commenti, traffico, cinghiali e caprioli, paludo, alberi e quadro

Indignazione e rabbia

La questione dei caprioli e cinghiali abbattuti da “cacciatori” durante la piena del fiume, ha fatto reagire tutta la rete, con commenti e post e fotomontaggi e offese di vario genere. Abbiamo ricevuto anche noi sollecitazioni e link, tutti che esprimono molta rabbia. Per sunto ed esempio riportiamo un commento di Stefano Venudo:

–      ciao…chi scrive sul messaggero v. che alcuni hanno imbracciato fucili e carabine x abbattere cinghiali e caprioli stremati dalla piena, d’altro canto siamo in periodo di caccia, dice…ma si rende conto di ciò ke sta scrivendo? a  parte che mi sembra la caccia sia aperta solo di domenica e mercoledì, e nn sicuramente nei centri abitati. Mi auguro che se realmente è successo, la procura della repubblica o la forestale l’ascolti x fare i nomi di chi si è macchiato di questi crimini, xkè tali sono..grazie.

Da Valerio Formentini una notizia che ci era sfuggita

Ciao Bacucco, ti allego la pagina iniziale dell’articolo di Vinicio Galasso sull’ultimo numero della rivista “Sot la Nape” (2, aprile-giugno 2012) della Soc. Filologica Friulana nel quale si assegna la paternità del dipinto dell’altare della chiesa di S.Antonio da Padova (“dele Muneghe” per i latisanesi) al pennello di Mattia Bortoloni, un pittore poco noto oggi, ma nel Settecento alla pari con Tiepolo e Piazzetta, autore di opere di una certa rilevanza, ma del tutto assente in Friuli. Un nuovo recupero artistico per la cara chiesetta latisanese dopo il restauro della tela tintorettiana di pochi giorni or sono.

Ringraziamo e pubblichiamo volentieri la foto

Traffico

Solito incidente in autostrada, solita chiusura del tratto interessato e uscita obbligatoria a Latisana. E’ successo ieri mattina e subito si sono formati chilometri di coda in centro paese, a causa dei due semafori di Pascotto e Bergamin. In assenza di tangenziale e rotatoria del ponte i due semafori bloccano il traffico sulla s.s. 14, in quanto i tempi del rosso  e del verde sono studiati per un traffico normale e urbano; in casi come questi si dovrebbe intervenire manualmente e se sulla 354 non si può perché di competenza di FVG Strade, qui si potrebbe e dovrebbero essere i vigili a farlo. Quando abbiamo scattato la foto non li abbiamo visti; la loro auto era al lavaggio di Crosere, ma loro non saprei dove.

Novità a Paludo

Basta angurie a Paludo sulla S.R. 354; dovrebbe nascere un centro residenziale e commerciale, così recita il cartello ben visibile dalla strada. Un pezzettino di storia che se ne va e speriamo posti di lavoro che arrivano.

Taglio alberi

Lunedì 19 novembre il Comune procederà al taglio di alberi di alto fusto in Via Giovanni da Udine, ovvero la stradina che corre parallela alle elementari da Via Percoto a Viale Stazione.

Commenti; per chi non è abituato, suggerisco di vedere i commenti  qui e qui

http://www.latisana.it/udc-tagliamento-e-cinghiale-webcam-e-molte-foto/

http://www.latisana.it/sanita-pubblica-e-privata-fotografie-e-festa/

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5 commenti su “commenti, traffico, cinghiali e caprioli, paludo, alberi e quadro”

