. Giulia ha detto:

    Ci mancava il centro massaggi cinesi 🙁 che tristezza

  2. davide ha detto:

    Scusate, ma del centro massaggi fanno parte solo quelle decine di metri di vetrine (che oggi solo dei cinesi potrebbero permettersi) o anche gli appartamenti al piano di sopra?

  3. il_bacucco ha detto:

    ti rispondo col motto dell’Ordine della Giarrettiera… ” Honi soit qui mal y pense” he he he 🙂

  4. Marta ha detto:

    Visto che le massaggiatrici italiane hanno prezzi esorbitanti, speriamo che almeno questi cinesi riescano ad offrire un servizio che anche noi poveri cassa integrati, operai e precari di vario possiamo permetterci! Nessuno ha mai notato il centro di depilazione…. totale…. aperto in centro? Ma chi ci va? Il problema degli italiani sono gli antiestetici peli del deretano…

  5. Matteo ha detto:

    Più che altro speriamo che la Finanza faccia un controllo, visto che il 99% di questi centri lavora completamente in nero senza troppi problemi, mentre noi se non paghiamo anche la più piccola tassa ci becchiamo subito delle belle multe….

  6. davide ha detto:

    Copio e incollo da altro blog, visto l’inerenza con importanti temi affrontati anche qui, ultimo in ordine di tempo la sicurezza e il superlavoro dei bravi VVF per il maltempo…

    “Un effetto della sanatoria sulle multe alle slot-machine sono i tagli alle nostre forze di sicurezza, conseguenza di scelte scellerate. I vigili del fuoco subiscono infatti un taglio di 55 milioni a scapito di nuove assunzioni. Erano 2 miliardi e mezzo circa, ora dopo il condono sono 600 milioni di euro. Ma la situazione è davvero paradossale. Sono state le nostre forze di sicurezza, in particolare la guardia di finanza, a scoprire quella maxi-evasione e dopo che lo Stato condona la multa, per effetto di quel condono il comparto sicurezza viene penalizzato. Ringrazio per la lettera inviataci. Inizieremo l’iter parlamentare insieme ai diretti interessati per fermare questa porcata.” Luigi Di Maio, M5S Camera

  7. AGNESE ha detto:

    Vorrei rammentare alla “mamma Marta” che tutte le scuole dell ‘infanzia, scuole primarie di primo e secondo grado, sono generalmente aperte dalle ore 8 alle ore 16. I nidi sono l ‘unica struttura predisposta all’ accoglienza dei bambini da parte di personale qualificato con un orario legalmente consentito di 10 ore, dalle 7:30 alle 17:30. Un totale settimanale di potenziali 50 ore, di cui alcuni bambini usufruiscono quasi pienamente.
    Cordialmente.

  8. Marta ha detto:

    Rispondo ad Agnese. 50 ore non usufruibili dalla cameriere, dalle cuoche, dalle bariste, dalle commesse, dalle infermiere e dai dottori che fanno i turni, dalle operaie turniste, dalle lavoratrici stagionali, da tutti coloro che lavorano nei fine settimana…. e chi più ne ha più ne metta…. Un servizio solo per pochi fortunati, ma con rimborsi prelevati dalle tasche di tutti. E non riguarda solo il nido, anche l’asilo ha orari proibitivi con gran parte del lavoro dei genitori, che si devono dimettere. Se poi il genitore è uno solo, si finisce in mezzo a una strada. O l’alternativa è pagare una baby sitter che costa 7 euro l’ora quando un operaia, tolta la benzina, ne guadagna 5, 6 una barista, 7 una cameriera con anni di esperienza. Facciamo diventare questi servizi (che per legge non sono obbligatori) privati, in modo almeno da non gravare sulle tasche di tutti. Oppure lo adeguiamo alle esigenze di tutti. Buona giornata.

  9. Marta ha detto:

    Il problema è che alcune mamme fortunate e probabilmente benestanti considerano il nido e l’asilo come scuole a tutti gli effetti, dove mandare i bambini perché si istruiscano. Nella maggior parte dei casi invece penso che i geniori scelgano il nido solo perché costretti da esigenze lavorative, non per aveere la mattinata libera per pettinatrici o amiche. I bambini starebbero bene a casa con la mamma almeno fino ai 3 anni. Possono socializzare ugualmente al parco, coi cuginetti o coi vicini di casa, senza essere messi in una stanza dove c’è l’ora della pappa, l’ora del gioco, l’ora della nanna. Troppe regole per bambini di pochi mesi, il cui bisogno è di essere coccolati ogni volta che ne sentono il bisogno, cullati, incoraggiati e lodati ad ogni piccola conquista. A 12 mesi non devono essere messi a confronto con altri bambini e dover contendersi tra 7 o più bambini le attenzioni di una maestra d’asilo. Non ho mai frequentato nessun asilo, eppure mi sono laureata a pieni voti ugualmente. L’asilo nido non è necessario per la “formazione” di un bambino di 12 mesi. Spesso è invece l’unica alternativa alla perdita del lavoro da parte di un genitore. Non è una punizione, i bimbi sicuramente si divertono ( hanno d’altro canto pochi termini di paragone se conoscono le mura domestiche solo nelle ore serali quando mamma e papà tornano a casa stanchi dal lavoro e devono sbrigare mille altre faccende domestiche) e al giorno d’oggi le maestre hanno un’ottima preparazione accademica (o almeno dovrebbero averla tutte… altro punto dolente dell’insegnamento, ci sono anche qui 2 Italie), ma non si può certo affermare che la maggior parte dei genitori manda il bimbo all’asilo se non per motivi lavorativi. E allora dobbiamo permettere lo stesso servizio a tutti i lavoratori. Cosa pensa Agnese, che io se faccio la cameriera dalle ore 18 all’una di notte mando mio figlio al nido di mattina, togliendo pure soldi al mio misero stipendio se questo non è obbligatorio? No, avrei bisogno di chi me lo tiene durante queste ore di lavoro. Oppure il COMUNE DEVE integrare economicamente la differenza con una baby sitter privata (un voucher lavorativo=10 euro). Se 7 ore di nido, visto un ipotetico Isee venissero a costare 400 euro al mese, e invece una baby sitter per 7 ore al giorno per 6 giorni alla settimana 1750 euro (normalmente pagata coi voucher), che il comune rimborsi alla cameriera la differenza di 1350 euro. Vorrei vedere allora quanti nidi con orari di 24 ore su 24 spunterebbero in giro! Non ci sono italiani di serie A o di serie B. Lavoratori di serie A e poveri schiavi che devono ringraziare di avere anche solo un pasto al giorno. Non mi piace. L’Italia accusa la Merkel di essere cattiva? Certo! L’Italia non ha ancora le carte in regola per mettersi sullo stesso piano della Germania, dove le politiche sociali, il livello di istruzione, la ricerca e la meritocrazia hanno un significato che noi ancora ignoriamo. Loro SONO la Mercedes, noi siamo la Fiat. In tutti i sensi.

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