Sabato: Latisanotta; Festa delle Medie; la bici di Bibione; Palazzolo; One Love Festival

One Love Festival

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In Campeggio Girasole, Aprilia Marittima, dal 17 al 26 luglio 2015. Ecco il video https://www.youtube.com/watch?v=DfxhVo9gkTY&feature=youtu.be

Latisanotta

Festeggiamenti del Carmine, dal 14 al 19 luglio; programma religioso e laico, con anche torneo di calcetto.

Festa delle Medie

Egregio Bacucco; ad anno scolastico concluso, dopo aver ottenuto l’autorizzazione ad intervenire a nome dell’Istituto Comprensivo di Latisana, desidero puntualizzare quanto segue, in riferimento al commento negativo ed ingiustificato apparso il 13 giugno riguardante la festa della “scuola media” effettuata il 6 giugno al parco Gaspari . Il commento recitava: “Scuola Media. Piaciuto l’articolo di ieri, ma qualcuno ricorda ai partecipanti di pulire il Parco, dopo la festa.”

Come referente responsabile del suddetto progetto sono in grado di dire quante persone (alunni, insegnanti e genitori) hanno collaborato per lasciare pulito il parco dopo la manifestazione e quanti sacchi della spazzatura sono stati usati. Sarebbe interessante sapere se quel “qualcuno” (se esiste) è veramente passato per il parco “dopo la festa”. Cordialmente, Pier Giovanni Moro

n.d.b. avevo anche io già commentato, e poiché il mittente della nota ci legge spesso, possiamo ospitare le sue scuse, o le sue spiegazioni del caso. Buona estate.

Palazzolo dello Stella

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La bici in legno di Bibione

Open Day a Milano, Fonderia Napoleonica, 9 luglio 2015 ore 11.00 – 19.00. Nasce Carrer Bike bici da strada su misura con telaio in legno.

La bicicletta che abbina un telaio artigianale in legno e strumenti moderni prende vita dopo più di due anni di ricerche. Numerata, da collezione, fatta per durare e acquistare valore nel tempo, riassume in meglio del Made in Italy con un occhio alle eccellenze estere.

Ha il cuore in Italia e guarda anche al meglio che c’è all’estero, con il proposito di diventare brand internazionale, Carrer Bike, la nuova bicicletta che unisce l’essenza dell’artigianalità italiana, -il telaio realizzato in legno da maestri d’ascia – all’accurata selezioni dei particolari e alla componentistica di alto livello. I quattro modelli Bibione, Maranello, Milano e Valgrande, si acquistano, con tempi di attesa di circa tre mesi, on-line e nel cantiere di produzione tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove per oltre due anni il progetto ha preso forma. Costo: a partire da 6.000 euro. L’occasione per vederla, toccarla con mano, provarla, è giovedì 9 luglio prossimo a Milano: Open Day alla Fonderia Napoleonica Eugenia in via Thaon di Ravel 21, dalle 11:00 alle 19:00.

Carrer Bike nasce dall’idea di Gianni Carrer, imprenditore, laurea in architettura e passione per le barche in legno, ed è stata realizzata grazie all’incontro con i maestri d’ascia Attilio e Renato Perin, nati professionalmente nel cantiere navale Camuffo, il più antico al mondo. Il nome della bicicletta è quello del suo ideatore, perché rimanda alla paternità del progetto e perché è allo stesso tempo un nome “internazionale”, in molte lingue è leggibile e acquista significato (dal Karrer tedesco, Carrer spagnolo, Carrér francese, ad esempio). La ricerca di Gianni Carrer è durata più di due anni e ha riguardato la costituzione del team di lavoro che annovera professionisti tra i migliori dei rispettivi settori e soprattutto la messa a punto del pezzo forte: il telaio in legno, unico, così come ogni albero unico è in natura.

Perché il legno? Nessun altro materiale può avere le sfumature, il calore e la piacevolezza al tatto del legno, materiale vivo, naturale, elegante, bello, resistente e dinamico. Perché un telaio in legno? Il telaio in legno rende la pedalata morbida e confortevole, grazie alle caratteristiche intrinseche del materiale, che interrompono le vibrazioni trasmesse dalla strada alle ruote. Poi, un telaio in legno è irripetibile: la dimensione di un nodo, il colore di una venatura sono elementi che lo impreziosiscono, rendendolo assolutamente originale. Per le Carrer Bike sono state provate tante essenze e poi scelte quelle più “stabili”: Rovere, Frassino, Wengé, Olmo, Ebiara; i legni sono selezionati con cura, l’attenzione alla stagionatura è massima: la stabilità del materiale è indispensabile per rendere una Carrer Bike bella da vedere ed eccezionale da usare. Tutte le parti in legno sono rigorosamente costruite a mano e passano controlli di tolleranza paragonabili ai migliori maestri dell’arte orologiera. La chiusura dei telai e l’installazione della componentistica è la parte conclusiva del processo di verifica della qualità. Il montaggio è fatto seguendo ogni particolare e la verniciatura finale un passaggio lento – paragonabile a quello delle barche- fatto aspettando pazientemente l’asciugatura di ogni mano, prima di passare ad un’altra.

Ogni elemento è fatto a regola d’arte e per quanto possibile, fatto in Italia, e più precisamente le alchimie che hanno generato l’idea sono tutte strettamente italiane – designer, artigiani, concept – e a queste si sono aggiunti elementi esteri d’eccellenza (es. le selle Brooks, produzione UK e proprietà italiana). C’è grande attenzione all’artigianalità e alla manualità: il telaio è lavorato a mano; le ruote assemblate ed assestate da mani esperte, la componentistica adeguata e accuratamente scelta. Una ricerca lunga che alla fine ha pagato con la bellezza del prodotto finale. La qualità di ogni Carrer Bike è garantita da una serie scrupolosa di collaudi effettuati in laboratorio e in corso del montaggio. A parte i test previsti dalla severa normativa vigente, le bici sono sottoposte a particolari prove di resistenza ad urti, usura, variazioni climatiche, resistenza agli agenti corrosivi dell’uso quotidiano e test sul strada condotti da ciclisti professionisti.

