I titoli di oggi: suggerimento per il fine settimana; la Provincia di Udine multa il Comune, di Latisana; dibattito politico M5S; notarella..

Multa

E’ diventata esecutiva l’ordinanza della Provincia di Udine che ha multato il Comune di Latisana di ben 3.822 euro per la gestione amministrativa dei depuratori di Latisana Capoluogo e Bevazzana. Il Comune aveva fatto ricorso e aveva perso. Figuraccia, spese per avvocati e soprattutto multa da pagare. C’è da dire che il Comune ha avviato azione di rivalsa nei confronti dell’assicurazione della società incaricata della gestione. Di chi è la colpa?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da Dario. Riguardo quanto scritto da Carlos Corvino in risposta a Davide mi permetto di commentare in veste di elettore ed attivista del M5S. Assodato che il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica locale e aggiungerei nazionale è obiettivo primario della politica nella “forma partito” e nella “forma movimento”. Condivido il fatto che la politica in ambito locale è soprattutto volontariato. Apprezzo lo sforzo che il signor Corvino si appresta a fare nel dimostrare che è ancora possibile partecipare alla vita politica attraverso la struttura dei partiti. Risulta difficile non sembrare ironici, ma giuro che non intendo esserlo, l’apprezzamento è quantomai sincero, anche perchè si tratta di uno sforzo enorme. Le categorie mentali che intendo controbattere sono “chiusura” e “fare di tutta l’erba un fascio”. Ebbene si, rivendico la mia chiusura verso i partiti, e questa mancanza di dialogo si vuole volontariamente contrapporre a quell’ecumenismo (pacificazione?) dei partiti che sfocia così facilmente nell’inciucio. Stamattina facendo una corsetta nel bel bosco di Muzzana pensavo a Gesù che caccia i mercanti dal tempio, certo Lui non gliel’ha mandate a dire! Ora più che mai occorre definire la propria posizione. Di fronte a partiti incapaci di autoriformarsi, tu cittadino da che parte stai? L’unica chiusura che campeggia sull’orizzonte politico è quella di chi è incapace, suo malgrado, di comprendere la portata rivoluzionaria del messaggio veicolato dal M5S. Aggiungo che la forza di questo messaggio è supportata dalla coerenza ed onestà alla quale eravamo disabituati o ci avevano disabituati? Forse non tutti sanno che a livello nazionale e regionale il M5S, dopo aver vagliato le istanze dei cittadini, aver studiato le normative vigenti, aver cercato una soluzione libera dalle logiche di interesse personale propone a rotta di collo, ma chi dice sempre o quasi sempre no è la vecchia politica. Anzi vecchia è una parola troppo bella, forse è meglio dire obsoleta, anche se qualcuno si spinge addirittura a definirla morta. Rimprovero a chi si mantiene attaccato alla politica dei partiti che, pur condividendo con noi il desiderio di ascoltare la cittadinanza, pur riconoscendogli una volontà di approfondimento e studio delle tematiche, pur riconoscendogli una sincerità d’intenti, rimprovero il fatto di non riconoscere che chi hanno alle spalle non ha più un briciolo di credibilità. Qui sta la mia chiusura. Fare di tutta l’erba un fascio? E’ sbagliato, è vero, generalizzare è sempre sbagliato, ma per sopravvivere occorre suddividere la realtà in pezzi, almeno finchè non si è raggiunta la buddità che permette di vedere l’unità di tutti i fenomeni. Nel frattempo pur constatando che un Cuperlo e un Civati (per parlare di erbe fuori dal fascio) esprimono dissenso alimentando correnti interne così vicine al M5S, devo però rilevare che, alla fine della fiera, il loro timido dissentire ha come unico risultato votazioni unanimi. Quindi, spaesato da una tale uniformità di comportamento, mi domando che cosa mi dovrebbe spingere a credere che le voci fuori dal coro contino qualcosa? Può un amministratore locale portare onestà, competenza, oculatezza nell’amministrazione del denaro pubblico? Concludo il sillogismo interrogativo con un altro dubbio: sbaglio a pensare che i rappresentanti, anche locali, dei partiti si trascinano dietro un sistema che gli impedisce di agire liberi da interessi personalistici o di partito? Mi rispondo Marzullianamente, ho un’immagine dei partiti simile a quella che Hayao Miyazaki ne “La città incantata” offre attraverso un personaggio che mangia in continuazione (è lo spirito di un fiume inquinato) e più ingrassa più ha bisogno, di cibo. Non può fare a meno di essere così, è nella sua natura ingurgitare tutto, smettere di mangiare significa morire. Quindi a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. L’ha già detto qualcuno? Esiste una politica che ha dimostrato di poter agire per i bene pubblico con una quantità di denaro di molto inferiore a quanto speso finora. Senza sedi, utilizzando i bar o le sale civiche come luoghi di ritrovo, contando sulle donazioni e sulla buona volontà dei singoli, rinunciando a finanziamenti pubblici e riducendosi i compensi e i rimborsi. Questa politica attraverso la sua parsimonia ha spezzato il rapporto tra denaro e gestione della cosa pubblica e si è conquistata la libertà di agire senza rendere conto a chi l’ha sostenuta economicamente (leggi lobbie). Riguardo la sua “sensazione che ho guardando a quanto accade a livello nazionale” Rispondo con uno dei miei rappresentanti in parlamento Andrea Colletti: Oggi tutti i giornali e televisioni scrivono e mandano servizi contro il M5S. signori miei, se il Corriere (della banche), la Stampa (della Fiat), Repubblica (di Sorgenia/De Benedetti), Libero (di Angelucci/Berlusconi), il Giornale (di Berlusconi), Tg1 (Pd sponda Letta), Tg2 (Pd sponda Renzi), Tg3 (Pd), Tg4-Tg5-Studio Aperto (Berlusconi) sono contro di noi, vuol dire che stiamo facendo davvero gli interessi dei cittadini. Grazie per l’opportunità che ci viene offerta di alimentare un dibattito.

