Giovedì: vita da soldato; Latisana in rete: Parco Gaspari; Cassonetto; Punto Nascita

Parco Gaspari

Buone notizie per le mamme…..sistemazione in arrivo..

Cassonetto

Buonasera, in relazione al cassonetto bruciato dietro l’argine dietro il campo sportivo (notizia del 22 maggio) vi mando 2 foto simpatiche che sia biodegradabile il rimanente???? Saluti Emanuele Colavitto

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Vita da soldato

soldato locandina

sabato soldato

Sabato 30 maggio 2015, l’associazione culturale musicale San Paolino in collaborazione con l’assessorato alla cultura ha organizzato una grande rievocazione storica dal titolo VITA DA SOLDATO/SOLDATENLEBEN. La giornata vedrà rivivere presso i Giardini Dante Alighieri e Piazza Caduti della Julia, la storia dei nostri nonni e bis nonni durante il primo conflitto mondiale. Saranno allestiti due accampamenti militari, uno italiano ed uno austro-ungarico, le attività di circa 40 rievocatori provenienti sia dalla nostra regione che dall’estero, offriranno uno spaccato della vita militare dei soldati. vi sarà un esposizione degli armamenti principali dei plotoni, quali cannoni, mitragliatrici, mezzi storici, piccolo ospedale da campo ed il tipico rancio del soldato. Quest’ultimo con possibilità di prenotazione da parte del pubblico fino a scadenza posti. A cornice dell’evento vi sarà la musica, in particolare le marce militari storiche italiane ed austriache dei vari reggimenti presenti nel nostro territorio allora. La giornata si aprirà con la conferenza storica del Prof. Stefano Perini presso il centro Polifunzionale, ore 10:00.

Latisana in rete

E’ uscito il n° 6 del periodico della Giunta Comunale ( a costo zero per il Comune) di comunicazione tra amministrazione e cittadini. Solita l’impaginazione, con i vari assessori che fanno l’elenco delle cose fatte e da fare e con il Sindaco che si lamenta dei lacci burocratici e fiscali che vengono da Roma. Simpatica la pagina delle opposizioni, ma nel complesso il giornaletto lo prendi, lo sfogli e lo metti sul comodino.

Punto Nascita. Dal sito www.dovatu.it

In Friuli vogliono partorire per strada: dopo Gorizia, vogliono chiudere punto nascita di Latisana

La maggioranza del consiglio FVG boccia mozione M5S, dimostra che il Consiglio non serve a nulla e abdica alla Giunta per la decisione definitiva

Mozione oggi del Gruppo del MoVimento 5 Stelle FVG, primo firmatario Andrea Ussai, per mantenere il punto nascita e il reparto di pediatria a Latisana a causa della inaccettabile incertezza sulle sue sorti che si trascina colpevolmente da anni. Ad aggravare ulteriormente il quadro sono state alcune manovre organizzative adottate nell’ultimo biennio, che hanno depauperato l’organico medico e ostetrico del presidio e una campagna mediatica che ha fornito un’immagine poco attrattiva del punto nascita. Il risultato finale è stato un peggioramento del clima e delle difficoltà che ogni giorno si trovano a vivere operatori ed utenti dell’ospedale di Latisana.

Come M5S – ha affermato Ussai – sull’argomento abbiamo anche sostenuto una petizione sottoscritta da migliaia di cittadini, in quanto siamo fermamente convinti che debba essere mantenuto presso la sede di Latisana il punto nascita assieme alle degenze di pediatria e di ostetricia e ginecologia. Non può infatti essere il mero numero dei parti il fattore determinante nella scelta di quale punto nascita mantenere tra Palmanova e Latisana.

Al contrario, deve essere tenuta in debita considerazione la particolare posizione geografica dell’ospedale di Latisana, che lo pone – al pari di quello di Tolmezzo – come un presidio assolutamente indispensabile della rete ospedaliera regionale in grado di garantire criteri di equità nell’accessibilità e nella fruibilità dei servizi sanitari per tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Criteri, questi ultimi, chiaramente enunciati come principi ispiratori dell’attuale riforma sanitaria.

