Giovedì: Latisana Turistica; Paperopoli; Video

Video

Lunedì mattina alle 11.30 in Terrazza a Mare, presentazione ufficiale del video della canzone “ Tutti i desideri”; la cantante, Sara Ciutto, è di Latisana e il video è stato interamente girato a Lignano Sabbiadoro

Latisana turistica

Turistica forse, ma che non ama molto bere, almeno a vedere le serrande chiuse. Stiamo parlando di ben cinque bar chiusi nel breve raggio di circa 100 metri; chiuso da mesi l’ex Al Pescatore di Via Sottopovolo, chiuso Sorarù a fianco della Chiesa e chiusa la vicina ex Pasticceria; chiuso e smobilitato il Commercio di Piazza Garibaldi e chiuso da mesi l’ex Koiné a fianco. Qualche segnale non buono anche poco più in là. Dei cinque l’unico che dovrebbe riaprire tra poco, si stanno facendo dei lavori, è il Sorarù, ma è evidente che dal punto di vista degli esercizi pubblici la piazza di Latisana non offre molte risorse e riaprire è più di una scommessa.

… e a Paperopoli, che si dice?

Presentato in Consiglio Comunale il Piano delle Emergenze Comunali della Protezione Civile; strumento utile che speriamo non diventi mai…utile. http://pianiemergenza.protezionecivile.fvg.it/municipalities/30046/sections/first

innamorati alluvionati

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3 commenti su “Giovedì: Latisana Turistica; Paperopoli; Video”

  1. Marta ha detto:

    Bacucco, come devo scriverlo e dirlo che non è pensabile parlare di turismo in una cittadini la cui sopravvivenza era data dagli stipendi della gente che viveva delle fabbriche, delle imprese edili, della produzione dei paesi limitrofi? Ora che queste realtà hanno chiuso e non si pensa a ridare lavoro alle migliaia di persone disoccupate che hanno visto dimezzare o azzerare il proprio reddito familiare… come si fa a parlare di bar? Ma pensi che un disoccupato vada a spendere 2 euro al giorno in cicchetti? Prima ridiamo un lavoro vero alla Bassa Friulana, e poi vedi che ripartono i bar, i ristoranti, le agenzie di viaggio, le estetiste. Per ora è da stare contenti se si hanno i 3 soldi per pagare la rata del mutuo o dell’affitto altro che sfizi e lussi! Ma da quello che sembra con tutti i “vendesi” e “affittasi” proliferanti… cominciano a mancare anche quei 3 soldi. Se ti lamenti di Latisana oggi, scappa prima di vedere cosa ne resterà fra 5 anni!!

  2. Paolo Miotto ha detto:

    Come dare torto a @Marta?
    Il numero delle persone disoccupate,almeno per il momento,è non è destinato a diminuire,almeno per il momento,e i nuovi posti di lavoro,si lasciano desiderare,ogni tanto annunciati,spesso sventagliati,sempre e comunque disattesi,se non altro nella quantità e qualità.
    Non ho il polso della situazione stagionale di Lignano,ma con l’avvento del nuovo mercato del lavoro,che comprende le nuove indennità (temporali)di disoccupazione,le prospettive,per ben che vada,sono di corto raggio.
    Facendo due conti a spanne,quindi,servirebbero dei reali occupati,che a loro volta,metterebbero in moto tutto il volano legato alla vita normale delle persone,divertimento compreso.

  3. Marta ha detto:

    Da come la vedo io, la realtà delle famiglie italiane è composta da 2 tipologie: i benestanti di partenza, quelli che anche se arrivati al quarto di secolo di vita ancora non lavorano perché “devo ancora specializzarmi e trovare la mia strada”, che vengono dalla famiglia tal dei tali i cui parenti sono commercianti, dottori, dirigenti e che viaggiano a 20 anni su macchine che costano 20 interi stipendi di un operatore di teleselling o 20 pensioni di un anziano muratore, che “d’estate l’aperitivo va fatto a Lignano nel bar x” che fa tanto fighi, che hanno ” il telefonino che va su internet, fa foto e video” anche se non hanno mai lavorato un solo mese in vita loro, che sono dirigenti…. dell’azienda del papà che prima era del nonno, per i quali fare la stagione a Lignano per 3 euro l’ora “è educativa e aiuta a guadagnare” i 3 soldi per farti il giro in cammello quando vai in vacanza (questo è un discorso tra me e il Bacucco…:P), che devono cambiare l’arredamento di casa perché dopo una decina di anni è andato fuori moda e le ante della cucina hanno perso l’originaria lucentezza, che “le macchine targa B…. sono da rottamare”, quelli che” la french è un must delle girls più cool”, che “quasi quasi aprono un’ attività, tanto ci vuole solo qualche decina di migliaia di euro che la nonna metteva sul conto postale per i compleanni”. Poi ci sono gli altri, i figli dei vecchi muratori od operai degli anni 70. In cui con l’equivalente della odierna 1.000 euro al mese si manteneva una famiglia, dove i figli dormivano e mangiavano…ma era meglio che non si mettessero strani grilli in testa, tipo studiare o altro, quelli che oggi sono senza lavoro o perché le fabbriche hanno chiuso lasciandoli con mutui da pagare e figli da mantenere non si sa come, quelli che “speriamo che ci siano molti ricchi “a cui riverirsi per servire almeno i 2 calici di vino e prendere i 40 euro in voucher da spendere in aspirine e Moment in caso di malanni, quelli che “continuo a studiare perché un domani servirà” anche se per farlo devono rinunciare a tutto e fare 4 lavoretti contemporaneamente per pagare tasse, libri e vivere (e pure quello c’è), quelli che con 500 euro in tasca (o meglio, non sono neanche in tasca ma mettendo da parte 30 euro al mese a fine anno forse ci arriviamo) cercano una macchinetta targa UDxxxx per andare a cercare lavoro e mettere finalmente sul curriculum l’importantissimo “automunito” (500 di cui 300 vanno in passaggio di proprietà), quelli a cui manco il nero che chiede la carità al supermercato si avvicina, dopo aver visto la macchina da cui sono scesi. Quelli che si sentono umiliati, incompresi, derisi, derubati. Come ben si capisce, i primi diventeranno sempre più ricchi e i secondi sempre più poveri. Da qui ben si capisce che o si trova il modo di invogliare a investire veramente sul territorio (la prima tipologia di persone… non la seconda… lo dico perché qualche volta partono i commenti di chi vorrebbe il cassaintegrato quale futuro imprenditore forse ipotecando le mutande della moglie…) o poco resterà. Mi rivolgo alle amministrazioni comunali: incentivare l’apertura di nuove realtà produttive (di commerciali ne abbiamo già troppe…) a patto che diano lavoro ai padri di famiglia e non solo ai ragazzi delle famiglie della prima tipologia, obbligando le aziende ad assumere la percentuale più alta possibile di lavoratori italiani e scoraggiando il lavoro degli immigrati stagionali, vietando alle aziende (di qualsiasi tipo) di assumere la cugina o la fidanzata, ma richiedendo agli uffici per l’impiego la selezione del personale più adatto alle mansioni richieste. MI spiace Bacucco, lo so che vedere un paese allegro e in festa è bello, ma non fa economia nemmeno giustizia sociale. Le passeggiate sul Volton non danno da mangiare alle famiglie dei disoccupati, e nemmeno le (comunque belle) serate ad abbuffarci di stuzzichini sull’argine. Non possiamo dedicarci alla ciliegina se prima non abbiamo creato la torta su cui posarla.

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