..e anche Antonio Gaudiano (M5S)

Apprezzo quanto detto da Carlos, però la domanda è chi ha lasciato Latisana nell’immobilismo negli ultimi 20 anni? La partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica o i partiti che li hanno tenuti a debita distanza? Ora noi stiamo cercando di risvegliare questo spirito di partecipazione e son contento che anche i partiti abbiano voglia di cambiare, ma il cambiamento lo possono fare solo quando all’interno dei loro partiti Uno varrà Uno. Altrimenti continueranno a far finta di cambiare per tenere sempre il popolo fuori dalla governance.

Notarella

Vedere un paio di telegiornali nazionali ti fa capire come sia lontana anni luce l’informazione di stato dalla realtà quotidiana. Complotto, Napolitano, Berlusconi e la Carrà con la Casta ospitate a Sanremo. Ok. Parliamo di altre cose e di Latisana. La domanda che vorrei fare è questa: qual è  stata la politica del lavoro e della occupazione degli ultimi venti anni a Latisana? Cosa è stato fatto per favorire l’occupazione turistica o di servizi alle aziende o alla persona? Quali sono stati gli interventi atti a favorire l’insediamento di attività industriali, artigianali, commerciali e turistiche sul nostro territorio? Quali sono stati i provvedimenti normativi e fiscali, per quel che si può, per creare nuova occupazione? Sono certo che ci sono le risposte, ma siccome al momento mi sfuggono….chi mi aiuta?

