pdl, protezione civile, notaio, daspo, ghetto, zelkova

Per la Protezione Civile

Sapete quella battuta….”sei incinta?….. – …si, ma appena appena….” Ecco questa è una situazione simile, ovvero poco ingombrante all’inizio ma molto di più col passare del tempo. Siamo dentro l’argine, zona distributori di benzina e alcuni alberi sono cresciuti infilandosi nelle crepe della parete di cemento. Gli alberi, si sa, con le radici crescono e le radici scavano e gonfiano e spaccano. Siamo già sicuri che adesso ci possono essere delle infiltrazioni (gli alberi hanno le radici nella terra, non nel cemento), e anno dopo anno la situazione potrebbe peggiorare. Siccome sappiamo che la Protezione Civile ci legge tutti i giorni (ciao Rolando), suggeriamo di intervenire con la motosega e un po’ di cemento a presa rapida e impermeabilizzato. Solo un suggerimento.

Da Valerio riceviamo e pubblichiamo

Giornata della Memoria e “Sotoportego del Gheto”.

Giornata della Memoria? A Latisana potremmo avere un luogo, stabile, della Memoria se un’insegna apposita ricordasse il sito occupato per molti secoli dal “Ghetto Ebraico”, riportato anche nella mappa sette-ottocentesca del Banchieri in Municipio. Esso si collocava nell’attuale proprietà Chiarcos (o Chiarcossi) e proprio per la sua posizione, così centrale e prospiciente la chiesa di S. Giovanni Battista, aveva più volte riscosso le perplessità  dei Vescovi incaricati delle periodiche visite alla parrocchia di Latisana. Pertanto proporrei che, certamente con l’accordo di pubblico e privato, si giungesse a denominare il portico e il raccolto giardinetto interno come “Sotoportego (o Androna) del Gheto” , alla maniera delle vecchie iscrizioni stradali veneziane. Una opportuna  spiegazione più esaustiva illustrerebbe anche ai turisti questa peculiarità latisanese (ristretta a solo poche altre località friulane come S. Daniele, S. Vito, Gemona, Udine…) e che ospitò  a lungo famiglie ebraiche, dedite al prestito, fino all’abbandono del sito, non certo  per repressioni, ma per mutate vicende commerciali.

Una scultura e delle transenne

Bella la scultura posizionata nel salone vuoto del Centro Intermodale; ricavata da Nico Colle dal tronco della zelkova di Latisana; peccato per le transenne orribili che la circondano.

Latisanese col “Daspo”

Per aver assistito l’amico che aveva strappato la sciarpa ad un tifoso interista, il 22ene di Latisana (S.T.) è stato condannato al DASPO, divieto accedere manifestazioni sportive, per 3 anni. La gara era quella di Udinese Inter del 6 gennaio scorso. Se infrange il Daspo, rischia multe  anche condanna.

Rom condannata a Latisana, notaio idem

Un notaio ed una 55 enne di etnia rom sono stati condannati per due rogiti fatti  per la donazione di una casa da parte di un 65enne invalido e dichiarato incapace e assistito dai servizi sociali e dal centro di salute mentale di Latisana. Notaio condannato, rom condannata.

Il Bacucco non voterà PdL alle prossime elezioni politiche

Martedì 22 gennaio pomeriggio, guardando la conferenza stampa di Cosentino, ho deciso che non voterò PdL alle prossime politiche. Ma non per le promesse di Berlusconi e nemmeno per le ruberie dei vari consiglieri regionali, del PdL (e non solo del PdL, vedi Lega a Milano o IDV a Genova…). Ho deciso che non voterò quel partito per la indegna gazzarra fatta in occasione della compilazione prima e della presentazione poi  delle liste dei candidati. Se c’è un distacco tra le società civile e la classe politica, questo distacco se possibile è diventato incolmabile, sentendo e seguendo la vergognosa caccia al potere fine a sé stesso, al posto remunerato e ben pagato, ad una sistemazione che non è solamente economica, anche se a farlo gratis forse non ci sarebbe tutta sta ressa. Mentre metà della popolazione è alle prese con stipendi che non arrivano, pensioni che si assottigliano e servizi e beni che aumentano sempre di più, questi strani personaggi discutono per giorni e giorni sulle liste degli “eletti”, in spregio alla democrazia e alla volontà del popolo di decidere chi sarà il loro amministratore. Manco ai tempi che generarono la Rivoluzione Francese era peggio. Certo la guerra delle liste ha contagiato quasi tutti i partiti, chi più chi meno, ma la cronaca per certi versi assurda del dentro e fuori, del bocciato e promosso, della scelta fatta in un palazzo su chi governerà l’Italia, mi ha fatto veramente schifo. Il grave è che ci hanno  abituati a mangiare cacca e siamo abituati al suo sapore. E siamo abituati a sentire e vedere la televisione con le mezze (…mezze???..) balle che ci racconta e ci presenta come “notizie”. La vera notizia sarebbe se tutto questo non esistesse, ma nemmeno nella mente dei politici, non nella realtà. Uno schifo. …Dice…”ma cosa centra Cosentino col Friuli e la Riviera friulana…” Si vuole un aggancio locale?, ok, eccolo. Il PdL per gli ultimi cinque anni ha governato a Lignano, a Latisana, in Provincia di Udine, in Regione Friuli Venezia Giulia e al Governo a Roma. In cinque anni non è stato capace di fare i dragaggi della Laguna di Marano e di Grado e di Aprilia Marittima. Ha speso soldoni per il Commissario (la Magistratura sta facendo il suo mestiere), ma non ha saputo o voluto e comunque non ha fatto i dragaggi. Non esistono “se” e non esistono “ma”. Non li ha fatti e basta. Punto.

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4 commenti su “pdl, protezione civile, notaio, daspo, ghetto, zelkova”

  1. Valerio Formentini ha detto:

    Zelkova.
    Non so se esista, ma un pannello con una spiegazione su cos’era la “Zelkova”, dov’era e come è finita, lo vedrei bene accanto alla pur bella scultura che oggi adorna il disadorno salone dell’Intermodale. Al lavoro Assessorati!

  2. andrea ha detto:

    scusate ma dov’e’ il salone dell’ Intermodale?

  3. il_bacucco ha detto:

    tra il bar e la biglietteria…la sala d’attesa…

  4. Massimo Della Siega ha detto:

    Scusate , ma secondo me la Zelkova in effigie dovrebbe trovare collocazione più consona e fruibile alla visione di chi , abitualmente , non ha necessità di prender la corriera. Essendo magari affezionato alla di lei memoria .

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