In caso contrario, la chiusura di un servizio basilare per un ospedale di rete quale l’intera area materno-infantile avrebbe come effetto il ridimensionamento, in poco tempo, di tutto l’ospedale, come è sempre avvenuto in FVG in casi analoghi (Cividale, Gemona, Maniago, Sacile). In pratica verrebbe messo in discussione un ospedale di rete che attualmente è il quarto in regione come numero di prestazioni di PS e per almeno quattro mesi l’anno ha il bacino di utenza più alto dell’intero Friuli Venezia Giulia.

Siamo altresì convinti – ha concluso – che questa scelta di politica sanitaria regionale non possa essere affidata a un Direttore generale o a qualche tecnico, ma che debba essere la politica ad assumersi la responsabilità di decidere seguendo il buon senso e l’interesse collettivo, prescindendo dalla convenienza o dall’appartenenza partitica.

La questione è non economica, ma di sicurezza perché questa manca se non ci sono almeno 500 parti all’anno – ha riassunto Pietro Paviotti (Citt) il problema dei punti nascita non solo di Latisana o di Palmanova, ma di tutto il territorio regionale. Perciò nella mozione l’argomento è mal posto.

Non si deve tagliare un punto a scapito dell’altro – questo il pensiero di Mauro Travanut (Pd). Sarebbe una baruffa miserrima, non si può decidere solo sulla base di aridi numeri. Resta che la Bassa non può perdere un ottimo esempio di sanità, ma neppure Palmanova.

Parlando a titolo personale, Stefano Pustetto (SEL) ha contestato i dati della sicurezza basati sul numero delle nascite: l’esperienza del personale può arrivare dal farla a rotazione in altri centri. Resta il discorso territoriale: Palmanova è centrica, Latisana effettivamente è periferica, ma ha presenze turistiche che hanno le loro esigenze. Se ne parli in Commissione consiliare.

Totale incertezza della vicenda – così l’ha tacciata Riccardo Riccardi (FI). La delibera della Giunta n. 2.673 del 2014 parla di un solo punto nascita, tra Latisana e Palmanova, invece la nuova mozione del centrosinistra cerca di far passare una soluzione diversa, ma è una bugia. Anche lui si è detto d’accordo per entrambi i punti nascita.

Non può essere una battaglia tra Latisana e Palmanova – ha detto Rodolfo Ziberna (FI). Devono restare aperti tutti e due, come doveva restare aperto quello di Gorizia. L’esperienza può essere fatta altrove, se è solo una questione di numeri.

A Gorizia, i dati affermavano che non stavamo mettendo in sicurezza utenti e operatori – gli ha risposto Silvana Cremaschi (Pd), che ha parlato di stare attenti a ragionare per scatole chiuse e non per collegamenti viari e preferenze personali. La decisione che si prenderà deve essere veramente condivisa e mettere gli operatori, tutti, in grado di lavorare in sicurezza.

Alessandro Colautti (NCD) ha richiesto di andare in Commissione consiliare per un aggiornamento e un approfondimento della questione, con contestuale ritiro delle due mozioni. Alla sua richiesta, si è unito il collega di gruppo Paride Cargnelutti.

Roberto Barillari (Misto), che ha aggiunto la propria firma alla mozione della maggioranza, ha tacciato per confutabili tutti i punti della mozione di Ussai. Non è questo il modo di affrontare questi temi, è giusto andare in Commissione a parlarne, dove ci sono i consiglieri più esperti per parlare di sanità. Vanno stabilite delle regole ferme e decidere sulla base di esse.

