I titoli di oggi: Festa di Carnevale per pensionati; il Salotto dei Concerti; Protezione Civile; suggerimento per gli amanti della birra;

Da Ermes Corazza riceviamo e volentieri pubblichiamo

LA MOBILIA – Nel 1971 il censimento diceva che Latisana aveva 10098 abitanti, grossomodo quelli che aveva negli anni 1965 e 1966 cioè gli anni delle alluvioni.  Nel 2011 invece ne aveva 13647. Quindi, diciamo, 3000 persone in più.  Sono passati quasi 50 anni dalle alluvioni e certamente la popolazione è cambiata in buona parte nel senso che la maggioranza degli attuali abitanti di Latisana o non c’erano oppure erano bambini in quei momenti e quindi poco capivano del dramma delle loro famiglie oppure sono vecchi adesso e più di tanto non s’incazzano.  Durante la prima alluvione del 1965 io c’ero e pensando ai comportamenti di allora ricordo che sono stati i più disparati.  Pensate che davanti all’attuale campo sportivo, durante la “rotta”, passava un furgone con alcuni turisti e sono morti tutti travolti dall’acqua perché nessuno pensava che potesse rompere e quindi non sono stati fermati o almeno indirizzati, ad esempio, verso Palazzolo e cioè lontano dal PERICOLO del fiume.  Noi di Via Risorgimento ci siamo arrangiati, qualcuno è scappato verso Palazzolo con l’acqua che lo inseguiva già sulle gomme dell’auto e altri, invece sono saliti ai piani alti delle case.  Alle “Case Nove”, dove vivevo, tutti dicevano che non avrebbe rotto e che se anche lo avesse fatto ci sarebbero stati al massimo 20 o 30 cm. Invece in 15 minuti a casa mia c’erano 240 cm in soggiorno e dentro c’era la mobilia che cupamente sbatteva sul soffitto.  Il panico totale, il buio totale, le voci dei vicini che si rincorrevano per sentirsi vivi, chi c’era e dove, no acqua da bere, no cibo, i vecchi senza le medicine lasciate nella vetrina al piano di sotto. Solo il rumore dell’acqua, della mobilia sul soffitto di sotto e le scariche elettriche della ferrovia e della centrale ENEL (la SFE) di Crosere: scariche, botti, e flash apocalittici che Stephen Spielberg ci faceva un baffo.  Nel 2005 esce un CD dal titolo “l’Aghe – il racconto di due alluvioni” e ce ne sono parecchie copie in circolazione. Nel 2005, cioè 40 anni dopo, nel CD, si vedono i due capi del nostro popolo e cioè il Parroco Don Carlo Fant ed il Sindaco Dott.ssa Micaela Sette, il primo con sullo sfondo l’argine cementato su Parco Gaspari e la seconda nel suo ufficio istituzionale con tanto di bandiera tricolore dicono che NON E’ CAMBIATO NIENTE DAL 1965/1966 E CHE ANCORA LATISANA HA PAURA. E c’è da crederci veramente.  Dopo il terremoto del Friuli del 1976 il commissario Zamberletti crea la Protezione Civile e nella legge istitutrice si dice da chi è composta ed al primo punto troviamo i Vigili del Fuoco.

La protezione Civile Comunale dipende direttamente dal Sindaco.

piano protezione 1

Oggi, io, già vigile del fuoco del distaccamento volontario di Latisana, non ho più il vincolo di appartenenza al Corpo Nazionale e quindi alle sue regole, come quella di legge, che mi faceva appartenere alla Protezione Civile.  Nel 2008, il 06 Giugno, appare sui giornali locali la notizia di un’esercitazione di protezione civile indirizzata a testare l’”organizzazione” della stessa e la Sindaca di allora Micaela Sette dice “ … reputo di fondamentale importanza che tali iniziative siano seguite da altre iniziative che consentano di coinvolgere la popolazione e tutti i soggetti istituzionali interessati come scuole, ospedali, aziende sanitarie.”. Si augura che nei “mesi autunnali (n.d.r. del 2008) si possa procedere ad un’esercitazione di questo tipo.”

