Latisana: un paese di slot machines

Non è una notizia questa, ma una considerazione. Difficile da esprimere, delicata nell’argomento, molto vera purtroppo nella sostanza. Tutto nasce da un giretto, fatto con un amico, il venerdì sera, prima sera, attorno alle 19.00. Latisana vuota, poca gente in giro, negozi che chiudono, strade semi deserte, parcheggi che si svuotano e bar con pochi avventori, e ****** gente in giro. Ora al posto dei sei asterischi uno ci metta quello che pensa e crede: un cattolico metterà una parola buona e speranzosa, un certo politico una parola incazzata e preoccupata, un fatalista una parola dubbiosa e seriosa, un realista forse ci metterà una parola descrittiva e anche spregiativa. Sta di fatto che non occorre cercare molto a fondo per non vedere che il centro di Latisana sta diventando sempre di più un dormitorio e si sta popolando, sempre di più di gente non   (leggi tutto)


“autoctona”. Come nel vino abbiamo importato i cloni francesi, anche nobili (Chardonnay, Cabernet, Pinot, Sauvignon ecc ecc) a Latisana abbiamo sempre meno latisanesi e sempre più ragazzi e adulti provenienti dai più svariati paesi europei ed extra europei. Basta girare per il centro, camminare sui marciapiedi, entrare nei bar o, più facilmente, nei santuari delle slot machines per verificarlo. Ecco, se è possibile fare un parallelo tra Latisana cambiata e gente cambiata, il denominatore comune sono le slot machines. Macchine infernali. Le slot machines, per costruzione meccanica, per programmazione elettronica ed anche per legge, per legge ripetiamo, sono macchine che ti fanno perdere. Non esiste una sola slot machine che, sui grandi numeri e al termine del ciclo, ti faccia vincere. Quando giochi tu lo sai, come assunto fisico, scientifico e legale, sai che perdi. E sai anche che sono una sorta di bancomat per i delinquenti, basta vedere la sequela di furti con scasso accaduti negli ultimi mesi. E’ pur vero che succede anche in altre situazioni di giocare e perdere, ma qui, a Latisana (come in moltissimi altri paesi) l’espandersi delle slot machines procede di pari passo con l’aumentare degli abitanti provenienti da fuori paese-regione-stato. Provate a farci caso, frequentando o passando davanti ai locali della zona di cintura del centro di Latisana, in quelli vicini alla piazza del centro (non faccio nomi dei bar, ma tanto li conoscete anche voi) o anche di quelle specie di sale giochi che fungono da centro di aggregazione, dove si parla poco friulano e spesso non si capisce quello che viene detto dalla maggior parte degli avventori, di persona o al cellulare. E poi non dimentichiamoci che l’Oratorio di Latisana è ancora chiuso e nessuno ha avuto il coraggio di chiamare la causa col suo nome. Che discorso difficile. Ma è la realtà. Passano i giorni, i mesi, gli anni e Latisana centro sta diventando un dormitorio, di persone non latisanesi. E questo nel silenzio generale, ma il sospetto è che sia un silenzio timoroso.

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