Ci chiedete di ritirare la mozione perché non è il modo di porre la questione. Ma perché, il modo giusto è una delibera di Giunta? Ci chiedete ancora tempo per valutare le decisioni, ma allora sino a oggi cosa avete valutato? – queste alcune delle domande poste da Cristian Sergo (M5S). Abbiamo fatto la mozione proprio perché è arrivato il tempo di indicare le ragioni di una decisione a scapito di un’altra. Volete tempo solo per arrivare alle prossime elezioni a bocce ferme. Non stiamo chiedendo la chiusura di Palmanova, ma che non si chiuda Latisana.

Avete votato una riforma, avete il dovere di applicarla – ha sostenuto Renzo Tondo (AR). La mozione sostitutiva quella del M5S è ridicola. O tornate indietro e ritirate la delibera n. 2.673, o prendete una decisione e fate la vostra scelta tra Latisana e Palmanova. È assurdo andare in Commissione solo per parlare ancora e fare la commedia delle parti. Per me ci sono maggiori ragioni per mantenere il punto nascita di Latisana.

È una delibera che sta nel solco del Patto Stato/Regioni ereditato dal centrodestra – gli ha ribattuto Giulio Lauri (SEL).

Fuorviante anche la mozione di Ussai. Quella di cui si discute è una scelta che spetta alla Giunta, secondo linee guida che ci vengono anche dal Governo, ha elementi tecnici e numerici, tiene conto anche di aspetti politici. Ciò detto, la sede migliore per discutere è la Commissione.

Il potenziamento della prevenzione, invece, la base per agire per Franco Codega (Pd), ovviamente secondo una gradualità necessaria. A suo dire, non sta al Consiglio decidere quale sia il soggetto tecnico e scientifico più adeguato, ma alla Giunta. Al legislatore compete solo stabilire le linee guida.

Così tanti i suggerimenti sentiti, da essere contraddittori, per Gino Gregoris (Citt) che ha augurato alla Giunta di lavorare in autonomia e senza pressioni fuorvianti. La scelta deve avvenire all’interno del quadro generale delle linee guida.

Non era possibile non partire che dalla delibera del 2014 – ha spiegato Diego Moretti (Pd). È una scelta però complessa, che richiede tempo, un tempo che deve essere “congruo”, anche se questo termine può non piacere. La Giunta si prenderà la responsabilità delle proprie scelte, non può essere il Consiglio a decidere chi chiude e chi no.

Si può parlare di tutto, ma ruoli e responsabilità non si possono cambiare in Aula, sono della Giunta – gli ha fatto eco l’assessore Maria Sandra Telesca. Si parla dei punti nascita a prescindere dalla riforma sanitaria perché si parte dalle comunità scientifiche che rivendicano la necessità che il Sistema sanitario garantisca sicurezza ai pazienti, ma anche agli operatori. Da lì sono nate le linee guida anche sui punti nascita. Devo ricordare che è stata la Giunta Tondo a prendere evidenza di quelle considerazioni, uscite sulla base di una Commissione tecnica voluta allora. Tutte le Regioni si stanno confrontando con la sicurezza dei punti nascita, perché la responsabilità va a cascata e arriva sino alla Giunta.

Ho sentito il bisogno di rifare una valutazione – ha aggiunto la Telesca – alla luce dei cambiamenti che abbiamo già fatto e che stanno per essere fatti in questi giorni, con un approfondimento che abbiamo chiesto anche ai professionisti del settore. Al di là di dove si tiene aperto e dove no un punto nascita, il problema è anche di emergenza e urgenza. Ma ho bisogno di avere il quadro completo. Il tempo non sarà lunghissimo, ma quello necessario per rispettare le esigenze di sicurezza.

Dopo un’ulteriore esposizione sui sì e sui no tanto alla mozione del MoVimento 5 Stelle quanto a quella a firma lunga del centrosinistra, l’Aula ha votato accogliendo a maggioranza la seconda e facendo così decadere l’altra.

