La domenica del Bacucco: Viale Stazione; Messattino della settimana; sabato da vergognarsi; Blu Energy

Viale Stazione

Caro Signor Sindaco, nei commenti si parla di Viale della Stazione, ed inoltre esperti latisanesi sono a disposizione per aiutare l’anima ecologista ed estetica di questo Comune. Voglia, bontà sua ( e dovere istituzionale) cercare una soluzione al problema. Grazie anche da parte degli ippocastani ( e legga i commenti, se vuole…o li faccia leggere J ) Qui di seguito riportiamo l’intervento di Claudia Pavoni:

Cari amici, siccome il Comune NON ha tempo di chiamare esperti, la situazione dei nostri alberi di Ippocastani e questa qua!   Hanno 2 patologie

1) antracnosi causata dal fungo ascomicete GUIGNARDIA aesculi ( Peck.) e poi in fase agamica diventa Pyllosticta paviae. L infezione primaria parte con macchie sulle foglie ,causando la caratteristica maculatura a leopardo e da maggio, favorita da piogge frequenti, va avanti fino alla situazione di risposta della pianta di abortire la sua chioma, ma attenzione che le foglie cadute offrono al fungo nutrimento per procedure poi in inverno. Quindi: allontanare le foglie e trattare in via preventiva a aprile maggio. Il prodotto lo ordina un agronomo , no il meccanico o il carrozziere. Primi attacchi visti in Rep. ceca nel 97 e poi arrivati a TRIESTE l anno successivo, Udine ect.

2) tignola minatrice o defogliatrice dell’Ippocastano (Cameraria ohridella): segnalata già nel 1989, causa macchie con mine e perdita di funzionalità fogliare per cui la pianta si defoglia. Trattamenti insetticidi, sistemici essendo un lepidottero pericoloso sono da eseguire da aprile in via preventiva.

Altro problema sono i fattori di inquinamento ambientale o caldo eccessivo, sia perché l ippocastano e stato piantato in. Viali urbani sia perché abbiamo avuto estati caldissime.   Ma per la situazione latisanese, sono responsabili i 2 punti elencati

Sabato da vergognarsi

Bastava andare a fare un giretto, a piedi perché in macchina era impossibile, nella solita zona Bergamin semaforo ponte sabato mattina, per capire come a Latisana se ne freghino di quello che scriviamo qui ( e ci può stare), ma soprattutto di quello che succede, delle lamentele dell’assessore di San Michele, del Comitato di San Michele e delle migliaia di persone intrappolate dal semaforo e dalla coda che arriva da Bibione – Portogruaro verso Latisana. Aggiungiamoci pure che l’area ex “torno subito” è stata usata spesso come latrina a cielo aperto, e allora si tocca il fondo. Sappiamo anche noi che il sabato di cambio è difficile da gestire, ma una presenza di uomini in divisa dà il segno della presenza del Comune, dell’attenzione al problema e, in certi casi, permette di deviare il traffico evitando code infinite. Latisana Comune Turistico? Prima occorre avere mentalità turistica…

Blu Energy

Da lunedì apre il suo ufficio, in zona Pascotto.

Messattino della settimana

messattino

Domenica 17 agosto

Sul Gazzettino articolo a metà tra Latisana e Lignano con il resoconto delle attività dei carabinieri nel fine settimana; controlli e piccole quantità di droga, oggetti rubati e denunce per attività fatte sulla strada e sul territorio. Sul Messaggero articolo di quattro consiglieri di minoranza che stigmatizzano il Sindaco sia per la risposta data ai due colleghi sia per le tasse aumentate e le spese inutili o poco opportune fatte da questa amministrazione comunale.

Lunedì 18 agosto

Nulla sul Gazz. Nulla sul Mess.

