Gli argomenti di oggi: addobbi natalizi e proteste; una iniziativa per il futuro; Latisana e i “forconi”; Liceo Sportivo a Latisana/Lignano; la pulizia del Fiume; un suggerimento del Bacucco: Osteria di Ramandolo

Dal sito della Provincia di Udine ecco il Comunicato Stampa:

Scuole superiori, ok al nuovo piano di dimensionamento provinciale. Offerta formativa: nuovi indirizzi per Sello, Marinoni (Udine) e Paolo Diacono (Cividale), opzioni aggiuntive per Stringher (Udine), Linussio e Solari (Tolmezzo); licei scientifici sportivi: chiesta deroga per attivarne due, parere favorevole per il Bachmann di Tarvisio e l’Isis di Latisana (presso il Savorgnan di Brazzà di Lignano).  Ora la parola passa alla Regione che dovrà  deliberare il piano regionale entro il 31 dicembre. Ufficializzata la richiesta di deroga per attivare due licei scientifici sportivi (parere favorevole al Bachmann di Tarvisio e all’Isis di Latisana)…….. omissis….Licei scientifici sportivi. Formalizzata la richiesta di deroga all’attivazione di un unico liceo scientifico sportivo per autorizzarne due. In base ai criteri individuati dalla Regione(disponibilità e adeguatezza impianti e attrezzature ginnico sportive; esperienze già realizzate in campo didattico – sportivo; presenza di professionalità già formate; coerenza con la cultura sportiva del territorio di riferimento), l’esecutivo di palazzo Belgrado ha formulato una graduatoria giudicando idonei a inserire il nuovo indirizzo nell’offerta didattica il Bachmann di Tarvisio (primo posto) e l’Isis di Latisana (presso la sede dell’Istituto “Savorgnan di Brazzà” di Lignano Sabbiadoro). “Le richieste di istituire licei sportivi sono state numerose a dimostrazione di una positiva e crescente cultura e sensibilità sportiva incardinata nel mondo della scuola – commenta l’assessore Govetto -.

Latisana, addobbi e 13.000 teorici

Prendiamo spunto da un commento di Alessandra, eccolo:

….volevo dire una cosa…belle le luminarie di Natale a Latisana….ovviamente sempre in Piazza…ce ne sono di piu’ a Bevazzana… ma possibile che almeno in questo periodo dell’anno non si riesca a valorizzare tutta Latisana invece che sempre e solo le solite zone che sia durante settembre Doc che San Martino sono marcate??

…e  da quello di

Dennys Zamparo. Menefreghismo generale.  Ma anzicchè ammucchiare tutte le luminarie in piazza INDIPENDENZA, non era meglio distribuirle nelle restanti arterie principali della città facendo felici tutti i cittadini considerati di serie B?  Alla fine era poi così difficile illuminare un lampione si e uno no visto che troppe luci ravvicinate si danno fastidio l’un l’altra?!

 …e  da quello di:

Carlo: luci natale in Aprilia.   Volevamo ringraziare il comune per le splendide luminarie natalizie che ha posto in Aprilia Marittima!!!!!!!!PRATICAMENTE INESISTENTI!!!! (ma possibile che siamo sempre abbandonati a noi stessi!)

Ecco questi commenti ci inducono a una riflessione, che parte da una constatazione; domenica siamo andati a Galleriano. Galleriano è una frazione del Comune di Lestizza, a ridosso della Napoleonica; in tutti i pali della luce e nella segnaletica verticale stradale, abbiamo visto un addobbo natalizio semplicissimo: dei rami di sempreverde con foglie larghe erano intrecciati con del largo nastro rosso ed appesi appunto al palo, in modo da rallegrare le vie. Semplice, autoprodotto ed economico, ma di effetto.  Chiaramente è molto più facile affidare i lavori a una ditta, pagare e spendere, e siccome la coperta è corta ecco che restano fuori i piedi, ovvero le parti più lontane dal cuore commerciale. Bene ha fatto un consigliere a suggerire di iscriversi alla Pro Latisana. Un nuovo gruppo dirigente che programmi e coinvolga e suggerisca idee fresche, magari può anche risolvere questo problema natalizio, e altri.

A margine mi sento di fare una osservazione:  Latisana ama paragonarsi alle cittadine della sua dimensione, sui 13.000 abitanti, (Cervignano, Cividale, Codroipo ecc ), ma occorre precisare che le frazioni di Latisana, soprattutto quelle più grosse, non sono per nulla integrate col capoluogo e quasi mai si realizza una gestione “comune” delle iniziative. Latisana capoluogo quindi in effetti è come un Comune di 5/6.000 abitanti, e dobbiamo rendercene conto: siamo un assieme di frazioni staccate e di un centro poco storico o molto dormitorio. Questa è la Latisana di oggi.

