Scuola di Gorgo, lettere da ridere e Multe Tarsu, Corso di pasticceria, condanna per tentato omicidio e molte foto

{jcomments on}Scuola Materna di Gorgo


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ciao Bacucco. Quasi 2 mesi fa commentavamo il fatto che all’inizio dell’anno scolastico alla scuola per infanzia di Gorgo i lavori non erano terminati e c’erano dei disservizi per l’inizio regolare delle lezioni. Bene, poi le lezioni sono iniziate,i mobili e giocattoli hanno ritrovato il loro posto ma….la nuova aula che doveva essere destinata a psicomotricità non è mai entrata in funzione. Questo perché il 7 ottobre dopo un temporale è entrata molta acqua nella stanza, è stato sollecitato il comune ma”ovviamente”(la prima non viene mai presa seriamente in considerazione) non sono intervenuti. Dopo il secondo forte temporale del 20 ottobre sono intervenuti siliconando le fughe. Dopo le piogge dei giorni scorsi abbiamo potuto constatare che non ci sono più infiltrazioni di acqua ma le pareti in cartongesso odorano di muffa,da un lato è ancora bagnato, i battiscopa sono stati fissati con del silicone ma in alcuni punti distano 1 cm dal muro quindi è pericoloso e poco igienico visto che dietro si deposita lo sporco. Per ora ci alloggiano comodamente moscerini e muffa(vedi le foto).All’esterno di questa parete interessata c’è il pluviale che scarica l’acqua sul marciapiede e vista la fessura sul muro(vedi foto)non è difficile immaginare che l’acqua filtri attraverso i muri. Il pavimento che è di linoleum si alza in alcuni punti ed è pericoloso sopratutto per i bambini. E’ ovvio che dopo tutta l’acqua che è entrata non si poteva ovviare il problema semplicemente siliconando le fughe ma ripristinando le pareti e pavimenti. Inoltre all’esterno dell’asilo la strada di accesso è cosparsa di foglie, vabbè che è autunno ed è decoroso ma si ricorda che i bambini all’uscita corrono,giocano ed è molto scivoloso. Speriamo in un celere riscontro e sistemazione da parte del comune o della ditta che ha effettuato i lavori. Sarebbe oltretutto doveroso che queste problematiche venissero risolte senza ulteriori solleciti da parte di genitori o insegnati ma si sa…il cammino è sempre molto lungo tortuoso. ciao bacucco.

Toffolon Claudia

Lettere per ridere e lettere per piangere



 

Sono di due tipi le lettere ricevute da moltissimi cittadini latisanesi, la prima parla di San Martino e la seconda, molto seria, parla di Tarsu e multe. La prima lettera è stata consegnata a tutti i residenti ed operatori della zona centrale del capoluogo, quella interessata dalla chiusura delle strade e recita, testuale: ” Dalle ore 06.00 di venerdì 9 alle ore 00.00 di lunedì 14 novembre p.v. giornate di fiera….” Peccato che venerdì sia l’11 e non il 9; è cosi facile San Martino quest’anno: 11/11/11. L’ordinanza è invece corretta. Altro discorso per le migliaia di lettere multe in arrivo per la Tarsu. Da voci raccolte, che quanto prima troveranno spazio anche in Consiglio Comunale, si tratta di multe elevate qualcuna per 50 e 100 euro, altre per 6/700 e ne abbiamo vista una da 7.000 euro. Settemila son tanti e appare difficile capire le ragioni e soprattutto il modo applicato per prelevare, magari giustamente in alcuni casi, ma magari anche no, soldi dalle tasche dei contribuenti. Tutto parte da lontano, dalle dichiarazioni che i cittadini hanno fatto e dai metri quadrati dichiarati, che appaiono diversi da quelli incrociati con i dati del Catasto e in possesso dell’Agenzia del Territorio. Diversi nei metri, ma anche “concettualmente” diversi. Par di capire che sono stati messi sullo stesso piano tassabile sia salotti e camere da letto, con garage e capannoni e terrazze coperte e depositi ed altri vani accessori. Si tratterebbe, nel caso di Latisana, di un monte-multe stimato in un milione di euro, con la società incaricata che probabilmente (probabilmente) molto interessata a rendere alto il livello di contenzioso. Sullo sfondo ci sono leggi, norme, applicazioni, regolamenti (modificato a Latisana in febbraio del 2011, chi si ricorda qualcosa?? ) e soprattutto quella percentuale dell’ 80% che viene considerata vicina alla realtà e quindi usata per calcolare la tassa. Dichiaravi  100 metri, il Catasto dice 300, sul 240 – 100 viene calcolata la multa. Il numero verde indicato nelle lettere ti porta solo ad un successivo appuntamento e ovviamente l’ufficio tributi di Latisana è stato preso d’assalto. Quello che manca totalmente nella notifica è la spiegazione del calcolo che, ricordiamo, va indietro di 5 anni e quindi applica la multa moltiplicato 5 (2005 – 2009). Manca anche l’informazione e manca l’approccio propositivo e collaborativo dell’Ente: intanto si mandano le multe, poi si vede. Per chi volesse leggere ancora, qui sotto riportiamo un parere di un esperto.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.


