Oggi è lunedì: Asolo e Brutto; la “diga”; Paperopoli; Nicolò Fantin; Premio Poesia

La “diga”

diga rifiuti

Potrebbe essere l’ultima settimana che pubblichiamo la foto della “diga”; se è vero quello che è stato scritto, il 27 maggio è stato affidato l’incarico da parte delle Ferrovie o come si chiamano ora,  e presumibilmente la prossima settimana, o forse la prima di luglio, la chiatta dovrebbe intervenire. Ci risulta (pronti ad ammettere l’errore casomai) che quei legnami dovranno essere trattati come rifiuti speciali, con i costi molto alti correlati. Quello che non si capisce è perché quegli stessi tronchi se arrivano in spiaggia a Lignano o a Bibione diventano (guarda un po’…) legna da ardere, e se stanno sotto il ponte restano rifiuti speciali. Sono le cose della burocrazia (ma anche della pigrizia di fare domande ed attivare la politica e le amministrazioni) che non capisco. Anche perché ovviamente vengono spesi soldi pubblici e quindi siamo alle solite: “schei del Comun, schei de nissun”.

La Punto blu

Quando verrà tolta la diga e non metteremo ogni settimana la foto della medesima, inizieremo con la Punto Blu bulgara della Stazione. Sindaco avvisato, mezzo salvato.

Nicolò Fantin

Viene “battezzato” da Il Perbenista; non sappiamo se sarà contento o meno, ma in fin dei conti è sempre pubblicità…..  http://www.ilperbenistafvg.it/articolo.aspx?art_id=2411&cat=21

Premio Poesia

Pubblichiamo qui volentieri un comunicato stampa, perché tra le premiate c’è una latisanese….

Premio Teglio Poesia 2014; al Premio Nazionale Teglio poesia 2014 vince la poesia Rosa del Veneto;  1000 euro a Maddalenea Lotter con la silloge “lanterne blu”.

Vince la poesia femminile alla XV edizione del Premio Teglio Poesia, nato con l’obiettivo di promuovere la poesia dei giovani poeti under 40, e che quest’anno ha raggiunto un considerevole numero di partecipanti, quasi 500 infatti le poesie da tutta Italia che hanno reso particolarmente impegnativo il lavoro della giuria del concorso, presieduta da Gian Mario Villalta, direttore artistico di Pordenonelegge, e composta dai poeti Francesco Tomada, Fabio Franzin, Roberto Ferrari, Piero Simon Ostan e Roberto Cescon.   Per la sezione Under 40 la vincitrice è Maddalena Lotter classe 1990 di Venezia, secondo e terzo classificato sono Maddalena Bergamin di Padova ma residente a Parigi e Guido Cupani di Portogruaro.

Per le scuole Primarie hanno vinto: Aurora Ius di San Vito al Tagliamento (Scuola Primaria “E. De Amicis” di Prodolone di S. Vito al Tagliamento-PN); Manuel Gjeci di Pramaggiore (Scuola Primaria “G. Marconi “ di Pramaggiore); Anna Bigai di Cordovado (Scuola Primaria “I. Nievo” di Cordovado). Per le scuole Secondarie di Primo Grado: Melissa Tognetti di Salgareda (Scuola Secondaria di primo grado ….di Salgareda-TV); Samuele Biasin di Cinto Caomaggiore (Scuola Secondaria di primo grado “I. Nievo” di Cinto Caomaggiore); Giulia Marzinotto di Cinto Caomaggiore (Scuola secondaria di primo grado “I. Nievo” di Cinto Caomaggiore).  Per le scuole Secondarie di Secondo Grado: Giada Tonetto di Ceggia (Liceo “XXV Aprile” di Portogruaro); Anna Astolfo di Chiarano (Liceo scientifico “E. Montale di San Donà di Piave-VE); Domiziana Montello di Latisana (Liceo“XXV Aprile” di Portogruaro).

I premi per gli studenti sono costituiti da buoni per l’acquisto di libri messi a disposizione dal Comune di Teglio Veneto e dalla libreria Al Segno di Pordenone.    La cerimonia di premiazione si terrà Venerdì 27 Giugno alle ore 21, nella suggestiva villa Dell’Anna-Brezzi a Teglio Veneto (Venezia), nell’ambito del festival letterario Notturni di versi, organizzato dal Porto dei Benandanti. Daniele Chiarotto presenterà l’evento, durante il quale si esibiranno i jazzisti Daniele D’Agaro (sassofoni) e Luigi Vitale (vibrafono e marimba).

“Il Brutto” di Montelvini, un buon vino in un bel posto, a Asolo (Treviso), giugno 2014

