Madonna incinta, ass 5, ass5, punto nascita, marciapiede, cancellazioni, radio e multe

Ospedale e Madonna incinta

Bella e di grande impatto la rappresentazione del presepe fatta all’Ospedale di Portogruaro San Tommaso dei Battuti. Come è possibile vedere con foto nel servizio del giornale “La Nuova Venezia”, la Madonna è rappresentata distesa e col pancione, e cambierà ovviamente la Notte di Natale. Sicuramente motivazioni religiose e storiche all’origine della scelta fatta dal diacono Daniele Gazzin. Noi vi leggiamo anche una difesa del Punto Nascita dell’Ospedale, fatta con garbo e leggerezza, ma in modo molto evocativo. Bella idea e complimenti.

Latisana, le radio, la radio

Noi a Latisana siamo forse sempre i primi, ma poi inevitabilmente diventiamo tra gli ultimi. Erano gli anni….’70? circa e a Latisana c’erano ben due radio: Radio Meridiano 13 e Radio Studio 7; la prima trasmetteva dal serbatoio dell’acqua della sede dell’ex Acquedotto, laterale Via Risorgimento; la seconda trasmetteva da una laterale di Via Marconi, Via Galilei, e poi venne bruciata. Oggi nulla e la cosa è abbastanza comprensibile, visti i costi di gestione, ma, ma c’è un ma. Ne parliamo perché proprio in questi giorni a Lignano Sabbiadoro nasce una radio in streaming internet, ovvero una web radio. L’operazione viene gestita da Diego Fabbian e prende il nome di Lignano Sabbiadoro Streaming Radio. La segnaliamo con piacere e invidia e invitiamo tutti i “giovani” latisanesi a farsi un esame di coscienza. Noi, avendola già fatta la radio, e non essendo + giovani, siamo esentati.

Sono 70, ma saranno di più

Sono circa settanta, al momento, le persone cancellate dall’anagrafe latisanese, e quindi calano gli abitanti, ma più correttamente si dovrebbe dire che si va verso una regolare composizione del tessuto sociale, cancellando quelle che sono residenze solo di facciata, o temporanee o di comodo. Con il censimento appena fatto, è stata fotografata l’esatta situazione della popolazione e quindi anche dei NON residenti che apparivano tali sulla carta. Una bella operazione di pulizia fatta dall’anagrafe comunale che, dopo ricerche, avvisi e solleciti, giustamente provvede alla cancellazione. Si stima in un centinaio circa, come minimo, i latisanesi che saranno “ex”.

Lavori in corso

Si sta realizzando il completamento dei lavori del marciapiede nel tatto finale, o iniziale, di Via Tisanella; avete capito dove? Davanti alla struttura dell’assessore, tanto per capirci.

Punto nascita 1 anno  e Bordon out ieri.

Ieri pomeriggio in Municipio a Latisana, conferenza pubblica dell’Azienda Sanitaria n° 5 Bassa friulana. Molte le relazioni e abbiamo fatto anche noi una domanda, sul punto nascita di Latisana e sulla relazione tecnica fatta dalla commissione nominata dalla Regione che dava per critici i due punti nascita di Latisana e Gorizia e, anzi, ne chiedeva la chiusura urgente. Risposta in perfetto politichese di Paolo Bordon, il direttore generale, che in pratica ha scaricato sulla Regione ogni scelta e ogni responsabilità, confermando che, stante il documento da noi prodotto, ha dichiarato che per il 2013 non ci sarà chiusura del punto nascita, peraltro in aumento di numeri di nascite. Bordon avrà avuto anche altri pensieri: non è passata infatti in aula regionale la sua nomina a direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Udine, come proposto dalla giunta. In pratica, mentre Bordon parlava a Latisana di Latisana, si stava cercando di nominarlo a Udine. . WOW!!!!!!!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da: Alberto ADAMI – Oggetto: Aree di sosta a pagamento. Applicabilità art. 157 C.d.S.