Corso di pasticceria

Salve Bacucco, la presente per comunicarti che ieri (07/11/2011), si è chiuso l’ultimo corso di pasticceria di base( docente Dario Greco) perquest’anno, organizzato dalla D E G bakery in collaborazione con lo IAL sezione Latisana; record di presenze a quest’ultimo corso, allargato a ben 16 iscritti contro i 12 (tetto massimo previsto), e parecchia gente in stand-by, aspetta la ripresa dei corsi nel febbraio 2012. Un corso articolato in 36 ore complessive di lezioni teorico-pratiche che ha portato gli iscritti alla realizzazione finale di un dolce, non tralasciando l’aspetto teorico con normativa Haccp, e informazioni su materie prime, additivi e coloranti utilizzati in pasticceria; la commissione esaminatrice era composta dal docente Dario Greco,dall’assessore alle attività produttive e turismo Andrea Tognato, edalla coordinatrice dello IAl sezione Latisana Viviane Ronchetti. Con l’occasione l’assessore Tognato ha manifestato particolare apprezzamento per il lavoro svolto dalla D E G bakery in collaborazione con lo IAL latisana, auspicando d’incrementare occasioni e opportunità, che , come questa stimolano l’interesse e il coinvolgimento di concittadini e anche di abitanti nei comuni limitrofi. Cordiali Saluti. Dario Greco

N.B: nota bacucchesca: Dario Greco, meno saluti e più dolci! Volevamo tutti essere di giuria ed assaggiare 16 dolci!! ….E invece…i soliti politici del magna magna ….he he he

 

(ANSA) – UDINE, 9 NOV – Due condanne a sette anni sono state inflitte oggi per il tentato omicidio del giardiniere sordomuto Franco Galasso, 61 anni.
L’uomo fu aggredito la sera dell’11 febbraio 2010 all’esterno della propria abitazione di Pertegada (Udine). Il Gup del Tribunale di Udine, Paolo Alessio Verni’, ha condannato la moglie dell’uomo, Dagmar Sojkova (44), della Repubblica Ceca, e l’amico di famiglia, Sergio De Lorenzi (55), di Erto e Casso (Pordenone), anch’essi sordomuti. (ANSA).

TARSU, L’80% NON VALE PER L’ACCERTAMENTO
A cura di Ezio Maria Pisapia

29-03-2010  Il comune dove abito ha provveduto a notificare avvisi di accertamento Tarsu relativi all’anno 2004. Nell’avviso di accertamento viene richiamata la legge 311/2004, articolo 1, comma 340. Siccome dall’accertamento non si evincono le modalità con le quali sono stati ricavati i maggiori metri quadrati accertati, mi sono recato presso l’ufficio tributi: il responsabile mi ha detto che dalle piantine catastali hanno ricavato i metri quadrati totali e hanno assoggettato a Tarsu l’80%, senza applicare quanto disciplinato, in materia Tarsu, dal Dpr 138/98.La procedura adottata dal comune è corretta? Nell’avviso di accertamento si fa riferimento a una legge (la 311/2004) che è entrata in vigore il 1º gennaio 2005. Inoltre, i metri quadrati sono stati calcolati in modo del tutto arbitrario, basandosi su quanto disciplinato dalla legge 311/2004 solo parzialmente, perché non sono stati previsti gli abbattimenti dettati dal Dpr 138/98. L’atto è annullabile? 

