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Mamma indignata (scuola)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da: Erica –  Oggetto: Mamma indignata

Sono una mamma, che usufruiva del servizio scuolabus. Parlo in passato, perchè quest’anno il nostro caro Sindaco Salvatore (per nome ma non di fatto) per economizzare ha penalizzato i nostri bambini, eliminando l’autobus. Nello stesso tempo ha anche deciso di far entrare nuove entrate nelle casse del comune. Come? Effettuando multe ai genitori che sono obbligati a muoversi con le macchine. Infatti il vigile oggi all’uscita della scuola, invece di preoccuparsi di far attraversare la strada ai bambini, era molto impegnato a multare le macchine dei genitori. Quindi dopo la beffa anche il danno. Sindaco, preparati a pagarci le multe, perchè noi non abbiamo nessuna intenzione di ingrassare la vostra pancia. VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!         Erica

….che poi così commenta…..

Certo, il sindaco ha pensato di aumentare le tariffe del servizio scuolabus. Ma dov’è finito il servizio? Se sono state eliminate quasi tutte le fermate! Certo hanno mantenuto quelle vicino alla zona tempio…. chissà perchè! Ma bisogna dar ragione al sindaco su una cosa: il servizio del scuolabus è stato rinominato PIEDIBUS, tutto per una questione di inquinamento. Bravo signor Sindaco, peccato però che adesso tutti i genitori sono obbligati ad accompagnare ed a prelevare i propri figli in macchina. Che risparmio, che aria pulita….

… Sono state aumentate le tariffe dell’autobus, ma nello stesso tempo sono state eliminate molte fermate. Quindi noi genitori siamo obbligati ad accompagnare ed a prelevare i nostri figli in macchina. Questo causa inquinamento, traffico…Il mio primo pensiero è Latisana pulita! Ma non basta. Oggi all’uscita delle 12:55 non si sapeva neanche dove parcheggiare la macchina. Il vigile, molto premuroso, invece di far attraversare la strada ai bambini, è stato molto cortese ad applicare multe alle macchine in divieto di sosta. Noi da persone molto educate, abbiamo ringraziato. Con nostra premura provvederemo a farle pagare dal caro nostro amico Salvatore.

Posti di blocco

Ieri Latisana era costellata di posti di blocco dei Carabinieri; a Paludo, in Stazione, a Crosere, sul ponte e in giro molti uomini armati e col giubbotto anti proiettile; forse oggi ne sapremo di più (noi..).

Due modelle friulane ad Amalfi per la finale nazionale di Un Volto per Fotomodella 2012 e per la sfilata  “I PERCORSI DELLA SETA”

Martina Vagheggi di Trieste (22 anni) e Jessica Marini di Martignacco (20 anni) sono state protagoniste di due prestigiosissimi eventi moda ad Amalfi, si tratta della finale di “Premio alla Moda – Un Volto X Fotomodella”, concorso per indossatrici “emergenti” giunto alla ventottesima edizione che, negli anni, ha tra gli altri, premiato personaggi come Barbara Livi, Barbara Chiappini e Mara Carfagna e della sfilata di alta moda “I Percorsi della Seta” . Martina Vagheggi, durante la finale del concorso, vinto da Valeria Pirri di Oliveri (Messina) si è aggiudicata il prestigioso titolo di “Un Volto X Fotomodella – Renato Balestra”, il più ambito tra le ragazze che vogliono intraprendere una carriera di indossatrice ma, anche per Jessica Marini, c’è stata una graditissima sorpresa, è stata scelta infatti, con la Vagheggi, per indossare i capi di alta moda nel corso della sfilata de “I Percorsi della Seta”. Martina e Jessica, hanno preso parte ai due eventi, dopo aver partecipato, nel mese di agosto al “Grado Fashion Master” (corso gratuito di portamento e tecniche di sfilata) organizzato dall’ agenzia “modashow.it” di Latisana svoltosi a Grado, abbinato, anche quest’anno, alla sfilata di “Grado è…Moda”  nel corso della quale una giuria tecnica ha scelto tra le partecipanti al “fashion master” le due ragazze che sarebbero state invitate ad Amalfi. Grande la soddisfazione, quindi, anche da parte dello staff dell’agenzia “modashow.it” per l’importante opportunità offerta a due ragazze friulane di mettersi in evidenza in uno tra gli eventi moda più importanti in Italia.

