isolati, consiglio, commenti, appuntamenti di venerdì e domenica, paraolimpiadi e tiare….

Latisana isolata

Come latisanese mi sento solo. Ho come l’impressione che Latisana “stia sulle balle” a molti comuni vicini, e la riprova, dopo le elezioni amministrative di Lignano, la troviamo nei bar del paese. Il pieghevole si chiama “Estat, Aghis e Storiis 2012” e presenta tutte le iniziative dei comuni di Carlino, Precenicco, Muzzana e Palazzolo. Ora, a parte il piccolo dettaglio di Carlino che in piazza vede Manera di Zelig e Amadeus dalla Rai, quello che colpisce è il fatto che questi comuni abbiamo sentito la necessità e l’utilità di fare un depliant comune, con iniziative che vanno da giugno a settembre, e che Latisana sia fuori. Da sola appunto. Scelta della Pro Latisana? o incapacità di assumere quel ruolo di capitale della Bassa che innegabilmente abbiamo perso? O è solo questione di persone?

Dal Velo Club alle para Olimpiadi

E’ la bella storia di Michele Pittacolo, atleta che parteciperà alla Para Olimpiadi di Londra per gareggiare sulla sua bicicletta speciale. La sua passione ciclistica nasce nel 1983 con Il Velo Club Latisana e da subito si vede la stoffa del campione; poi purtroppo nel settembre del 2007 quell’incidente che gli cambia la vita, ma non gli toglie la voglia di dimostrare che i sogno possono realizzarsi, diversamente, ma realizzarsi. Grazie all’aiuto di pochi amici, ora il ciclista 42enne di Varmo raggiunge le rive del Tamigi per i suoi giochi a cinque stelle. In bocca al lupo.

Schei butai via

Naturalmente è la mia personalissima opinione, e la citiamo qui in quanto l’ultimo numero di “Tiere furlane, terra friulana”, il n°13 (secondo del quarto anno) parla della Bassa e anche di Latisana. La patinatissima rivista è edita dalla Regione Friuli Venezia Giulia (pagata da tutti noi quindi) e vede collaborare una ventina di persone a vario titolo. Trattandosi di una rivista di “Cultura del Territorio” è difficile pesare il rapporto tra costi e benefici; la gran parte degli articoli sono storici e ricchi di citazioni e bibliografie, ovvero riportano cose già dette e pubblicate. L’articolo dedicato a noi si intitola “Aghe di bevi ta la Basse” e parla ovviamente di acqua, anche inquinata in certi casi. Riportare storie e foto e antiche carte. Non se ne sentiva la mancanza, ma se è una rivista culturale…….vabbè!

Commenti

Pubblichiamo anche qui il commento di Luca Menegaldo; ci pare meriti.

Commento: LA PROVA DEL CUOCO

E’ tempo di rimpasti o se preferite di nuove ricette. Già perché a distanza di un anno, da quando l’attuale amministrazione ha vinto di “misura” le elezioni, sono iniziate le manovre politiche per capire chi e come da che parte sta in vista del 2013 (Maya permettendo).Voglio però fare un paio di riflessioni visto che ci ho messo la faccia e l’impegno  anche se di politica capisco poco. Capisco poco perché certe cose per me non hanno senso. Non ha senso avere un assessore esterno solo per accontentare qualche mal di pancia.  Non ha senso votare oggi a favore dell’abbassamento del numero minimo per la  maggioranza(da 11 si è passati a 9, la matematica non è più un opinione), quando un anno fa qualcuno votò contro. Non ha senso avere 2 amministratori (oggi 1) che fanno parte di una loggia massonica. Non ha senso far entrare un partito (la lega ) che alle ultime elezioni  non ha voluto far parte della coalizione. Non ha voluto perché aveva delle velleità e aspettative molto più alte di un misero assessorato per cui oggi si è venduta.  Ma forse il gioco è molto più alto per noi povere menti semplici. Sono tempi difficili per i politici di oggi, tutti cercano il modo di assicurarsi un posticino al sole una “carega” che permetta loro di arrivare serenamente alla fatidica pensione, sulle spalle ovviamente di chi? Di chi come me crede che far politica significhi soprattutto esser al servizio del cittadino e non al contrario. Quindi il tuo voto da cittadino onesto e serio che paga le tasse e ha difficoltà ad arrivare a fine mese, viene disatteso da chi hai eletto che si sposta e agisce a seconda dell’interesse personale( e spesso di qualche amico a lui vicino). Dov’è la democrazia in tutto questo?  E in mezzo a questo marasma non ho sentito due autorevoli voci quelle degli amici Severino e Massimo  che hanno sempre difeso  e spiegato le ragioni di questa alleanza, a spada tratta. Vorrei sapere cosa ne pensano o forse anche per loro tutte queste cose non hanno senso?  Sono infine convinto che non è finita qua ne vedremo ancora delle belle.  Ci sarà la crisi però almeno l’ inverno che verrà sarà denso di colpi di scena……maya permettendo ovviamente.