I Vini della Terra del Faet, a Cormons

Un Vigneto chiamato Friuli era, a mio avviso, il nome più bello per la parte  enoica della nostra regione e dava anche il senso di un insieme di piccole cose, oltre che di grandi aziende. Ce ne sono di aziende grandi, di medie e piccole, e di piccolissime anche, che nascono e, come le barbatelle, crescono e danno frutti, sotto forma di vigneti e uve e vini. Ottimi vini in molti casi, come in questo caso. Giovane, intraprendente, già esperto e con molta passione e con la casa e i vigneti in un posto magico. Andrea Drius lo avevamo incrociato mentre era da Keber a fare uno stage e noi eravamo in visita; oggi, scuole superiori finite e università …quasi, Drius produce vino, dai vigneti suoi e di suo nonno, in quel posto vocato che si chiama Faet, con la strada stesso nome che porta da La Subida a Pradis, sempre in comune di Cormons. Qui, ne raggio di due o tre chilometri, ci sono moltissime aziende che hanno creato la fama dei vini del Collio e del Friuli in generale; nomi storici e attuali, vini favolosi. La visita di questa piccola azienda, due ettari, 8 mila bottiglie, parte dalla fontanella del Faet, una pozza di acqua sulfurea, con una testa di diavolo e molte leggende, utili ad alimentare chiacchiere e magari a incuriosire il turista, l’eno-turista che qui trova anche l’acqua col sapore di uovo marcio. Una nota simpatica e curiosa. I vigneti ovviamente sono qui attorno, sotto alle colline, con problemi minori di siccità; sono vigneti vecchi e molto vecchi, con alcuni filari di Friulano che hanno 50 e 60 anni. Gli impianti sono storici, radi, con 3.500/4.000 piante a ettaro; si produce prevalentemente Tocai, 80% e poi poca Malvasia e Pinot Bianco. La prima etichetta è del 2011 e oggi abbiamo potuto assaggiare solo il Friulano, le altre due qualità sono esaurite, con solo bottiglie per archivio, ed è un peccato non poterle degustare. Il Friulano è sostanzioso, classico, pieno e di buon retrogusto e lungo in bocca. Per gli altri, pazienza. Poche le bottiglie e vino venduto sfuso solo per una ristretta cerchia di amici di lunga data; la cantina offre la vista, non usuale, delle vasche in cemento, oltre che l’acciaio, e il cemento garantisce stabilità al vino: ”una cantina dentro la cantina” come giustamente dice Andrea. C’è anche il legno,  per passaggi brevi e non invasivi per una piccola parte del Friulano; interventi in campagna pochi, in cantina meno e vino che segue l’andamento annuale, con le uve raccolte preferibilmente a pienissima maturazione, poco prima che evolvano verso la botritizzazione. Pochi i vini come si diceva e all’orizzonte, vigneti da trovare, c’è il Merlot, che qui offre una resa superiore; qualche perplessità sul Collio Bianco, che manca, per scelta dei produttori attuali, di identità. Mercato prevalentemente locale, piccola l’azienda per ambire a conquistare mercati lontani, anche se qualche ristorante o enoteca di nicchia sceglie i suoi prodotti in Lombardia e, forse, in America. Tra breve l’iscrizione alla FIVI, vignaioli indipendenti e vino naturali e, magari, qualche acquisizione di altri vigneti, per allargare la produzione. Intanto, per il momento, piccolo è bello, e buono.

Terre del Faet, Cormons (Gorizia), la fontana del Faet

Terre del Faet, Cormons (Gorizia), i vigneti

Terre del Faet, Cormons (Gorizia), le piante di oltre mezzo secolo

Terre del Faet, Cormons (Gorizia), le vasche in cemento

Terre del Faet, Cormons (Gorizia), Andrea Drius e Livio Costantini

Terre del Faet, Cormons (Gorizia), le bottiglie

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11 commenti su “I titoli di oggi: suggerimento per il fine settimana; la Provincia di Udine multa il Comune, di Latisana; dibattito politico M5S; notarella..”

