ramaglie, indignati e occasioni perdute

{jcomments on}Il simbolo del menefreghismo


Dopo un mese siamo tornati a vedere e fotografare le ramaglie ed i tronchi che si sono accumulati contro il pilone del ponte ferroviario, in mezzo al Fiume Tagliamento. In realtà sono molti i mesi di questa schifezza, ma un mese fa avevamo letto dell’interessamento dell’Amministrazione Comunale per far levare questa pericolosa indecenza. Nulla è stato fatto, ovvero probabilmente carte e telefonate sono state effettuate e scritte, ma chisseneimporta delle promesse e delle difficoltà burocratiche. Non è mai colpa di nessuno, c’è sempre una marca da bollo che manca e una autorizzazione che deve arrivare. La democrazia funziona col principio della delega: tu mi chiedi il voto e poi tu risolvi i miei problemi. Risolvetelo: magari mandando la barca della Protezione Civile a dargli fuoco alle legna, ma risolvetelo. Basta promesse e chiacchiere.

Le occasioni perdute di Latisana, 1



 


Si trattava di una iniziativa privata, discussa per anni e poi abbandonata e quindi crediamo di non far torto a nessuno se oggi ne riparliamo. L’ipotesi era quella di sfruttare gli spazi e i giardini che ci sono al’interno del quadrilatero di Piazza Indipendenza e collegare appunto Piazza Indipendenza con Piazza delle Poste attraverso una galleria commerciale ed una passeggiata dentro il centro storico. I due ingressi coincidono da una parte con il portone dello stabile De Prato, a fianco del barbiere zona Caffè Olimpico, e dal’altra parte con il giardino che si vede a fianco dello stabile che ospita il negozio Robinson. Sembra incredibile, ma dentro ci sono grandi spazi verdi e giardini e il tutto poteva essere fatto sia a cielo aperto, sia costruendo una vera e propria galleria tipo centro commerciale. Una volta i tempo economicamente erano positivi, ma è mancata la volontà pubblica e privata; oggi forse sarebbe più difficile, ma sicuramente tutto il centro ne avrebbe guadagnato. Parlare oggi, come abbiamo letto, di centro commerciale all’aperto francamente fa sorridere. Prima di lanciarsi in proposte di marketing e di promozione, che pure sono indispensabili e utili, ci sarebbe da fare una riflessione sulle tante vetrine chiuse (recentemente altre due hanno chiuso i battenti, in Via Sottopovolo e in Via Rocca) e magari adoperarsi per attirare nuovi operatori. Mancano negozi, è evidentissimo.

Indignati a Trieste

Il mio personale e sentito plauso alla manifestazione civile, pacifica e sostenuta da grandi motivazioni degli studenti di Trieste in Piazza Unità d’Italia. Sono il 99% d’Italia.

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