L’avvicinamento è graduale, dolce, bello, naturale, nel senso proprio che la natura ti avvolge sempre più e tu ti immergi nel verde e senza quasi accorgertene passi dal caos della statale Postumia al silenzio delle colline asolane. Dopo aver sentito mormorare il Piave a Ponte della Priula, si piega a destra verso il Montello e Montebelluna; zona caotica, dove si pensa solo a lavorare e ci si dimentica di fare le strade, che in effetti sono strette e super trafficate. Si esce dal paese degli spacci e outlet ( una infinità) e si corre più tranquilli in zona Maser, con le sue ciliegie ottime, anche quelle bianche, e con molte cose da vedere; tra queste segnalo la tomba di Brion in Comune di Altivole e la Gipsoteca del Canova a Possagno. Asolo è fuori dalla strada: te ne accorgi quando alle rotonde vieni affiancato dalle biciclette; qui le due ruote sono regine, e la sgambata che sale verso Asolo un classico fatto per stimolare a loro i muscoli e a me la voglia di aperitivo. Bollicine magari, visto che siamo in zona Docg Prosecco Superiore di Asolo e che a Venegazzù, qui vicino, ha sede appunto la Montelvini che oggi ci ha invitati alla presentazione del suo nuovo vino: “il Brutto”, ma ne parliamo dopo. Si sale tra il verde dei boschi e quando arrivi a Asolo capisce perché molti si sono innamorati di questo borgo, in cima ala collina, delicato e romantico, a misura d’uomo e chiamato  “la città dei cento orizzonti”, perché davvero sono molte le vedute degne di essere fotografate. Montelvini ha organizzato un aperitivo e cena in terrazza, in quella splendida struttura che è l’Albergo Al Sole, chi si innalza sopra la piazza e che offre una vista mozzafiato. Serata bella e tranquilla, con Armando Serena, il titolare assieme ai figli Alberto e Sarah, impegnato a rievocare i suoi anni più giovani quando veniva a vendere vino in Friuli: ancora adesso parla un ottimo friulano. Ambientazione elegante e raffinata, ma cordiale e familiare, bella gente e ottimi vini in abbinamento ai piatti; francamente preferisco il Millesimato al Brutto, ma è colpa mia perché Il Brutto abbisogna di essere degustato e apprezzato; è un altro boccato, diverso, più fine e ricercato e merita di essere scoperto. Piacevole la scoperta del loro Luna Storta, il passito di casa Montelvini e del Cabernet, molto ricco. La serata era dedicata a “Il Brutto”, vediamone la presentazione.   —  Vino tipico delle colline Trevigiane e della tradizione. Il vino dei nonni quando non esisteva tecnologia e chimica: rappresenta la tradizione delle colline Trevigiane, non solo di Valdobbiadene, ma anche di Asolo. Nato prima del Prosecco come siamo abituati a berlo al giorno d’oggi, perché una volta le autoclavi non esistevano. La prima fermentazione avveniva dopo la pigiatura dell’uva, poi col freddo il vino andava in letargo, per poi risvegliarsi quando la temperatura della cantina superava i 10°42°. In realtà il Prosecco tradizionale si beveva per la maggior parte dell’anno tranquillo, perché non esistevano chiusure che poi potessero preservare le bollicine a lungo. Questa tipologia è stata accantonata per tanti anni, perché i produttori si accorsero che era più facile e remunerativo produrre il vino in autoclave, che consente correzioni in fase fermentativa fino all’ultimo. Ancora adesso i produttori credono ingenuamente che non sia un vino facile da comunicare.

Rispetta i cicli delle stagioni, non utilizza conservanti e una volta imbottigliato non si può correggere: Va imbottigliato la settimana di Pasqua, si risveglia con i primi caldi della Primavera. Si devono utilizzare basi buone perché una volta imbottigliato non può più essere modificato come avviene nel metodo classico, dove dopo la sboccatura, il vino viene completato con dosaggi. Non ha conservanti, il lievito e il gas delle fermentazioni hanno azione protettiva.

E’ sempre diverso di anno in anno, di bottiglia in bottiglia. Ha un’anima, esprime un terreno ben preciso: A differenza degli charmat (fermentazione in autoclave) esprime grandi diversità anche in terreni vicini. Il vino non è stabile, ma cambia nel corso dell’anno evolvendosi. Ogni bottiglia e ogni bicchiere sono diversi, esprimono questa evoluzione. Non esiste omologazione, ha un’anima.

Non è un vino facile, ma schietto. Il torbido è affascinante, va spiegato e interpretato. Non ha floreale e fruttato spiccato, ma i lieviti donano complessità sia al naso che al palato: Non esprime note floreali e fruttate come negli charmat, che ormai si assomigliano molto. La complessità è data dai lieviti che conferiscono mineralità e morbidezza nonostante l’assenza di zuccheri. Non è ruffiano perché non è costante, pulito, cristallino, artefatto, ma una volta conosciuto conquista.

E’ digeribile, versatile, “sano e sincero”: il vino che si può bere sempre. Non dà mal di testa, è ricco di sali minerali, gradazione bassa, genuino. –    Asolo e Montelvini, suggestione del posto e sostanza della qualità; bellezza e bontà in un mix perfetto. Bella serata.

Per le foto vedi www.friuli.org

…e a Paperopoli, che si dice?

Alle prese con il suo nuovo assessorato, il Vice Sindaco Valvason sta affrontando la questione del mercato settimanale, di Calici di Stelle e, soprattutto, del Settembre DOC……………

angelin e piero settembre doc

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Un commento su “Oggi è lunedì: Asolo e Brutto; la “diga”; Paperopoli; Nicolò Fantin; Premio Poesia”

  1. Marco ha detto:

    Simpatico e divertente l’articolo sul giovane e scalpitante Nicoló, e simpatico anche il fatto che nel nostro paese gli fa da contr’altare un altro ragazzo ugualmente “ridicolo”, ma dall’altra parte delle barricate…par condicio!

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