Parliamo di: suggerimento per il fine settimana; ex Caserma Radaelli; Lorena Chiarcos; Centro di Aggregazione Giovanile; tutto pronto per Ligabue

Sposiamo in pieno il commento di Valerio, eccolo:

Allora a questo punto, per la caserma Radaelli bene l’area di sosta con servizi sanitari (qualcuno ha visto i servizi pubblici nel parcheggio auto di San Candido ? Meglio di quelli di casa…). E perchè non pensare l’edificazione di una cucina in muratura a norma per le varie feste e avvenimenti vari? Cosicchè anche Latisana Centro potrebbe cominciare a pensare alle sagre come le frazioni?

Gran bella idea…poi bisognerebbe anche costruire la Pro Capoluogo…. Nei commenti altre idee, pro e contro….

Tutto pronto per Ligabue

Ieri pomeriggio ultimi preparativo al palazzetto, segnaletica, transenne, copertura del pavimento ed altre cose da sistemare; venerdì mattina presto arrivo del palco e degli impianti e alle 19.30 apertura delle porte per i 2.600 fortunati spettatori. Saranno 600 sulla gradinata tribuna e 2.000 seduti a terra fronte palco; due di queste duemila sono sicuramente Laura e Federica, da Zero Branco e Cornuda (Treviso): e loro la palma delle prime in fila, dalle 17.30di giovedì, e a loro anche una meritata foto. Sarà una “certa notte” a Latisana.

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Centro di Aggregazione Giovanile

Si sposterà, a breve, dal Polifunzionale negli ampi spazi del primo piano del Centro Intermodale, con sala riunioni e uffici e spazi per mostre e rassegne; l’ultimo capito è l’acquisto della mobilia, 20.500 euro, che è stata affidata alla Delca di Ronchis. Manca poco insomma.

Lorena Chiarcos

Siete invitati all’inaugurazione della mostra ‘Evoluzioni’ dell’artista Lorena Chiarcos, sabato 12 aprile 2014 alle ore 19.00 presso l’Anthea Art Gallery in Piazza Duomo. L’artista Latisanese che ha da poco esposto in Campidoglio a Roma presso la Sala dei Centauri dei Musei Capitolini presenterà la nuova collezione ‘Evoluzioni’, una serie di opere a carattere storico culturale incentrata sulla simbologia e numerologia ebraica. Dopo aver rinvenuto casualmente nella soffitta di casa alcuni oggetti riconducibili alla cultura  ebraica ha approfondito la ricerca scoprendo che la casa di famiglia, come riportato da un rilievo  sulle famiglie notabili del 1746, corrispondeva al ghetto ebraico. L’attenzione dell’artista è stata nel cogliere nella cultura ebraica quei simboli e quel linguaggio che  nel tempo sono riconducibili a livello storico anche ai segni più primitivi di comunicazione,  concentrandosi sugli incisi rinvenuti in diversi momenti storici e di diversa natura. La vernice sarà presentata da Elide Miccoli e dal giornalista Franco Romanin. Seguirà buffet curato dalla chef Vanessa Modafferi.

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Aquileia (Udine): i vini e la campagna di Dario Puntin

