Latisana: “ex” centro emporiale

La politica del non dire l’evidente

Il generale De Gaulle disse: “Come si può governare un Paese che ha più formaggi che giorni nel calendario?” Naturalmente voleva dire che le teste dei francesi ragionano in modo singolo e autonomo, diversamente dall’essere uniti. Abbiamo preso a prestito questa frase per parlare della piazza di domenica pomeriggio. In teoria “negozi aperti”, in pratica una desolante sequenza di vetrine chiuse e luci spente, inframmezzate dalla buona volontà di alcuni  esercenti e commercianti più sensibili all’invito arrivato dall’Ascom, ed anche dalla opportunità della prima domenica coi saldi invernali. Ora è il momento di dire le cose come stanno: Latisana come negozi è andata peggiorando  (leggi tutto)


molto negli ultimi anni; ci sono stati, è vero, investimenti e nuove aperture, pochi e poche, ma la realtà è fatta di cartelli con la scritta “chiuso”, o “affittasi”, o anche da “banca” o “agenzia immobiliare” che, pur rispettabilissime realtà economiche, nulla hanno a che fare con il commercio. Un nostro lettore nel’autunno del 2010, pochi mesi fa, aveva contato 27 negozi chiusi, in cerca di gestione o in attesa di passaggio di proprietà. La situazione è ancora peggiore. Si mormora di un paio di bar, storici e conosciuti, che stanno pensando di chiudere o di cedere l’attività, mentre non si vedono all’orizzonte nuove aperture. Abbiamo assistito purtroppo anche a aperture con investimenti notevoli, fatte solo per qualche mese (zona Duomo per capirci), e poi tutto a monte. Altre vetrine sono vuote da anni (sempre zona Duomo), altre stentano a decollare (zona Sottopovolo), altre cambiano insegne con velocità preoccupante (zona Via Rocca). La crisi che da due anni taglia i consumi è evidente concausa di questo  andazzo, ma l’esempio di domenica, con metà dei negozi chiusi, la dice lunga sulla crisi del comparto. Certo dopo settimane di aperture, anche i dipendenti hanno bisogno di staccare la spina, ma non si diventa “centro commerciale all’aperto” con le vetrine buie e le porte chiuse. Alcuni mesi fa l’assessore al commercio del Comune di Latisana rilasciò una intervista alla “Berlusconi” dove diceva che tutto andava bene ecc. ecc. Ecco credo invece che si debba affrontare seriamente il problema del commercio a Latisana e non farlo sarebbe ignorare tutti i sintomi del male e ritrovarsi poi con una metastasi senza rimedio. Tra qualche mese si vota, speriamo che l’argomento diventi pregnante nei programmi elettorali.

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