Ecco gli argomenti di oggi: primarie del PD, incontro a Latisana, arcobaleno a Gorgo; grandinata a Precenicco; una epigrafe…..diversa dal solito, locandina Concerto di Natale, Tra Terra e Mare, Ospedale, n.d.b.

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Da Carlos Corvino riceviamo e volentieri pubblichiamo

Le Primarie del Partito Democratico a Latisana: perche’ partecipare?

L’8 dicembre prossimo si svolgeranno le primarie del Partito Democratico. Come per le scorse elezioni, ci saranno presumibilmente due  seggi, uno a Latisana e a uno a Pertegada. Appena ci sarà ufficialità verrà data tempestiva informazione. Si vota dalle 8.00 alle 20.00. Ai non iscritti al PD si chiede un “obolo” di 2 euro per votare. Possono votare i cittadini e le cittadine che hanno compiuto il sedicesimo anno di età.  I ragazzi tra i 16 e i 18 anni, gli studenti e i lavoratori fuori sede debbono obbligatoriamente registrarsi online per poter esercitare il diritto di voto. Per tutti gli altri la registrazione è consigliata, perché velocizzerà le operazioni di voto. Ma non è obbligatoria. La registrazione online si potrà effettuare fino alle ore 12:00 del 6 Dicembre 2013. Maggiori informazioni sul sito delle primarie: http://www.primariepd2013.it/

Sostanzialmente può votare chiunque ha voglia e volontà di farlo,  aderendo alle idee del PD. Se volete potete venire a vedere il dibattito pubblico aperto a tutti tra le mozioni di Civati, Renzi, Cuperlo, Pittella: oggi venerdì 22 novembre dalle ore 21.00 presso il Palazzo Molin Vianello a Latisana, in via Rocca.

So che non vi ho convinti a partecipare con queste due righe telegrafiche. So che per avvicinare nuovamente i cittadini alla politica, non tanto ad un Partito particolare, ci vuole ben più di questo. Forse non c’è modo di convincere in breve tempo le persone a partecipare, soprattutto in un momento di forte sfiducia nelle istituzioni e nei politici. Tanto più chiedendo anche un obolo di due euro per le spese. Una sfiducia motivata. Allora vorrei provare a dirvi perché, secondo me, oggi più che mai è necessario partecipare: perché il paese è di tutti e la politica è di tutti. E se il paese va male e i partiti fanno schifo, la colpa senz’altro è della classe dirigente che li governa e li ha governati (in Italia e a Latisana), ma subito dietro ci siamo tutti noi.

Girarsi di spalle e fregarsene significa far parte del problema e rinviare la soluzione. Forse la soluzione non è il PD. Ma credo che sia un contenitore che può essere riempito della passione e della partecipazione di tutti. Di tutti coloro che si sono sentiti di sinistra e di centro sinistra, ma che ora sono convinti che quel centro sinistra del passato non riesce più a interpretare la società e a creare una proposta convincente. E vogliono il cambiamento. Di quelli che, disinteressati ai partiti, ma appassionati di politica non si sentono più rappresentati da quel centro o quel centro-destra. E vogliono il cambiamento. E condividono, tuttavia, l’idea di base e gli ideali fondanti il PD.

Io ho votato per la mozione di Matteo Renzi e credo sia giusto dargli credito. Ma aggiungo subito che non mi sento un “renziano” e che, come la sua stessa mozione sottolinea, non mi piacciono le correnti e le affiliazioni strette. O i feudi. Preferisco intendere la politica come partecipazione ed elaborazione di proposte per risolvere i problemi. E dialogo. E, oggi più che mai, i problemi si possono affrontare solo assieme. Non mi nascondo i problemi di questo partito e i suoi paradossi. E le ambivalenze. E le larghe intese in cui siamo invischiati. Rospi da mandare giù.

Chi, come me, è nato negli anni 70 – io ho quaranta anni – ha visto l’attività politica con un misto di interesse, sfiducia e cinismo. E ha mandato giù già tanti rospi. Nel 1993 avevo vent’anni ed eravamo in piena tangentopoli. I politici mi apparivano come dei dinosauri, appartenenti ad un lontano passato, gente che chiedeva il voto motivandolo con una promessa di scambio di un qualche tipo, quando non esplicitamente corrotti. Ricordo che mio padre mi portò, un giorno, ad una riunione del partito socialdemocratico (ve lo ricordate?). L’argomento politico prevalente nei miei confronti fu: “ah… sei diplomato in ragioneria… sai, ne abbiamo piazzati tanti di ragionieri…”. Mi aspettavo di sentire parlare di valori, di proposte politiche, di scelte collettive, e invece mi stavano offrendo un lavoro… che non mi interessava.

