PdL 1 Popolo della Libertà

PdL 2 Popolo di Latisana

Anche ieri la telenovela tra PdL 1 e PdL 2 ha vissuto l’ennesima puntata sulle pagine del Messaggero Veneto e quindi ne parliamo, cercando di fare un po’ di chiarezza e un minimo di ironia. L’attuale amministrazione comunale è a guida centro destra, con il PdL della Sindaca Micaela Sette alleato con la Lega Nord e la lista civica Il Paese (Francesco Ambrosio e altri); nella maggioranza anche FL (Futuro e Libertà, ovvero Massimo Gobessi) e qualche volta anche l’UDC, formalmente fuori, ma spesso ha votato o si e astenuto con la maggioranza. Se tutti questi si presentassero uniti alle votazioni comunali, prenderebbero (leggi tutto)


tipo il 70% dei voti, percentuali bulgare, senza speranza per le opposizioni; succede invece che, a parte i malumori sotto traccia di qualche assessore che ambirebbe ad avere più visibilità, il partito di maggioranza relativa, il PdL, appare spaccato in due, con una componente “amministrativa”  ed una componente “critica”, smaniosa di contare all’interno del partito e soprattutto contare, grazie alla forza degli iscritti, al momento delle decisioni  per le elezioni. Succede quindi che quelli che sono fuori dalla porta bussano e mandano lettere e pubblicano articoli per entrare, salvo prendersi un paio di schiaffoni (metaforici) sempre sul giornale, schiaffi della mano del coordinatore Andrea Tognato, del braccio dell’ex sindaco Danilo Moretti e della spalla della Sindaca Micaela Sette. Così in questi giorni gli “eretici” del Popolo di Latisana (PdL 2) hanno capito perfettamente che lì dentro non entreranno mai e sono al bivio, o ritirarsi o rilanciare percorrendo altre strade. Per completare la panoramica dovremmo parlare anche della sinistra (PD) che pure si sta muovendo, ma in maniera meno evidente e meno “quotidiana”  (nel senso del Messaggero Veneto). Da alcune voci raccolte in piazza, si potrebbero vedere le primarie anche a Latisana e, oltre agli attuali consiglieri comunali che magari vorrebbero dare il loro contributo per altri cinque anni, si intuiscono le disponibilità a rientrare nell’agone politico di Sergio Simonin (ex sindaco) e Orlando Fantin (ex assessore).Il Bacucco del PdL n° 4.107

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