Latisana e politica, i “capponi di Renzo”

Oggi parliamo di politica, senza fare nomi: un po’ per evitare smentite che sono sempre seccanti, ma soprattutto perché se non hanno loro il coraggio di esporsi e dire in piazza quello che vogliono (vorrebbero) fare, allora mi adeguo e resto sul vago. C’è un gruppo di persone, li vedete spessissimo assieme e tra loro molti esponenti della giunta, alcuni ex dipendenti comunali, ex sindaci ed altri, che vorrebbe perpetuare l’attuale sistema governativo. Parlano di squadra e di continuità, di rapporti a livello regionale e nazionale e di giovani del tessuto sociale locale  ben avviati nel lento rimpasto generazionale, e da parte di essi, secondo il ben informato Messaggero Veneto, sarebbe scaturita la candidatura a Sindaco di Salvatore Benigno. C’è poi un gruppo di persone, molti di essi appartenenti al cosiddetto PDL 2, che vorrebbe cambiare lo status amministrativo di Latisana: non cambiare area politica e alleanze, ma cambiare i protagonisti di questa commedia sul palcoscenico locale che, a detta loro, spesso assume i toni della tragedia. Queste persone si stanno muovendo da mesi per allargare la loro proposta e coinvolgere esponenti “minori” (mi si passi questo termine riferito solo alla percentuale di voti, non certo all’importanza delle loro idee e alle persone che le rappresentano) per formare una coalizione capace di proporsi come alternativa all’attuale maggioranza. Magari prendendo pezzi importanti della società civile e

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formando una squadra capace di presentarsi all’elettorato in modo trasparente. Insomma comunicare la formazione il giorno prima della partita, a dimostrazione di forza e del non temere l’avversario. Ora mettere assieme queste persone risulta molto più difficile del previsto, ed ecco spiegato il titolo e la foto: queste persone sono più attente al tornaconto personale e ai veti incrociati, piuttosto che guardare a ciò che accumuna e al progetto finale. Il rischio, come per i capponi di Renzo, è che nel beccarsi tra loro non si rendano conto di finire presto nella pentola preparata dalla brava, scaltra e capace Sindaca Micaela Sette.

I bar della politica   

Anche questa è una non notizia. Premessa: si tratta solo di calcoli statistici e non di etichette o peggio schedature, solo, ripetiamo, di probabilità e casistica. I bar del capoluogo e le frequentazioni della politica locale; fino a pochi mesi fa il centro destra governativo era un frequentatore dell’Olimpico, in piazza; anche ora vi si possono trovare spesso esponenti della maggioranza, ma le riunioncine le fanno Alla Chiacchiera, che non ha nemmeno una saletta e quindi sono fatte davanti a tutti gli avventori. Il PDL 2 giocoforza spazia su più bar, ma avendo il portavoce ufficio davanti alla Locanda Alla Stazione, spesso si ritrovano lì per un bicchiere. Una componente di centro usa spesso il Caffè Sorarù, soprattutto la domenica mattina. Il centro sinistra, se dice…ci vediamo..  sott’intende Allo Stusighin, saletta o bancone o semplicemente al tavolo; la neo formazione di destra si vede spesso Al Plaza mentre per una delle due liste civiche c’è un doppio appuntamento o Al Commercio o Alla Stazione, ma a dir il vero anche all’Olimpico. Al Bellini spesso c’e il partito degli astenuti o delle schede bianche (impressione mia) che però riempie anche Sorarù, soprattutto la sera. Dite che non è una notizia importante?. A trovarle … quelle importanti!

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