I politici mi facevano schifo, ma mi piaceva genuinamente La Politica. Ricordo ancora che litigavo con mio padre, perché lui guardando quello che stava accadendo in tv se ne lamentava, a me dispiaceva ma in fondo pensavo “E’ gente che avete votato voi!”.  Nel 1994 ero all’università, a Scienze politiche, e Berlusconi “scese in campo”: ha quasi 80 anni ed è ancora lì, con il solito corredo di nani, saltimbanchi e ballerine. E molti politici di quel calibro, interessati in fondo solo a se stessi, quando non ladri, sono ancora lì. Magari hanno altre facce e altre età. Ma sono ancora lì. E permane forte la loro mentalità. Certo, lo so, ci sono tanti distinguo da fare. Ma la sostanza è questa: Il cambiamento che volevo quando avevo vent’anni non è arrivato, ora ne ho quaranta e un figlio di due mesi e mi chiedo se tra vent’anni la crisi economica, morale e politica in cui è caduta l’Italia sarà passata. O se mio figlio mi chiederà: “Cosa hai fatto in questi anni?”. Se tra vent’anni staremo a lamentarci che nostro figlio è disoccupato, mentre noi avremo una pensione (forse). Che il merito non è premiato, che conta la raccomandazione. Che in Italia si blatera tanto di famiglia, ma ci sono pochi asili nido e pochissimi servizi di conciliazione e le donne sono costrette a fare i salti mortali e a stare in equilibrio tra lavoro e famiglia. Che qualcuno ancora è considerato giovane a quaranta anni e l’età media di chi ci comanda – nei partiti, nello stato e nelle imprese – è di oltre sessanta anni.

Ecco. Forse l’otto dicembre non ci sarà una rivoluzione. Ma viene data l’opportunità a tutti di esprimere un voto per cambiare un partito. Intanto. Per cambiare Latisana o l’Italia ci vorrà qualcosa di più. Ma ne riparliamo il 9 dicembre.   —  Carlos Corvino

Da Chiara Casasola riceviamo e volentieri pubblichiamo

Non è facile, ad oggi, coinvolgere le persone, chieder loro di andare a votare o di farsi parte attiva nelle decisioni politiche. Non è facile perché l’indignazione e la delusione sono diventate i sentimenti predominanti e, la maggior parte delle volte, non a torto.    Non è facile chiederlo quando si fa parte di un partito, il Partito Democratico, che negli ultimi mesi si è reso complice della degenerazione della scena politica italiana.

Eppure il Partito Democratico vive, non nel buio del Palazzo ma nei circoli territoriali, tra i tesserati e i volontari e potrebbe vivere nei delusi, in chi si è allontanato schifato da un partito che invece era anche casa sua e che l’ha respinto, di fatto, con le sue decisioni o più spesso che l’omissione della scelta, con l’incapacità di rispondere al suo elettorato, preferendo più spesso rendere conto al suo apparato.

L’otto dicembre siamo chiamati a decidere le sorti di quello che è il più grande partito di centrosinistra sulla scena italiana e a decidere quale strada dovrà seguire, e lo potremo fare tutti; partendo dal presupposto che siamo parte di uno stesso partito e che le contrapposizioni di principio non portano a nulla.

Tra le tre mozioni che hanno passato lo scoglio della prima fase, che ricordiamo essere quella di Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo e Matteo Renzi, quella di Giuseppe Civati vuole scardinare proprio quell’immobilismo d’apparato che ha fossilizzato e affossato il partito, ridando invece parola e ruoli ai circoli territoriali, agli iscritti e avvalendosi delle esperienze di chi di fatto fa politica ma teme le conseguenze di indossare una casacca precisa.

Giuseppe Civati propone un partito nuovo, pulito e orizzontale. Un partito faticoso perché richiede il contributo di tutti, ma che rende protagonisti tutti delle sue scelte.