A conferma del corretto operato del Corpo di Polizia Locale di Latisana-Ronchis, durante l’espletamento dell’attività di accertamento della sosta nelle aree a pagamento, si allega il testo della recente sentenza di Cassazione n. 20308/2011. Alberto ADAMI

Cassazione Civile, Sez. II, 04 Ottobre 2011, n. 20308

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

C.M. proponeva innanzi al giudice di pace di omissis opposizione ad un verbale di accertamento della locale Polizia municipale per la violazione dell’art. 157 C.d.S., comma 6, sostenendo l’erronea applicazione di detta norma in quanto l’autovettura si trovava in sosta in un parcheggio a pagamento. Con sentenza depositata il 16.8.2005 il G.d.P. di omissis accoglieva l’opposizione, rilevando che dal verbale risultava che l’autovettura della ricorrente si trovava al momento del fatto in un’area di parcheggio a pagamento, e che mentre la sosta oltre il tempo consentito è sanzionata dall’art. 157 C.d.S., quella nelle aree di parcheggio a pagamento senza il previo pagamento del ticket è sanzionata a termini dell’art. 7 C.d.S..

Per la cassazione di tale sentenza ricorre il comune di omissis, formulando un solo motivo di annullamento.

La parte intimata non ha svolto attività difensiva.

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. – Con l’unico motivo d’impugnazione il comune ricorrente deduce la violazione falsa applicazione dell’art. 15 C.d.S. e dell’art. 157 C.d.S., commi 6 e 8, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3.

L’art. 157 C.d.S., comma 6 prevede due distinte ipotesi, la prima è quella della sosta limitata, permessa, cioè, per un tempo limitato, nel qual caso è fatto obbligo ai conducenti di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio del parcheggio, vale a dire mediante l’esposizione del c.d. disco-orario; la seconda è quella sosta regolamentata, che ricorre allorchè esista un dispositivo di controllo della durata della sosta, c.d. parchimetro, che è obbligatorio porre in funzione. Tale ultima previsione rimanda all’art. 7 C.d.S., lett. f), che attribuisce al sindaco il potere di stabilire aree destinate a parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo della sosta. La violazione dell’art. 157, comma 6 cioè la mancata esposizione del disco orario o la mancata attivazione del parchimetro, è sanzionata dal comma 8.

A sua volta, l’art. 7 C.d.S., comma 15 contempla due diverse ipotesi:

la prima sanziona i casi di sosta vietata in cui la violazione si protragga oltre le 24 ore; la seconda la sosta limitata o regolamentata – e dunque le due ipotesi di cui all’art. 157 C.d.S., comma 6 cit. – nel qual caso la sanzione è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione. Il riferimento alla protrazione della violazione, quale requisito costitutivo della fattispecie illecita, rende palese la circostanza che la sanzione prevista dalla norma si applica solo allorquando vi sia una reiterazione della condotta, e dunque la norma non sanziona la prima violazione, che è invece sanzionata a termini dell’art. 157 C.d.S., comma 8.

Conclusivamente, sostiene parte ricorrente, il mancato utilizzo del disco orario o la mancata attivazione del parchimetro è sanzionata in base all’art. 157 C.d.S., comma 8 mentre la protrazione della sosta oltre il limite indicato nella zona soggetta a disco orario, ovvero oltre il termine in relazione al quale è stato pagato il ticket del parchimetro, è sanzionata a termini dell’art. 7 C.d.S., comma 15.

2. – Il motivo è fondato.

Questa Corte ha avuto modo di provvedere su analoga fattispecie (e analogo ricorso) con sentenza n. 4847/08, osservando che il giudice del merito è incorso in un’erronea interpretazione dell’art. 157 C.d.S., comma 6, “laddove ha ritenuto che tale disposizione contempli la sola fattispecie in cui, nelle zone in cui la sosta è permessa per un tempo limitato, è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaro e visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio.

In contrario è invece agevole osservare che il comma in commento si compone anche di un secondo alinea, stabilendo che ove esiste un dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione. Ne deriva che la disposizione in oggetto prevede, sottoponendo al comma 8 la loro violazione alla medesima sanzione, due distinte condotte, quella di porre in sosta l’autoveicolo  senza segnalazione dell’orario di inizio della sosta, laddove essa è prescritta per un tempo limitato, ed il fatto di non attivare il dispositivo di controllo della durata della sosta, nei casi in cui, come risulta pacificamente avvenuto nel caso di specie, esso è espressamente previsto. Che poi l’espressione dispositivo di controllo di durata della sosta utilizzata dalla norma in esame valga a comprendere i casi di c.d. parcheggi a pagamento mediante acquisto di apposita scheda discende dal rilievo che tale formula è la medesima di quella usata dalla disposizione del codice della strada che consente ai Comuni, nell’ambito delle loro competenze in materia di regolamentazione della circolazione nei centri abitati, di stabilire aree di parcheggio a pagamento, anche senza custodia dei veicoli (art. 7 C.d.S., comma 1, lett. f). Del tutto non pertinente è, invece, il richiamo fatto dal giudice di pace alla disposizione di cui all’art. 7 C.d.S., comma 15, che disciplina e sanziona la ben diversa ipotesi della violazione del divieto di sosta che si prolunghi oltre le 24 ore, prevedendo, in tale evenienza, una sanzione aggiuntiva per ciascun giorno di protrazione dell’infrazione”.