ARTAMBIENTE 2012 – MAV Museo Ambientale Vallevecchia Brussa- Caorle. Sabato 15 settembre alle ore 18.30, inaugurazione vernissage della pittrice Raffaella Anzolin.  Presentano:

– ATI Coop. A.P.E./ Limosa collaboratrice  per la progettazione e  l’esecuzione delle attività di educazione naturalistica e di sviluppo del turismo ambientale nonchè per la gestione dei servizi correlati nel  territorio di Valle Vecchia di Caorle.

– Chiarcos Lorena curatrice culturale coordinatrice progetto Artambiente

– Chiara Attorre  responsabile catalogazione opere

seguirà brindisi con l’artista. La mostra sarà aperta sino al 30 settembre dal venerdì alal domenica dalle ore 10 alle ore 17 orario continuato; per informazioni: 338.8759450. come arrivare:

http://www.vallevecchia.it/basic131.html

Settembre DOC

Uno degli stand più piacevoli del Settembre DOC era, a mio avviso, quello dell’azienda agricola Geremia Davide, in via Rocca. Mele e pere e tanta gentilezza e cortesia, e soprattutto ottimi prodotti per questa azienda che si trova a Gorgo, in Via De Amicis 24 e che è sempre aperta, o se è chiusa….apre per voi. Complimenti. Secondo voi non è da DE.CO.??    sapete bene cosa è la de.co….vero??? ..ne abbiamo già parlato…..

Adotta un metro quadrato

Una decina di anni fa, sul campo di calcetto dell’Oratorio cresceva l’erbetta, bella e ben curata, grazie al lavoro fatto da volontari e ditte specializzate. Poi evidentemente si è preferito per la soluzione sintetica, che dà meno problemi di manutenzione. Ma anche quella si logora, ed ecco che occorre rifare il tappeto verde; l’Oratorio è a caccia di fondi, grazie.-

Scuola di Musica

Da: scuola comunale di musica info@scdmlatisana.it  –  Oggetto: iscrizioni

Sono aperte le iscrizioni alla scuola comunale di musica per l’anno scolastico 2012 – 2013. La segreteria, sita in via Rocca 6, e aperta da martedì 11 a venerdì 14 dalle ore 15.00 alle 19.00. Inizio delle lezioni lunedì 17 settembre 2012. Le iscrizioni rimango aperte tutto l’anno.  La segreteria.

Settembreeeeeeeeeeeeeeee Doccccccccccccccccc

Aumentiamo anche noi come fa il Messaggero…….. nelle pagine Cultura e Spettacoli viene dato conto del concerto di Roy Paci: 5.000 scatenati in piazza. Io c’ero…… forse il giornalista no, perché 5.000 è una balla.

Maddalena Spagnolo e Sindaco e Sindaco di Ronchis (grazie a C.M.)

Che dite, ci prendono per il naso? Questa la situazione martedì pomeriggio alle 19.00. Dalla zona artigianale di Crosere Latisana,  l’accampamento dei nomadi si è spostato di cento metri sullo spazio attorno alla rotonda della ex sp 75, però in Comune di Ronchis. Una bella dimostrazione di furbizia e conoscenza delle norme. L’assessore Maddalena Spagnolo pero, da noi sentita, ci ha confermato che l’ordinanza di sgombero è partita anche da Ronchis e quindi domani (oggi) dovrebbero andarsene.

Pizza e Sfizio 2

Oggi mercoledì 12 alle 18.00/18.30, inaugurazione del nuovo negozio Pizza e Sfizio 2, in Via Vendramin, nei locali che erano di Infoteca. Pizza Gratis per tutti.

San Michele e Bibione in Friuli Venezia Giulia

I Consiglieri di minoranza in consiglio comunale a San Michele al Tagliamento, Emiliano Teso ( che è anche consigliere provinciale, ndr) e Mauro del Sal, del PDL, hanno avviato un iter per realizzare un referendum teso a portare San Michele e Bibione in Friuli. Di seguito copia-incolliamo la relazione e la proposta di delibera per il consiglio. Grazie a Teso.

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

DI SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO

CONSIGLIO COMUNALE – SEDUTA DEL _____________

Oggetto: Pronuncia del Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 18 del D.L. n.

95 del 06/07/2012 convertito, con modifiche, nella legge n. 135 del

07/08/2012

** *** ***

Il Consiglio Comunale

…..

