Sabato: Rugby; San Michele; Majano; Scuola Media

Rugby

A Gorgo, domenica 5 luglio; ecco la locandina.

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Scuola Media

Egregio Bacucco,

invio in allegato un contributo relativo alla Scuola Secondaria di primo grado di Latisana dal titolo: “Scuola media: un anno da ricordare”. I genitori degli alunni raccontano le emozioni scaturite dalla festa di fine anno scolastico. L’articolo è stato condiviso con larga parte dei genitori della scuola. Ci rendiamo conto della corposità del testo ma, se pensiamo a quanti articoli sono usciti sulla stampa locale nonché su svariati blog in rete ad inizio anno recanti opinioni negative sulla scuola di Latisana, ci sembrava davvero doveroso nonché necessario. Ringraziando fin d’ora per la disponibilità ed accoglienza porgo i più distinti saluti. LUCA MORUTTO

Latisana – Scuola media: un anno da ricordare

I genitori degli alunni raccontano le emozioni scaturite dalla festa di fine anno scolastico. Anche quest’anno la scuola secondaria di primo grado di Latisana ha concluso l’anno scolastico con la tradizionale festa che ha coinvolto alunni, genitori, famiglie e docenti. La giornata, organizzata dai professori e dai ragazzi, si è svolta sabato 6 giugno, per la prima volta presso la straordinaria location del parco Gaspari di Latisana in un clima cordiale e allegro, con diverse esibizioni degli alunni che hanno danzato, suonato, recitato e cantato, dando prova sia di bravura che di disinvoltura.

Molti sono stati i sentimenti, le emozioni, le riflessioni che ne sono scaturite, non solo relative alla festa ma all’intero anno scolastico di cui valeva la pena dar testimonianza al fine di coinvolgere nell’unica passione dell’educare l’intera Comunità fatta di ragazzi, docenti, genitori, amministratori comunali e consiglieri.

All’ombra dei magnifici alberi del Parco Gaspari di Latisana genitori, alunni, insegnanti, hanno festeggiato la fine di un altro anno scolastico trascorso sui banchi della scuola secondaria. Per tutti questo è stato un giorno davvero “speciale”, la fine di un percorso durato nove mesi, il capolinea di un cammino di crescita e maturazione, la conclusione di un altro tratto di vita. Eccoli, gli alunni delle medie che si posizionano uno accanto all’altro sull’arena o sul prato, i volti sorridenti, tutti in febbrile attesa che la festa abbia inizio. Subito si viene travolti da un turbinio di canti, balli, musica, scene teatrali; l’allegria regna sovrana sotto il caldo sole di giugno, anche se già da qualche volto inizia a trasparire un velo di malinconia, si sta chiudendo un’altra fase del loro percorso di crescita. I ragazzi, -che fatica dire “ragazzi”, per noi genitori sono gli stessi bambini che qualche anno fa varcavano per la prima volta, timorosi, l’ingresso della scuola primaria- si abbracciano, fanno gruppo, ci mostrano quante competenze hanno acquisito, c’è chi fa da cicerone attraverso i numerosi laboratori in esposizione legati al tema dell’alimentazione, sulla scia dell’”Expo” di Milano, chi suona il flauto, chi canta, chi si cimenta in un’ardimentosa pièce teatrale ispirata al mito greco di Dafne e Apollo.

Li guardiamo e pensiamo: in un periodo in cui le “brutte notizie” la fanno da padrone, anche sul nostro territorio, fa bene al cuore vedere quanta bella gioventù ci circonda, quanto stiano bene insieme, quanto bello ed evidente sia il legame con i loro docenti, quanto la scuola abbia saputo valorizzare ciascuno di loro. Osserviamo i professori, nei loro sguardi si legge l’orgoglio di aver “cresciuto” tanti alunni, certo non è stato sempre facile, però nessuno di loro si è mai scoraggiato, anche quando i giornali riportavano espressioni poco serene sulla scuola media di Latisana! Con quanta pazienza hanno affrontato e superato le difficoltà che quotidianamente si sono presentate. Grazie professori tutti per aver arricchito i nostri figli non solo culturalmente, grazie a tutto il personale non docente per aver supportato e, spesso, “sopportato” l’irruenza dei ragazzi.

