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Serata a sostegno della Croce Rossa Italiana

Sabato 19 ottobre alle 20.30 al Ristorante Alle Griglie presentazione della Nuova Croce Rossa e cena di gala; è gradito l’abito scuro.

Da Carlos Corvino, riceviamo e volentieri pubblichiamo

Salve a tutti.   Vorrei superare la questione delle dichiarazioni di Diego Cicuttin su Priebke, osservando in generale che la questione è stata mal gestita a Roma, a partire dalla vicenda dei funerali.    Il rifiuto di dare degna sepoltura a quel corpo, risolvendo velocemente la vicenda senza troppa eco mediatica, richiama il rifiuto da parte dei protagonisti di quella vicenda e dei loro “figli simbolici” (neo fascisti, neo nazisti, sinistra anti-fascista ecc.) di riflettere profondamente su quegli accadimenti e superarli. Mi rendo conto che la questione è delicata, smuove dilemmi e coscienze, ma anche la posizione ufficiale della Chiesa è stata ambigua, laddove poteva mettere un punto almeno sul commiato a quel corpo e a quella vicenda. Oppure affidare subito, come poi sta avvenendo in queste ore, il corpo ai familiari e alla Germania. Cristianamente (ma direi anche in quanto società civile occidentale) siamo tenuti al perdono – che significa perdere, dimenticare – e alla carità umana. Questo non significa prendere posizione per una parte o l’altra, e nemmeno non affrontare il problema della memoria. Anzi, occorrerebbe aprire un dibattito su questo e altri temi, perché assomigliano molto alle cose che preferiamo rimuovere periodicamente e che periodicamente poi si ripresentano, anche in forme un po’ ridicole come le dichiarazioni di Cicuttin. A mio parere ridicole perché fatte da una persona giovane, dell’UDC (quindi di una formazione che si appella ai valori Cattolici – Sic!), che quei fatti li conosce nel migliore dei casi “per sentito dire”.    Esiste ancora in Italia un magma sotterraneo mai affrontato e che mette costantemente in discussione – ma a nostro modo, ossia NON SERIAMENTE, oscillando tra il campanilismo da osteria, il radicalismo politico chic e il razzismo – il fondamento della nostra carta costituzionale e quindi del nostro vivere civile. Persone che hanno il tempo e la voglia di mettere in discussione la Storia, ma senza discuterla profondamente, senza cercare realmente un confronto con chi la pensa diversamente. Che negano l’accadimento di certi fatti (i campi di sterminio o le camere a gas, ad esempio), che osservano come il mondo sia governato dal solito complotto “plutocratico” sionista, magari perché lo hanno letto su qualche sito web su testi scritti con uno stile enfatico, poco logico e sgrammaticato. Ma anche dall’altra parte che non si mettono in ascolto della ragioni altrui, ammettendo che anche dalla parte dei “vincitori” qualche colpa c’è stata.    — segue  — clicca —

Ciò che rattrista non è che in queste discussioni non siano impegnati i politici di professione – magari affrontassero anche questi problemi invece di riempire quotidianamente i palinsesti TV con la loro inutile presenza! – ma che sia spesso impegnata la gente comune nei bar, nelle strade, magari con semplici battute che sembrano stemperare un magma, appunto, che cova sotterraneo.

Invece siamo qui, nella nostra Latisana a discutere se Diego Cicuttin si debba dimettere o no e come stimolare a farlo. Io piuttosto mi chiedo come è possibile che un giovane che non era nemmeno nato all’epoca e che non conosce direttamente quei fatti arrivi a mitizzare un personaggio come Priebke e senta il bisogno impellente di dichiararlo su facebook, invece, ad esempio, di impegnarsi come consigliere comunale e come politico ad affrontare il tema reale della coesione sociale o dell’immigrazione nella nostra comunità.