Sbagliano il comune e il lettore. L’ufficio tributi, dopo aver quantificato la superficie coperta in base alla piantina (che fornisce la superficie effettiva), non doveva poi ridurla all’80 per cento. L’errore c’è, ma, siccome è a favore del contribuente, non può essere invocato nel ricorso per mancanza di “interesse” (articolo 100 del codice di procedura civile). L’accertamento, quindi, non è “annullabile”. Il lettore – dal proprio canto – invoca l’inapplicabilità, per il 2004, di una legge entrata in vigore nel 2005, e ha ragione. Ma poi pretende che l’accertamento sia circoscritto all’80 per cento della superficie catastale “convenzionale” (con gli “abbattimenti” dettati dal Dpr 138/98), così appellandosi a un criterio del tutto inesistente in sede d’accertamento.La norma alla quale accenna il lettore, consente ai comuni di commisurare la tassa all’80 per cento della superficie catastale degli immobili a “destinazione ordinaria” (ossia, quelli attualmente classificati in categorie catastali «A», abitazioni e studi; «B», alloggi collettivi; «C», locali commerciali).Questo criterio di commisurazione si applica d’imperio, dal 1º gennaio 2005 – in “prima battuta”, e senza la verifica della superficie tassabile – ogni volta che la superficie dichiarata dal contribuente è inferiore all’80 per cento di quella che si legge sul certificato catastale. Il comune deve iscrivere a ruolo la maggior superficie, semplicemente sostituendola a quella inferiore dichiarata dal contribuente. Ma senza dover fare prima un accertamento, e senza che la sostituzione equivalga a un accertamento. Quindi, anche senza possibilità d’infliggere sanzioni per infedele dichiarazione (articolo 70 del Dlgs 15 novembre 1993, n. 507, come modificato dall’articolo 1, comma 340, della legge 30 dicembre 2004, n. 311).La disposizione di cui parliamo – contrariamente a quanto ha fatto il comune – esaurisce la sua funzione nella compilazione dei ruoli “in base a dichiarazione”. In particolare, non è più applicabile in occasione di un accertamento. Facciamo notare che essa è collocata nell’articolo 70 del Dlgs 507, che disciplina le denunce. È significativo che non sia richiamata né dall’articolo 65, che individua la superficie soggetta a Tarsu, né dall’articolo 73, che regola i poteri dei comuni per l’accertamento della superficie. Facciamo notare anche che tutto l’apparato normativo dell’articolo 73, che scandisce i poteri dei comuni nel contrasto all’evasione, sarebbe inutile se poi tutto si riducesse a calcolare l’80 per cento della superficie catastale convenzionale. È forse bene ripetere che la norma in vigore dal 2005 intende ridimensionare gli effetti delle dichiarazioni infedeli dei contribuenti, ma in attesa di un sempre possibile e lecito accertamento. Quest’obbiettivo lo raggiunge sostituendo – in sede di iscrizione a ruolo in base alle denunce – i quattro quinti della superficie catastale a quella inferiore dichiarata.Lo scostamento (l’80 per cento) fra superficie iscrivibile a ruolo prima dell’accertamento e superficie catastale è ispirato a criteri prudenziali, volti ad impedire, prima di un accertamento vero e proprio, che sia tassata una superficie maggiore di quella imponibile, secondo le regole proprie del Dlgs 507. Questo scostamento si giustifica con i diversi criteri dettati dal decreto stesso e dalla legge catastale.La superficie soggetta a tassa – ci riferiamo, per semplicità, alle abitazioni – è costituita dall’intera superficie coperta calpestabile, compresi i vani accessori non contigui all’abitazione (cantine, garage e simili), ed esclude le aree scoperte pertinenziali, come balconi e terrazze, che non sono tassabili (articolo 62, comma 1, del decreto).Quella catastale è una superficie “convenzionale”, diretta non già ad accertare la superficie per la tassa sui rifiuti (come pensa il lettore); ma a calcolare il valore, e quindi il reddito ordinario medio di un fabbricato. Così si spiega che concorrono a formare la superficie convenzionale l’intera superficie dei vani utili, una percentuale (25 o 50 per cento, secondo i casi) della superficie dei vani accessori, e un’ulteriore percentuale (variabile fra il 5 e il 30 per cento, secondo i casi) delle aree scoperte (allegato C al Dpr 23 marzo 1998, n. 138, che tiene approssimativamente conto dei valori di mercato degli accessori e delle pertinenze scoperte, rispetto al valore del bene “principale”).La normale divergenza fra le due superfici è stata valorizzata dal legislatore diminuendo prudenzialmente la superficie catastale all’80 per cento.Le disposizioni illustrate valgono anche quando nel comune, in sostituzione della tassa, è stata adottata la tariffa d’igiene ambientale – Tia (articolo 1, comma 183, legge 27 dicembre 2006, n. 296). Ma con l’ulteriore complicazione che, per la Tia, non esiste un obbligo di dichiarazione né un vero e proprio potere d’accertamento (salva la possibilità, per il comune, di introdurli con regolamento: Corte costituzionale, sentenza 24 luglio 2009, n. 238, paragrafo 7.2.3.2).

http://www.casa24.ilsole24ore.com/norme-fisco/esperto/2010/03/31/167127.php?uuid=f78bbf36-3c73-11df-8faf-cc1c666803cd&DocRulesView=Libero

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