Latisana, chi vincerà le elezioni?

Non lo sappiamo, ma sappiamo come è andata 5 anni fa

Per valutare i movimenti e gli accordi fatti e in corso in queste ultime settimane di pre campagna elettorale, occorre partire dalla analisi dei voti precedenti, rapportandoli poi alle situazioni che si sono via via modificate rispetto al 2006: un esempio su tutti, prima c’era Forza Italia ora c’è il PDL. Facciamo quindi una valutazione partendo dai risultati delle amministrative del 14 aprile 2006; la Lista Il Paese (Francesco Ambrosio e altri) raccolse 630 voti, pari a circa l’8% eleggendo in consiglio comunale il solo Francesco Ambrosio con Gianni Scodellaro come primo dei non eletti della sua lista. La lista Alleanza Nazionale-Fini prese 902 voti, con l’11,3 % ; mandò in consiglio due eletti: Cesare Canova ( 99 voti) e Simeoni Alessandro, poi sostituito da Massimo Gobessi ( 53 voti). Forza Italia prese 3115 voti, pari al 39,17% e furono eletti 8 consiglieri, passando dai 257 voti di Ezio Simonin ai 96 di Giuliano Pericolo. La Lega Nord 375 voti, pari al 4.72%, con un solo membro, Maddalena Spagnolo con 107 voti. La lista dell’Ulivo Uniti per, prese 1475 voti pari al 18.5%, eleggendo 5 consiglieri da Ernestino De Marchi a Ippolito Di Martino con 46 voti. Insieme per Latisana elesse il candidato a sindaco Gianfelice Colonna, raccogliendo 455 voti pari al 5.72%. Infine

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l’UDC con due eletti Lorio Murello e Angelo Valvason, con il risultato di 657 voti pari all’ 8.26%. Non vennero eletti Ferruccio Casasola di Latisana Oltre e Alberto Zamolo del Movimento Fiamma Tricolore. Detto questo pare difficile fare un tentativo di semplice somma per vedere le proiezioni delle prossime votazioni, troppe le variabili in campo e troppi ancora gli accordi da stilare. Facile comunque prevedere che il PDL possa vedere assommarsi i voti di Forza Italia e AN, arrivando quindi al 50% da solo, e se si aggiunge l’UDC che aveva l’8% la vittoria è stra certa, almeno a far leva sui numeri vecchi. Per il centro sinistra non c’è storia se corre da solo, da solo perde sicuro, mentre se gioca la carta delle alleanze allora potrebbe mettere in crisi la corazzata dell’attuale giunta. Sui voti della Lega Nord pesano due fattori, l’eventuale accorpamento con elezioni nazionali e la scarsa visibilità del partito a Latisana. C’è poi da considerare un altro elemento: più candidati e liste ci sono, più si abbassa la percentuale sufficiente alla vittoria: insomma uniti si vince, sparpagliati è sconfitta sicura per gli oppositori del futuro, possibile, candidato a Sindaco Salvatore Benigno.

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