Latisana una nessuna e centomila

La sorpresa di vederci rappresentati meglio di quello che percepiamo

Questo articolo trae origine da un comunicato stampa che è stato pubblicato in parte su vari siti regionali e che troverete citato anche nella Top 5 di domenica; tutto nasce da un convegno organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia per parlare della criticità della Bassa friulana e segnatamente delle Lagune di Marano e di Grado; lo studio è stato eseguito dallo staff del Commissario per l’emergenza delle due lagune, Gianni Menchini. Già il fatto che

 

 

un convegno sulla Bassa friulana venga fatto a Udine mi piace poco: se parli di un territorio, per di più in crisi, bè allora fallo almeno da quelle parti, coì invogli la gente a sentirsi partecipe, se me lo fai a Udine mi sa tanto di esercizio teorico, fatto solo perché rientra nei compiti istituzionali e magari ben pagati. Ma non è questo (o almeno non principalmente) il punto: in questo studio viene disegnata una Latisana che faccio fatica a riconoscere. Nella nota si scrive: “ Un’indagine realizzata per capire le dinamiche di questa parte della regione e da cui partire per il rilancio post-crisi. In base all’inchiesta, Latisana presenta caratteristiche di polo emporiale; ciò significa che la rete distributiva comunale rappresenta, per quanto riguarda l’acquisizione della maggior parte dei beni di consumo, il polo di riferimento per la popolazione residente nei paesi immediatamente limitrofi che, per dimensione e tradizione, non sono in grado di garantire livelli di servizio commerciale adeguati.  Anche paesi di dimensioni più elevate trovano a Latisana un servizio commerciale specializzato.” Ci viene presentato insomma una Latisana capace di soddisfare le esigenze commerciali della popolazione residente, di quella dei paesi limitrofi e addirittura siamo competitivi rispetto ad altri paesi più grandi di Latisana. Forse l’estensore della nota e della relazione è da parecchio che non viene a Latisana, o forse è andato a San Donà di Piave o a Udine…. In una recente lettera scritta al Messaggero Veneto un attento latisanese aveva fatto  il conteggio dei negozi chiusi o con il cartello affittasi o con il cartello saldi e chiusure imminenti, era arrivato a un numero esageratamente alto, che nemmeno ricordo. Ma del resto basta fare un giro nella piazza per capire come la realtà latisanese sia fatta di

1) banche

2) agenzie immobiliari

3) negozi vuoti

4) negozi in grande difficoltà

5) bar che cambiano continuamente gestione.

Molto di tutto questo è certamente dovuto alla crisi generalizzata che ha fatto contrarre di molto i consumi, ma molto anche dipende dalla miope politica per il commercio di Latisana e dei latisanesi. Vedo un futuro fatto di turismo a ridosso di Lignano e di Aprilia Marittima, spero nel raddoppio del golf e delle darsene, credo nella nascita di agriturismo e B&B e trattorie di qualità, ma francamente la vedo dura per i negozi e i tanti bar del centro. Auguri!

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