Martedì 19 agosto

Nulla sul Gazzettino; sul Messaggero i dati per la pre accoglienza alle scuole, con i costi e le modalità di accesso e poi a lato il commento del responsabile dei Finanzieri in congedo che parla dell’esperienza fatta a Lignano per informare i turisti sui rischi degli acquisti dai venditori abusivi. Nelle pagine estate tutta una pagina dedicata a Miss Italia e le finali regionali del Kursaal, poi spazio alle alternative alla spiaggia con le terme ed altre opportunità del tempo libero.

Mercoledì 20 agosto

Sul Gazzettino un furto di portafoglio al Sert e arrivo dei carabinieri che hanno preso l’uomo e recuperato il maltolto. Sul Messaggero stessa notizia del portafoglio rubato e uomo individuato e denunciato, poi viene data la notizia dei motociclisti che hanno urtato una dona con passeggino davanti all’Oratorio; per fortuna nessun danno serio.

Giovedì 21 agosto

Sul Gazzettino il serio incidente stradale a Codroipo, che ha visto coinvolto da solo il 78enne di Latisana Antonio B. Uscito di strada e ricoverato in gravi condizioni a Udine. Sul Messaggero le mozzarelle di bufala di Genagricola, confezionate a Bevazzana sulla 354, con un mercato in espansione; il giornale dedica spazio e intervista a questo prodotto di punta della zona. Articolo anche qui con foto per l’incidente di Codroipo, messa molto male l’auto da come si vede; in cronaca si parla delle licenze di taxi e dell’aumento di quelle NCC.

Venerdì 22 agosto

Sul Gazzettino in cronaca regionale si parla dell’Ospedale di Latisana e dell’ASS 5 che applica la “sutura perfetta”, ovvero una sorta di super cerotto che evita l’applicazione di punti e graffette con grandi vantaggi per il paziente. Bravi. Sul Messaggero la bonifica dell’ex distributore, ora parcheggio, in Via Sottopovolo, a settembre.

Sabato 23 agosto

Nulla sul Gazzettino. Nulla sul Messaggero.

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7 commenti su “La domenica del Bacucco: Viale Stazione; Messattino della settimana; sabato da vergognarsi; Blu Energy”

  1. Marta ha detto:

    Sabato pomeriggio, normale spesa di una mamma. Poiché un’amica compiva gli anni, siamo stati invitati a bere un caffè al bar a Precenicco, nel centro commerciale, dopo di che spesa al supermercato a fianco (surgelati compresi…). Ritorno a Latisana zona stazione… 42 minuti di tragitto, io e mio figlio di 22 mesi…. meno male che la giornata non era particolarmente afosa e che avevamo appena comperato bibite dissetanti! Sai Bacucco quanto io sia contraria al turismo folle, ma ieri mi sono veramente arrabbiata con chi pretende di farci diventare tutti schiavi del turismo. Ho già ripetuto i motivi per i quali il turismo lignanese e il suo cugino sfigato (turismo delle zone limitrofe, dunque latisanese) non portano nessuna ricchezza in termini lavorativi e dunque di stipendio ai residenti, ma solo ai pochi e già abbienti imprenditori della cittadina marittima e ai lavoratori stranieri che portano il guadagno all’estero. Il turismo è ricchezza? Ditelo a chi è costretto in nome del turismo a lavorare solo 4 mesi l’anno (quando va bene) per 3 euro l’ora, senza i servizi per la famiglia quali asili in cui lasciare i bambini durante gli orari lavorativi assurdi (15 ore al giorno, spesso serali o notturne) dei genitori, e spesso senza maturare sussidi di disoccupazione, talvolta con contratti a forfait, vietatissimi, che comprendono tfr, 13ma, 14ma, straordinari, lavoro festivo, ferie e permessi nella 1.500 euro mensile proposta (appunto 3 euro l’ora…). Senza dire che talvolta i datori di lavoro pretendono turni spezzati, dunque due volte andata e ritorno in macchina (non esistono autobus che ti riportano a casa alle 2 di notte quando termini di lavorare…), senza dare un letto su cui riposarsi o un parcheggio gratuito dove mettere l’auto….Il lavoro stagionale va bene ai ragazzini per farsi un pochino le ossa, non a un padre di famiglia per mantenere i suoi cari tutto l’anno. A meno che “vocazione turistica” non preveda anche un piano di sostentamento annuale ai lavoratori del turismo, adeguando gli stipendi e tutti i servizi ad esso correlati alle effettive necessità di un essere umano, o almeno alle leggi in materia lavorativa…. Ricordiamoci che il turismo è precario di per se stesso, che investire solo nel turismo è pericoloso, è una coltivazione intensiva che non può durare all’infinito, e quando cessa lascia solo il deserto dietro a sé. Ed è quello che io temo stia accadendo. E invece di investire a una diversa destinazione economica e produttiva il poco che ci è rimasto, ci si arrampica sugli specchi per riportare in vita un moribondo. Che facciano quello che vogliono a questo punto (coi nostri soldi). Ma spero di non restare nuovamente vittima dei turisti per strada, nei parcheggi, negli uffici pubblici (mai provato ad andare al pronto soccorso a luglio o a pagare una bolletta all’ufficio postale). (anche dalla mia amica sono entrati dei turisti… 5, una ha preso un cappuccino, gli altri 4 sono andati in bagno…). Abbiamo capito che di turismo non si vive, speriamo almeno di non morirne…

