Martedì: giovani ciclisti a Lignano; Bergamin; nuove aperture; viaggi a Reichenau; presentazione libro; convegno a Lignano; Latisana Ronchis Azzano Pravisdomini

Giovani ciclisti a Lignano

junior cross

Inviamo in allegato volantino informativo sul “Lignano Junior Cross”, manifestazione promozionale per giovanissimi che il Velo Club Latisana organizzerà domenica prossima a Lignano Sabbiadoro, in concomitanza con la “Lignano Bike Marathon” (organizzata dal Team Zero Bike).Cordiali saluti. A.S.D. Velo Club Latisana. P.S. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il segretario Gian Luca Orlando al n. 348-2362067

Bergamin

Noi avevamo proposto di fare lì un centro co-working a livello UTI, ma essendo molto grande come posto, anche questa proposta di Dario non è male. Eccola.

Perchè non riqualificare l’edificio Bergamin, trasformandolo in un polo d’istruzione per la formazione professionale, in chiave turistica; avviare corsi dove formare i giovani di oggi, che diventeranno, gli chef, barman, sommelier, camerieri, maestri pasticceri, gelatieri, pizzaioli di domani, migliorando e innalzando la qualità professionale delle strutture ricettive.

Avviare inoltre, corsi di, Pane e pizza senza glutine per attività innovative Tecniche di preparazione di prodotti ,Tecniche di gestione del territorio rurale, Tecniche di valorizzazione dei prodotti agroalimentari di nicchia, Cucina senza glutine per l’innovazione d’impresa, Tecniche di cucina per la ristorazione collettiva e in grandi ambienti.

Ospitare una sede della scuola permanente di celiachia, Avviando delle partnership a collaborazione e sostegno, con imprese del territorio e della regione, così da valorizzare il prodotto, e, i servizi, forniti dalle imprese locali.

( proposto anche un multisala, da altra persona)

Nuove aperture a Latisana centro

Si tratta di un Compro Oro ( il terzo) e di un bar ristorante sushi take away; il primo in Via Sottopovolo, zona Duomo, il secondo nell’ex Chiacchiera in Via V.Veneto.

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Viaggio a Reichenau

Il 6, 7 e 8 dicembre, con visita ai mercatini natalizi di Vienna. 170 euro a testa il costo.

Latisana-Ronchis-Azzano-Pravisdomini

Probabilmente il Consiglio Comunale di Ronchis, rendendo a questo punto incomprensibili le dimissioni di Biasutti, sarà chiamato a votare la fusione con Latisana. Come andrà a finire non lo può sapere nessuno, ma occorre sottolineare il risultato del referendum per la fusione di Azzano (“casa” di Panontin) e Pravisdomini. L’80% dei votanti ha detto di no, facendo chiaramente capire che una idea, anche se buona e giusta, se non viene illustrata bene e soprattutto metabolizzata correttamente, si scontra con la prevenuta sfiducia “ a prescindere” della gente verso i politici. Il fatto grave è che sono stati spesi 250/300.000 euro di soldi pubblici per questo referendum, e poi magari ti negano la Risonanza Magnetica o non ti danno un sussidio. Politici: dovere essere in sintonia con la gente, non con i vostri interessi.

Presentazione libro

Sabato 14 novembre, ore 18.30 al Politeama Odeon di Latisana, Omaggio Commemorativo a Rodolfo Rossetti, Medaglia d’Argento al valor militare, valorosamente caduto sull’altopiano della Bainsizza nel 1917. Presentazione del libro di Gianpaolo Zangrando “Rodolfo Rossetti dalle Tofane alla Bainsizza”. Commento introduttivo di Silvano Bertossi, giornalista e scrittore. Intermezzi musicali a cura del Coro A.N.A. “Montecavallo” di Pordenone. Soprano Claudia Phur. Letture di Pierpaolo Sovran e Rossella Santaniello. Coordina Vinicio Galasso.

Convegno a Lignano

Vedi www.lignano-sabbiadoro.it

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16 commenti su “Martedì: giovani ciclisti a Lignano; Bergamin; nuove aperture; viaggi a Reichenau; presentazione libro; convegno a Lignano; Latisana Ronchis Azzano Pravisdomini”

  1. AlessandroS ha detto:

    Saranno anche proposte interessanti (ma anche no… Scuola permanente di celiachia? Comunque rispetto per chi la pensa diversamente da me che non ritengo la cosa una priorità), ma secondo me ipotizzare che un investimento del genere possa essere unicamente a carico del settore pubblico è un pensiero che non ha più luogo nella realtà di oggi

  2. Ale ha detto:

    Anche nel negozio dove c erano i laboratori di koine’ c’è un nuovo negozio.. non so se avevate già scritto

  3. giorgio ha detto:

    penso a un centro commerciale orientato per lo più all’elettronica-informatica, così quando mi serve una stampante o hard disc o qualche accessorio o un tv o uno smartphone o semplicemente delle cartucce per la epson non devo per forza andare a udine o a portogruaro.mandi.