Pulizia del Fiume

Ci segnalano (grazie) che oggi mercoledì inizieranno i lavori di sgombero e pulizia degli alberi fermi contro i piloni del Ponte della Ferrovia. Questo grazie alle pressione del Comune (Valvason) con Genio Civile e Ferrovie Itraliane). Era ora!

Una proposta. Piano Regolatore a crescita zero.

La paradossale vicenda della ex Caserma Radaelli, dei soldi buttati via, dei mega progetti, dello sperpero e della clamorosa retromarcia del Sindaco (….scusa, abbiamo scherzato, ma tanto si paga tutto con soldi pubblici, cioè vostri/nostri…), ci spinge a fare una proposta. Latisana dovrebbe entrare a far parte del club dei Comuni a “crescita zero”, ovvero dare lo stop al consumo del territorio, alla fame dei progettisti, alla speculazione edilizia che porta solo al proliferare di cartelli vendesi e di invenduti, e dovrebbe concentrarsi sullo sfruttamento del grande patrimonio edilizio esistente. Un piano regolatore a crescita zero è un piano che pensa soprattutto ai nostri figli e che privilegia l’uso del territorio e non la sua distruzione. Parchi si, lottizzazioni no, piste ciclabili si, giardini si, campi di gioco si, verde e luoghi di sosta e rivalutazione del vede pubblico: nel nostro caso abbiamo un Parco in centro città, praticamente inutilizzato. Qui sotto mettiamo due link per chi vuole informarsi; ovviamente la forte lobby dei progettisti è contraria ai “Piani Regolatore a Crescita Zero”, ma basta guardarsi attorno, andare sulla 354 da Paludo a Lignano per vedere migliaia di metri cubi esistenti e in rovina. Ecco, prima di edificare la campagna, occorre sistemare l’esistente. Per il futuro di tutti.

http://www.corriere.it/ambiente/11_ottobre_18/pgt-crescita-zero-fagnani_1db905ec-f965-11e0-bc4b-5084eabf7820.shtml

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/

Latisana e i “forconi”

Tiepida Latisana sulle giornate del Movimento dei “forconi” che hanno occupato uscite autostradali e le vie del centro di molte città in Italia; difficile capire esattamente di chi si tratta e di cosa si tratta, ma appare facile capire contro chi protestano, ovvero il Governo, la Classe Politica e le leggi e norme anche europee, che hanno portato il paese in crisi ad un passo dal baratro. Per i latisanesi osiamo solo ricordare due cifre, che dovrebbe far capire di che tipo di protesta si tratta. A Latisana sono stati buttati via 50.000 euro per progettare l’Abitare Possibile di Viale Stazione, salvo poi non farne nulla e sono stati buttati via 450.000 euro (più o meno) per demolire e bonificare la ex Caserma Radaelli, salvo poi ammettere candidamente che non se ne fa più nulla e che per fortuna paga la Regione, cioè tutti noi.  Quante rette di asilo nido si pagano con 500.000 euro? ….e quanti scuolabus gratis? E quanti libri? O insegnanti di sostegno, o aiuti economici a famiglie si danno? Ecco, volutamente evitando discorsi in politico burocratese di bilanci e capitoli e spese destinate ecc  ecc, il Movimento dei “forconi” vuole evitare che ci sia ancora gente che butta via questi soldi, e che questa gente sia ancora a governare e spendere altri soldi. Soldi non di loro.

Un posto magnifico, un paesaggio unico, un ristorante che ti prende anche per la gola: Osteria di Ramandolo, a Nimis (Udine)

