Piste Ciclabili: manutenzione e programmazione

Occorrono interventi per la sicurezza e investimenti per il turismo

Nei prossimi giorni verrà fatto un Consiglio Comunale aperto ai ragazzi e organizzato assieme all’Unicef; si parlerà del fumo e dei danni alla salute, argomenti seri e problemi reali, ma ai ragazzi forse interessano anche altri argomenti, quali, ad esempio, il poter usare senza problemi la bicicletta. Lunedì, in prima pagina sui quotidiani, è apparso il preoccupato appello di alcuni sanitari  che lamentavano la crescita degli incidenti che colpiscono i ciclisti, e chiedevano interventi radicali. Parallelamente crescono di anno in anno le richieste di piste ciclabili collegate al turismo e soprattutto tale domanda proviene dai paese tradizionalmente più amici dell’Italia, ovvero Austria e Germania, dove l’uso della bicicletta è molto più spinto che da noi, nonostante le inclemenze del tempo e delle temperature. Basta andare a Monaco di Baviera per vedere delle piste ciclabili in pieno centro e di come le due ruote siano utilizzate da moltissime persone, sia per svago, che per sport, ma anche per andare al lavoro o fare la spesa. A Latisana, per una sommaria valutazione, abbiamo preso      (leggi tutto)

 

 

ad esempio due tratti di piste ciclabili nel capoluogo: Paludo e Via Roma. A Paludo la pista ha ormai 15 anni circa e si vede: asfalto rotto, colore sbiadito, segnaletica insufficiente, illuminazione  non funzionante e  non è mai stata completata verso il centro e verso Precenicco, creando parecchi problemi soprattutto a sud. Per fortuna che è ben separata dalla strada e questo permette di percorrerla in condizioni di relativa sicurezza, stop a parte, di cui parliamo dopo. Occorre un investimento immediato a livello di asfalto, di segnaletica e di colore e l’usura del manto è molto più evidente di quello che si vede nella foto. Discorso analogo per la pista che collega Latisana zona Asilo (Via Risorgimento) a Latisanotta: Via Roma. Anche qui condizioni pessime sia della superficie che del colore e anche qui l’intervento non è procrastinabile.

Discorso a parte la pista ciclabile intesa come veicolo turistico: abbiamo un argine bellissimo che potrebbe permettere del turismo a due ruote con molti bei panorami, ed anche con soste attrezzate e aziende agricole lungo il percorso, abbiamo un tragitto da Lignano Sabbiadoro a Latisana e oltre fino alla zona delle risorgive che potrebbe con poca spesa essere attrezzato, ma non come è stato fatto a Latisanotta, dove il sedime non si presta all’uso delle ruote sottili, ma piuttosto come è stato fatto a Aquileia, con ghiaia compattata con bitume. Infine il discorso degli stop e delle precedenze: qui di seguito riportiamo due stralci dal codice della strada: il primo sembra dire che la pista ciclabile ha la precedenza sulla strada (intersezione), mentre il secondo pare dia totalmente ragione alle autovetture. Non sappiamo quale sia la norma prevalente, dico solo che è impensabile che uno percorra la pista ciclabile e si fermi ogni 30 metri per vedere se arrivano le macchine, e poi è una questione di cultura: vogliamo sviluppare l’uso delle biciclette o no? Poi le norme si cambiano, son fatte dagli uomini, gli uomini le possono cambiare.

Ecco gli stralci trovati su internet:

Se troviamo un attraversamento pedonale (rettangoli di colore bianco) si deve scendere dalla bicicletta e comportasi come un pedone, mentre se è posto un attraversamento ciclabile (contrassegnato da quadrati bianchi), allora si può rimanere in sella al velocipede e si ha la precedenza nei confronti degli altri veicoli, salvo diversa segnalazione.

Art.145  CdS8. Negli sbocchi su strada di sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili è fatto obbligo al conducente di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada. L’obbligo sussiste anche se le caratteristiche di dette vie variano nell’immediata prossimità dello sbocco sulla strada.

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