Poi sempre in stampa locale il 12/02/2009, cioè un anno e mezzo dopo, il piano di sicurezza comunale viene illustrato dal responsabile della protezione civile comunale “nel corso della seconda lezione” agli studenti dell’Università della Terza Età presso il Polifunzionale ma, senza dire perché viene tenuto “segreto” dove si deve andare in caso di alluvione perché … altrimenti la gente si mette in salvo troppo presto o preventivamente. … E questo lo trovo comico se non fosse preoccupante.  La legge 100 del 12/07/2012 prevede che entro 90 giorni I Comuni approvino il Piano di Emergenza Comunale, quindi entro il 10/10/2012 (o giù di li), … ma NOI, potevamo stare tranquilli perché ce l’avevamo già dal 2008 come si leggeva negli articoli prima citati.    E invece NO … perché sul sito della Protezione Civile Nazionale, nella sua mappa interattiva cliccando sopra la Regione FVG a Luglio e al 20/09/2013 tutti i nostri Comuni contermini ce l’avevano e NOI NO. Quelli che non hanno avuto l’alluvione Si e noi NO. Quelli dove non ci sono grossi numeri di studenti e scolari SI e noi NO.

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Il piano di sicurezza comunale propagandato sui giornali era un TAROCCO o NON C’ERA PROPRIO. Noi non lo sappiamo … ma forse qualcuno di certo la verità la conosce.   Speriamo la sapessero e la sappiano almeno i Sindaci che si sono succeduti.   Poi il 18 dicembre 2013 ECCOCI: appare sul sito nazionale la solita cartina d’Italia interattiva della Protezione Civile e c’è finalmente anche la presenza del Piano Comunale di Latisana.

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Prima forse non era vero che ce l’avevamo il Piano ma ora è certificato dal nazionale che c’è.   Ma dov’è … il Tagliamento sale e scende in questi giorni passati … arriva la primavera con i disgeli della tanta neve che c’è stata … probabile che arrivi anche l’acqua sul fiume perché si sa che in primavera il Tagliamento già ci ha fatto penare e noi …???

TRANQUILLI cittadini …. NOI inauguriamo gli arredamenti della Sede della Protezione Civile Comunale con festeggiamenti.  Noi da anni abbiamo problemi con la struttura del Distaccamento dei Vigili del Fuoco che era stato tanto propagandato … e niente … tutto tace.  Ma io dico, in un paese normale e fra gente normale, forse non era meglio spendere i soldi dell’arredamento per fare INFORMAZIONE alla cittadinanza, alle scuole, a tutti, su come ci si comporta nell’EMERGENZA ALLUVIONE magari anche semplicemente con il giornalino comunale … con degli incontri divulgativi …   Esattamente quello che la Sindaca Sette aveva detto già nel 2008, cinque anni e mezzo fa, Oppure pensiamo che sia meglio la MOBILIA NUOVA della sede della Protezione Civile Comunale?    Ma Vi siete dimenticati di quello che ci avete detto …. del tempo che passa … sono passati quasi 50 anni e NESSUNO a Latisana OGGI sa come comportarsi … però abbiamo un PIANO … che conoscono in pochi.   Persone che sanno forse ce ne sono. Mi sorge il dubbio che forse erano proprio … tante di LORO a festeggiare la MOBILIA … perché questo è importante.   Per le altre cose tipo INFORMARE la popolazione su come fare a sopravvivere in caso di alluvione … vedremo … più avanti … con tutta calma … e la primavera arriva.   La protezione Civile Comunale dipende direttamente dal Sindaco.  Ermes Corazza

Festa di Carnevale, ecco la locandina

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Il Salotto dei Concerti, ecco la locandina

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Agribirrificio Villa Chazil; Azienda Agricola Carlo Antonio Venier, a Nespoledo di Lestizza (Udine)

Agribirrificio Villa Chazil a Nespoledo di Lestizza (Udine); birra chiara lager, ambrata pale ale