Il documento vede le firme dei capigruppo di Pd, SEL e Cittadini assieme a tutti i consiglieri da loro rappresentati, ad eccezione di Stefano Pustetto (SEL) che non ha firmato. A questi nomi, si è aggiunto quello di Roberto Barillari del Gruppo Misto.

Fatte le dovute premesse, che partono dalla delibera di Giunta n. 2.673 del 30 dicembre 2014 con cui si definiscono gli standard dell’assistenza primaria e dell’assistenza ospedaliera del Servizio sanitario regionale, la mozione impegna la Giunta a effettuare, in un tempo congruo e garantendo nel periodo transitorio condizioni adeguate allo svolgimento del servizio, le opportune valutazioni in merito al riconoscimento dei requisiti necessari per la conseguente scelta sul mantenimento dei punti nascita e i relativi reparti di pediatria, ostetricia e ginecologia del Friuli Venezia Giulia. Ciò basandosi non solo sui dati attuali, ma anche sulle prospettive di sviluppo conseguenti alle politiche di riordino.

Sono stati 24 i sì della maggioranza più Barillari, 19 i no del centrodestra più M5S, nessuna astensione.

Ussai (M5S): «Pur di non scontentare nessuno il Pd ha deciso di non decidere»

«Sul Punto nascita di Latisana, pur di non scontentare nessuno il Pd ha deciso di non decidere, imponendo in Aula un emendamento sostitutivo alla nostra mozione che aveva come obiettivo il mantenimento del punto nascita e del reparto di pediatria a Latisana. Una decisione che finirà per procrastinare nel tempo l’inaccettabile incertezza sulle sorti della struttura di Latisana che si trascina colpevolmente da anni». Il capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Andrea Ussai, critica pesantemente l’approvazione della contro-mozione proposta dai capigruppo di Pd, Cittadini e Sel (e non sottoscritta solo dal consigliere Pustetto).

«Con il solito giro di parole tipico del politichese – spiega Ussai – la mozione “impegna la giunta a effettuare, in un tempo congruo e garantendo nel periodo transitorio condizioni adeguate allo svolgimento del servizio, le opportune valutazioni in merito al riconoscimento dei requisiti necessari per la conseguente scelta sul mantenimento dei punti nascita e i relativi reparti di pediatria, ostetricia e ginecologia del Friuli Venezia Giulia. Ciò basandosi non solo sui dati attuali, ma anche sulle prospettive di sviluppo conseguenti alle politiche di riordino”. La maggioranza – sottolinea il portavoce M5s – chiede quindi all’esecutivo regionale di realizzare quanto avrebbe dovuto fare fin dall’inizio della legislatura o quanto meno dall’ottobre scorso quando è passata la riforma sanitaria».

«In realtà oggi, con uno stratagemma, si è voluto impedire che il Consiglio regionale si esprimesse sulla nostra mozione che dava voce alle richieste dei cittadini. Cittadini che – è bene ricordarlo – sia nella passata legislatura ma anche poche ore fa hanno depositato una petizione per chiedere il mantenimento del Punto nascita di Latisana. Una posizione appoggiata con convinzione dal MoVimento 5 Stelle. Con la discussione anche animata che si è scatenata in Aula ci auguriamo di aver contribuito almeno a chiarire le motivazioni per le quali non debba essere penalizzato un territorio lontano dagli altri punti nascita e dai principali ospedali del Friuli Venezia Giulia. Quest’area rappresenta infatti una ricchezza importante dal punto di vista turistico e per alcuni mesi all’anno l’ospedale di Latisana è il punto di riferimento per il bacino di utenza più grande dell’intera regione. La speranza – conclude Ussai – è che la giunta Serracchiani e la maggioranza di centrosinistra, alla fine, siano in grado di privilegiare gli interessi dei cittadini e non quello delle case di cura private del Veneto o di qualche primo cittadino che danza nel cerchio magico della vice segretaria del Pd».

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