Nat’Arte 2012, cinghiali, benito

Ancora sui cinghiali. Riportiamo un commento che ci è stato inviato.

Autore: Marco Martino. Commento:

A proposito di questa triste vicenda si potrebbe fare una citazione: “l’ignoranza genera mostri”.

Generalmente, sono una persona che legge in silenzio, ma in questo caso mi sembra doveroso farvi un appello all’informazione. “Informazione”, dico, perché chiunque informandosi poteva mettersi al riparo dalle notizie diffuse dal Messaggero Veneto ieri. Innanzitutto, in merito a quanto scrive il sig. Venudo, gli unici giorni in cui la legge impone il “silenzio venatorio” sono il martedì e il venerdì e comunque, correttamente scrive, lontano da strade e abitazioni. In secondo luogo, il solo poter pensare che dei cacciatori aspettino “al varco” la selvaggina stremata dalla piena (mi riferisco all’articolo del Messaggero) denota una tremenda pochezza intellettuale e, per l’appunto, di adeguata informazione. La figura del cacciatore è spesso stereotipata: è semplice, da una scrivania, additare i cacciatori come uomini armati di fucile che si aggirano camuffati tra i boschi per abbattere povere bestiole indifese. Ciò che “il popolo” ignora è il lavoro volontario al servizio e per amore della natura che questi uomini mettono in atto ogni giorno. Vi fornisco solo alcuni esempi: quando si diffonde la rabbia, sono i cacciatori a spargere per i boschi le esche vaccinate per gli animali; sono i cacciatori, in periodi in cui la caccia è chiusa, a effettuare i censimenti della selvaggina diffusa sul territorio; sono le riserve di caccia a spendere migliaia di euro (dei cacciatori) per liberare centinaia di fagiani, dei quali meno di un terzo è poi abbattuto; quando cinghiali, caprioli e altra selvaggina danneggiano le colture, sono i cacciatori a fornire prima assistenza agli agricoltori, recandosi nei loro campi per fotografare la situazione. Quando c’è la piena, è vero, i cacciatori stanno in piedi sugli argini, ma per monitorare la situazione ed affiancare se necessario il Corpo Forestale e alcuni di essi, lo so per certo, arrivano a piangere di fronte alla miseria degli animali impotenti. L’opera di abbattimento descritta da un articolo ingiusto ed infame, più che ad un cacciatore, compete ad un macellaio, ed è più simile alla mattanza dei tonni che alla caccia di selezione. Sono questi i motivi che mi portano ad escludere, senza ombra di dubbio, la veridicità di quanto affermato dall’articolo citato. Il massimo che possa la giornalista aver visto (posto che qualcosa abbia realmente visto), potrebbe essere il lavoro dei Forestali, costretti in alcuni casi a compiere un pietoso ufficio nei confronti di animali dagli arti fratturati. Tutto ciò accade in Friuli Venezia Giulia, una Regione che ha un impianto legislativo in materia venatoria tra i più restrittivi a livello nazionale.

Esposte le ragioni a difesa dei cacciatori (da parte di uno che cacciatore non è, semmai persona di buonsenso ed informata), vorrei ora passare all’ambito legale. Da diligente studente di Giurisprudenza, ma ciò non sarebbe necessario, in questa triste vicenda editoriale riscontro comunque qualcosa di sporco. Si possono avere due casi: o la giornalista ha assistito alla carneficina (che di per sé integra fattispecie di reato) e non denuncia, atto che nel nostro ordinamento giuridico prende il nome di favoreggiamento, oppure non ha visto nulla, riporta il falso, mente sapendo di mentire, e ciò si chiama diffamazione. In ogni caso, il Messaggero Veneto non fa una bella figura.

Traggo le mie conclusioni. Probabilmente l’articolo nasce più dalla volontà di riempire colonne vuote che dall’intenzione di raccontare un episodio di cronaca. Tuttavia ha colto nel segno: per far scattare l’indignazione popolare il giornale ha premuto, è il caso di dirlo, il grilletto giusto.

Richiesta di una foto

Da: Alessandra . Oggetto: richiesta

Buongiorno! Avrei una piccola richiesta. Il sabato di San Martino con degli amici mi sono trovata nella caffetteria Dersut che c’è in piazza Caduti della Julia e parlando ci siamo messi a ricordare come era la piazza qualche anno fa…ed e’ uscita un’amichevole discussione su un locale che si trovava proprio in questa piazza, se non ricordo male, perche’ ormai di anni ne sono passati..e io ero piccolissima, tra il Dersut e Il Gelatiere vi era un locale …un ristorante/pizzeria e volevo chiedere se qualcuno aveva delle foto della piazza dove si vedeva anche quell’angolo.  Grazie mille

n.d.b. trattasi della Trattoria Da Benito, di Odorico Benito e moglie. Chi avesse la foto la mandi pure.

Natale con l’arte

Riceviamo e ben volentieri appoggiamo

1^ Edizione evento artistico ‘NatArte’ 2012

NatArte 2012. L’associazione culturale Anthea con l’arrivo del Natale 2012 realizzerà un iniziativa denominata ‘NatArte’ coinvolgendo diversi artisti e studi di architettura locali  nella realizzazione di opere artistiche che verranno messe all’asta ed il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione Onlus Pan di Zucchero di Latisana, a sostegno dei bambini nel mondo. Lo scopo di tale iniziativa è quello di valorizzare gli artisti  e di sensibilizzare  la collettività  attraverso un iniziativa artistica. Tale iniziativa consisterà nella realizzazione di alberi di Natale da esporre esternamente, interpretati liberamente dagli artisti partecipanti, con materiali non deperibili di cui le dimensioni dovranno rientrare nella misura di un metro per un metro circa al fine di ottenere un risultato più omogeneo e di più facile collocamento nel luogo prestabilito ed altre opere di dimensioni inferiori al fine di essere più fruibili al pubblico che verranno esposte all’interno della Galleria d’Arte Anthea . Le realizzazioni  degli alberi  verranno esposte esternamente nella Corte Chiarcos di Piazza Duomo e indicheranno nome dell’artista e i dati inerenti all’opera. In concomitanza, internamente alla galleria d’Arte Anthea, verranno allestite le opere più piccole e più fruibili al pubblico. Tale iniziativa verrà interamente coordinata dall’Associazione culturale Anthea per quanto riguarda l’organizzazione, l’allestimento e la raccolta fondi. La  diffusione pubblicitaria  dell’evento avverrà tramite locandine  e flyer distribuite nel Comune e limitrofi, giornali locali ed extralocali, canali multimediali. L’evento sarà patrocinato dal Comune di Latisana e dalla Pro Latisana e porterà inoltre i loghi dell’Anthea Art Gallery e dell’Associazione Pan di Zucchero. L’evento consiste :

-consegna delle opere ( sia esse alberi di Natale che le opere più piccole)  presso Anthea Art Gallery di Latisana entro e non oltre Mercoledì 12 Dicembre

-Inaugurazione presso Anthea Art Gallery Sabato 15 Dicembre la cui presentazione verrà curata dalla curatrice culturale Chiarcos Lorena, Rappresentante dell’Associazione Pan di Zucchero, Consigliere delegato alla cultura di Latisana Lauretta Iuretig e altri organi di competenza assieme a tutti gli artisti.

-la Chiusura dell’evento avverrà in concomitanza con l’Epifania in cui avverrà la consegna dei fondi pervenuti.

INFO: ANTHEA ART GALLERY  – antheaartstudio@libero.itskydive78@libero.it – Chiarcos Lorena 338.8759450

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