La birra; la beviamo sempre, magari distrattamente senza farci caso, oppure la cerchiamo e la selezioniamo, chiara, scura, ambrata, doppio malto, belga o dei frati, o al sapore di….., bicchiere in vetro sottile, no grosso, con schiuma o senza; la birra è come il vino, diversa e particolare, e fatta da qualcuno. Anche qui in zona, come in questo caso. Oggi siamo ospiti di Carlo Antonio Venier, che è un laureato in chimica, che dopo svariate esperienze internazionali che lo hanno portato a frequentare città e nazioni, pub e ristoranti, decide che la birra migliore deve ancora berla e decide anche di farsela per conto suo. Siamo tra Nespoledo e Villacaccia, località quest’ultima famosa per il festival culturale estivo presso l’Agriturismo I Colonos, in località appunto Villa Cazil, o Villa Cazilin, nome che si rintraccia fin dal 1145 e che apparteneva a un nobile tedesco con interessi in zona; l’azienda ne prende il nome e si pronuncia “Cazìl”. Venier, come detto, abbandona la chimica, sposa il commerciale ed alcune ditte internazionali e poi si rende conto che l’azienda di famiglia, 13 ettari in zona, viene progressivamente abbandonata e, facendo leva sulla nuova normativa che permette alle aziende agricole di produrre birra, opta per il grande salto e dalla scrivania e dai viaggi passa a orzo e luppolo. E birra, buona, appunto. Siamo nel 2010 e nasce la collaborazione con Stefano Buiatti dell’Università di Udine, nasce e cresce la voglia e vengono ristrutturati capannone e campi e inizia l’avventura di Villa Chazil in bottiglia. Il capannone si affaccia sulla strada, i campi sono tutti attorno e da lontano si vedono i pali del luppoleto, ovvero il fiore che dà quell’aroma che viene aggiunto alla fine alla birra e che rende unica la vista dei campi in Austria e Germania con altissimi fili ricchi di fiori, come da foto. Lui è appassionato ed esperto, sa e trasmette conoscenza e anche molte nozioni tecniche; all’inizio abbiamo provato a seguirlo, ma poi abbiamo abbandonata l’idea, primo perché corriamo il rischio di dire inesattezze, secondo perché lui ha piacere di illustrare tutto il procedimento e le attrezzature, e la sua azienda è aperta anche il sabato, per acquisti, degustazioni e….lezioni di birra. Tra non molto ci sarà anche uno spazio dedicato alla mescita, ma il tutto è ancora a livello di progetto. Sappiate solo che l’orzo per produrre la birra viene coltivato qui attorno, nei campi di proprietà, e che il processo di maltazione, il primo e fondamentale passaggio, avviene in Austria, dalla Stamag a Wien. La superfice dedicata all’orzo, che deve ruotare dopo qualche anno, è di circa 6 – 7 ettari, e ogni ettaro produce  dai 40 ai 50 quintali , dipende dalle annate. Il luppolo come si diceva viene aggiunto alla fine, in ragione di 2 Kg ogni 20 ettolitri di birra; l’acqua utilizzata è quella ottima friulana di queste parti, cui viene solo tolto il calcare, visto che il cloro è invece assai volatile. Per i vari procedimenti, ci affidiamo alle foto e alla vostra curiosità: qui troverete sempre porte aperte. Villa Chazil produce due birre: chiara e ambrata, 5 e 5,5 gradi più la prossima stagione vedrà anche la birra ai fiori di sambuco freschi, che si annuncia molto gradevole. Essendo la prima bottiglia e la prima etichetta di agosto 2013, il mercato è, al momento, solo locale: spaccio qui, privati, molti, e molti agriturismo del Triveneto, oltre che alcuni negozi specializzati. La prima annata è andata con 110 ettolitri, ma tutta la struttura è stata pensata per arrivare teoricamente a 1.200 ettolitri all’anno: auguri! Abbiamo ovviamente assaggiato le due birre, la Lager, bionda e la Pale Ale ambrata; in inverno, con la pizza come abbiamo fatto, preferiamo la seconda, più strutturata, ma forse in estate la sete e la voglia ti porta a preferire la bionda, in bicchieri  grandi magari!

Per le foto andate qui

http://www.mondodelgusto.it/produttori/8843/agribirrificio-villa-chazil-azienda-agricola-carlo-antonio-venier-nespoledo-lestizza-udine

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3 commenti su “I titoli di oggi: Festa di Carnevale per pensionati; il Salotto dei Concerti; Protezione Civile; suggerimento per gli amanti della birra;”

  1. AlessandroS ha detto:

    Quanto astio in quella lettera…

  2. il_bacucco ha detto:

    @ alessandro; ok….e una risposta nel merito????

  3. loris tramontin ha detto:

    Solo chi l’ha provata sa cosa vuol dire l’alluvione di Latisana, dimenticata da tutti, anche dalla stampa di quei tempi che facevano vedere solo Firenze. 2 metri di blata in casa per 2 volte in 14 mesi è stata una cosa frustrante e ti sentivi solo contro tutti e io spalavo, spalavo e pulivo ma non andava mai via né l’odore né il sapore di fogna. Sono passati tanti anni e per tantissime volte abbiamo rischiato nuove alluvioni, porta i mobili e tutto quello che riesci in alto, le macchine nel parcheggio di Mattarello, le ansie ad aspettare la piena, lo scirocco, il mare che non riceve, le mille paure. Chi ha passato questo ha la patente di latisanese, per gli altri sempre cittadini latisanesi ma non capiranno mai cos’è il Tagliamento. A me il Tagliamento fa paura….

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