Se la giornata di festa ha voluto rappresentare l’approdo di un intero anno di impegno sui banchi di scuola, per i ragazzi ed i docenti le ultime settimane sono state dedicate a preparare la festa d’Istituto che conclude un anno scolastico e permette loro di esaltare, mostrare e ringraziare per ciò che hanno vissuto insieme. Si pensi che in molte scuole italiane questo momento si chiama “festa del grazie” perché il tono è certamente quello della riconoscenza, cioè del portare alla memoria del cuore eventi, incontri, esperienze che hanno arricchito di “sapere”, di relazioni il vissuto dei ragazzi in ambito scolastico e che loro vogliono, anzi debbono riconoscerli, identificarli, chiamarli per nome! Riconoscere, appunto, il bene, il bello e il buono e avere il coraggio e la gioia di comunicarlo, questo c’è sembrato di percepire da loro. Intorno ai ragazzi, spesso, i media trasmettono e parlano di ciò che è brutto, violento, negativo, mentre il bene c’è! È la bellezza che salva il mondo ed è proprio sul positivo e sulla speranza che i ragazzi hanno voluto improntare il pezzo di strada che li separava dalla festa. In un secondo passaggio i ragazzi di Latisana hanno comunicato con la loro serenità, l’energia positiva, l’entusiasmo dello stare assieme, che il bello e il bene è proprio nella scuola che frequentano e che li accoglie ogni giorno; è nella loro classe dove vivono cinque ore insieme, fianco a fianco. Allora è stato tanto spontaneo dire grazie! E fare festa. Alla fine di un anno è certamente importante quindi ringraziarci l’un l’altro, senza escludere nessuno tra gli attori della vasta comunità educante. Ci ritroveremo molte volte, davvero tutti per poterlo esprimere in tanti modi, ma anche il solo essere presenti alla festa, tutti insieme è stato già un dire:” grazie!” E ora che l’anno finisce, il cuore dei ragazzi deve decidere da che parte stare. Il cuore, che è la sede delle decisioni che davvero segnano l’esistenza. E il cuore dei nostri ragazzi, adesso che finisce un anno duro e pieno di fatiche, deve decidere: lamento o gratitudine? È sempre così. Di fronte a un anno che passa, come di fronte al viso dei propri genitori, dei prof o delle persone che ti trovi accanto. Hai mille motivi per lamentarti. Mille motivi per dare voce alle ferite. Alle delusioni. Ai torti subiti. Al quattro in pagella. Al sette in condotta. Mille motivi per far parlare la lingua amara della rivendicazione. O la lingua stanca dell’avvilimento. Molto di ciò che vien detto sulla scuola fa salire parole dure dal cuore. Ma come c’è la durezza della pena, c’è anche la durezza della gioia. La resistenza, la forza della gratitudine. Quella che proviamo per cose che magari sui giornali non ci finiscono. La gratitudine per le cose da niente che costellano la nostra vita, in famiglia e a scuola. Per il respiro che ancora ci viene accordato, e il riso e anche per il pianto con cui conosciamo il dolore e l’amore. Le cose che non fanno notizia, come il sorriso di una mamma, l’occhiata della persona che amiamo, il suo voltarsi quando la salutiamo, i “buongiorno” scambiati per le scale o i corridoi della scuola, i “se hai bisogno di una mano, ci sono” che ci hanno detto anche con gesti silenziosi, i sorrisi e la grinta delle nostre bidelle, l’incontro cordiale e gioioso con il prof in calzoncini corti un mercoledì d’estate od un suo inaspettato quanto gioioso saluto sulla nostra pagina facebook. Quelle cose da niente che non fanno notizia, ma che ci suggeriscono una gratitudine invincibile. E noi vogliamo scegliere di rendere grazie per queste cose da niente. Vogliamo ringraziare per tutte le madri, i padri, gli insegnanti che, camminando, lavorando, soffrendo, non perdono la speranza. E custodiscono la passione per i ragazzi. Per tutti quelli che non fanno notizia e fanno andare il mondo, mettendo cura e pazienza in lavori senza onori apparenti. Gratitudine per quanto appreso sui banchi della nostra scuola, per la bellezza spaventosa e dolce di questo posto chiamato Italia, edificato dal genio, dall’arte unica al mondo, dalla cultura e dalla operosità dei nostri padri, sotto i cui cieli abitiamo e vediamo panorami per cui vale la pena essere venuti al mondo. Il nostro cuore decide di ringraziare, in questa fine d’anno. Per le cose che ci hanno corretto. Per quelle che, pur facendoci soffrire, ci hanno legato di più a ciò che vale.