Quello se Latisana sia o meno un paese di estrema destra o razzista è un tema che mi tocca da vicino. Perché ci ho riflettuto a lungo. Mio padre – morto di recente – è nato a Napoli, mia madre è messicana. Io sono nato qui, in queste terre. Sin da piccolo ho sentito un clima sottilmente ostile, oscillante tra il campanilismo da bar e il razzismo vero e proprio. Battute che mi fanno sorridere, ora, ma che all’epoca mi hanno fatto crescere con la netta sensazione di dover cercare di dimostrare di far parte di una comunità diversa dalla mia, di dover sempre dimostrare qualcosa. Ho trovato amicizie, accoglienza e solidarietà, naturalmente. Da persone profonde e intelligenti, oppure da persone simili a me (figli di emigrati dal sud).

Però mi tocca dire che Latisana, ma direi l’Italia, è un paese tendenzialmente razzista, ma direi meglio: chiuso e impaurito. Chiuso alle novità e vecchio. Chiuso al confronto con l’Altro e con il diverso. Un carattere che contribuisce insieme ad altri al declino morale, sociale, oltre che economico , in cui versa l’Italia e Latisana. Si tratta di un razzismo sui generis naturalmente, con sfumature che oscillano tra semplici battute campanilistiche e il discorso ben più pericoloso dell’immigrato “… che ci ruba il pane, il posto di lavoro oppure il diritto a qualcosa”. E sento questi discorsi da molte persone, soprattutto in questo momento di crisi economica e sociale.

È davvero curioso che siano, in fondo, i più ricchi e privilegiati – noi occidentali – ad avere paura del diverso, il quale in genere è un immigrato (“terrone” o “senegalese” o “albanese”…) e quindi più povero di noi, ma spesso più forte e più in gamba. Questa paura nasconde una forte debolezza, un inconscio fatto di un latente senso di colpa dovuto alla fortuna di essere nati nel nord del mondo, la quale poi sfocia in orgoglio e rabbia contro lo straniero e nelle presunzione di essere (addirittura come razza!) meglio o superiore a qualcun altro.

Non so se, come dice Corazza, ci sarà davvero un problema di coesione sociale esplicita, ma rimarrà un problema culturale e politico concreto: l’incapacità della nostra classe politica e dirigente (e mi riferisco in particolare a Latisana) di governare davvero i problemi economici e sociali del nostro territorio.

Esiste un problema immigrazione a Latisana? Esiste un malcontento tra la gente? Come lo risolviamo?

Esiste un degrado economico e sociale? Latisana è diventato un paese dormitorio o può avere un altro destino? Domande seriamente politiche. Questioni da affrontare non con slogan o con battute sui giornali, ma studiandolo. Ad esempio, la nostra amministrazione conosce veramente come è cambiata la nostra demografia e le caratteristiche della nostra comunità negli ultimi dieci anni? Ha focalizzato i bisogni dei cittadini e degli immigrati e trovato dei modi per risolverli?

Purtroppo ho la sensazione che queste domande nemmeno vengano poste. Troppo impegnati i nostri politici e la loro corte di professionisti a fare di Latisana quello che è sotto gli occhi di tutti: le case costruite nel tempio! E nessuno che si indigna. La nostra Zelkova franata a terra in un silenzio generale. Uno sviluppo economico che mi sembra si sia basato prevalentemente su un equilibrio di interessi EVIDENTE: costruzione di case (care), con l’indotto delle filiali di banche, agenzie immobiliari e professionisti collegati.

Non sto dicendo che questo è un male. Sto dicendo che è stato insufficiente fondare solo su questo lo sviluppo economico di un paese. Così come è insufficiente avere solo una politica di questo tipo e non governare stando attenti anche alla cultura e al sociale.

Sono oltre vent’anni che il governo di Latisana è fatto dagli stessi. Forse ai cittadini sta bene così.

