Orlando Fantin e Ezio Simonin : uno dei due dovrebbe lasciare

Un passo indietro per farne due in avanti

Oggi facciamo un ragionamento difficile e complicato,  speriamo di riuscire ad essere sufficientemente chiari; in sostanza vogliamo dire che uno dei due candidati a sindaco, Ezio Simonin oppure Orlando Fantin, dovrebbe fare un passo indietro e scegliere di appoggiare la candidatura rimasta, in contrapposizione a quella di Salvatore Benigno. Ho sentito tre volte parlare Orlandi Fantin ed i punti cardine del suo programma, almeno quello espresso pubblicamente, sono sostanzialmente tre: Sociale, Ambiente e Turismo. Per il Sociale Fantin ha ipotizzato un diverso uso del trittico Polifunzionale-Casa di Riposo- e Lasciti Samueli e Toniatti, con un diverso uso del primo, reso possibile anche dalla imminente apertura del primo piano del Centro Intermodale, un Polifunzionale bis. Per la Casa di Riposo vanno acquisiti nuovi spazi a ridosso dell’Ospedale e per i Lasciti si ipotizza di mettere a disposizione i fondi per attività diurne e per il centro Alzheimer. Per il territorio e ambiente, Fantin ipotizza di rivalutare il patrimonio edilizio obsoleto esistente senza riempire di lotti edificabili a spot le aree a ridosso della campagna e del fiume, lasciano la permeabilità tra tessuto urbano e ambiente naturale. Infine per il turismo si prevedono strutture moderne, ippovie, piste ciclabili, offerte enogastronomiche e lo sviluppo della nautica là dove la nautica esiste, cioè ad Aprilia Marittima: così credo di aver capito. Ezio Simonin, da noi sentito, trova le proposte in gran parte accettabili o quantomeno suscettibili di approfondimenti, senza pregiudizi e preconcetti. La Latisana del futuro insomma, almeno su alcuni punti, si somiglia nell’ottica  dei due candidati. Ovvio che entrambi hanno poi visioni diverse su altri argomenti ed altrettanto ovvio che tutti e due sperano di vincere ed ovvio che entrambi pensino di superare sia l’avversario citato che, soprattutto, il candidato sindaco del PdL-Lega-Udc, Salvatore Benigno. A Latisana, come si sa, si vota senza ballottaggio e, nello spirito del legislatore, la legge elettorale spinge verso il bipolarismo: chi prende più voti vince e si porta a casa sindaco e maggioranza.. A Latisana c’è la possibilità che due candidati prendano il 33% dei voti ed uno il 34%: avremo così 1/3 dei latisanesi che governa e 2/3 all’opposizione (sono solo esempi teorici, fatti per sviluppare il ragionamento). Se invece i due candidati in foto credono ai loro progetti, credono che Latisana possa essere governata diversamente, credono che le loro idee siano più importanti dei personalismi, si siedano ad un tavolo e concertino un progetto fatto per amministrare Latisana secondo i loro credo. A Latisana la sinistra da venti anni perde con onore e in modo dignitoso, ma, per dirla con un esponente di quella sinistra, forse dopo aver perso tante volte “bene”, ora è il caso di vincere “male” e dimostrare, stando “dentro” come si ama questo bel paese. Naturalmente si possono fare obiezioni di tipo partitito, ideologico, politico, tirare in ballo la coerenza e la “dignità” delle persone;  giova tuttavia sottolineare che la coalizione PDL-UDC-LEGA è formata appunto dall’UDC che per 5 anni è stato all’opposizione ed ora vuole governare assieme, dalla Lega che a Roma mette il veto sull’UDC e dal PDL che sempre a Roma sbeffeggia continuamente l’UDC. Quando si tratterà di discutere della 354, delle rotonde, del Centro Nautico, del Tagliamento, del rapporto con i Comuni vicini, dell’Ospedale, della crisi del lavoro e dell’occupazione,  dei 10 miliardi del Lascito Toniatti, pensate che verranno tirarti in ballo discorsi ideologici??

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