Mal comune, mezzo gaudio

Lignano Sabbiadoro e Riccione, estate 2010 con i prezzi pazzi

Sabato sorso sul Messaggero Veneto è apparsa una lettera, l’ennesima a dire il vero, che sollevava la questione prezzi delle consumazioni ai bar di Lignano; questa volta veniva tirato in ballo un bar di Sabbiadoro, zona fontana, che aveva presentato uno scontrino da 17 euro per: 1 menta, una coppa di gelato da 2 palline e 1 frappè. Oggettivamente detta cosi la consumazione appare molto cara e forse lo è, anzi , senza forse. C’è da dire che, legge di mercato,


a Lignano come nelle altre spiagge, il prezzo finale del prodotto viene ampiamente condizionato dai costi pregressi: affitto o acquisto d’azienda, personale, spese fisse ecc ecc. Se cala il lavoro e i costi son fissi, viene naturale compensare con la leva del prezzo al consumatore, mentre logica vorrebbe che diminuissero anche i costi fissi, ma così non è. Che Lignano Sabbiadoro sia cara è sensazione diffusa, che, per contro, la Riviera Romagnola sia economica è altrettanta sensazione diffusa: merito della pubblicità e della ossessiva presenza sui telegiornali della Rai e del Gruppo Mediaset (pare che non esista nessuna altra spiaggia per la TV nazionale). Ma sarà vero? Nella foto abbiamo riportato tre scontrini di una persona amica che è andata a Riccione, in questi giorni: valutiamoli. Il primo, tre granite 21.00 euro; sono le 10 di mattina, scontrino n° 17, zona centralissima; il secondo, sempre zona centralissima il famoso Viale Ceccarini, due frullati e una coppa guarnita con due palline 24,50 euro, 22.00 di sera scontrino n° 225; infine il terzo (terribile): ore 12, scontrino n° 17, due spritz 12.00 euro, 6 euro a spritz!! E senza mangiare nulla, come almeno si usa fare da noi. Non serve commentare, solo dire che se il turismo è in crisi in certe zone d’Italia, mentre vanno alla grande Tunisia, Marocco, Egitto e Croazia, forse una ragione c’è.

Il Bacucco preoccupato

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