“gradisial”, cerimonia, kit carson, ghetto, norme e divieti,

Cerimonia del 3 novembre

La pioggia è arrivata solo alla fine e tutta la cerimonia ha potuto svolgersi con ordine anche se non c’era la folla e nemmeno studenti e giovani; ecco alcune foto della manifestazione. Da sottolineare, come ci dicono gli amici delle cravatte rosse…. che tutti i 18 morti citati nella lapide scoperta oggi, sono fanti, ovvero (su richiesta) …”Onore alla Fanteria, Regina delle Battaglie”..

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“gradisial”

Una parte importante e semi nascosta della cerimonia di domenica era data dagli Alpini, volontari e preziosi che hanno allestito la tavola e preparato la pasta per tutti i presenti. Prima della cerimonia, uno dei presenti s è avvicinato rivolgendomi quella parola… “gradisial” … che è emblematica di tutto: storia, educazione, rispetto, gentilezza, disponibilità…. Una parola d’altri tempi e poco importa se intendeva offrirmi un bicchiere di vino o altro. ..”gradisial”….  certo che gradisco, gradisco tutto quello che gli Alpini rappresentano, ovvero un mondo migliore.

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He he he riceviamo, sorridiamo e volentieri pubblichiamo ( e spieghiamo). Allora: questo commento ci arriva da un amico, che a sua volta l’ha concordato con un altro amico, e si firma Kit Carson, che è già stato usato da un terzo amico…… insomma ..non sarebbe meglio per tutti mettere nome e cognome e anche codice fiscale’?…vabbé, ecco qui:

> “Corna  di centomila diavoli zoppi e guerci, Tizzone d’Inferno (Tex) ma cosa stai dicendo?” [ così si rivolgeva all’amico Tex Willer, Kit Carson, meglio conosciuto come Capelli d’Argento]

> Se vogliamo fare filosofia politica, facciamola almeno alla luce del sole, due coraggiosi e impavidi pistoleri come noi non dovrebbero nascondersi dietro pseudonimi o nomi di fantasia. Cosa ne dici Tex?

> E poi mi chiedo, chi siamo noi per giudicare la politica, e per politica intendo l’insieme dei mezzi che permettono di ottenere degli effetti voluti, giusta o sbagliata che sia?

> Come ci insegna il Macchiavelli, in politica bisogna distinguere quello che è l’agire politico dall’agire morale. Ciò che può essere moralmente giusto, spesso, non corrisponde ad un agire politico valido o corretto e così viceversa.

> Ma ricordarmi ancora una cosa amico Tex, ma noi da che parte stiamo? Non dovremmo solo parlare di giustizia e lasciare la politica ai politicanti? Oppure anche noi due, dietro al nostro pseudonimo, in fondo in fondo, siamo dei politicanti?

> Parlando anche della nostra Latisana, questa terra selvaggia al confine con il Veneto, quante ne abbiamo viste assieme?

> Quante persone hanno ritenuto opportuno cambiare casacca e indossare chi i panni della maggioranza chi i panni della minoranza?… quante passate le elezioni, vinti e vincitori non fa differenza, hanno cominciato a tessere trame, cercare nuovi lidi e alleanze per beneficiare di posti al sole o per future necessità, denigrando anche l’avversario politico? … quanti invece sono stati  veramente coerenti, ed è questa la vera domanda che dobbiamo porci, con il proprio elettorato e con l’indirizzo politico dato durante la campagna elettorale?

> Non ci vedo niente di strano quindi se i nostri politici si incontrano e creano nuove alleanze per campagne elettorali future, perchè è inutile girarci attorno amico Tex, e tu lo sai benissimo, se non sei al potere e governi, non puoi sperare di cambiare le cose.

> Solo chi rimane immobile e fermo nelle proprie posizioni è destinato a soccombere!!!

> Adesso ti saluto come direbbe Guccini:

> “Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,

> venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false

> che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte

> tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.

> Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;

> coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco”  …Cyrano di F.Guccini

Kit Carson – Capelli d’Argento

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo

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Vedi articolo su MV di oggi riguardante la manifestazione a ricordo della presenza ebraica a Rivignano.  Anche in questo, Latisana, che vanta un antico “ghetto” (situato nell’attuale proprietà Chiarcos) non lo ha saputo ancora valorizzare e far conoscere, denominando magari quel sito come “sotoportego del gheto” o “androna del gheto”, come d’uso nella toponomastica veneziana. La mappa topografica cittadina del Banchieri (1834), conservata in Municipio, lo riporta chiaramente. E sì che la presenza ebraica a Latisana, notevole per volume di commerci, legati al porto, anche se non ancora opportunamente studiata è testimoniata da tantissimo tempo. Dopo le ricerche del compianto Mario Giovan Battista Altan, qualche studente universitario vorrà farlo oggetto di tesi di laurea?  Mandi. –   Valerio

I cartelli, le regole e la gente

Partiamo da una pacata discussione su facebook per parlare di cartelli, divieti e regole infrante. Lo spunto viene dal divieto di accesso ai cani sulla passeggiata dell’argine a Latisana capoluogo; i cartelli sono presenti in ogni accesso, sono stati posizionati da anni e, ovviamente, da anni nessuno li osserva e i latisanesi continuano giustamente a passeggiare col loro fido 4 zampe dal ponte ferroviario a Parco Gaspari. Quasi tutti sono coscienziosi e salvano il bianco della passeggiata dal marrone dei “ricordini”, ma c’è anche chi lascia fare e danneggia non solo la bella passeggiata, ma tutti i cittadini corretti che poi appunto devono infrangere le regole. IO credo che il Comune non debba limitarsi a mettere i cartelli e poi fregarsene, perché, che io sappia, non c’è mai stato nessun controllo e multa (salata deve essere) per chi lascia che i cani si comportino normalmente senza però porre rimedio. Libero accesso, passeggiata per tutti e multe salate a chi sbaglia. Discorso simile per il disco orario: vedo spesso i vigili controllare il ticket in piazza e vie adiacenti; non vedo mai (per fortuna) controllare l’assurdo cartello di disco orario in Viale Stazione e zone limitrofe. La macchina che abbiamo segnalato è ferma da mesi in disco orario senza multe. Non serve mettere un cartello che risulta sgradito alla gente e che non viene (ripeto, per fortuna) fatto osservare. Alzi il mouse chi ha beccato una multa per divieto di sosta a Pertegada o a Latisanotta: troppo scomodi e lontani da Via Rocca per meritarsi la presenza di un vigile di quartiere, almeno ogni tanto. Solo autovelox e ticket e basta. Ultimo esempio la strada 354 che dal casello porta a Lignano. Se ricordiamo bene sono 15 o 16 i cambi di velocità consentita: dai 90 ai 70 ai 50 e viceversa e ritorno: una cosa assurda, anche perché i cartelli sono lì sia la domenica di fine luglio che il martedì sera di novembre, e il traffico è “leggermente” diverso. Occorre mettere cartelli e divieti con attenzione, utili e giusti e poi farli osservare, altrimenti la disubbidienza civile è arma logica in mano ai cittadini. Ultimo esempio: metteranno dei 30 all’ora su alcune strade, a 30 Km/h ti sorpassano anche le bici e soprattutto, di sera, chi li fa rispettare?

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Un commento su ““gradisial”, cerimonia, kit carson, ghetto, norme e divieti,”

  1. Paolo Bandiziol ha detto:

    Male comune, questo dei limiti e divieti incomprensibili. Vengo da un viaggetto in Abruzzo e ancora mi sto chiedendo che senso abbiano i limiti di 90 km/h per circa 40 km filati, da Rimini Nord in giù e viceversa, in un tratto a 3 corsie, asfalto drenante appena steso, lavori non in atto, ecc. E poi 60/70 km/h per 15 km da Venezia fino oltre S. Donà, con 3 autovelox in un senso e 6 nell’altro. Alla faccia del pedaggio autostradale, che dovrebbe garantire un certo vantaggio, rispetto alla statale, e che non è certo stato ridotto!
    A questo punto il sospetto sorge spontaneo: i limiti sono dovuti alle reali caratteristiche delle strade, così come sarebbe previsto per legge; oppure per foraggiare Stato/Regioni/Provincie/Comuni con un esborso di ulteriori tasse?
    Come diceva un personaggio molto noto, nel bene e nel male: “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”.
    A quando i 5 km/h dei tempi andati lignanesi?

    Ciao

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