Politici, Ospedale e verità che cambiano

Nessuno nascerà più a Latisana

Ecco perché cresce sempre di più l’astensione al voto e il distacco tra la classe politica e la gente. Credo sia ora di smetterla di pagare sociologi, politologi, psicologi, e altre categoria di scienziati e studiosi del comportamento della specie umana, quando si tratta di misurare il disacco crescente tra la classe politica e la “politica” in generale, con la popolazione e con la “gente comune”: sono le “balle”, le bugie, le frottole, le prese in giro, le promesse non mantenute, le verità che cambiano mese dopo mese a determinare tutto questo, e oggi ne abbiamo un esempio calzante. “Le parole sono pietre” diceva Carlo levi, e quindi andiamo a leggerle, queste parole:  (leggi tutto)


il 20 novembre del 2009 il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo diceva: “… Non è in discussione nessuna chiusura di reparti o ospedali, solo un processo di responsabilizzazione da condividere con il territorio, di cui accetto ben volentieri l’invito ad un confronto: questo perché le riforme della Regione non calano la scure sui servizi sanitari ma hanno come unico intento il taglio degli sprechi“; e lo diceva in occasione della posa della prima pietra del cantiere di riorganizzazione del padiglione chirurgico dell’ospedale di Latisana. Il 18 luglio 2010 è la volta del direttore generale dell’ Ass n° 5 Paolo Bordon (che governa sia l’Ospedale di Latisana che l’Ospedale di Palmanova), a spargere miele e parole dolci sul futuro di Latisana: “..Amministratori che investono 16 milioni di euro per ristrutturare un ospedale non hanno certo intenzione di impoverirlo o di trasformarlo in un “contenitore” vuoto…” A Latisana poi comanda politicamente Daniele Galasso, capo gruppo del PdL in Regione e quando è stato invitato a relazionare sul Piano sanitario, pur restando nel vago, tranquillizzava tutti i presenti alla riunione, anche perché a Latisana si vota tra 6 mesi: era il 21 luglio di quest’anno e pare una vita fa. E la nostra Sindaca? Era tranquilla, quando affermava ad inizio luglio sempre di quest’anno: “…C’è attenzione per l’OspedaleLa Regione che va in deroga al blocco delle assunzioni e garantisce due nuovi pediatri per l’avvio della guardia pediatrica, il mantenimento dei due punti nascita dell’Azienda sanitaria della Bassa friulana, l’aver finanziato in modo straordinario le spese sostenute l’anno scorso per il Pronto Soccorso stagionale di Lignano Sabbiadoro, sono segnali del riconoscimento di un ruolo all’ospedale civile di Latisana. E quindi tutto il resto sono solo inutili allarmismi…” e quindi dichiarava sicura: “….ancora una volta mi ritrovo a dover dire che l’ospedale di Latisana non è mai stato messo in discussione né nella sua esistenza né nel suo ruolo..” Bene. Brava. Bis! Ora ditemi, tutte queste dichiarazioni e questo ottimismo, come si conciliano con le frasi lapidarie apparse ieri sul Messaggero Veneto, rilanciate da tutti i blog su Internet (noi lo abbiamo visto su quello del PdL di Latisana di Andrea Tognato…) e pronunziate dall’Assessore Regionale alla Salute Vladimir Kosic, che dice (stralcio dell’intervista dal titolo “Via i punti nascita di Gorizia e Latisana”) : – Assessore, considerata la portata dell’operazione, vale la pena di partire dallo scenario in cui ci muoviamo. «La predisposizione del Piano socio sanitario regionale 2010-12 ha tenuto conto della mancata attuazione di alcune azioni previste dal piano precedente e della necessità di dare risposta a criticità e disequità nella distribuzione delle risorse e nei servizi piuttosto serie. Mi riferisco, in particolare, al problema della post acuzie, cioè alla carenza di posti letto negli ospedali, e alla presenza di servizi che risultano inadeguati sul piano della qualità e della sicurezza ai cittadini, ossia i punti nascita di Gorizia e Latisana». – E veniamo così a una delle questioni più calde degli ultimi mesi. La riduzione dei punti nascita da 11 a 9 resta uno degli obiettivi per il 2011? «Assolutamente sì. Dagli studi di fattibilità prodotti dall’Ass n.2 “Isontina” e dall’Ass n.5 “Bassa friulana” emerge con evidenza che la soluzione ottimale, sotto il profilo della sicurezza dei pazienti, consiste nella presenza di un unico punto nascita per ciascuna azienda. A fronte dei circa 10 mila bambini che ogni anno nascono in regione, 11 sale parto in attività sono troppe. Tanto più se si considera che sono soltanto 5 quelle che raggiungono il rapporto ideale di mille/due mila parti l’anno. Ma l’aspetto più preoccupante riguarda il numero dei tagli cesarei, che andrebbero fatti solo quando necessario e che, invece, a Gorizia e Latisana abbondano. Dal secondo posto per mortalità natale che detenevamo nel 2003, in sette anni siamo precipitati al decimo». Tutto chiaro? Sembra proprio di sì…. Mentre i referenti locali ci tranquillizzano, in Regione si pensa al taglio del reparto nascite di Latisana, ovvero nessuno nascerà più a Latisana. Cosa ne dite?

Il Bacucco e la Cicogna

Condividi il post!

PinIt