PREMESSO CHE

– il Governo nazionale in data 06/07/2012 ha emanato il decreto legge n.

95 recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica

con invarianza dei servizi ai cittadini”;

– il decreto legge 06/07/2012 n. 95 è stato convertito, con modifiche,

nella legge 07/08/2012 n. 135;

– la legge da ultimo citata prevede, tra l’altro, all’art. 17, i criteri in base

ai quali le Province della Repubblica saranno oggetto di riordino e,

all’art. 18, che talune Province, tra le quali quella di Venezia, siano

oggetto di soppressione, con contestuale istituzione delle relative Città

metropolitane, il cui territorio, salvi diversi pronunciamenti, spettanti

in primo luogo ai Comuni interessati, coinciderà con quello della

Provincia soppressa;

– più in particolare, l’art. 18, comma 2, della legge 135/2012, fa salvo il

potere dei Comuni interessati di deliberare, con atto del consiglio,

l’adesione alla Città metropolitana o, in alternativa, ad altra Provincia

limitrofa ai sensi dell’art. 133, comma 1, della Costituzione;

CONSIDERATO CHE

– con il d.l. 95/2012, convertito, con modifiche, nella legge 135/2012, il

Governo nazionale ha asseritamente inteso attuare gli artt. 114 e 117,

comma 2, lett. p) della Costituzione; dare vita, cioè, ad un ente locale

già da tempo previsto dalla legge costituzionale (a partire dalla riforma

costituzionale operata dalla l. cost. 3/2001) e ordinaria (sin dalla legge

142/1990), per l’appunto le Città metropolitane;

– le modalità con le quali il Governo ha operato, ed i risultati normativi

cui è pervenuto, non sembrano, tuttavia, rispondere alle finalità

dichiarate;

– il dibattito e le prospettive di creazione delle Città metropolitana

avevano da sempre inteso dar vita ad un ente territoriale

comprendente, oltre ad una grande città, altri comuni ad essa

strettamente integrati per questioni economiche, sociali e di servizio,

nonché culturali e territoriali;

– in tale ultimo senso andava, peraltro, il progetto fatto proprio dalla

Regione Veneto con la L.R. 36/1993, inteso a dar vita alla Città

metropolitana di Venezia quale comprendente gli attuali Comuni di

Venezia, Marcon, Mira, Quarto d’Altino e Spinea;

– per quanto riguarda, in particolare, la creazione delle Città

metropolitane, come da ultimo delineata dal D.L. 95/2012, l’istituenda

Città metropolitana di Venezia non appare connotarsi per

2

l’integrazione economica, sociale, di servizio, culturale e territoriale,

presentando, per contro, sotto tutti tali aspetti, notevoli disomogeneità;

– per quanto riguarda i servizi al cittadino va anzi osservato, in senso

contrario, che il Governo nazionale, alla seduta del 10/08/2012, ha

dato via libera allo schema di decreto legislativo prevedente la

soppressione di tutte le sedi distaccate di Tribunale presenti nel

territorio nazionale e che, nel progetto dell’esecutivo, la circoscrizione

attualmente facente capo alla sezione distaccata di Portogruaro del

Tribunale di Venezia è destinata ad essere accorpata a quella del

Tribunale di Pordenone;

– il territorio del c.d. Veneto Orientale, come anzidetto, non presenta

caratteri di integrazione economica, sociale, di servizio, culturale e

territoriale con il resto della Provincia di Venezia, presentando,

invece, tali caratteristiche, con i territori confinanti della Regione

Friuli-Venezia Giulia

CONSIDERATO ALTRESI’ CHE

– la riforma del Titolo V della Costituzione operata dalla legge

costituzionale n. 3 del 2001 ha posto sullo stesso piano, all’art. 114,

tutti gli enti facenti parte della Repubblica, cioè, nell’ordine: Comuni,

Province, Città metropolitane, Regioni, Stato;

– tali enti distinguono essi stessi e le funzioni da loro concretamente

esercitate solo in base ai criteri di sussidiarietà, adeguatezza e

differenziazione;

– la lettera della Costituzione, nel porre tutti i predetti enti su di un

medesimo livello, riconosce agli stessi un carattere di originarietà e

legittimazione che tale può essere solo in virtù della diretta investitura

elettiva dei membri degli organi rappresentativi politici di tali enti;