Alla prossima  luca m.

..e anche quello di Daniele Driol…..

14 mesi fa c’era una guerra tutti contro tutti.Adesso tutti si vogliono bene, due candidati sindaci che correvano contro Benigno son passati dalla sua parte, ed una con un’assessorato. Questa è l’ennesima poverta’ politica che offre il nostro comune, in poco tempo di vita la giunta ha cambiato gia’ i pezzi.Vorrei solo sapere, se i nostri amministratori sanno quel che fanno oppure son lì a fare le belle statuine aspettando Natale. Che amarezza…….

Appuntamento del venerdì al Pullman bar, ricordiamolo

..e anche quello di domenica a Paludo….

Consiglio Comunale

Alle 18.00 di martedì 31 luglio è convocato il consiglio comunale; dopo l’approvazione dei verbali precedenti ci saranno le comunicazioni del Sindaco, probabilmente riguardanti anche l’avvicendamento in giunta. Poi la question time, poi la nomina dei revisori, il piano delle dismissioni. Infine due regolamenti, asilo nido e cimitero.

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Un commento su “isolati, consiglio, commenti, appuntamenti di venerdì e domenica, paraolimpiadi e tiare….”

  1. Antonino ha detto:

    ll pessimo spettacolo che la classe politica , locale, sta dando di sé in questi giorni, oltre a segnare pesantemente la distanza con i cittadini ed i loro bisogni, offre lo spunto per descrivere in maniera icastica l’imbarbarimento dei tempi che viviamo, attraverso il cambiamento semantico del significato di alcune parole che fino a poco tempo fa hanno rappresentato e descritto il senso profondo della nostra migliore tradizione.
    Mi riferisco ad un termine già usato prima delle elezioni comunali di Latisana, uno su tutti, che ha sempre evocato atmosfere bucoliche, di civile convivenza, di tradizioni autentiche e che più caratterizzano il nostro paese, ossia la parola transumanza. Un vocabolo che richiamava alla vita agreste, al nobile e duro lavoro dei pastori, al loro sacrifico, al servizio reso ad una comunità con il loro mestiere, oggi, se accostato al mondo della politica, rimanda a scenari riprovevoli. Ad accumunare i due mondi, la vita agreste e la politica, sono sempre le pecore, non intese come animali però, ma come personaggi che per mero interesse personale, derogando dal mandato ricevuto, dal vincolo di coalizione, dal rispetto per gli elettori che li hanno votati anche perché rappresentavano un’idea, trasmigrano e transumano da una parte all’altra degli schieramenti, a seconda dell’interesse personale da perseguire. Un atteggiamento che svilisce la funzione e il ruolo che sono chiamati a svolgere, alimentando quella furia iconoclasta contro la politica che tanta parte ha nel marasma e nella crisi morale della nostra nazione.
    Il problema, a mio avviso non è la politica che, se intesa come nobile arte di governo della cosa pubblica, se fatta con onestà e con rispetto del prossimo, se condotta perseguendo come stella polare l’interesse collettivo, rappresenta la forma di servizio più utile che si possa rendere alla collettività. Sono spesso gli individui che la rappresentano a svilire l’idea del buon amministratore, quella derivante dalla tradizione greco romana, intrisa di impegno per la cosa pubblica e miseramente sostituita con quella di uomo transumante, di uomo pecora, che migra e si aggira da un prato all’altro alla ricerca semplicemente del proprio ciuffo di erba da brucare, in una parola, del proprio tornaconto di parte.
    La via d’uscita da questa ignobile sagra del transumante non può che essere il ritorno alla vera politica, a quella fatta di valori non negoziabili, alle scuole di partito e di formazione. Non più partiti fondati sulla leadership personale, ma schieramenti che riuniscono donne e uomini animati dal valore dell’impegno civile e uniti dal comune portato ideologico.
    Questa deve essere la nostra differenza. Basta spazio a chi intende l’impegno politico come sistemazione e arricchimento personale. Basta con l’idea che la politica sia strumento per perseguire fini contrastanti con il bene comune.
    Antonino Mauro

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