  1. Maurizio ha detto:

    non rimane molto da aggiungere al commento di Dario. Oggi alla politica vengono richieste principalmente due cose: lo spirito “dell’amministrare come un buon padre di famiglia” (per altro contemplato anche dal Codice Civile) e la trasparenza. L’M5S, con l’aggiunta della partecipazione dal basso, ben incarna questo spirito e la politica “tradizionale”, sia per come è strutturata (v. partiti) ma soprattutto culturalmente, sembra avere molta difficoltà a tenerne il passo. E questa difficoltà traspare anche nella comunicazione. Frasi come “… i cittadini la smettano con le deleghe in bianco…” (cit. Corvino) sono distanti chilometri da “…ci troviamo giovedì al bar X, portateci le vostre istanze che ce ne faremo carico…” (cit. Soravia). Concludo dicendo che con l’entrata in scena dell’M5S l’offerta politica si è davvero ampliata e a questo punto sta a noi cittadini, al di la della sistematica controinformazione degli organi di comunicazione tradizionale, fare delle scelte consapevoli (e partecipate 😉 ).

  2. Ho letto con piacere i commenti dei miei “colleghi” Dario ed Antonio… che dire se non che sposo appieno le loro teorie?

    I partiti hanno gestito e stanno gestendo tutt’oggi la politica dentro e fuori dalle istituzioni, noi siamo solo poveri cittadini con idee nuove, quelli che fino ad oggi sono volutamente stati estromessi dalla politica! Credo che i partiti non abbiano avuto 1, bensì 50 occasioni per far partecipare i cittadini alla vita pubblica ed i risultati sono quelli che stanno sotto gli occhi di tutti.

    Da tempo anche io ho detto “basta” ai partiti, ai loro soldi ed interessi, non voglio fidarmi più di nessuno se non di me stesso, per quello ho deciso di ficcare il naso ovunque e sto scoprendo tante brutte cose ma altrettante belle persone che fino ad ora non conoscevo, forse è la parte più bella del Movimento e prima o poi auguro a tutti di far parte non di un partito, ma di una Comunità di persone solidali tra loro!

    Grazie ragazzi per tutto quello che state facendo per voi stessi e per chi verrà dopo di voi!

  3. Marta ha detto:

    Posso solo dire che mi sta simpatica Leopolda? Non la conosco, ma in molti suoi commenti ritrovo le mie idee…

  4. Franco ha detto:

    LE STELLE SONO TANTE
    MIGLIONI DI MIGLIONI LE STELLE DI NEGRONI
    VUOL DIRE BACUCCO !!!!!!!

  5. Franco ha detto:

    OPPURE
    LE STELLE SONO TANTE
    MIGLIONI DI MIGLIONI
    LE STELLE DEL BACUCCO
    VUOL DIRE QUALITA

  6. Franco ha detto:

    DECIDI TU!!!!!!!

  7. il_bacucco ha detto:

    @ franco….. come va bene a te …magari senza g 🙂 🙂

  8. Franco ha detto:

    BRAVISSIMO SEI MOLTO ATTENTO !!!!!!!!
    COSA SI FA PER FARSI LEGGGGGERE
    MA IL SENSO NON CAMBIA !!!!!!!
    GGGGGGG

  9. Kiara ha detto:

    Caro Franco prima di fare certi commenti bisogna imparare a scrivere!!!

  10. Severino ha detto:

    Chi sa perché ma un Maestro in giro che non ha risposte da darti si attacca sempre al tuo italiano scritto. imparare a scrivere” non e di tutti qui non siamo a scuola, e non dobbiamo presentare dei tempi cui poi saranno premiati per una pagella che in questo campo non esiste. le G” in più di Franco, io le chiamo ancora errore di battuta, non stiamo in un esame ma stiamo postando in fretta risposte e commenti nell’immediato, ovvero documenti non ufficiali. Abbiamo capito tutti perciò una G” in più e meglio che una in meno. Non ti dico delle mie H”” che distribuisco a scrocco, e delle quale non ho ancora capito a che cxxx servono. smettetela di rompere i Maronni per gli errori grammaticali e ortografici. Parlate come Mamma vi a fatto, tanto abbiamo capito tutti. Mi sembra di aver Capito che la possibile entrata del M5S. in campo anche a Latisana a qualcuno gli si sta restringendo le palle. Io non ci vedo niente di particolare, però o notato che una certa paura ce, e si cerca di prevenire. Ultima Trovata la disposizione sulla trasparenza del Comune. Naturalmente copiata da qualche parte perché molti comuni nei propri siti l’avevano già pubblicato una cosa del genere da diversi anni ma copiata e non fatta a tavolino dal nostro comune, ma eventualmente solo revisionata in alcuni punti secondo esigenza. E visto che si a tanta voglia di trasparenza, perché non pubblicare anche il regolamento ed i compiti assegnati hai vari organi assessori di qualsiasi livello, ed consiglieri. in modo che tutti abbiamo una visuale di cosa possono fare, proporre, e fin dove possono arrivare.

