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Tagliamento, ora anche legge contro le “casse”

Fino a ieri era solo un dato di fatto, ma pendeva ancora la spada di Damocle della norma dell’Autorità di Bacino, dal 9 ottobre nulla esiste più. Di seguito riportiamo il comunicato del WWF regionale.
“Canta vittoria l’associazione, promotore di uno dei ricorsi: la sentenza del Tribunale Superiore delle acque pubbliche annulla la delibera regionale del 2007 con cui si dava il via al progetto. Una pietra tombale sulle casse di espansione che minacciavano il Tagliamento: l’ha messa il Tribunale Superiore delle Acque pubbliche che, con sentenza depositata il 9 ottobre, ha accolto i ricorsi presentati da WWF, associazione Acqua e Comuni rivieraschi, uniti in un unico procedimento, contro la delibera della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia n. 1306 dell’1 giugno 2007 di approvazione del progetto preliminare relativo alla realizzazione delle opere per la laminazione delle piene nel medio corso del fiume Tagliamento. L’effetto della sentenza è l’annullamento della delibera in questione. Lo spettro delle famigerate casse di espansione sembra dunque allontanarsi per sempre dal destino del Re dei fiumi alpini. La notizia arriva in concomitanza con il lancio da parte del WWF Italia della terza edizione di Biodiversamente, il Festival dell’ecoscienza che si terrà il 27 e 28 ottobre, quest’anno dedicato all’acqua e alla più grande riserva idrica d’Europa, le Alpi, che vede proprio il Tagliamento, ultimo fiume selvaggio d’Europa, tra i protagonisti, come illustrato nel dossier WWF “Alpi tetto d’Europa al sicuro” http://alpi.wwf.it/images/dossier/DOSSIER_ALPI_ottobre2012.pdf  pubblicato oggi.

 Diverse e articolate erano state d’altronde le violazioni di legge denunciate dal WWF nel ricorso, tra cui l’eccesso di potere della delibera della Giunta regionale per aver completamente travisato i reali esiti della Commissione Regionale Lavori Pubblici che aveva esaminato il progetto. Durante l’ultima riunione dell’organo consultivo regionale del 9 febbraio 2006 era stato infatti espresso un parere sfavorevole al progetto preliminare da parte della maggioranza dei membri della Commissione, tra cui i cinque sindaci dei Comuni interessati – Ragogna, Pinzano, Spilimbergo, San Daniele, Dignano –, e il rappresentante della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio.

In attesa di conoscere nel dettaglio le motivazioni del Tribunale superiore delle acque pubbliche (copia della sentenza sarà disponibile a giorni), intanto canta vittoria il WWF, che finalmente vede mettere la parola fine su un progetto devastante che l’esito del laboratorio Tagliamento, pur avendo previsto soluzioni alternative alle casse per la messa in sicurezza del fiume, non aveva definitivamente scongiurato.

Fino ad oggi, infatti, tutti gli atti che prevedevano la realizzazione delle opere di laminazione erano ancora validi: per questo il WWF nei mesi scorsi aveva chiesto ufficialmente alla giunta regionale la revoca della delibera del 2007 con cui è stato approvato il progetto preliminare delle casse di espansione e l’annullamento dell’accordo del 2006 con cui la Regione aveva conferito al Magistrato delle Acque di Venezia il mandato per la realizzazione delle opere.

Richieste che a cui l’assessore Ciriani non ha mai risposto, preferendo evidentemente attendere l’esito della sentenza che, nel caso di un mancato accoglimento del ricorso, avrebbe potuto riaprire la strada alle casse di espansione.

“Con questa sentenza – chiosa il WWF – il Tribunale ha fatto quello che la classe politica non ha avuto il coraggio di fare. A questo punto la giunta regionale prenda atto di un tanto: si attivi insieme agli enti preposti affinché venga messa mano al Piano stralcio che ancora prevede la realizzazione delle casse sul medio corso del Tagliamento.

Ma soprattutto provveda urgentemente agli interventi sulla parte bassa del fiume, come già aveva previsto il Laboratorio Tagliamento: messa in sicurezza degli argini con la diaframmatura e interventi sul canale Cavrato, considerati da tecnici ed esperti di profilo internazionale risolutivi per la messa in sicurezza del fiume”.

