LA RIVOLTA DEI SINDACI DELL’UTI RIVIERA: sostituzione del direttore generale e revisione dell’AAS2

Attacco pesantissimo dei Sindaci dell’Uti Riviera Bassa Friulana. Si consuma cosi un forte strappo tra il territorio e la Regione FVG presieduta da Debora Serracchiani.

Tutti gli 11 Sindaci dell’UTI Riviera Bassa Friulana (Carlino, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Porpetto, Precenicco, Ronchis, San Giorgio di Nogaro) si sono riuniti presso l’Ospedale di Latisana per una conferenza stampa relativa alla situazione del tavolo tecnico-politico intrapreso con la Regione FVG. Tale tavolo è stato proposto dalla Presidenza della Regione Serracchiani nell’incontro tenutosi a Latisana nel Consiglio Comunale del 25 luglio 2016 con la presenza dei Sindaci del territorio.

Numerosi sono stati gli incontri tra una delegazione dell’UTI, formata dai Sindaci di Lignano, Latisana e Precenicco, e l’Assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca per cercare di rappresentare le esigenze di un territorio di confine a cui appartiene un Ospedale che storicamente fa parte della rete regionale dell’emergenza che a partire dagli anni ’90 è stato qualificato con lo sviluppo dell’area dell’emergenza presso il Pronto Soccorso, con l’attivazione h24 della presenza del pediatra, del ginecologo accanto alle figure tradizionali. Questi i servizi che hanno costituito l’eccellenza di riferimento di un vasto territorio transregionale che ha sorretto anche lo sviluppo delle città turistiche di Lignano Sabbiadoro e Bibione e che sono stati erosi progressivamente, attraverso le mancate sostituzioni dei medici, in particolare dei pediatri che sono stati dislocati presso l’ospedale di Palmanova, la cui pediatria era stata chiusa nel 1994.

Con la recente riforma sanitaria regionale che ha visto forzatamente messi assieme due territori come quello della Bassa Friulana, con ospedale di riferimento Udine con una storica gestione ottimale dei servizi e risorse, e dell’isontino con ospedale di riferimento Trieste con problematiche croniche di disavanzo della spesa dovuti a processi incompiuti di riforma, si è istituzionalizzato l’ospedale unico Latisana-Palmanova che ha immediatamente provocato la chiusura del reparto di Otorinolaringoiatria, storico punto di riferimento regionale per la bassa friulana, e fatte venir meno le dotazioni dei pediatri della pediatria di Latisana a favore della sede di Palmanova.

Sulla base di scelte poco avvedute di distribuzione delle risorse umane e professionali, la direzione dell’azienda sanitaria, incurante di bisogni di servizi sanitari di un’intera popolazione e delle istanze dei Sindaci del territorio, ha sospeso l’attività di ricovero pediatrico e la guardia attiva sulle 24 ore facendo venire meno le condizioni per tenere aperto il punto nascita che nel 2016 sulla base dell’andamento parti dei primi mesi dell’anno avrebbe di gran lunga superato il numero di 500 parti previsti dalle linee guida nazionali, pur essendo chiaro che con l’istituzione dei reparti unici su due sedi avrebbero potuto operare gli stessi professionisti in entrambe le strutture di fatto promuovendo l’integrazione vera con la prospettiva di superare il numero di parti complessivo di ben oltre le 1000 unità anno.
Con la sospensione del punto nascita si è aperto poi un tavolo di confronto all’interno del quale, nel secondo incontro (fine ottobre 2016) sono stati assunti impegni dalla Regione per istituire la guardia pediatrica h24 già prima di Natale 2016, impegni che non sono stati onorati ma che hanno di fatto manifestato la volontà di chiudere anche l’attività ginecologica h24 disattendendo l’ennesima promessa fatta dalla Presidente Serracchiani in consiglio comunale a Latisana nel luglio 2016 di fare dell’Ospedale di Latisana un centro qualificato per tutte le emergenze.

In questi mesi, l’ospedale di Latisana ed i suoi professionisti più impegnati nel dare continuità ai servizi pur in carenza di risorse professionali, sono stati oggetto di ripetuti attacchi denigratori da parte della Direzione aziendale e con la complicità di alcuni Amministratori locali di area palmarina, che hanno appoggiato l’iniqua distribuzione di risorse a scapito dei bambini e delle gravide del territorio della Bassa Friulana Occidentale.
Il tavolo tecnico-politico che aveva come obiettivo quello di trovare una ottimizzazione delle risorse e dei servizi ha evidentemente esaurito il suo compito e non per responsabilità delle Amministrazioni locali che si sono sempre comportate con spirito di grande correttezza istituzionale nei confronti della Regione.

La sintesi politica della serie di incontri che propone addirittura, da parte della Regione, la chiusura definitiva del punto nascita e del reparto di ostetricia e ginecologia senza per altro garantire alcuna presenza nelle 24h, non può che essere respinta con fermezza e profonda indignazione da parte dei Sindaci. La delegazione dell’UTI, durante l’ultimo incontro del 4 gennaio con la Presidente Serracchiani e l’Assessore Telesca aveva ricevuto rassicurazioni e la proposta che tutto quello che si era discusso durante il tavolo tecnico politico sarebbe stato integrato in un documento che doveva contenere anche i tempi e le modalità di attivazione dei servizi. Ma tutto questo è stato disatteso.

I Sindaci dell’UTI Riviera Bassa Friulana ritengono a questo punto di formalizzare alla Regione una richiesta precisa ed inderogabile di riapertura immediata dell’attività H24 del reparto pediatrico, ostetrico ginecologico e del punto nascita, dell’ORL, della terapia del dolore senza ulteriori rinvii.

Chiede inoltre la immediata sostituzione del Direttore Generale dell’AAS2, la revisione dell’AAS2 in modo da accorpare la bassa friulana occidentale al suo ospedale di riferimento costituito dall’ospedale ad alta specializzazione di Udine.

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