Dov’è? San Martino, chiusure e le occasioni perdute n° 4

{jcomments on}Dov’è?


Facile il dov’è di oggi, da indovinare

Le occasioni perdute di Latisana, 4



 

Oggi parliamo di centro commerciale, che ovviamente non c’è; e non intendiamo quello all’aperto della piazza e delle vie adiacenti, ma proprio di un centro commerciale o zona HC come si diceva una volta. Una volta ai tempi del sindaco e assessore Gianfranco Sette (papà della Sindaca) e anche prima quando si parlava di costruire un centro commerciale a Crosere; erano i tempi della nascita della Rekord di Portogruaro (si chiamava così una volta) e delle riunioni  ed assemblee dove i commercianti e l’Ascom di allora dichiararono guerra a tutte le proposte di insediamento, rifiutando anche la compartecipazione alle aperture. L’ipotesi primaria era quella di fare come a Portogruaro, poi anche di dare la precedenza ai commercianti della zona. Resistenze e pressioni e non se ne fece nulla. Qualche tempo dopo avvenne un fatto che ha inciso pesantemente su tutta la vicenda della viabilità a nord di Latisana e anche sul discorso del centro commerciale possibile: la proprietà Bernardi costruì a ridosso dell’autostrada un magazzino enorme, che aveva tutto l’aspetto di un centro commerciale. Insomma venne dato spazio ad un grande capannone che “prenotò” la cubatura disponibile per eventuali spazi commerciali. Si arrivò poi negli anni 90 dove si iniziò a parlare concretamente del nuovo casello ed ovviamente degli spazi commerciali che sarebbero nati a ridosso dello stesso. Nacquero due cordate, che facevano riferimento a due studi di progettazione di Latisana, impegnati in politica e con amici in politica. I due progetti si contesero a lungo le autorizzazioni a suon di carte bollate e i mesi e gli anni passarono. Nel frattempo passò inutilmente il treno Ikea, passarono gli investitori della zona Cantina e Consorzio, sono cresciuti a dismisura i poli emporiali di Portogruaro e Palmanova,oltre che di Villesse, e  si è arrivati a oggi, con un progetto che ha resistito e che prevede un mix di commercio e turismo a ridosso del nuovo casello. E’ arrivata però anche la crisi e gli spazi posti in vendita sulla carta risultano meno appetibili di un tempo e le ventilate chiusure di situazioni analoghe a Udine, Carnia, Cassacco e Gemona inducono ad agire con prudenza. Se si fosse partiti 30 anni fa…… se… Latisana non sarebbe Latisana come la vediamo oggi. Meglio o peggio? Vedete voi.

San Martino senza negozi

Ci deve essere stato un problema di comunicazioni tra il Comune, la Pro Latisana, l’Ascom e la categoria degli spettacoli viaggianti, le giostre ieri. Lunedì, come tutti gli anni era la giornata dedicata  ai ragazzi con dei biglietti omaggio distribuiti appunto dai giostrai, ma…ma se siete stati in piazza ieri avete sicuramente notato una cosa: era quasi tutto chiuso. Chiusi i negozi, chiusi i bar, le varie attività e il tutto era all’insegna del mortorio. Certo non è facile, di questi tempi, sostenere le apertura e i relativi costi, però qualcuno ieri l’ha fatto. Pochi e bravi. E il resto? Dov’era la Pro Latisana, l’Ascom e l’Assessorato alle attività produttive? Sempre si apre per vendere, qualche volta per promuovere, ieri nell’ultima giornata di San Martino molti hanno chiuso per una scelta. Commentate voi.

Latisana chiude

La notizia data della probabile chiusura di un grande negozio  del capoluogo, sembra non abbia stupito più di tanto:insomma forse noi siamo stati gli ultimi a  saperlo. Vogliamo sperare che ci sia spazio ancora per trattative positive. Che ne dite se oggi aggiungiamo all’elenco anche un altro negozio, di abbigliamento, che si trova sotto i portici? Notizia vecchia anche questa? Io credo che sia il caso di fare una valutazione pubblica e globale sul sistema commercio a Latisana; intervenire oggi che la situazione è drammatica può essere tardivo, ma non farlo significa solo aspettare l’elettro cardiogramma emporiale piatto. E non manca mica molto.

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