– pertanto, il D.L. 95/2012 convertito in legge 135/2012 appare

configgere con tali principi costituzionali, trasformando Province e

Città metropolitane in meri enti di secondo grado, senza investitura

elettiva diretta e, atteso il numero dei componenti dei nuovi consigli

provinciali e metropolitani, scarsamente rappresentativi delle

popolazioni interessate;

– lo stesso uso della decretazione d’urgenza in tale materia non appare

adeguato alla materia regolata;

– un’eventuale deliberazione negativa ai sensi dell’art. 18, comma 2, del

D.L. 95/2012 convertito in legge 135/2012 non esclude il Sindaco di

detto ente dalla c.d. conferenza metropolitana, in specie se tale voto

non sia accompagnato dalla contestuale adesione a diversa provincia

della medesima Regione ai sensi dell’art. 133, comma 1, della

Costituzione. Una previsione di esclusione di tale tipo, la quale

dovrebbe necessariamente avere carattere espresso, ad ogni buon

conto non sussiste;

– perciò, un eventuale deliberazione negativa di questo consiglio rispetto

all’adesione alla Città metropolitana di Venezia non appare

comportare l’esclusione del Sindaco dalla conferenza metropolitana;

esclusione, come anzidetto, non prevista;

3

– in forza di tutti i suesposti motivi, questo consiglio intende manifestare

la propria contrarietà all’ipotesi di adesione alla Città metropolitana di

Venezia;

– contestualmente, questo consiglio intende assumere l’impegno

politico-amministrativo di promuovere l’iter necessario al passaggio

del Comune di San Michele al Tagliamento alla Regione Friuli

Venezia-Giulia, impegnando all’uopo al Sindaco ed alla giunta

comunale a porre in essere gli atti concretamente necessari a dare

avvio al predetto iter, consentito dall’art. 132, comma 2, della

Costituzione, ivi compreso il referendum all’uopo necessario ai sensi

della citata disposizione costituzionale, istituto partecipativo previsto

dall’art. 45 dello Statuto Comunale;

– il passaggio del Comune di San Michele al Tagliamento alla Regione

Friuli- Venezia Giulia si giustifica in ragione dei già esistenti e noti

caratteri di integrazione economica, sociale, di servizio, culturale e

territoriale, anche alla luce della già esistente unità del territorio della

Provincia di Pordenone e della quasi totalità dei comuni portogruaresi

nella Diocesi di Concordia-Pordenone e nell’imminente unità di tali

territori per quanto afferisce l’amministrazione della giustizia

*** *** ***

Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale

DELIBERA

1. la non adesione del Comune di San Michele al Tagliamento

alla Città metropolitana di Venezia;

2. di promuovere il referendum previsto dall’art. 132, comma 2,

della Costituzione al fine di ottenere il distacco del Comune di

San Michele al Tagliamento dalla Regione Veneto e la sua

aggregazione alla Regione Friuli-Venezia Giulia, ponendo al

corpo elettorale comunale il seguente quesito “Volete che il

territorio del Comune di San Michele al Tagliamento sia

staccato dalla Regione Veneto ed aggregato alla Regione

Friuli- Venezia Giulia?”;

3. di impegnare il Sindaco e la giunta a porre in essere ogni atto

necessario all’indizione ed all’espletamento del predetto

referendum nonché di ogni altro atto volto e perfezionare l’iter

legale per il distacco del Comune di San Michele al

Tagliamento dalla Regione Veneto e la sua aggregazione alla

Regione Friuli – Venezia Giulia.

 

 

..e la relazione…………

San Michele al Tagliamento, 06/09/2012

Al Signor Sindaco del Comune di San

Michele al Tagliamento

Sig. Pasqualino Codognotto

Al Signor Segretario Generale del

Comune di San Michele al Tagliamento

Dott. Alessandro Androsoni

*** *** ***

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

allo schema di deliberazione allegato, ad oggetto: Pronuncia del Consiglio

Comunale ai sensi dell’art. 18 D.L. n. 95 del 06/07/2012 convertito, con

modifiche, nella legge n. 135 del 07/08/2012

La presente relazione accompagna la proposta di deliberazione, unitamente

depositata dai sottoscritti consiglieri, avente ad oggetto la “pronuncia del

Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 18 d.l. n. 95 del 06/07/2012 convertito,

con modiche, nella legge n. 135 del 07/08/2012”: pronuncia cui il Consiglio

Comunale di San Michele al Tagliamento dovrà provvedere proprio in forza

della citata disposizione.