Carrer Bike è una bicicletta destinata a durare nel tempo e non per essere un prodotto di passaggio, e ad essere tramandata da padre in figlio.

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I QUATTRO MODELLI

Bibione – E’ il modello in Ebiara, legno dalla buona resistenza meccanica e venature eleganti. Riporta fregi verniciati in colore bianco come il cerchione che monta gomme Maxxis Detonator. La sella è una Brooks Cambium in gomma naturale e cotone organico, completa di borsa porta attrezzi. Forcelle in carbonio Columbus. Il gruppo è l’intramontabile Campagnolo Veloce. Reggisella e piega FSA. Porta il nome della località balneare veneta sede della Carrer Bike.

Maranello – La più sportiva e performante tra i modelli Carrer. Monta componentistica di fascia superiore adatta a chi desidera un utilizzo più agonistico. Il legno di Olmo, tenace e resistente, conferisce grande aggressività. Riporta fregi verniciati in colore nero. Le ruote sono Campagnolo Bora One 50 con gomme Maxxis Detonator. Sella Italia Superflow, forcelle in carbonio Columbus. Il gruppo è l’ottimo Chorus Campagnolo. Reggisella e piega FSA.

Milano – Bicicletta che spicca per l’energia del colore Blu Royal della sella Brooks in cuoio, delle forcelle Columbus, delle gomme Maxxis Detonator e della preziosa borsa porta attrezzi. Il legno è l’Iroko dall’elevata durevolezza ma che si fa lavorare bene, è destinato a durare nel tempo, ottima la stabilità alle escursioni termiche. I fregi si differenziano dagli altri modelli per le scritte in corsivo poste sul carro posteriore. Cerchi in alluminio satinato, gruppo Campagnolo Veloce, Reggisella e piega FSA.

Valgrande – Aspetto elegante conferito dalla venatura del nero Wengè, legno duro, compatto e con struttura fibrosa. La sella è l’inconfondibile Brooks Cambium nera, completa di borsa porta attrezzi che conterrà anche il kit di mantenimento. E’ l’unico modello bicolore dove sono stati inseriti particolari in Frassino. Ispira immagini di strade di campagna tra boschi e ambienti lagunari. Le forcelle sono sempre le Columbus in carbonio, gruppo Campagnolo Veloce, reggisella e piega FSA. Monta gomme Schwalbe di colore beige.

La società di produzione della Carrer Bike ha sede a Bibione (Venezia), il cantiere nautico di produzione delle biciclette ha sede a San Giorgio di Nogaro (UD). Concept è di Gianni Carrer, classe 1961, studi tecnici e laurea in architettura. E’ lui l’ideatore della bicicletta che porta il suo nome. La sua è una vita attivissima. Interior designer con molti anni di esperienza alle spalle, è anche imprenditore nel settore turismo, interessato di barche a vela in legno, di natura, di vita all’aria aperta e del viaggio come scoperta e conoscenza. Tra le tante passioni, è stata quella per il mare e per le barche ad avvicinarlo ai Perin, conosciuti durante il restauro di una barca in legno d’epoca. La realizzazione dei telai Carrer Bike è di Attilio e Renato Perin, maestri d’ascia, un mestiere che affonda le radici nell’antichità, oggi sempre più raro. Abili artigiani dello scafo, i Perin si sono formati nei Cantieri Camuffo, i più antichi al mondo. Hanno organizzazione, manualità e precisione, ma soprattutto passione e conoscenza per il mestiere, il legno e le barche.

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4 commenti su “Sabato: Latisanotta; Festa delle Medie; la bici di Bibione; Palazzolo; One Love Festival”

  1. valerio ha detto:

    Voio proprio vederla a l’opera ‘sta UTI n. 12 de la “Bassa Friulana Occidentale” che la va da Torviscosa (che la saria stada meio con Cervignan) a Lignan come cumun capofila. Gavemo vuo (e li gavemo ancora…) problemi con l’ospeal de Palmanova, figurarse meter dacordo tuta ‘sta varietà de paesi, quando che neanche Lignan e Tisana i se vede de bon ocio…

  2. Dennys ha detto:

    Volevo insultarti ma antani blinda la super cazzola ,nel senso più blando,e quindi non c’è più divertimento .Non stando laddove io mi stavo.( l’ultima parte è complicata non ci pensare).

  3. debora ha detto:

    Certo che se il Gianni Carrer delle bici è lo stesso architetto assessore in Comune a San Michelele, titolare di uno degli alberghi più lussuosi di Bibione e un tempo amministratore dell’ABA, anche se non lo conosco di persona, mi viene da pensare che certamente è un’imprenditore del turismo serio dalle buone intuizioni e visioni. Invece qua,”di cà dall’Aga”! prevale SOLO la logica immobiliarista e non imprenditoriale, il mordi e fuggi domina la scena da più di un decennio… e i risultati si vedono…anzi ormai l’immagine del cartolina di benvenuto ai lidi lignanesi sono le rovine di villaggi incompiuti al ponte di Bevazzana, il villaggio punta verde a Lignano o qualche torre. Immagini degne un paesaggio balcanico ai tempi della guerra.
    Dai confidiamo che almeno anche per quest’anno il sole non ci abbandoni.

  4. Paolo Miotto ha detto:

    Almeno qualcuno che usa la testa,evidentemente,c’è ancora.

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