Nella sua mozione, che vi invitiamo a leggere, si parla del partito ma anche del Paese, che descrive come un Paese che riscopre la bellezza, il lavoro, la cultura, che parla di diritti civili e di ambiente; ma la cosa più interessante e più innovativa è che spiega come si può costruire tutto questo.

Perché è davvero possibile cambiarlo questo Paese, figuriamoci questo partito.

Arcobaleno

Ieri giovedì mattina, un bel arcobaleno ha incorniciato Latisana; nel gruppo “solo foto” di Latisana facebook potete vederne alcune di bellescattate a Latisana capoluogo, eccone qui due scattate a Gorgo; erano le 11.00 circa.

arcobaleno a gorgo 21 11 2013 r

arcobaleno a gorgo 2 r

Una epigrafe particolare

Esposta a Latisana giovedì, ci ha colpito per il testo; lo riportiamo omettendo i nomi:  ….. Sono….. e all’età di 62 anni sono costretto a lasciare questo mondo. Lascio mia moglie….. le mie figlie…con i mariti…. E poi loro: i miei fantastici nipoti………. Lascio inoltre parenti, amici e colleghi con i quali ho condiviso bei momenti di vita. A tutti auguro un “buon proseguimento”. Se volete potete venire al mio funerale che si terrà…… Io arriverò dall’Ospedale di Latisana, poi proseguirò per la cremazione. Oggi, alle ore 17.30, nella chiesa….. sarà recitato un Santo Rosario in mio suffragio. Non fiori, eventuali offerte all’ AIRC.

…che dire… riposa in pace e con un sorriso.

Grandinata a Precenicco e Palazzolo

Giovedì mattina prima delle 10.00, grandinata sottile e insistita a Precenicco e a Palazzolo, mentre a Latisana nulla. Ecco una foto tratta da fecebook, ce ne sono molte.

grandine Precenicco_r

Il 7 dicembre, in Duomo, concerto di Natale, ecco la locandina

locandina concerto di natale

Tra Terra e Mare

Sono pronti gli organizzatori dell’edizione 2014 di “Tra Terra e Mare”, ecco le date già fissate: 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 agosto 2014.

Ospedale: conoscete questo sito?  ..   http://www.qsalute.it/chirurgia-ospedale-latisana/     parlano del nostro Ospedale, con nomi e cognomi..

Nota del Bacucco:

Abbiamo ricevuto due articoli relativi alle primarie del PD, uno pro Renzi e uno pro Civati; se dovesse esserci anche uno pro Cuperlo lo ospitiamo. Pro Pittella no, lui è occupato a festeggiare con suo fratello, neo eletto governatore della Basilicata. Affari  di famiglia insomma. Ma tanto lo rivedremo alle prossime Europee, Pitella, che è europarlamentare se non lo sapevate….. Vice Presidente  del Parlamento Europeo…. Un fratello in Europa, un fratello in Regione….  I Sette di Latisana o i Ciriani di Pordenone sono dei dilettanti al confronto…..quando si dice il rinnovamento…..

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11 commenti su “Ecco gli argomenti di oggi: primarie del PD, incontro a Latisana, arcobaleno a Gorgo; grandinata a Precenicco; una epigrafe…..diversa dal solito, locandina Concerto di Natale, Tra Terra e Mare, Ospedale, n.d.b.”

  1. valerio ha detto:

    Speriamo che gli altri partiti, oltre al PD, approfittino dell’eccezionale vetrina offerta da “Il Bacucco” per esporre i loro programmi futuri.

  2. Maurizio ha detto:

    Udite, udite … ci viene data l’opportunità di scegliere chi dovrà guidare il PD! Se permettete, in questo momento, è come chiedere a dei prigionieri di scegliere chi, tra i loro aguzzini, dovrà fare il capo. Perché io sono convinto che la sfiducia degli italiani non è rivolta alla Politica tout court, ne,forse, ai candidati con i loro buoni propositi bensì al sistema e più precisamente all’apparato politico. Insomma, non c’è più fiducia nei partiti. Ormai abbiamo la certezza che una volta “dentro” qualsiasi leader, per quanto autorevole, verrà piegato alle logiche del partito. Anche recentemente, per ben due volte ci hanno ciulato con i “governi di scopo” ma che poi si son sempre immancabilmente trasformati in “governi delle larghe intese”. Noi votiamo una cosa, poi loro ne decidono un’altra. Tacciate sempre Grillo di demagogia ma, hai vostri occhi, la sua vera colpa, il suo peccato originale, è la coerenza. Sapete qual è invece il messaggio che veicolate voi? … “l’importante è stare qui, poi si vedrà…”. Siete riusciti a uccidere la democrazia rappresentativa. Siamo ritornati come nel medioevo, dove la rappresentanza era assoggettata al vincolo del mandato imperativo. Unica differenza che il sovrano è stato sostituito dal Partito e i sudditi dai prigionieri; prigionieri appunto della mancanza del diritto di rappresentanza politica democratica. Illusione di scegliere?… no, grazie!

