Ostarie Da Alvise, a Sutrio (Udine), il posto dove c’è magia.

Magia. Siamo a Sutrio, nella parte alta ed a est della Carnia, sotto il Monte Zoncolan, nome ciclisticamente importante, e anche turisticamente, ma ne parliamo dopo. Siamo ospiti di una bella famiglia che gestisce l’antica Osteria Da Alvise: mamma Elena, papà Enzo, e i figli, Giacomo, lo chef, e Filippo, più giovane. La casa è antica, in centro paese, in piazza leggermente in alto, anticamente era un negozio dove si trovava di tutto, ed era gestito dal nonno materno Alvise. Dopo qualche trasformazione e gestioni diverse, negli anni ’80 ha chiuso, per riaprire nel 1994 con la gestione diretta e, poco dopo nel 2000, con la trasformazione in solo bar, prima e poi bar con cucina e camere poi. Infine l’ultimo ammodernamento nella tradizione nel 2013 ed oggi è come lo vedete nelle foto. Giacomo, dopo qualche anno di scuola a Udine, ha fatto delle esperienze in un prestigioso locale di Buttrio e poi ha deciso, assieme alla mamma che porta in dote tradizione e cultura e conoscenza dei prodotti della stagione, di aprire questa Osteria dove si mangia bene e dove la Carnia entra soavemente in ogni piatto. Siamo a un’ora e mezza dal mare, meno di un’ora dalle città e quindi è facile raggiungere Sutrio; autostrada fino a Tolmezzo e poi una bella strada ti porta prima a Arta Terme e poi qui, sotto il Monte Zoncolan. Se le tappe del Giro d’Italia che hanno fatto nascere il mito del “Mostro”, la salita terribile fatta dai corridori, sono state utili o meno, potete chiederlo agli abitanti di Sutrio. Sono centinaia, forse migliaia, gli appassionati di biciclette che si cimentano con queste pendenze e questi tornanti, tutto turismo di qualità che poi si ferma qui e là dormendo nelle stanze dell’Albergo Diffuso (iniziativa stupenda che ha fatto scuola in tutta Italia), e mangiando in uno dei molti locali aperti in zona. C’è poi il turismo delle due ruote fuoristrada, che scende dalla Germania e dall’Austria e qui trova sentieri da percorrere in libertà e mille luoghi da visitare, turismo slow e che genera appetito, perfetto per poi andare a tavola. Aggiungete poi che Sutrio è appena sotto Ravascletto e gli impianti di sci molto frequentati in inverno. Infine, ma forse soprattutto, Sutrio è il paese delle feste e delle iniziative: dal presepe nei borghi alla Magia del Legno, da Fasin la Mede all’ultima Festa dei Cjarsons, vero tesoro della Carnia , piatto principe della tavola e diverso da frazione e frazione e da mese in mese: un piatto da promuovere e valorizzare davvero. Buona l’idea di farne una festa, buona in tutti i sensi. Siccome siamo venuti a mangiare, parliamo anche della tavola; apertura con un Chardonnay 2014 di Renzo Zamparo, zona Spessa di Cividale, fornitore del vino sfuso, mentre per le bottiglie la scelta è ampia e di qualità, soprattutto friulana. La cucina è stagionale, varia e usa i prodotti del bosco, della malga e dell’orto; si va dai cjarsons appunto, agli gnocchi, ai ravioli e pappardelle con condimenti e sughi di stagione; non manca il frico morbido, la carne che comprende la selvaggina e i formaggi e salumi della zona, soprattutto per i formaggi qui la tradizione porta in tavola prodotti di altissima qualità. C’è anche una latteria qui a Sutrio, appena 1.500 abitanti. Il pranzo è semplice, tradizionale, gustoso senza appesantire: lasagnette di funghi porcini freschi, con una besciamella molto leggera e cremosa ( 60+60 grammi di farina e burro per litro di latte), i cjarsons ovviamente alle erbe, con una melissa leggera e una menta più presente; frico accompagnato da salsiccia alla griglia e un carrè di cervo appena grigliato con marmellata di mirtilli rossi, carne saporita e morbida, un buon piatto. Due i rossi ad accompagnare: un Cabernet Sauvignon di Lis Neris e un Cabernet Franc sempre di Zamparo. Buoni, meglio Lis Neris. Per finire una mousse di mirtilli strepitosa, ma si poteva spaziare dalle crostate agli strudel e alle panne cotte , perché il dolce in Carnia, siamo vicini all’Austria, fa parte della cultura e della tavola tutti i giorni, soprattutto in abbinata alla frutta di stagione. Mentre si mangiava, mamma e figlio si sono prodigati nello spiegare il clima che si respira qui a Sutrio; forse non sappiamo venderci con l’Alto Adige, ma luoghi come questo, e altri in Carnia, hanno valori umani e storici e paesaggistici assolutamente da valorizzare e da scoprire, piccoli tesori che poi, accompagnati da un sorriso raro e sincero, trovate nei loro piatti. Una ultima annotazione per dire della qualità della cucina dell’Osteria da Alvise: a ottobre, per un mese, Giacomo & Co. saranno la cucina dell’EXPO, a Milano, scelti da Farinetti: più di così….

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) Sutrio, stelle alpine

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) Sutrio, paesaggio 6

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) Sutrio, paesaggio interno chiesa

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) Sutrio, paesaggio 5

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) Sutrio, paesaggio 4, la chiesa

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) Sutrio, paesaggio 3

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) Sutrio, paesaggio 2

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) Sutrio, paesaggio

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) mousse di mirtilli

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) mamma, papà, Giacomo, Livio Costantini e il padrone a 4 zampe

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) cervo e marmellata di mirtilli

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) frico e salsiccia con polenta con farina di socchieve

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) il libro fotografico con la storia della famiglia

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) cjarsons e pasticcio di funghi

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) i tavoli esterni

Osteria Da Alvise a Sutrio (Udine) il bar

osteria da Alvise, sutrio (Udine) angolo del paese

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