Si tratta, in sostanza, dell’espressione di volontà che il Comune di San

Michele al Tagliamento, tramite l’organo consiliare, è chiamato a manifestare

in ordine all’adesione alla Città metropolitana di Venezia, che l’art. 18,

comma 2, del d.l. 95/2012 ha ideato, salvo diversi pronunciamenti dei consigli

2

comunali interessati, come coincidente con l’attuale territorio della Provincia

di Venezia: ente, quest’ultimo, destinato a soppressione in forza della

disposizione medesima.

E’ opinione dei sottoscritti consiglieri che la normativa ideata dal governo

nazionale –ci si riferisce ovviamente agli artt. 17-18 D.L. 95/2012- presenti

notevoli tratti di criticità, con buona approssimazione sconfinante

nell’illegittimità costituzione.

Al riguardo, sono necessarie alcune premesse di ordine costituzionale e

ordinamentale.

A mente dell’art. 18, comma 1, d.l. 95/12 il governo ha asseritamente inteso

attuare gli artt. 114 e 117, comma 2, lett. p) della Costituzione; dare vita, cioè,

ad un ente locale già da tempo previsto dalla legge costituzionale e ordinaria,

per l’appunto le Città metropolitane.

V’è da osservare, a nostro modo di vedere, che il provvedimento presta il

fianco ad almeno due serie censure di costituzionalità:

a) dal punto di vista formale e procedimentale, è assai dubbio che la

decretazione d’urgenza sia strumento idoneo ad affrontare temi quale

l’ordinamento degli enti locali. Soprattutto, non si scorgono i profili di

necessità ed urgenza, previsti dall’art. 77 Cost., per intervenire in materia con

tale fonte. La linea del governo è, giocoforza, sostenere che la grave

situazione di dissesto finanziario del nostro Paese, legittima l’esecutivo ad

intervenire con lo strumento d’urgenza al fine di perseguire il risanamento.

Tuttavia, è sin troppo agevole osservare che, per quanto qui interessa, la

3

soppressione degli organi elettivi delle Province importa un risparmio

talmente risibile da non legittimare l’emanazione del decreto-legge;

b) dal punto di vista sostanziale e ordinamentale, l’impianto del Titolo V della

Costituzione (post l.cost. 3/2001) pone tutti gli enti territoriali che formano la

Repubblica in una situazione di parità. Essi si distinguono in base ai principi

di adeguatezza, differenziazione e sussidiarietà, solo in base alle funzioni di

cui effettivamente dispongono e che possono concretamente esercitare. Da

questo punto di vista, i commi 1 e 2 dell’art. 114 Cost. sono particolarmente

significativi, in quanto:

– formano la struttura della Repubblica in senso piramidale, ponendo i

Comuni alla base si essa, e quindi, a salire, Province, Città metropolitane,

sino, infine, alle Regioni;

– presuppongono, proprio perchè enti posti su di un piano di parità, che

ciascuno di essi abbia tratti di “originarietà” che, nel nostro ordinamento, non

possono che essere dati dal passaggio elettorale: enti, cioè, i cui organi

rappresentativi sono direttamente formati dal corpo elettorale attraverso una

votazione. Sicchè, a nostro avviso, questo è il motivo dirimente per il quale la

disciplina di cui agli artt. 17-18 del d.l. 95/12 stride palesemente con il dettato

costituzionale, trasformando surrettiziamente Province e Città metropolitane

in niente più che meri enti di secondo grado, il cui consiglio ( peraltro, dato il

numero dei componenti, scarsamente rappresentativo) viene eletto dai consigli

comunali.

*** *** ***

4

V’è da aggiungere che le Città metropolitane, così come pensate dalla recente

normativa, e ferme tutte le riserve sopra manifestate, nemmeno rispondono ai

criteri che ne avevano determinato l’ideazione nell’ormai lontano 1990.