  3. davide ha detto:

    Sono grato a Maurizio per il suo intervento, se non altro perché così potremo dividerci equamente gli unlike…
    personalmente sono molto colpito dal trasporto con il quale Carlos e Chiara sostengono la causa delle primarie del pd… niente contro di loro, anzi, ritengo che la cosiddetta base sia l’unica parte sana e appassionata rimasta in qualunque partito… rimango solo basito dalla non comune capacità – soprattutto – del pd nel riuscire a ricostruirsi quotidianamente una verginità politica nonostante ciò che proprio la base di cui sopra è ogni giorno costretta ad ingoiare… chiedere partecipazione è un appello sacrosanto, ma farlo affidandosi a Renzi ( http://www.youtube.com/watch?v=zjxmRj5YSFQ ) e Civati ( http://www.youtube.com/watch?v=fA5JsueQl0w )…
    ma se proprio devo sbilanciarmi, allora lo faccio per quest’ultimo e soprattutto per Chiara, perché, se non altro, sa di combattere una battaglia già persa e per questo mi fa simpatia…

  4. Maurizio ha detto:

    spiace non leggere le repliche dei vari promotori, cosa che suona un po’ tipo “noi la pensiamo così, voi pensatela come volete” ma credo sia una posizione legittima anche per chi si è, in passato e forse in futuro, candidato per una carica pubblica. Ma al netto delle posizione personali sembra proprio che ormai i partiti siano in mano ai vari capobastone, con tutto quello che ciò significa. Siamo infatti tutti grandi e vaccinati (si diceva una volta) per capire che queste “correnti interne” non cercano più di imporre la propria linea nella speranza di intercettare i bisogni e i desideri dei propri elettori (“degli italiani” mi sembrava una parola troppo grossa) ma per la sola e personale soddisfazione del bisogno di potere dei propri satrapi. Ribadisco, tutto questo vale sia per la sx che per la dx. Ma ecco alcuni ritagli di articoli della stampa di ieri.
    -I lettiani hanno celebrato… una vittoria contro Renzi: «Gli abbiamo fatto vedere che non ha il controllo dei gruppi»-
    -Marco Meloni avverte: «Renzi deve capire che la composizione di gruppi Pd rimarrà la stessa anche se lui diventerà segretario». Come dire: in Parlamento non potrà muovere foglia-
    Forse le cose potrebbero cambiare se i 2€ li dessero loro a noi 🙂 🙂

  5. chiara ha detto:

    Come darvi torto. Non nascondo certo che avete ragione. Ma spezzo una lancia a favore del candidato che sostengo: non ha dietro nessuno se non la base, non risponde a nessuno, se non agli elettori e lo fa in contrapposizione proprio con quella dirigenza che vuole estirpare. Ma vi capisco, non è facile credere ancora in qualcuno anche se è l’unico che ha avuto il merito dopo anni di pensare contro ma da dentro.
    E che alternativa abbiamo?
    Cordialmente.

    Una delusa dal suo partito che crede ci sia un motivo per combattere una battaglia persa in partenza, forse, ma in cui crede.
    Perché non ci sono i D’Alema o i Fioroni a guidarla.

    Chiara

  6. davide ha detto:

    cara Chiara, ribadendo la simpatia per la tua battaglia, sarei stato più propenso a credere al profilo che delinei del tuo candidato (“non risponde a nessuno,se non agli elettori”), se avesse almeno tenuto il punto sulla questione Cancellieri… invece si è stuoinizzato a Letta anche lui, in barba a te e a tutti i suoi elettori…

