pidocchi, gemellaggio e il Comune cerca idee

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Pidocchi a scuola

Mai come quest’anno, complice il caldo, l’umido ed anche una certa disattenzione da parte delle famiglie, mai come quest’anno le scuole sono alle prese con i pidocchi nei capelli dei bambini e soprattutto in quelli più lunghi delle bambine. Non si tratta, come è noto, di un problema di igiene, ma del proliferare e del diffondersi per contatto di queste bestiole che si annidano  tra i capelli e si diffondono in  maniera rapida, silenziosa e soprattutto velocissima. Sono state allertate le struttura scolastiche ed anche l’Azienda Sanitaria e nonostante la buona volontà delle famiglie, il  problema rimane. Le farmacie vendono gli appositi shampoo  in quantità, ma spesso i genitori non li sanno usare e soprattutto devono usarli tutti i bambini della classe con  dei casi manifesti. Una pulizia a fondo infatti non basta se c’è poi la concreta possibilità del contatto e del contagio. Si raccomanda attenzione, occhio e magari sarebbe il caso di far intervenire una struttura specializzata.

Gemellaggio, tutti i nomi   (se vuoi leggere tutto l’articolo clicca su leggi tutto)



 

Non è così facile gestire un gemellaggio tra due comuni; oltre ai documenti ufficiali firmati e contro firmati, potete vederli in Municipio davanti alla porta del Sindaco, c’è anche un Comitato che segue passo dopo passo tutte le azioni di questo scambio tra Latisana e Reichenau An der Rax. Comitato di volontari e a costo zero si legge nella delibera, e così composto: Assessore Attività Produttive/Turismo, 1 rappresentante dell’Istituto Omnicomprensivo Scolastico, 1 rappresentante dei Commercianti, 1 rappresentante degli Agricoltori, 1 rappresentante degli Artigiani, 1 rappresentante della Consulta Genitori, 1 rappresentante della Consulta Sport, 1 rappresentante della Pro Latisana, 1 rappresentante per Centro Aggregazione Giovanile/Consulta Sociale, 8 Cittadini attivi nella Comunità. 

Latisana cerca idee

Parliamo ovviamente della ex caserma Radaelli, oramai demolita, e dei progetti che andranno ad insistere su quel progetto prima e forse su quella struttura poi. La premessa della delibera comunale, già pubblicata martedì e che ora ripetiamo, è di quelle da far rabbrividire, in essa si legge: “premesso che : nell’ambito della politica regionale di coesione economica e sociale, è previsto il recupero del ruolo centrale dei centri urbani, attraverso la realizzazione di interventi di rigenerazione integrata, mirati a fronteggiare specifici profili di problematicità e da attuarsi mediante l’azione sinergica dei fattori di accessibilità, attrattività, animazione ed organizzazione degli attori pubblici e privati di sviluppo locale”.Vengono poi citati gli impegni degli altri due comuni coinvolti che sono Precenicco e Ronchis  e viene rimarcato il ruolo guida del Comune di Latisana. Ma il tutto poi si complica terribilmente e si legge ancora: ” reso atto dell’indice generale del PISUS e del cronoprogramma di massima necessario per la sua definizione e redazione ed è stato individuato il Comune di Latisana quale Comune capofila per la definizione e redazione del PISUS medesimo; considerato  che il Comune capofila deve attivare idonee forme di divulgazione dell’iniziativa di sviluppo locale integrato, anche tramite l’adozione di avvisi di manifestazione di interesse resi noti mediante forme di pubblicazione istituzionale, nonché con ogni altra forma utile volta a stimolare la massima partecipazione partenariale e la più ampia progettualità, secondo un processo di coinvolgimento di tipo “bottom-up”. Insomma un linguaggio burocratese e solo per addetti ai lavori, ma che diventa chiaro allorquando si scrive: “ Si propone  di approvare l’allegato invito a presentare idee progettuali (corredato da apposita scheda di presentazione e dai relativi allegati) ai fini della definizione del Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) dei Comuni di Latisana, Precenicco e Ronchis ai sensi del bando regionale citato in premessa”. Per chi volesse saperne di più rimandiamo al sito del Comune di Latisana,e comunque ecco un breve elenco:

– Opere di riqualificazione urbana

– Opere infrastrutturali

– Arredo urbano

– Urbanizzazione primaria

– Recupero e rifunzionalizzazione di edifici

– Riqualificazione spazi di pubblica utilità a fini turistici

– Aree di soste per veicoli elettrici

– Impianti fotovoltaici e geotermici

– Turismo termale, terme

– Azioni di marketing

– Azioni di promozione

– Salvaguardia locali storici

– Messa in rete di musei

– Sviluppo della rete artigianale e PMI

Insomma si cercano idee e progetti, ben sapendo che non ci sono soldi e soprattutto che il periodo non è il migliore per investire in nuove aziende, anche se solo così si uscirà dalla crisi. Ma il problema di questa operazione sta all’origine ed è doppio:

1) Nessuno ha chiesto questa struttura vela o centro per la nautica qui in Latisana capoluogo

2) Non si possono fare progetti solo per impegnare contributi se il mercato non ti sostiene e ti dà poi una mano.Si corre il rischio di creare una scatola vuota e costosa.

C’è infine una terza possibilità: che noi non abbiamo capito nulla e che qualcuno verrà presto a spiegarcelo, magari usando il dialetto, cusì capimo mejo.

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