DA LATISANA A SAN MARTINO DI TERZO. CENTUM HEREDIA raccontata da EMANUELA TONIATTI GIACOMETTI

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Una tenuta nella campagna di San Martino di Terzo d’Aquileia in cui lo sguardo si perde tra il cielo e le distese di cereali. Oltre la Laguna. Un luogo tra il sogno e l’incanto, del sentirsi liberi, della fantasia e dell’immaginazione, in una parola della felicità. Qui sta prendendo forma l’idea dell’agriturismo culturale Centum Heredia. Nel silenzio interrotto dalle cicale e dal gorgoglìo delle fontane. Emanuela Toniatti Giacometti ci racconta la storia di una scelta, ma anche di lavoro e di sacrificio nascosti dietro a un luogo tanto seducente e tranquillo.

Da dove proviene la famiglia Toniatti?

La mia famiglia è di Latisana. Papà Luigi, sfruttando la laurea in agraria, gestiva l’azienda agricola di famiglia. Mi ricordo i primi anni trascorsi a Latisana e il trasferimento a Trieste dove sono cresciuta.

Come mai il trasferimento?

A seguito della crisi agricola degli anni Sessanta, papà, che era laureato anche in farmacia, decise di acquistare una farmacia a Trieste. È stata la mia città fino a pochi anni fa. Anche la laurea in matematica l’ho conseguita a Trieste. Ma la mia passione è sempre stata per la terra. Così, dopo qualche anno di insegnamento, ho chiesto a mio padre di affiancarlo nella gestione dell’azienda agricola.

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La mamma invece era dedita alla farmacia?

La mamma, che era laureata in chimica, conseguì in un secondo momento la laurea in farmacia, proprio per dar seguito all’attività. Ma è con mio padre che ho condiviso la grande passione per l’agricoltura.

Quando inizia la vostra storia a San Martino di Terzo?

Nel 1973, con l’acquisto della tenuta ex Famea tra Ca’ Vescovo e Salmastro: un’azienda coltivata per la maggior parte a frutteti, barbatelle e cereali. Ho aiutato papà fin dagli anni Ottanta e, quando gliel’ho chiesto, mi ha lasciato in gestione l’azienda. Nel frattempo lui continuava a occuparsi delle terre di Cesarolo.

Era molto giovane…

Ho imparato sbagliando. Mi ricordo ancora gli errori… Oltretutto erano anche anni in cui poche donne gestivano aziende agricole, ma non per questo mi sono scoraggiata. Avevo sei dipendenti fissi più gli avventizi.

Oggi non ci sono solo gli ettari dell’ex Famea…

Nel 2003 si sono aggiunti gli ettari della Centuria, ex Tonino Fabri per chi conosce il territorio, e nel 2006 la tenuta ex Mosca, dove sorge proprio questo fabbricato che risale agli anni Venti e che, dopo un importante restauro, è rimasto in parte ad uso abitativo mentre la ex stalla è stata destinata agli usi dell’agriturismo.

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Quando si trasferisce da Trieste?

Mi sono trasferita con la mia famiglia nel 2011. È anche nata una forte passione per il giardinaggio che mi piace ricordare.

Oggi si può vivere di sola agricoltura?

(Ride) Se oggi avessi dovuto affrontare i costi di questo restauro avrei rinunciato. In dieci anni è cambiato il mondo agricolo.

Questo restauro rappresenta anche una nuova idea imprenditoriale…

Il restauro come dicevo è stato importante non solo perché ha permesso alla mia famiglia di vivere in questo luogo meraviglioso, ma anche perché dà vita al progetto di agriturismo culturale. La tenuta è immersa nelle terre di San Martino a un passo da una laguna che offre uno spettacolo unico.

Guardando al futuro…

La location si presta molto bene all’organizzazione di attività didattiche, ricreative, di tipo sportivo e culturale, nonché di iniziative espositive dedicate alle testimonianze del mondo rurale. Insomma stiamo progettando degli eventi per valorizzare e far conoscere queste terre. Nei prossimi mesi le sorprese non mancheranno.

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