  2. denis ha detto:

    Però che noia, con certi interventi, ma perchè se deve pensare che il centro del mondo sia lignano o latisana. Ieri eravate in coda perchè c’era il rientro dalla Croazia un posto che dopo il 1989 molti stranieri preferiscono a Lignano. La coda c’era ANCHE ALLA SVINCOLO DI PALMANOVA E AL LISERT, perchè si deve tutto ricondurre al turismo di Lignano e alla sua crisi. Diciamo che ad una coda già bella consistente si saranno aggiunti anche i turisti nostrani, ma via assicuro che ho visto con i miei occhi il display all’uscita dell’A4 di Porpetto che sconsigliava l’entrata il autostrada in direzione Venezia e anzi facevano defluire fuori il traffico dall’autorstrada intasando la SS14. Io comunque sono tornato casa facendo le strada locali, senza ricorre al satelittare bastava andare a Precenicco e poi prendere la provinciale per Paludo! L’anno scorso per un ribaltamento di una cisterna fra San Giorgio e Latisana la A4 è stata bloccata per 12 ore, intasando l’intera bassa friulana e con per i turisti diretti a Lignano.
    Invece il bacucco ha ragione a notare che allora come oggi i nostri vigili sono rimasti tappati in comando, mentre a Palazzolo e San Giorgio i semafori sono stati messi in modalità lampeggiante dando la precedenza ai veicoli sulla statale 14. Non so se si può fare anche a Latisana visto che in piazza Osoppo e da Bergamin c’è poca visibilità, ma almeno i vigili con il telecomando si potrebbe mandare. Forse invece di spendere tanti soldi nelle nuove e scintillanti divise e in corsi e corsetti mi pare che il nostro comandate e assessore che amano essere sotto le luci della la ribalta dovrebbero far muovere anche un po di più la paletta!

  3. Marta ha detto:

    Denis, spiegami che strada avrei dovuto fare per andare dalla Coopca di Precenicco a casa mia in via Zorutti a Latisana… il Paludo? Dovevo solo fare 5 km dritti dritti e poi girare in via Ciconi….Che a fare la coda sia i turisti, non è un dramma, hanno tempo da perdere; i residenti che qui ci devono vivere con impegni, orari e famiglia, no! A parte il fatto che è impossibile vedere un vigile in caso di rallentamenti! L’abitare in una paese a vocazione turistica sta dando solo disagi, altro che benefici!