  7. Maurizio ha detto:

    Grazie Chiara. Ma per molti anni (forse troppi) ho votato il meno peggio e ora non riesco proprio più, in nome di un presunto dovere civico (art. 48 Cost.), a continuare a violentare la mia morale. Il fatto poi che Civati abbia dietro solo la base, in caso di vittoria e per i motivi sopra descritti, risulterebbe essere più un impedimento che un merito. Apprezzo invece la tua onestà intellettuale e la tua voglia di “fare” anche in mezzo a tante contraddizioni. Civati non avrà comunque il mio voto ma se un giorno deciderai di “dedicare” il tuo impegno per Latisana, non ti farò mancare il mio endorsement (per il voto magari ci riaggiorniamo 🙂 )

  8. Carlos ha detto:

    Salve, scusate se rispondo solo ora, prima non ne ho avuto occasione.
    Condivido davvero le preoccupazioni e in parte le critiche di Maurizio e di Davide, capisco il fondamento di un giusto scetticismo nei confronti dei partiti e dei loro messaggi di rinnovamento. Come ho scritto nell’articolo, di rospi ne abbiamo ingoiati molti. Il punto è questo: bastano i rospi ingoiati o il fatto che su alcune cose i rappresentanti che votiamo fanno cose su cui noi non siamo d’accordo per NON PARTECIPARE?
    Sono i cittadini che FANNO la politica e i partiti, per quanto i partiti siano messi male. E i partiti sono organizzazioni e anche i cosiddetti movimenti DIVENTANO organizzazioni, con capi e tendenze. L’importante è non dare deleghe in bianco e dialogare su proposte concrete. Ma la disillusione porta con sè anche l’alibi per cui “sono tutti uguali” quindi “non partecipo e/o non dialogo”. Partecipare è una azione, è costoso e faticoso e ognuno di noi è impegnato a lavorare o studiare, non è facile. Occorre investire inevitabilmente fiducia e speranza, risorse molto scarse. Ma credo che non abbiamo alternativa.
    Detto questo, volevo sottolineare che personalmente ho deciso di appoggiare la mozione di Renzi perchè credo che sia più convincente in termini di proposte per il cambiamento. Come però ho già avuto modo di dire, penso che ci siano punti di contatto evidenti con la mozione di Civati. Credo che con la sinistra che propone Civati ci sia modo di dialogare.

  9. davide ha detto:

    Ciao Carlos, sono d’accordo con quanto scrivi. LA PARTECIPAZIONE POPOLARE E’ L’UNICA VIA; purtroppo i partiti si ricordano della propria base in poche occasioni: una manifestazione di falchi (o altri volatili) in via del Plebiscito, primarie in cui i candidati sottolineano la propria indipendenza di pensiero (salvo poi stuoinizzarsi), elezioni varie, ecc.
    La partecipazione, invece, deve essere fattiva e continua e, a parte qualche scimmiottamento interessato e mal riuscito, c’è un solo soggetto politico nazionale che sostiene convintamente questa peculiarità dell’elettorato attivo, tanto da farne un pilastro della propria proposta programmatica…

  10. Maurizio ha detto:

    … il punto, Carlos, è proprio quello. Ma quando “si fanno” cose che gli elettori non condividono, il rischio per un partito è la perdita del consenso e quando invece le cose “non si fanno” il rischio è la perdita della credibilità. Il PD, purtroppo, è riuscito bene in entrambe le “cose”. E sono ancora d’accordo con te quando dici che sono i cittadini a fare la politica e nel mio piccolo non mi sembra di aver mai dato adito del contrario. Anzi, io credo che da parte nostra ci sia bisogno di un’ulteriore sforzo visto che lo scossone di febbraio non sembra aver sortito l’effetto desiderato. Quando allora il PD, assieme alle elezioni, perse quasi dieci punti in meno di due mesi, diedero la colpa a tutto e a tutti, meno che a loro stessi. E alla fine, con l’individuazione del Pennac di turno (leggi Bersani), credettero erroneamente che l’operazione di imenoplastica fosse completata. Io invece sono ancor più convinto che, a meno di clamorose sorprese, al prossimo turno vincerà il partito della coerenza* e purtroppo per voi, sullo scenario politico, per il momento ce nè solo uno! Dispiace invece non aver sentito altre voci oltre a quella di Davide ma purtroppo in questo, riconosco la mia Latisana.
    *So che l’M5S non potrà essere la panacea per tutti i mali dell’Italia ma ormai siamo costretti a parlare a nuora perché suocera intenda.

  11. il_bacucco ha detto:

    @ maurizio
    mi serve una email valida. urgente.

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