La fine di un anno scolastico è sempre e comunque un momento colmo di gioia, di bilanci e anche un po’ di tristezza. I professori, a più riprese, durante quest’anno hanno voluto testimoniare che a stare con i ragazzi si diventa un po’ come loro. Ed è vero. Ed è un privilegio avere un cuore che assomigli a quello di un ragazzo. Avrebbero voluto rubare un pezzetto d’infinito, come sognano di fare i ragazzi quando guardano le stelle, per consegnarlo a ciascuno di loro. Volevano regalare la luna, per andare a lezioni di cielo senza scordare la terra. Ma il tempo è scaduto e la festa di fine anno ci dice che quel filo, come quello di un aquilone, ora lo devono lasciar andare, perché lo chiama un altro vento che lo spingerà via via più lontano. Ci dicono che per quanto ce l’abbiano messa tutta, non sono riusciti a fare tutto quello che avrebbero voluto, tutto quello che era necessario ad ognuno dei ragazzi, a dare quel “tutto” che si spostava sempre in avanti come l’orizzonte che non si raggiunge mai. Avrebbero voluto fare di più e meglio. Rispondere a tutti i bisogni dei ragazzi. Sanno bene che un bisogno è un sogno che raddoppia, che fa il bis e che richiede attenzione. È difficile non lasciarsi prendere dall’ansia del programma, dalla grammatica, dalle interrogazioni, dalle verifiche, dalle perenni battaglie per la “buona scuola”. Non sempre ce l’hanno fatta. Ma ci hanno provato ogni giorno a trovare l’equilibrio tra l’io e il noi, il noi e il mondo. Un’opera incompiuta la loro, incompleta, aperta al domani, che giunge veloce e che parte dal suono dell’ultima campanella, quando tanti ragazzi in maniche e calzoncini corti hanno varcato il cancello con l’urlo liberatorio “è finita!”. Qualcuno è ancora impegnato con gli esami ma, più spesso, nelle aule fino ad un momento prima allegre e rumorose è calato il silenzio. In questi giorni si aggirano in esse impavide bidelle che, sfidando il caldo, sono alle prese con le pulizie di fine anno. Altrettanti docenti si ritrovano ad ultimare documenti, registri, relazioni, a mettere a posto cartelloni, striscioni o a sistemare libri e materiali usati durante l’anno. È l’atmosfera irreale che si vive a scuola in giugno, quando non ci sono più gli alunni. Ricorda quella di una piazza dopo la fine di un lungo concerto: c’è chi va via, chi mette a posto, chi continua a canticchiare le canzoni appena ascoltate. Come gli insegnanti, che continuano a parlare dei loro alunni. Ogni anno è così ed ogni volta si ripete una trama, emotivamente forte, a tratti serena, accompagnata da qualche risata, più spesso da altri difficili saluti. Perché tra i docenti ci sono anche i precari, che hanno condiviso ogni emozione dell’anno scolastico ma che in punta di piedi, così come sono giunti, dovranno andare via. Partecipano come tutti gli altri ai lavori per la chiusura dell’anno scolastico, preparano insieme agli altri progetti o portano idee per il prossimo anno, consapevoli che molto probabilmente saranno altrove. Tanti ricordi affollano le menti, tanti saluti forzati, relazioni spezzate, progetti frammentati. Per chi parte e chi rimane, per i promossi e chi ripete, per tutti i genitori alle prese con la fatica e l’entusiasmo dell’educare è sempre così, mattone dopo mattone si arriva in cima alla montagna. Si ha solo il tempo di osservare dall’alto il lavoro svolto, il percorso in salita appena concluso. Ma è solo un attimo, un momento, uno sguardo. E tutto ricomincia. Si passerà l’estate a ripercorrere la strada in senso inverso, a recuperare i pezzi, a metterli insieme, per affrontare presto una nuova montagna, un nuovo anno. Insieme. Luca Morutto