  4. Denis ha detto:

    Condivido il disagio, i turisti un po mettono in contol e possibili code, ma alle volte allungare il percorso conviene in termini di tempo, io per rientrare da San Giorgio ho fatto tutti i paesetti Porpetto Corgnolo Paradiso Torsa Pocenia Piancada Palazzolo ponte dietro la chiesa, Precenicco, Paludo. Lunghissima. ma sono arrivato impiegando 15 minuti in più. Chissa stasera se avremo la coda al “bellissimo” casello, ma ben poco flessibile a causa di chi l’ha progettato.

  5. Sara ha detto:

    Mi ricordo che Latisana era impraticabile durante i cambi! Poco rispetto per i residenti, turisti liberi di impadronirsi di una cittadina che non era loro. Una volta ho portato il mio compagno al pronto soccorso per una colica renale… abbiamo aspettato 3 ore per dei turisti cretini che non si erano messi il cappellino in spiaggia ed erano svenuti per un’insolazione. A Latisana il mercoledì era sempre pieno di turisti che giravano… ma nessuno si fermava a comperare né a bere nulla. Ho visto la foto della stazione presa d’assalto dai turisti. E se ci fosse stato un residente che avesse dovuto fare il biglietto per andare a qualche importante appuntamento (di lavoro, di studio o altro) avrebbe dovuto aspettare che finissero gli altri davanti a lui? Ma per favore!! Intanto cominciamo a selezionare il turista: quante volte ho visto arrivare a Lignano auto cariche anche di carta igienica, pur di non comperare neanche nei supermercati! E a Riviera quanti dormivano in macchina e di giorno aprivano il tavolino da campeggio col fornelletto per cucinare le uova portate da casa? Bisognerebbe far pagare ai turisti una tassa d’ingresso, e poi dividerla tra i comuni che hanno i disagi per migliorare la vita dei residenti. Meno turisti, ma più utili. Non aumentando il prezzo degli ombrelloni, ma selezionando la clientela, appunto con una tassa di soggiorno. Per quanto riguarda il lavoro stagionale, devo anche io conoscere chi può dire di vivere lavorando stagionalmente! Nessuno! Non raccontiamoci palle!

  6. Maurizio ha detto:

    l’idea che mi son fatto circa le opere pubbliche, è che le varie amministrazioni, comunali, provinciali, o regionali che siano, una volta stabilito chi omaggiare con l’assegnazione dei vari appalti, se ne disinteressino completamente. Ecco allora che abbiamo un casello asincrono, progettato per tanti arrivi ma poche partenze!!! Oppure una volta usciti dall’autostrada quando entrate nella rotonda di Ronchis, avete notato che l’angolo di immissione è talmente stretto che se non fate attenzione finite sul cordolo interno della stessa? Sarà stata colpa della mancanza di spazio? Troppo pochi campi? La “politica” in questi casi se ne lava le mani e il cerino rimane in mano sempre agli stessi… sigh 🙁

  7. Sara ha detto:

    Hai ragione Maurizio, il problema è anche un altro, che il casello di Latisana sarebbe sufficiente per chi vive nella zona. Il problema traffico si pone solo nei cambi turistici in stagione, dunque dovrebbe essere un costo da attribuire a chi di questi cambi ci i usare soldi pubblici per finalità private non mi sembra molto corretto. Come potrebbero rispondermi alcuni, certo che chi vive a Latisana o a Lignano o accetta il turismo e una cittadina che offre tutto ai turisti e agli imprenditori del turismo e nulla agli altri, oppure può fare i bagagli e andarsene, come ho fatto io, del resto. Il turismo per essere fonte di ricchezza dovrebbe integrarsi con un una realtà economica e produttiva presente per alti motivi in un territorio, non essere l’unica cosa su cui puntare. Mi è piaciuta l’idea che ha dato Marta paragonandolo ad una coltura intensiva, e dunque che sfrutta il terreno e lascia nulla dietro di sé. Ma pochi vogliono riconoscerlo.

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