punto nascita, la risposta dei medici

riceviamo e volentieri pubblichiamo

Oggetto: Commento degli Ostetrici di Latisana alla lettera degli Specializzandi di pediatria del FVG publicata sul MV in data 8-1-2013

Ci sembra doveroso una risposta o meglio un commento a quanto pubblicato sul Messaggero Veneto ( 08-01-2013) in riferimento alla lettera scritta dagli specializzandi di pediatria delle Università di Trieste ed Udine firmata all’unanimità e in accordo con tutti i direttori di Soc di pediatria della regione . Vorremmo iniziare apostrofando il loro incipit… In qualità di Medici ostetrici formati, ovvero gli attuali attori in questione, siamo profondamente perplessi per quanto sottoscritto dai principali futuri attori della Sanità regionale ( specializzandi in pediatria o pediatri in formazione). Principalmente crediamo che i giovani debbano essere lungimiranti e prospettici e scientificamente ben documentati ed essendo giovani dovrebbero ben ricordare il giuramento di Ippocrate “di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento….di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita , la tutela della salute” …..sempre e non secondo politica sanitaria. Ci teniamo a sottolineare quanto concordi siamo con loro ( essendo forse più vecchi, ma ancora sufficientemente giovani per avere ben salda l’idea che si lavori secondo i dettami della letteratura internazionale ) che i punti nascita con numerosità limitata di casistica dovrebbero chiudere, ma secondo letteratura internazionale, e se vogliamo cosi avvicinarci agli standard europei ci permettiamo di correggerli dicendo che dovrebbero chiudere i punti nascita sotto i 1500 parti ( che dilemma per la politica sanitaria); sorge anche spontanea una domanda che con onestà  intellettuale a loro rivolgiamo: così garanti della proclamata sicurezza della madre e del bambino secondo voi cosa cambia tra un punto nascita che sfiora i 500 parti o uno che supera di qualche decina i 500 parti? O ancora tra i 500 e gli 800 parti ? Non vogliamo fare sfoggio di cultura e riteniamo che i giovani professionisti siano ben informati sugli eventi avversi in sala parto : percentuale e incidenza, ovviamente rapportata alla popolazione di gravidanza  a basso rischio ed alto rischio ed allo stesso modo che l’evento parto è il traguardo di un percorso nascita iniziato ben   prima (“ovviamente” omogeneo in regione secondo le procedure standardizzate della letteratura nazionale ed internazionale ). Considerando che vengono citate le ”Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e della appropriatezza degli interventi assistenziali nel Percorso nascita “forse bisognerebbe essere meno superficiali o più onesti e ricordare che prevedono anche la guardia pediatrica e non la reperibilità e ci chiediamo se il Responsabile di Dipartimento di San Vito al Tagliamento dott Franco Colonna “ subito schierato” ( come si legge su MV) con gli specializzandi pediatri ritenga con onestà  intellettuale che 250 parti in più all’anno ( circa 1 parto in più ogni due giorni rispetto a chi ne fa 500 sia garanzia di sicurezza per la madre e neonato) o forse spera di recuperare pediatri per avere un criterio di conformità in più ( la guardia pediatrica ora non presente) per avvicinarsi maggiormente ai dettami delle Linee Guida Nazionali?    (  …segue…  )

Ancora una considerazione : sosteniamo e ci schieriamo con gli specializzandi e li comprendiamo quando esprimono la loro paura o forse la chiamano disapprovazione per una prospettiva di lavoro in sedi con limitatissima casistica e ricordiamo loro che i centri di riferimento di III livello extraregionali ( per non andar troppo lontano ci limitiamo a citare il nord Italia) hanno punti nascita che vanno dai 3000 agli 8000 parti; risottolineiamo che se questo fosse il loro onesto credo dovrebbero urlare alla politica sanitaria di cui vogliono essere parte attiva, che forse in Friuli dovrebbero rimanere solo tre punti nascita per “non perdere le conoscenze e le esperienze acquisite nelle sedi universitarie” .

Concludiamo dicendo che nessuno di noi è di Latisana e non è cresciuto professionalmente solo qui e anche, che una  parte di noi proviene da sedi universitarie extraregionali e con quanto scritto nessuno di noi ha intenzione di difendere o tutelare la piccola comunità con il mantenimento degli ospedali locali ma come professionisti liberi da manipolazioni politiche e che lavorano secondo scienza e coscienza per la salute pubblica e non per la politica sanitaria ( che spesso sono non coincidenti ) e liberi da interessi personali consigliamo ai giovani futuri attori della sanità regionale che forse la cosa più banale e semplice sarebbe prendere in mano la cartina geografica del Friuli e decidere di chiudere i punti nascita in base alle esigenze di distribuzione territoriale della popolazione e di conseguenza si riformerebbero altri naturali flussi di donne gravide …..ma questo sarebbe troppo semplice e inadeguato per gli interessi politici di chi sostiene di fare politica sanitaria facendosi, crediamo in buona fede, falso garante della sicurezza

Non voglia essere intesa come polemica quanto scritto ma solo come atto dovuto a completamento informativo a chi tanto scrive , a chi tanto legge .

I medici del reparto di Ostetricia  e Ginecologia di Latisana

Simona Melazzini – Giovanna Cacciaguerra – Severina Bortolotti – Giuseppe Graziano – Lisa Vascotto – Stefania Luzi – Fausto Bassi – Claudio Fiscella

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Un commento su “punto nascita, la risposta dei medici”

  1. davide ha detto:

    Bravi i nostri medici!! Quanto è vero che “val più la pratica che la grammatica”…

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