Majano (messaggio per la Pro Latisana)

Il 24 luglio 2015 a Majano, i Subsonica.

San Michele al Tagliamento

Dal 23 al 27 TORNEO DI TENNIS “VIII EDIZIONE DOPPIAVELA CUP” A cura della Sezione Tennis National Police Defense Foundation

Giovedì 25 giugno 2015 LIVE MUSIC LIVE CONCERT Con i “The Colours of Gospel” di San Michele al Tagliamento. The Colours of Gospel” di San Michele al Tagliamento è una formazione corale di circa 30 elementi più cinque strumentisti (tastiera/organo, basso elettrico, chitarra elettrica, sax e batteria). Il gruppo è sorto nel 1996 per coltivare e valorizzare il canto e la musica gospel nelle sue varie forme e, dopo un periodo di intenso lavoro e di studio per impostazione e intonazione vocale, ritmica e di movimento, si è proposto al pubblico in numerose piazze, chiese e teatri del Nord d’Italia. Bibione – Piazza Fontana – h 21.00

Giovedì 25 giugno

Terzo Bacino – area festeggiamenti MOLTO PIACERE – Teatro Impiria.

I genitori di due bambini che si sono picchiati al parco si incontrano per un accordo ed una civile riappacificazione.

Le coppie, però, vengono meno ai loro buoni propositi e danno sfogo a velenosi e cinici battibecchi che andranno ad intaccare anche le coppie stesse. Il “civile” incontro diviene presto una carneficina dialettica in un tutti-contro-tutti. L’uso via via più iroso del formale “molto piacere”, che dà anche il titolo alla piéce, accompagna lo svelamento del “peggio di sé” che i quattro personaggi finiscono col manifestare. Il regista Andrea Castelletti sottolinea il debordante egocentrismo tramite l’uso di una mobilia minuscola e l’attaccamento feticistico per un oggetto personale gigante. Una commedia tragica e comica, graffiante e divertente, che diventa esempio della condizione umana di noi occidentali, dove uomini e donne si sentono superiori all’ambiente che li circonda.

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2 commenti su “Sabato: Rugby; San Michele; Majano; Scuola Media”

  1. Paolo Rebula ha detto:

    A proposito di tasse.
    Un paio d’anni fa un nostro governante ha detto che pagare le tasse è bello, forse era sotto effetto di qualche sostanza particolare (sicuramente non tra le migliori in commercio).
    Io penso invece che le tasse vadano pagate, nella giusta misura ed in cambio di servizi adeguati.
    A proposito di servizi adeguati lo sapevate che noi cittadini di Latisana siamo stati suddivisi in tre fasce: la fascia A ha ricevuto il modello per versamento della TASI compilato in ogni sua parte e pronto per il pagamento, la fascia B ha ricevuto il modello “fai da te” senza l’importo da pagare e la fascia C non ha ricevuto un bel niente.
    Ogni commento è superfluo.

  2. susanna ha detto:

    giusto per far notare come sono zelanti i nostri vigili…stamane ore 9 hanno elevato almeno 4 multe in quel di Aprilia Marittima, in via Limanda, ai proprietari stranieri di villette che avevano parcheggiato la loro auto davanti alla loro casa (strada a senso unico, parcheggiato a destra), in assenza di cartello di divieto…quel che si dice favorire il turismo…in un comune turistico…
    per contro, mai visti elevare multe ai …..oni che parcheggiano lungo la statale a Pertegada, zona pizzeria, nonostante le varie segnalazioni…eh, va bè!

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