Ritiene la Corte di dare continuità a tale precedente, in quanto basato su di una del tutto condivisibile esegesi dei testi normativi richiamati, cui va aggiunto che la norma dell’art. 7 C.d.S., comma 15 più che comminare una sanzione si limita a regolare il meccanismo di aumento della somma dovuta per il caso del prolungarsi della violazione, altrove e altrimenti prevista e sanzionata, del divieto di sosta.

3. – Il ricorso va, dunque, accolto, e con cassazione sostitutiva la causa va decisa nel merito rigettando l’opposizione.

4. – Sussistono giusti motivi per l’integrale compensazione tra le parti delle spese del giudizio di merito e di quelle del presente procedimento di cassazione, considerato che al momento della proposizione della domanda giudiziale non si era ancora formato alcun precedente di legittimità sulla questione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta l’opposizione e compensa le spese del giudizio di merito e del presente giudizio di cassazione.

Fin qui la lettera del Comandante; a noi pare non del tutto pertinente, ma ci rimettiamo al Comandante e a….. Don Bastiano che, se vuole dirà la sua. Comunque Grazie a Adami.

Riceviamo e pubblichiamo

Conferenza dei servizi sanitari della Ass 5.  I sindaci dei Comuni dell’area di competenza chiedono all’Azienda sanitaria di mantenere i medesimi standard di intervento finanziario erogati fino a ora: “non va assolutamente dimenticato il ruolo degli ospedali di rete” . “Per il futuro, il processo di programmazione dovrà orientare sistemi attenti all’equità delle risposte che offrono modelli di intervento più flessibili, aperti ad apporti esterni, attenti ad attrarre risorse di soggetti diversi dal pubblico come il mondo delle imprese, le fondazioni, le famiglie e il terzo settore, tra gli altri”. Così il sindaco di Latisana, Salvatore Benigno, intervenuto oggi alla Conferenza dei servizi sanitari della Ass 5, sul tema sanità e assistenza, Conferenza tenutasi nella cittadina della Bassa Friulana che ha rappresentato un momento pubblico di confronto tra Azienda sanitaria e cittadini: “un’importante occasione di approfondimento in tema di sviluppo dei servizi sanitari”. Per Benigno, dovranno essere introdotti criteri di maggior selettività nell’accesso a servizi e prestazioni, massimizzando i benefici forniti con le risorse disponibili. “In quest’ottica però – dice il sindaco – non va assolutamente dimenticato il ruolo degli ospedali di rete e il loro legame col territorio; a riguardo è necessario definire una visione strategica complessiva basata su un’equa distribuzione geografica dell’offerta sanitaria, in particolare per la nostra area, caratterizzata da un’importante offerta turistica”. Il riferimento va anche al punto nascita del nosocomio di Latisana e all’alto grado di specializzazione raggiunta in particolare in alcuni reparti dell’offerta sanitaria dell’ospedale di rete, tra cui l’ortopedia. Il sindaco Benigno ha sottolineato la grande efficienza e la capillarità dell’azione dei servizi prestati dall’Azienda sanitaria: “da un punto di vista sanitario, la nostra area gode di un basso tasso di ospedalizzazione e ricovero rispetto alla media regionale, grazie soprattutto all’elevato standard dell’assistenza domiciliare integrata, ai servizi a domicilio e all’infermiere di comunità”. “Di fronte a bisogni in aumento non si può certo lasciare che il livello dei servizi sanitari e sociali si deteriori, né si può restringere la varietà delle risposte da dare agli utenti: i sindaci dei Comuni di questa parte del Friuli Venezia Giulia richiedono, quindi, all’Azienda sanitaria, di mantenere, pur in un generale contesto di carenza di risorse, i medesimi standard di intervento finanziario erogati fino a ora”. In quest’ottica, l’istituzione Comune rappresenta necessariamente, per l’Ass, il partner privilegiato nello sviluppo delle proprie politiche sanitarie e sociosanitarie. Un esempio concreto è la partecipazione dei servizi sociali dei Municipi al processo di accreditamento all’eccellenza intrapreso dall’Ass, oltre che all’effettiva erogazione di servizi integrati, ad esempio Equipe minori e Assistenza domiciliare integrata.