 Ci prendono in giro?

Si….. ma lo sappiamo e lo sanno tutti. Parliamo della benzina, del gasolio in questo caso; ora, a parte la “boutique” del carburante sulla 354 che ha prezzi griffati, gli altri impianti si fanno una concorrenza abbastanza blanda, con poche differenze. Ricordiamo che è possibile verificare il costo (con molti n.p.) sul sito http://carburanti.regione.fvg.it/ ; ieri siamo andati a Noventa di Piave e, in un paio di impianti di queli col marchio famoso, il gasolio era a 1.628 e 1.644. Da noi il prezzo più basso trovato aperto era 1.734, cui applichi lo sconto di 9 cent,  quindi va al prezzo veneto. Lo sconto in pratica non esiste. Le ditte, che ben lo sanno,  in Friuli aumentano il prezzo parificandolo di fatto a quello del Veneto che non ha lo sconto. Ora che sia giusto o meno lo sconto non lo so, ma come mai in Austria il gasolio costi circa 1.500, qualcuno ce lo deve spiegare. Per praticità vedete anche questo sito

http://www.prezzibenzina.it/

http://www.prezzibenzina.it/regioni/veneto?filtro=diesel

Foto curiosa

La sicurezza dei pedoni innanzitutto: foto n° 1, pedoni sul lato opposto, ok ,mi adeguo….

….giro l’angolo e sulla sinistra vedo questo cartello, ok mi adeguo….

…ma poi vado di la e vedo questo terzo cartello….e ora che faccio?

Riceviamo come commento e volentieri riportiamo anche qui

Autore: Massimo De Lotto

Questo pomeriggio – giovedì 11.10.2012 – la Giunta Regionale del FVG ( … e non mi interessa se è di destra o di sinistra) probabilmente deciderà di chiudere il reparto di Pediatria di Latisana e di tenere aperto quello di Palmanova perché a Latisana non ci sono “abbastanza” nascite …  Probabilmente la chiusura del reparto di Pediatria porterà alla conseguente rapida chiusura del reparto di ostetricia e quindi il “nato a Latisana” sarà solo un ricordo… La chiusura del reparto Pediatria obbligherà il reparto di Chirurgia, di Otorino e di Ortopedia a non operare più i bambini perché poi non potrebbe essere garantita la corretta degenza “protetta” … ad esempio un bambino di tre o quattro anni che subisce un’operazione chirurgica verrebbe ricoverato in una stanza a 4 letti per la degenza post operatoria assieme ad adulti, in ambiente di certo non consono per un “essere” emotivamente così fragile … Per ogni vista di routine, oppure, cosa ben più grave, nel caso di un emergenza, dovremmo portare i nostri figli a Udine o a Palmanova … un’ora di macchina o di ambulanza …! Se il fatto non interessa perché non avete figli, giro la questione in termini turistici : ogni urgenza per un piccolo turista verrebbe “trattata” dal Pronto Soccorso “normale” – NON PEDIATRICO – di Latisana … oppure trasportato in ambulanza a Udine o Palmanova … con il traffico dell’estate e l’intasamento di ogni giorno della statale !!!!  Sapete quanti turisti stranieri che hanno figli piccoli guardano su Internet a che distanza è il reparto ospedaliero Pediatrico dal posto di villeggiatura? La maggior parte ! Andando in un paese straniero … lo farei anch’io! Un tanto per difendere i nostri bambini ma anche per difendere il NOSTRO ospedale !

Massimo De Lotto  (presidente di Lignano in Fiore, ndb)

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Un commento su “ospedale punto nascita, pedoni sul lato opposto,casse di espansione, gasolio”

  1. Annamaria ha detto:

    La chiusura del reparto pediatrico è una sconfitta per l’ospedale, Latisana e dintorni. Provate a recarvi per un’emergenza all’opsedale di Udine, se a Latisana la media attesa è di un’ora, per ovvi motivi di densità della popolazione, triplicate pure i tempi… Palmanova sarà in grado di assorbire gran parte della Bassa? I pediatri di base sono in grado di sostituirsi all’ospedale? Si accettano chiamate dalle 10 alle 12 oppure lasciate un messaggio… Mi dispiace ma oggi non lo posso vedere suo figlio, se non migliora mi chiami domani…

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