Le prospettive di creazione delle Città metropolitane avevano da sempre

inteso dar vita ad un ente territoriale comprendente, oltre ad una grande città,

altri comuni ad essa strettamente integrati per questioni economiche, sociali e

di servizio, nonché culturali e territoriali. In tale ultimo senso andava,

peraltro, il progetto fatto proprio dalla Regione Veneto con la L.R. 36/1993,

inteso a dar vita alla Città metropolitana di Venezia quale comprendente gli

attuali Comuni di Venezia, Marcon, Mira, Quarto d’Altino e Spinea.

Per contro, la Città metropolitana di Venezia, come risulterebbe

dall’applicazione del D.L. 95/2012 (cioè coincidendo con l’attuale territorio

provinciale), sarebbe notevolmente disomogenea dal punto di vista

economico, sociale, di servizio, culturale e territoriale.

Per quanto riguarda i servizi al cittadino va anzi osservato, in senso contrario,

che il Governo nazionale, alla seduta del 10/08/2012, ha dato via libera allo

schema di decreto legislativo prevedente la soppressione di tutte le sedi

distaccate di Tribunale presenti nel territorio nazionale e che, nel progetto

dell’esecutivo, la circoscrizione attualmente facente capo alla sezione

distaccata di Portogruaro del Tribunale di Venezia è destinata ad essere

accorpata a quella del Tribunale di Pordenone.

Inoltre, la quasi totalità del territorio del mandamento portogruarese

(compreso il Comune di San Michele al Tagliamento) fa parte da molti secoli

della Diocesi di Concordia-Pordenone.

5

L’intero tessuto comunale e mandamentale è maggiormente integrato dal

punto di vista economico, sociale, di servizio, culturale e territoriale, con la

Regione Friuli Venezia Giulia.

*** *** ***

Se pur è vero che l’art. 18, comma 2, D.L. 95/2012, attribuisce ai consigli

comunali interessati, operando un richiamo all’art. 133, comma 1, della

Costituzione, la possibilità di optare per il passaggio a diversa provincia della

medesima Regione, sono pur altrettanto veri i seguenti punti.

Il primo: tutte le suesposte ragioni inducono il gruppo cui il sottoscritto

consigliere fa capo ad esprimere netta contrarietà all’adesione del Comune di

San Michele al Tagliamento alla Città metropolitana di Venezia.

Il secondo: il voto contrario rispetto all’adesione alla Città metropolitana di

Venezia non fa venir meno, eo ipso, la partecipazione del Sindaco alla

conferenza metropolitana che ne formerà lo statuto, non comportando il mero

voto contrario la non partecipazione dell’ente all’istituenda Città

metropolitana. Una tal esclusione non è normativamente prevista, sicchè non

possono nutrirsi timori di tal fatta.

Anzi, è da dire che gli stessi pronunciamenti consiliari previsti dall’art. 18,

comma 2, D.L. 95/12 non assumono necessariamente carattere vincolante per

Regioni e Stato. Infatti, anche tenuto conto del processo di riordino delle

Province ex art. 17 d.l. 95/2012, alcuni territori potrebbero comunque essere

accorpati ad altre entità provinciali.

Nel contempo rimane ferma e garantita la possibilità di intraprendere il, pur

più pesante, iter diretto al passaggio ad altra Regione.

6

*** *** ***

Ad avviso di chi scrive, ad ogni buon conto, il segnale politico delle

contrarietà dell’ente ad un processo di riforma degli enti locali così ideato, è

non solo opportuno, ma necessario ed imprescindibile.

Contestualmente al voto negativo rispetto all’adesione alla Città

metropolitana, il Comune di San Michele al Tagliamento, per il tramite del

consiglio, votando positivamente lo schema di delibera allegato, può decidere

di dare il via all’iter per il distacco del Comune di San Michele al

Tagliamento dalla Regione Veneto ed il suo passaggio alla Regione Friuli-

Venezia Giulia (la legge costituzionale consente solo di esprimere la volontà

di passare ad altra Regione, non anche indicare a quale Provincia della stessa):

primo tra i passaggi di tale iter, indire un Referendum tra la popolazione di

San Michele al Tagliamento con il seguente quesito: “Volete che il territorio

del Comune di San Michele al Tagliamento sia staccato dalla Regione Veneto

ed aggregato alla Regione Friuli- Venezia Giulia?”.

Chiariti tutti tali aspetti, non si scorgono ragioni di alcun tipo che precludano

la messa al voto, nella prossima seduta consiliare -per l’appunto dedicata al

voto previsto dall’art. 18 D.L. 95/2012- della delibera allegata.