La frase che mi ha colpito alla fine della visita è della moglie del titolare, la garbatissima signora Monica Macor, che ha citato Farinetti e il suo libro, che parla di grandi aziende vinicole, facendomi invece notare come la vera storia del vino, in Friuli e in Italia, venga fatta da aziende piccole come la sua e da uomini appassionati, come suo marito, il titolare Dario Puntin che – dice Monica – è in campagna tutti i giorni, e dedica alla vite e alla cantina ogni energia e ogni ora utile della giornata. Nulla di più vero. Siamo alle spalle della Basilica di Aquileia e sullo sfondo dei vigneti il bel campanile e, mentre passeggiamo tra i filari, guardo a terra  se vedo delle monete antiche, perché qui, tra leggenda e verità, basta scavare poco e trovi i resti dell’impero romano e della grande Aquileia, porto fluviale e terreno dove da sempre la vite veniva coltivata e il vino conservato nelle anfore, come evidenti tracce storiche hanno dimostrato. Si narra anche che il Refosco dal Peduncolo Rosso, che qui trova la sua massima espressione, sia il diretto discendente del tanto decantato Pucinum, il vino rosso preferito da Livia, seconda moglie dell’Imperatore Augusto. Leggenda o verità, poco importa, ma recenti esami del dna confermano questa antica discendenza. Siamo ospiti della Società Agricola Puntin, di Dario Puntin e Macor Monica; azienda piccola, familiare, che si trova in Via S. Zili, località Casa Bianca, appena dietro il porto fluviale antico di Aquileia. Grado è a due passi, e la cosa riveste una grande importanza, come vedremo più avanti. Azienda antica, dei primi del ‘900, con nonni e bisnonni, ma la svolta viti vinicola è del 1988, quando la conduzione passa appunto nella mani di Dario, che la trasforma e oggi produce prevalentemente vino. Quattro ettari vitati, con impianti vecchi e anche recenti, mentre altri otto sono a seminativo, in attesa di vedere le barbatelle piantate. Terreno a medio impasto, tendenzialmente argilloso, che non soffre di siccità grazie alle falde e sente arrivare dritta dritta la bora, che asciuga e sanifica le piante, oltre a accrescere lo sbalzo termico e far lievitare i profumi dei bianchi. Cinque sono i vini in purezza e due gli uvaggi: Friulano (fresco quello assaggiato, destinato a migliorare, pastoso, leggermente amarognolo, lungo e leggero), Pinot Bianco ( sapido, leggermente amaro, pieno in bocca e persistente), Merlot, Cabernet Franc (erbaceo al naso, poi avvolgente, fresco e leggermente acerbo; pulisce bene, anche se poi svanisce rapidamente) e Refosco d.p.r.; poi due uvaggi: il Cantius bianco e il Cantius Rosso; personalmente li preferisco, gli uvaggi, perché di solito la somma è meglio dei singoli; in questo caso abbiamo 95% Pinot Bianco e Sauvignon e Malvasia per il bianco e 85% di Refosco e 15% di Merlot per il rosso. Curioso il nome, Cantius: si tratta di un artigiano del luogo, del terzo secolo dopo Cristo, che costruiva botti per vino e per olio, a testimoniare la vocazione  gastronomica del porto di Aquileia. Sono due buoni vini da bere in compagnia questi uvaggi. Passeggiando tra i filari, parliamo soprattutto di due cose: di Grado e del turismo. Grado rappresenta non solo il mercato più importante per le bottiglie di Puntin, ma anche il bacino naturale della clientela, italiana e di lingua tedesca; guai se non ci fosse e grazie a Grado la produzione viene assorbita abbastanza velocemente. Poi il turismo, soprattutto quello sulle due ruote; la bicicletta e il turismo slow, lento, sono già oggi fondamentali per questa zona e lo saranno sempre di più, quando tutta la Bassa friulana verrà collegata da una ragnatela di piste ciclabili: ne trarranno vantaggio tutti. Il progetto vino di Puntin nasce in campagna; impianti misti di 7 e 25 anni, non molto fissi come in collina, qui si varia dalle 2.500 alle 3.800 piante per ettaro, con produzioni che variano dai 2 ai 3 kg per pianta, a seconda delle annate. Maturazione giusta, tendenzialmente accentuata e nessun problema di acqua qui sotto. Duecento circa gli ettolitri con 24/25 mila bottiglie miste; la cantina rimane aperta sempre, soprattutto in estate vengono organizzate delle serate di degustazione e una sorta di Cantine Aperte della zona. Il sogno è quello di adeguare la vecchia casa, grande e spaziosa, con progetti mirati, ma ne parleremo più avanti. Una azienda piccola , a conduzione diretta e familiare, una di quelle che fanno silenziosamente la storia del Vigneto chiamato Friuli.

Per le foto vedi su

http://www.mondodelgusto.it/produttori/8987/aquileia-udine-vini-campagna-dario-puntin

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8 commenti su “Parliamo di: suggerimento per il fine settimana; ex Caserma Radaelli; Lorena Chiarcos; Centro di Aggregazione Giovanile; tutto pronto per Ligabue”

  1. guy fawkes ha detto:

    Trovo la discussione sulla biblioteca molto interessante. Magari invece di un museo o di cosa vogliano farne della strutture dietro la stazione dei treni, si potrebbe utilizzarla per la biblioteca. Avrebbe anche uno spazio esterno adeguato con parcheggi. Spendere per libri cartacei non ha molto senso, meglio delle postazioni pc e una WI-FI decente, anche se sicuramente la cosa piú importante ormai delle biblioteche sono gli spazi dedicati allo studio.

    Una biblioteca cosi non sarebbe male :
    http://kessel.tv/wp-content/uploads/2012/11/y3PWp.jpg

  2. il_bacucco ha detto:

    @ guy:—- domanda: un commento così, senza problemi, perché anonimo?? la dovete smettere di essere anonimi……

  3. Omar ha detto:

    detto da uno che “si chiama” Il Bacucco fa pensare … 🙂

  4. il_bacucco ha detto:

    @ omar: c’è la p.iva in fondo al sito, obbligatoria per legge….

  5. Omar ha detto:

    La P.IVA nei siti è da specificarsi nel momento in cui il sito è di una società, nel caso di un soggetto privato non ha senso.
    In questo caso la P.IVA indicata sotto è di colui che ha registrato il dominio e ha sviluppato o semplicemente personalizzato il CMS su cui si basa questo blog (e decine di altri simili).

    C’è poi da dire che i contenuti di un sito possono essere inseriti da chiunque abbia le credenziali per metterci mano e anche più persone possono firmarsi sempre con lo stesso nome o pseudonimo.

    Per fare un sunto, la P.IVA in calce a questo sito non identifica proprio nessun autore dei post di questo blog 🙂

  6. Maurizio ha detto:

    scusa bacucco ma tu quando ti presenti, dici:”Piacere 00552420937″?

  7. Renata Zago ha detto:

    a proposito dell’ex caserma: e pensare a una pista di skateboard/longbord? Avete visto quanti ragazzi ultiumamente lo usano? Potrebbe essere una cosa molto gradita dai ragazzi e molto poco costosa da realizzare…

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