  11. Marta ha detto:

    Vorrei rispondere a un commento fatto un paio di giorni addietro. Mi spiace Severino, non siamo a scuola, ma siamo in Italia, ed è un obbligo morale di ogni italiano conoscere bene la propria lingua madre. Sembra quasi che un minimo di cultura sia un optional destinato a pochi imbecilli. Invece vediamo che proprio chi denigra la cultura ha posti di lavoro e pensioni statali, mentre i più meritevoli lavano i cessi. Per decenni abbiamo dato da lavorare a chiunque (per non usare altri termini più forti), anche chi non aveva la minima preparazione, e ora i nostri giovani fanno la fame e sono costretti ad esportare le loro menti all’estero per sopravvivere. Intanto che vecchietti con ottime pensioni si dedicano a parlare di politica… non si sa bene in quale lingua. Eppure per imparare non è mai tardi. Ci sono corsi gratuiti di italiano anche al centro polifunzionale, oltre che quelli dell’Università della Terza Età. Nel 2014 saper esporre concetti in un italiano corretto dovrebbe essere obbligatorio per ogni italiano. L’ignoranza non dovrebbe più essere giustificata. Gli italiani spendono tutti i giorni soldi per cretinate, ma guai ad attaccarli se commettono Orrori grammaticali e lessicali! Capisco i nostri nonni che al tempo della guerra dovevano zappare i campi 15 ore al giorno, ma da quella volta l’Italia è molto cambiata. Quindi, seppur un’ opinione possa essere giusta e condivisibile, è necessario porla in maniera corretta, altrimenti chi decide di esporre pubblicamente le proprie lacune linguistiche deve anche accettare di essere ripreso dagli altri lettori. Poi sulle idee, sui concetti, sulle opinioni si può discutere, ma sulla grammatica no! Vogliamo fare finta di essere italiani? Va bene! Vogliamo esserlo sul serio? Va bene. Ma per favore, cerchiamo di essere coerenti. La lingua è il primo elemento che unisce un paese, ed è insegnata a scuola da un centinaio di anni. Quindi non ci sono scusanti. Non facciamoci ridere dietro e correggere pure dagli extracomunitari, che di lingue ne parlano pure più di una….Abbiate tutti rispetto anche per le nuove generazioni (delle quali purtroppo non faccio più parte), alle quali vengono richiesti, anni di studi universitari e anni di lavoro sottopagato. Abbiamo ancora generazioni di gente che a 16 anni trovava un lavoro fisso con cui mantenere una famiglia a partire dai venti anni. Trovavano lavoro tutti quelli che ne avevano voglia, indipendentemente dalle capacità effettive. Italia che ha dato posti statali a gente senza laurea e neppure diploma, e poi pensioni ai quarantenni. Abbiate rispetto di chi vive oggi problematiche che chi, più attempato, nemmeno si sarebbe sognato di vivere. Oggi se vuoi lavorare per 500 euro al mese non devi parlare perfettamente solo l’italiano, ma anche altre due lingue straniere, avere almeno una laurea triennale,e alle spalle anni di esperienze lavorative gratuite… e non avrai mai né posto fisso, né casa, né famiglia, né pensione. A meno che non ci pensi il più facoltoso nonno ad aiutarti…. Quindi cerchiamo di parlare almeno la nostra lingua, oppure accettiamo dignitosamente il fatto di tacere e lasciare ad altri l’esposizione corretta delle nostre idee, qualsiasi sia la nostra corrente politica.

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