Quando si va in un ristorante, certo si va per mangiare bene e bere bene, è ovvio. Come quando si va al Cinema, è per vedere un film, o a Teatro per vedere una rappresentazione, e quindi questo ristorante ci aveva incuriosito grazie al passa parola di amici e alla notevole fama dei gestori, Ilenia e Pietro, già protagonisti del rilancio a Udine della Spezieria pei Sani di Via Poscolle, dopo aver gestito la mitica Birreria Moretti di Piazzale XXVI Luglio, il bel “Cason” di Lignano Riviera e dopo aver fatto esperienza significative in Val Gardena, Alto Adige e Merano.  Ma quello che abbiamo trovato nei piatti e nei bicchieri, può essere valutato solo come il termine di un percorso emozionante e appagante che parte dal paesaggio e arriva a comprendere proprio l’ambientazione, il posto, le mura di questa casa a due piani, ex scuola elementare, ex canonica e sempre osteria di paese, costruita a ridosso della bellissima chiesetta di Ramandolo, in un posto che merita da solo il viaggio, anche dovessimo trovare solo pane e acqua. Che ovviamente così non è, anzi. Ramandolo è un posto bellissimo, sopra Nimis; Nimis è la capitale friulana della enogastronomia, con il più alto numero in rapporto agli abitanti di posti dove si mangia (bene) e dove si beve (bene). Ramandolo è uno dei rarissimi paesini che danno nome ad un vino, caldo, dorato, protetto dalla DOCG, strutturato, intenso, alcoolico, ricco, assolutamente inimitabile: un rosso-bianco, ovvero un bianco talmente ricco di tannini da rivaleggiare con i fratelli in bacca rossa ed abbinarsi senza problemi a piatti impegnativi e prelibati. Non solo biscotti e cioccolato dunque, ma patè o, come nel nostro caso, con nervetti tiepidi e cipolla cruda e un filo di olio. Un Vino che solo noi abbiamo. L’Osteria si trova, come abbiamo detto, qui in alto: dalla terrazza e dal parcheggio abbiamo una veduta molto aperta: a destra la collina che porta verso Sedilis e Tarcento, a sinistra in fondo Savorgnano del Torre, terra di vini passiti (il miglior Picolit lo trovate lì), davanti a voi tutta la piana udinese, con il colle del Castello di Udine che si alza dalle case e, quando l’aria è tersa, la linea del mare e di notte le luci di Lignano. Posto magico, venirci di sera è altrettanto bello, ma di giorno è come vedere uno spot della nostra Regione. La saletta è calda, baciata dal sole, ma anche riscaldata dal caminetto e dagli addobbi natalizi; esposizione di vini, di grappe e oli e poi a tavola per continuare ad emozionarci dopo la vista del paesaggio. Sorriso e simpatia dei titolari, competenza della Sommelier Ilenia che apre con una Ribolla Gialla di Crastin, Ruttars, abbinata a prosciutto crudo 30 mesi di Mauro Railz di Grions del Torre, a due fettine di lardo di Sauris alle erbe e due rari ciuffi di Radic di Mont. Si inizia bene. Dei nervetti e Ramandolo abbiamo già detto: abbinamento sfida ovviamente. Poi il piatto che più ci è rimasto impresso: un “Ciarsons dall’Osteria” ovvero la libera interpretazione di questo piatto carnico dalle mille varianti; sul piatto troviamo un ottimo impasto con ortica, e ripieno di ricotta, uvetta, mandorla e menta, ricoperto da Montasio stravecchio: saporito ed equilibrato. Piatto solitamente ridondante, qui invece elegante e quindi perfetto per il Sauvignon 2010 di Buiatti, Buttrio, elegante anch’esso e profumatissimo, con la sorpresa di non deludere poi in bocca. Piatto da notare anche quello seguente, le tagliatelle con farina di castagne e raguttino d’oca: siamo in stagione e siamo vicino a Povoletto, Bellazoia, da cui viene lo Schioppettino di Dorigo, non troppo vecchio perché non ha fatto troppo legno: un 2010 che sposa il piatto. Oggi per fortuna possiamo godere delle spiegazioni della titolare, ma siamo certi che la sua passione trova il modo di coinvolgere tutti i clienti e dare risalto alla ricerca dei prodotti della terra, friulana soprattutto, che qui viene enormemente valorizzata. Piatto centrale il guanciale di maiale brasato con il Refosco e servito con funghi porcini: delizioso. Abbinamento con il Refosco (ca va sans dire) di Mario Dri, qui di Ramandolo, un rosso da 15 gradi che pulisce senza stancare. Chiusura in omaggio alla località, con un semifreddo aromatizzato al Ramandolo che peccato che era piccolo. Insomma un bel posto e un ristorante dove si mangia bene; certo la tavola è la cosa più importante in una Osteria, ma, tornando alla frase iniziale, se vedere La Traviata è sempre un piacere per la bellezza dell’opera, però vederla alla tv, o vederla all’Arena di Verona, c’è una bella differenza: qui è cosi, si mangia bene in un posto magico: chapeau!

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) ..là in alto la chiesa e l'Osteria...

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) ..là in alto la chiesa e l’Osteria…

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) ..là in fondo....il mare

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) ..là in fondo….il mare

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) ciarson

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) ciarson

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) guanciale

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) guanciale

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) il bar

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) il bar

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) la casa, l'Osteria e la chiesetta

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) la casa, l’Osteria e la chiesetta

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) la chiesetta

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) la chiesetta

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) prosciutto, lardo e radic di mont

Osteria di Ramandolo, Nimis (Udine) prosciutto, lardo e radic di mont

Osteria di Ramandolo, Nimis, le lavagnette dei vini e piatti del giorno

Osteria di Ramandolo, Nimis, le lavagnette dei vini e piatti del giorno

 

 

 

 

 

 

 

 

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