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6 commenti su “Madonna incinta, ass 5, ass5, punto nascita, marciapiede, cancellazioni, radio e multe”

  1. Massimo Della Siega ha detto:

    Questione multe . Scusate un attimo . Sfido qualsiasi persona normale a saper venire a capo della discussione in atto . In particolare la pubblicazione della sentenza della cassazione da parte del comandante della polizia locale . Siccome questo sito non è un forum di giuristi ma un luogo di divulgazione popolare , se qui si pubblica l’obiettivo è quello di parlare ai cittadini . .Un piccolo sforzo per spiegare la “ratio”, la logica della decisione con parole “normali” andava fatta ; un pubblico funzionario deve saper parlare ai cittadini . Altrimenti il sospetto è che si voglia “ingarbugliare” per confondere ,come il famoso avvocato di manzoniana memoria .

  2. Massimo Della Siega ha detto:

    Oppure , ancor meglio , la spiegazione sarebbe dovuta arrivare dall’assessore competente che è colui che rappresenta i cittadini – con loro delega – in sede di pubblica amministrazione .

  3. il_bacucco ha detto:

    abbi fede, domani “don bastiano” spiega in modo …potabile…

  4. Frate Lenardo ha detto:

    Sono piuttosto dispiaciuto per la discussione assurda. Ma io voglio dire…si chiede una spiegazione…l’Amministrazione fornisce una risposta e chi contesta non legge la sentenza?e’ semplicissima la caszazione divide il 157 il comma 6 in due parti una riguarda uno la sosta a tempo ed un altra condotta autonomamente sanzionata con 39 ove esiste il dispositivo di durata della sosta e’fatto obbligo di porlo in funzione. e’ troppo semplice capire che una cosa e’ la sosta a tempo ed altra cosa e’la sosta dove c’e’dispositivo di controllo della sosta che la cassazione riconosce essere anche il parcometro. La sanzione per il mancato ticket e’di 39 euro punto. Mi fa sorridere poi pensare che sono stati citati solo il comune di trieste e codroipo….basta andare invece ad udine…portogruaro…pordenone….cervignano…tarvisio o nella vicina san michele per pagare 39 euro cosi come per latisana. Ultimo appunto il ministero dei trasporti non e’ titolare dell’interpretazione…il codice della strada prevede art 11 che sia il ministero degli interni a dare le disposizioni e poi Sono piuttosto dispiaciuto per la discussione assurda. Ma io voglio dire…si chiede una spiegazione…l’Amministrazione fornisce una risposta e chi contesta non legge la sentenza?e’ semplicissima la caszazione divide il 157 il comma 6 in due parti una riguarda uno la sosta a tempo ed un altra condotta autonomamente sanzionata con 39 ove esiste il dispositivo di durata della sosta e’fatto obbligo di porlo in funzione. e’ troppo semplice capire che una cosa e’ la sosta a tempo ed altra cosa e’la sosta dove c’e’dispositivo di controllo della sosta che la cassazione riconosce essere anche il parcometro. La sanzione per il mancato ticket e’di 39 euro punto. Mi fa sorridere poi pensare che sono stati citati solo il comune di trieste e codroipo….basta andare invece ad udine…portogruaro…pordenone….cervignano…tarvisio o nella vicina san michele per pagare 39 euro cosi come per latisana. Ultimo appunto il ministero dei trasporti non e’ titolare dell’interpretazione…il codice della strada prevede art 11 che sia il ministero degli interni a dare le disposizioni e poi il parere citato e’ rivolto ad un comune…mica e’ una circolare…comunque il parere citato e’ rivolto ad un comune…mica e’ una circolare…

  5. Frate Lenardo ha detto:

    Spero che mi pubblichiate anche perche’ vi ho dato tutte le informazioni per risolvere un finto problema

  6. il_bacucco ha detto:

    1) ti pubblico, ma io SO chi è Don Bastiano, ma NON so chi sei tu, ed è una bella differenza; 2° ….scrivi con calma, perché hai fatto un pò di confusione e ripetizione; 3° non sei stato per nulla chiaro, così come non lo era stato Adami e la semplice semplificazione non appare per nulla semplificante; ergo…il problema, per me, è ancora in piedi. i’m sorry.
    p.s. metti nome e cognome, o almeno scrivilo a me, che poi posso pubblicarlo con pseudonimo come ho fatto con Don Bastiano, ma non mandare mail anonime, almeno non anonime a me. ok?

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