  4. valerio ha detto:

    Tra le tante cose da fare, prenderei lo spunto da quanto deliberato a Cividale, di dotare in più punti la città ducale di servizi igienici, nei principali parcheggi o snodi. Un bell’esempio lo si ha a San Candido a pochi passi dal centro in un ampio e gratuito parcheggio…

  5. il_bacucco ha detto:

    @ alessandro: hai ragione, certo che i 400.000 euro buttati per la ex caserma, i 200.000 buttati per il referendum di pravisdomini, il milione buttato per la rotonda di aprilia ignorando quella dei picchi, forse dicono altre cose…….
    @ ale: di unghie, si grazie, mandaci sempre le tue osservazioni comunque
    @ giorgio: a udine zona via tricesimo ha chiuso un grande punto di vendita elettrodomestici ed informatica, sarù difficile che qualcuno venga a investire a latisana
    @valerio: sei ottimista valerio, rischiamo di avere più servizi igienici che turisti….
    grazie a tutti

  6. riccardo ha detto:

    c’è anche da dire che attualmente nessun centro di formazione è completamente a carico del pubblico; soprattutto la formazione professionale deve avere un respiro partecipato. Il know-how, i rapporti tra formazione e lavoro, l’inserimento professionale, la sperimentazione e tutto ciò che riguarda la didattica del “saper fare” ha assolutamente bisogno di una compartecipazione tra pubblico e privato, anzi, può rappresentare un vero e proprio investimento per i privati che decidono di crederci.
    Qualsiasi formazione si intenda lanciare deve avere come presupposto una partnership tra imprese che investono nel “sapere” perchè ci vedono (ed a ragione) uno dei pochi driver di crescita nel futuro (breve, medio e lungo).
    Certamente il Pubblico (quello serio) sa fare da capofila, da cabina di regia, sa rendersi credibile, sa coordinare un progetto e sa scegliere gli interlocutori idonei. Un pubblico cosi, sono d’accordo, qui non ce l’abbiamo (ancora).
    My2cents

  7. il_bacucco ha detto:

    @ riccardo; il problema, a mio avviso, è che dall’altra parte, a lignano e bibione, ci dovrebbe essere un consorzio di ristoratori e albergatori interessati ad avere personale professionalmente qualificato, mentre pare che alcuni ( dico alcuni ….) alberghi si affidino a mano d’opera che viene da lontano con il solo scopo di abbassare il costo unitario. con questo “privato” servono regola diverse, prima che formazione.

  8. Marta ha detto:

    Bravo Bacucco. Il settore turistico ormai è full. Non c’è bisogno di manopedopera. Ogni anno escono centinaia di ragazzi formati: camerieri, cuochi, barman. Anche le persone laureate in lingue non trovano lavoro nemmeno alla reception o come portieri di notte. Non c’è lavoro, per nessuno. A meno che non si accetti lavoro come stage o contratti di apprendistato, sapendo che poi con la fine del contratto di apprendistato…. ci sono anni e anni di disoccupazione, poiché ci sono ditte che rinnovano continuamente i loro apprendisti. Il mercato è saturo. Trovano lavoro solo gli stranieri che con poche centinaia di euro al mese garantiscono 3/400 ore di lavoro mensile. Il tutto per una stagione che difficilmente tocca i 3 mesi di durata; sempre più spesso si cerca personale solo per i fine settimana, se va bene pagato con i voucher, con il rischio di presentarsi sul posto di lavoro e di tornare a casa 2 ore dopo, se non c’è clientela (quindi 15 euro per 2 ore di lavoro a cui vanno tolte 4 euro di benzina, e un’ora di tragitto…se non pure il ticket per il parcheggio….). Alla fine spessissimo non c’è neppure una disoccupazione. Quindi vediamo da soli che Lignano offre lavoro solo agli stranieri (extraeuropei) oppure a ragazzini sottopagati, comunque mantenuti dal proprio nucleo familiare che evidentemente non vive di turismo. Lignano non vuole la qualità. Vi ha rinunciato molti anni addietro. Quanti ristoranti hanno bisogno di un maitre? Di un sommelier? Di un cameriere poliglotta che apre le ostriche al tavolo o impiatta i primi al gueridon? Pochi. E quanti sono disposti a pagare il giusto compenso? Ancor meno. La sopravvivenza di Latisana non è a Sud. Spero che qualcuno lo capisca.

