matteotti, la tisana power

Giacomo Matteotti

Da wikipedia copiamo:

Il 10 giugno 1924 intorno alle ore 16.15 Matteotti uscì di casa a piedi per dirigersi verso Montecitorio decidendo di percorrere il lungotevere Arnaldo da Brescia (per poi tagliare verso Montecitorio),…………era ferma un’auto con a bordo alcuni individui, poi in seguito identificati come i membri della polizia politica. Due degli aggressori appena si accorsero del parlamentare social-unitario gli balzarono addosso. Ciononostante Matteotti riuscì a divincolarsi buttandone uno a terra e rendendo necessario l’intervento di un terzo che colpitolo al volto con un pugno lo stordì. Gli altri due intervennero per caricarlo in macchina. All’interno della vettura scoppiò una rissa furibonda e dall’abitacolo della vettura Matteotti riuscì a gettare fuori il suo tesserino da parlamentare che fu ritrovato da due contadini presso il Ponte del Risorgimento. Non riuscendo a tenerlo fermo Giuseppe Viola, dopo qualche tempo, estrasse un coltello e colpì Matteotti sotto l’ascella e al torace uccidendolo dopo un’agonia di diverse ore.

Pare poi accertato che fu lo stesso Mussolini a decidere di “chiudere la bocca” al suo avversario politico.

Perché ne parliamo? Per un aspetto curioso che riguarda Latisana e la sua piazza, appunto Piazza Matteotti, ovvero piazza delle poste. Sulla tabella posizionata di fronte all’Ufficio Postale si legge “martire della libertà”, sotto la stele, in verità poco curata, nell’aiuola posta di fronte alla banca si legge “Martire del Socialismo Democratico”, Ma allora martire di cosa? La stele è stata voluta allora da Gianfranco Sette, segretario del PSDI ed esponente sia del Comune che della Provincia di Udine, nonché padre della ex sindaca. Forse sarebbe il caso di fare….chiarezza

La Tisana Power

E’ passata sotto silenzio politico la decisione dell’amministrazione comunale di revocare l’affidamento alla società privata, già partecipata dal Comune, per l’insediamento di una centrale a bio masse in quel di Paludo, zona depuratore. Quel che fa specie è la “leggerezza” di interventi da parte del Comune: prima… facciamo una discarica per inerti…… poi….facciamo le biomasse…. E giù progettazioni, schemi, studi, lavoro degli uffici, notai, avvocati  e spese varie, in tempo e denaro. Poi più nulla mentre un amministratore del Comune, a cavallo tra Sette e Benigno, dà avvio al suo (suo??) impianto a bio gas, qui con facilità si chiude tutto, senza capire se c’è stato un danno, chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso. Solo che il Comune non è una società privata e dovrebbe muoversi diversamente. Dovrebbe.

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5 commenti su “matteotti, la tisana power”

  1. Filiberto ha detto:

    Gente che va e gente che viene…
    Il 10 Giugno del ’24 c’era qualcuno che usciva di casa per andare a Montecitorio.
    Il 28 Ottobre del ’12 qualcun altro prendeva un bus diretto a Predappio. Spero almeno che la fermata non fosse proprio in piazza Matteotti…

  2. Massimo Della Siega ha detto:

    Uno storico eccezionale e profondo studioso della storia del fascismo , autore della più ampia e approfondita opera sull’argomento ( 13 volumi che stanno per lo più ad impolverarsi anche nella mia biblioteca), Renzo De Felice , alla fine si convinse che il mandante dell’omicidio Matteotti non fu direttamente Mussolini . Anche Mauro Canali nel suo ampio saggio sul delitto Matteotti pubblicato su Il Mulino nel1997 , sostiene che una prova storicamente accettabile di questo assunto non è mai stata trovata. . Questa tesi fu considerata da De Felice una semplificazione o comunque una “utile vulgata” , derivata certo anche dall’assunzione di responsabilità politica che Mussolini fece nel difendere il fascismo nella più grave crisi degli anni dell’affermazione ( ricordiamoci che eravamo nel 1924). Non entrando qui nel merito di chi e del perchè , va sottolineato che tali considerazioni non sollevano certo il “Duce” dalle sue responsabilità storiche . Comunque, un altro esempio che la storia vera è sempre più articolata dell’uso che spesso se ne fa.

  3. Paolo Miotto ha detto:

    Sono passati tanti anni…non sarebbe il caso di lasciar riposare in pace i morti?

  4. Massimo Della Siega ha detto:

    D’accordo . Lasciare riposare i morti di 80 anni fa, nel senso di non metterli nel mezzo di polemiche odierne . Cosa diversa è l’indagine sui fatti della storia , sulle ragioni e sulle conseguenze, che permette di capire anche il presente , purchè non sia condotta con spirito ideologico. Certo , l’assunto vale anche per chi celebra ancora oggi , magari con nostalgia e speranza di riproposizione, fatti politici di 80 anni fa il cui consuntivo storico è stato a dir poco tragico.

  5. antonino ha detto:

    Lasciamo in pace……parliamo della costruzione di una centrale biomasse, scusate della non costruzione!!!!!!.
    La scusa sembrerebbe un vincolo di carattere paesaggistico, ma, nella società oltre al comune chi era socio? forse anche chi ha costruito a Pertegada nel silenzio più assoluto?.
    Bacucco cosa dici?
    saluti Antonino

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