  1. Marco Martino ha detto:

    A proposito di questa triste vicenda si potrebbe fare una citazione: “l’ignoranza genera mostri”.
    Generalmente, sono una persona che legge in silenzio, ma in questo caso mi sembra doveroso farvi un appello all’informazione. “Informazione”, dico, perché chiunque informandosi poteva mettersi al riparo dalle notizie diffuse dal Messaggero Veneto ieri. Innanzitutto, in merito a quanto scrive il sig. Venudo, gli unici giorni in cui la legge impone il “silenzio venatorio” sono il martedì e il venerdì e comunque, correttamente scrive, lontano da strade e abitazioni. In secondo luogo, il solo poter pensare che dei cacciatori aspettino “al varco” la selvaggina stremata dalla piena (mi riferisco all’articolo del Messaggero) denota una tremenda pochezza intellettuale e, per l’appunto, di adeguata informazione. La figura del cacciatore è spesso stereotipata: è semplice, da una scrivania, additare i cacciatori come uomini armati di fucile che si aggirano camuffati tra i boschi per abbattere povere bestiole indifese. Ciò che “il popolo” ignora è il lavoro volontario al servizio e per amore della natura che questi uomini mettono in atto ogni giorno. Vi fornisco solo alcuni esempi: quando si diffonde la rabbia, sono i cacciatori a spargere per i boschi le esche vaccinate per gli animali; sono i cacciatori, in periodi in cui la caccia è chiusa, a effettuare i censimenti della selvaggina diffusa sul territorio; sono le riserve di caccia a spendere migliaia di euro (dei cacciatori) per liberare centinaia di fagiani, dei quali meno di un terzo è poi abbattuto; quando cinghiali, caprioli e altra selvaggina danneggiano le colture, sono i cacciatori a fornire prima assistenza agli agricoltori, recandosi nei loro campi per fotografare la situazione. Quando c’è la piena, è vero, i cacciatori stanno in piedi sugli argini, ma per monitorare la situazione ed affiancare se necessario il Corpo Forestale e alcuni di essi, lo so per certo, arrivano a piangere di fronte alla miseria degli animali impotenti. L’opera di abbattimento descritta da un articolo ingiusto ed infame, più che ad un cacciatore, compete ad un macellaio, ed è più simile alla mattanza dei tonni che alla caccia di selezione. Sono questi i motivi che mi portano ad escludere, senza ombra di dubbio, la veridicità di quanto affermato dall’articolo citato. Il massimo che possa la giornalista aver visto (posto che qualcosa abbia realmente visto), potrebbe essere il lavoro dei Forestali, costretti in alcuni casi a compiere un pietoso ufficio nei confronti di animali dagli arti fratturati. Tutto ciò accade in Friuli Venezia Giulia, una Regione che ha un impianto legislativo in materia venatoria tra i più restrittivi a livello nazionale.
    Esposte le ragioni a difesa dei cacciatori (da parte di uno che cacciatore non è, semmai persona di buonsenso ed informata), vorrei ora passare all’ambito legale. Da diligente studente di Giurisprudenza, ma ciò non sarebbe necessario, in questa triste vicenda editoriale riscontro comunque qualcosa di sporco. Si possono avere due casi: o la giornalista ha assistito alla carneficina (che di per sé integra fattispecie di reato) e non denuncia, atto che nel nostro ordinamento giuridico prende il nome di favoreggiamento, oppure non ha visto nulla, riporta il falso, mente sapendo di mentire, e ciò si chiama diffamazione. In ogni caso, il Messaggero Veneto non fa una bella figura.
    Traggo le mie conclusioni. Probabilmente l’articolo nasce più dalla volontà di riempire colonne vuote che dall’intenzione di raccontare un episodio di cronaca. Tuttavia ha colto nel segno: per far scattare l’indignazione popolare il giornale ha premuto, è il caso di dirlo, il grilletto giusto.

  2. Maurizio ha detto:

    Io ero convinto che li avessero sedati…

  3. Paolo Miotto ha detto:

    Ci vorrebbero più persone come il sig. Martino,ha fatto una disamina della notizia eccezionale .
    Voglio farle i miei complimenti,sottoscrivendo e sottolineando le ultime tre righe!!

  4. susanna ha detto:

    Concordo con il signor Martino : è facile fare scoop giornalistici (?) e dare sempre addosso ai cacciatori . Da figlia di cacciatore ho visto e vedo mio padre andare a caccia per passione, “portare a casa”, se ci riesce e solo una volta a settimana, solo quanto permesso da regolamento (o fagiano o lepre e solo nella quantità consentita) , nel rispetto della natura e delle proprietà altrui, cacciando solo dove è consentito, lui come tanti altri cacciatori PER PASSIONE.
    … che dire invece dei cinghiali che entrano selvaggiamente (ovvio, sono animali) nelle proprietà distruggendo raccolti e piantagioni? …
    e ci credo che , se è vero che ne siano stati abbattuti, sarà stato fatto con cognizione…

  5. venudo stefano ha detto:

    allora sembra il sindaco Benigno abbia chiamato il messaggero veneto x chiarimenti sull’articolo, che sarebbe stato scritto da una cronista trevigiana che forse si rferiva a qualcosa successo sulla sponda veneta ma nn ci sono riscontri. ci vorrebbe una nota di rettifica da parte del quotidiano.
    P.S. cacciatori e figli di cacciatori, nn si devono indignare xkè chi fa simili cose nn si chiamano cacciatori ma, bracconieri e delinquenti

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