  9. riccardo ha detto:

    sono d’accordo con lei. Mi rendo conto di aver generalizzato eccessivamente la questione

  10. riccardo ha detto:

    si, ecco, intendevo con “lei” @Bacucco, nel momento in cui mi chiama in causa. Che dall’ordine di comparizione dei commenti potrebbe non essere chiaro, e potrebbe sembrare che io sia d’accordo con cose con cui non sono d’accordo. Cribbio, che ansia l’internet !

  11. Luciano Pick ha detto:

    Sarà dunque Giampaolo Zangrando il prossimo vincitore del Premio “Latisana per il Nord-Est”? Perchè svelare i misteri più di un mese prima dell’accadimento?

  12. il_bacucco ha detto:

    @ riccardo: dammi del tu e risolvi il problema 🙂

    @ luciano: di cosa stai parlando’?

  13. Tisana2015 ha detto:

    Effettivamente, la sopravvivenza di latisana….non è a sud….ma nel più in alto dei cieli….perchè solo un miracolo può salvarla……
    Signora Marta, mi piacerebbe sapere cosa salverebbe lei dall’analisi sopra esposta di questo questo marciume, in che direzione ci si dovrebbe orientare, e qual’è la sua ricetta per uscire fuori da questa impasse!!! Saluti

  14. Tisana2015 ha detto:

    Ecco….io piuttosto in quel posto li, ci vedrei bene un bel museo di Madame Tussauds (cere)….con tutte le belle statuine che abbiamo a latisana 😉

  15. Ale ha detto:

    Essi apriamo un ‘coso’ di elettronica così ammazziamo definitivamente quei 4 negozi che vendono questi articoli a latisana… perché invece di oscurare quello che abbiamo non possiamo valorizzarlo? Cosa ha il nostro territorio che può essere valorizzato? Non si potrebbe fare un ‘centro commerciale’ dei ns prodotti… le aziende potrebbero continuare a vendere nelle loro.sedi..ma esporre e vendere la loro merce anche li dandosi visibilità. Se uno a Latisana vuole il vino di una.certa cantina ma non può andarci…lo.trova li… vuole gli asparagi d quello…li.trova li ecc ecc…valorizzare… nn ammazzare non lo facciamo già abbastanza andando altrove a comprare?

  16. Marta ha detto:

    Signor Tisana, il mio commento rispondeva a chi vorrebbe una scuola professionale per avviare al lavoro stagionale persone altamente formate. In modo da dare ai latisanesi la possibilità di guadagnare 5 o 6 voucher lavorativi nei fine settimana, da luglio ad agosto. Mi pare un ottimo investimento! Lignano infatti ha urgente bisogno di avere maitre poliglotti o grandi chef stellati….. per vendere pizze e panini che qualche extracomunitario adesso prepara per un paio di euro l’ora. Latisana non si salva, si salvano solo le persone che, beate loro, possono vendere tutto e andare altrove. Purtroppo chi, per motivi vari, non ha le possibilità economiche ed ha altri vincoli, è destinato a soccombere. Non è il turismo che salverà Latisana. Il turismo ed il commercio aiutano le comunità che hanno già una loro economia di base, fatta di produzione e servizi, ad arrotondare e fare entrare “quel qualcosa in più”. Il turismo va bene dove altri settori hanno posto le basi per un terreno solido. Altrimenti si creano solo castelli di sabbia, senza fondamenta. Latisana stava bene fino ad alcuni anni fa.. perché? Perché c’erano nei paesi vicini moltissime fabbriche che davano lavoro (e reddito tutto l’anno) a decine i migliaia di famiglie che venivano poi a spendere qui. Chiuse le fabbriche…. che cxxxo volete? Soldi non ce ne sono, nessuno ha nulla più da spendere a Latisana, fatevene una ragione! O riaprite le fabbriche e ridate un reddito vero al friulani, oppure statevene almeno zitti e pensateci voi, latisanesi doc, a scambiarvi tra di voi i soldi che vi rimangono. Ma veramente pensavate di poter sostituire le 13 mensilità fisse di un operaio con 2 o 3 mesi di lavoro stagionale, e poi pure pretendere che questi stessi poveri disgraziati avessero soldi in tasca da spendere nei negozi del centro e far girare l’economia? Ma per favore…. io non propongo nulla, non sono un’imprenditrice, ringrazio Dio se ancora ho la corrente elettrica in casa! Per il resto, spero di poter andarmene presto!

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