Carlos Corvino

TAV/TAC

Solo qualche settimana fa, in Consiglio Comunale, il Sindaco asseriva che, per quanto era di sua conoscenza, il tracciato della linea ad alta velocità alta capacità TAV/TAC era quello solito, parallelo all’autostrada. Giovedì sera, per l’ennesima volta ormai, i mass media (TG3) hanno riportato la dichiarazione della Serracchiani che, in linea con la volontà di Zaia Governatore del Veneto, ha chiesto a RFI un nuovo progetto per la tratta veneto-friulana , con il raddoppio della linea esistente. Gli addetti ai lavori lo sanno da settimana, ora anche tutti i veneti e tutti i friulani lo sanno.  Ecco la sintesi della notizia

La “terza via” della Tav, aperta dal Veneto pochi giorni fa, piace anche al Friuli Venezia Giulia, che chiede un’integrazione progettuale al tracciato alternativo nel tratto tra il Tagliamento e Cervignano, in affiancamento alla linea ferroviaria già esistente. Lo ha deliberato ieri la giunta Serracchiani, su proposta dell’assessore regionale Sara Vito.

EOLO

Da due giorni Latisana è coperta da EOLO, la rete internet wifi a alta velocità; assieme a Latisana, tutti i paesi vicini.

…e a Paperopoli che si dice?

Scalpore ha fatto la notizia sul Messaggero di oggi di un imprenditore privato che si era rivolto in Comune per informazioni e che è stato indirizzato a un assessore con competenze diverse da quelle cercate, ovvero aveva le competenze professionali certamente, ma non quelle politico amministrative, che erano di altro assessore. Per ovviare a tutto ciò, abbiamo pensato noi di fare delle tabelle con le indicazioni precise sui ruoli pubblici. Eccola

confusione

Sempre a proposito della lettera pubblicata dal Messaggero, c’è chi vede Latisana come un grosso Monopoli…. Con casette e alberghi e anche altro….

Monopoli

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8 commenti su “eolo, paperopoli, corvino e latisana, tav tac, cri”

  1. denis ha detto:

    Non so cosa ci sia di vero nella lettera dell’avvocato, ma forse il legale nn ha mai valutato che l’assessore all’urbanista è un ex ristoratore. Non so perché benigno ha scelto un ristoratore per tale ruolo ma certamente il vicesindaco geometra è più preparato in edilizi Credo che questo tutti lo pensino e lo capiscano!! Invece trovo sempre curiosa la coincidenza delle pubblicazioni di lettere che riguardino l’assessore massone, che strano tutti a dare addosso a Ciccutin e tutto a un tratto spunta un nuovo carteggio….ma l’ udc è un partito di cristiani o di crociati che se le danno di santa ragione per la conquista del consigliodi Gerusalemme!!

  2. il_bacucco ha detto:

    he he he grande denis

  3. Alessandro ha detto:

    Condivido molti punti della lettera di Corvino.

  4. silvano ha detto:

    Condivido pienamente l’intervento da Carlos Corvino
    Silvano

  5. Paolo Miotto ha detto:

    Condivido molti punti della lettera del sig.Corvino, anche perchè mi fanno ricordare le parole dei miei nonni,immigrati in Friuli dal vicino Veneto,vicino adesso,ma per quei tempi,Padova doveva sembrare la luna….parole che mi fecero rimanere male ai tempi e che anche adesso mi provocano del disagio
    Capisco perfettamente il suo stato d’animo e anche la strana chiusa alla sua lettera,infatti, mi pare impossibile che a tutti vada bene questa classe politica,non per appartenenza, ma proprio per tedio!!!!Dopo tanti anni, non sarebbe ora di cambiare qualcosa?
    Ai posteri l’ardua sentenza…..

  6. Renata Zago ha detto:

    Grazie Carlos Corvino per la tua riflessione

  7. agnese colle ha detto:

    Napoleone Bonaparte , nel 1797, così descrisse questa gente ” population inepte, lache, nullement faite puor la liberté ” .

  8. Davide Lorigliola ha detto:

    Condivido l’articolato e intelligente contributo di Carlos

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