Distinti saluti,

Mauro Del Sal Emiliano Teso

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10 commenti su “scuola e mamma indignata, posti di blocco, modelle, mostra in brussa, settembre doc, oratorio, musica, pizza, nomadi e bibione in friuli”

  1. Paolo Miotto ha detto:

    E che b…e con queste storie dei paesi che vogliono cambiare regione!!!!Fosse facile,almeno!!Mi pare di ricordare dei referendum finiti male,con quattro gatti votanti,quindi,oltre alle solite spese,anche le conseguenti scornate.Pensavo se l’avessero messa via,invece ogni tanto riciccia fuori quest’idea.Forse sarebbe meglio chiedere prima che modifichino le leggi che normano queste “migrazioni”….

  2. Annamaria ha detto:

    Alla mamma che denuncia il mancato passaggio dello scuolabus, va tutta la mia solidarietà. per l’uscita da scuola delle ore 13 bisogna arrivare intorno alle 12.30 per parcheggiare sopra un marciapiede. E’ una situazione davvero insostenibile, da parte dei vigili non c’è un minimo di apertura mentale o comprensione. Le vie che circondano la scuola elementare sono tutte a parcheggio libero, i posti auto sono occupati dai residenti e da chi lavora in centro. I bambini DEVONO essere prelevati da un adulto, se un genitore preleva più bambini deve avere delga con conseguente carico di responsabilità… Piedibus? Va bene solo per il centro.

  3. Monica ha detto:

    Alle mamme indignate che non concepiscono il fatto che i vigili fanno il loro mestiere e non è solo far passare i bambini nelle strisce pedonali,ma anche far rispettare le regole;vi voglio far ragionare sul fatto che ci sono anche altre macchine che devono passare in quella strada e decisamente parcheggiare selvaggiamente come fate mi fa capire che non insegnate nemmeno ai vostri figli che bisogna avere un atteggiamento corretto sulle strade per se stessi e anche per gli altri! Se vi lamentate che non c’è parcheggio nei dintorni farsi una bella passeggiata al mattino oppure una bella pedalata non fa male a nessuno.Se vi serve proprio usare la macchina trovate una soluzione assieme alle persone competenti..

  4. Annamaria ha detto:

    Immagino che Monica non abbia figli alle elementari. Se mi potessi permettere una passeggiata al mattino ed una all’ora di pranzo per recuperare i pargoli a scuola sarei la più felice del mondo. Si da il caso che l’orario del lavoro coincida con l’orario scolastico e che l’abitazione è in zona trafficata e distante dalla scuola. Nessuno pretende miracoli o chissà quale trasgressione al codice della strada, si chiede semplicemente venga applicato il buon senso. Per quale motivo “in piazza” ci sono auto immuni ad ogni contravvenzione? Perchè i parcheggi disabili sono sempre occupati da chi disabile non è? La polizia comunale collabori con i genitori, ci sono ben altre situazioni per “punire” l’automobilista indisciplinato.

  5. Monica ha detto:

    Signora Annamaria,ancora non ho figli alle elementari,ma può vedere con i suoi occhi che la zona delle elementari all’ora dell’entrata dei bambini e all’ora dell’uscita è impraticabile..Non ci sono solo mamme e papà che devono portare i bambini a scuola,ma altrettante e altrettanti che devono per forza passare in quella zona per andare a lavoro.Quindi credo sia meglio che parlate urgentemente con chi di dovere per risolvere questa situazione e sicuramente non sono i vigili che devono chiudere non solo un occhio ma entrambi per ben due volte al giorno..E non è il caso di fare un confronto con la ”piazza” in quanto anche se i vigili ingiustamente chiudono gli occhi per alcune auto,non recano disagio come nella strada difronte le elementari.

  6. Annamaria ha detto:

    Rispondo con le Sue stesse parole: “farsi una bella passeggiata al mattino oppure una bella pedalata non fa male a nessuno”… potrebbe anche fare una piccola deviazione no? Se vale per noi questa regola tanto meglio per Lei.

  7. Monica ha detto:

    La deviazione la dovete fare voi che parcheggiate in una STRADA e non di certo chi deve passare in macchina..

    Significato di
    STRADA: luogo dove le automobili possono viaggiare..

    Non c’è scritto dove le automobili si devono parcheggiare…Lo insegnano a scuola guida… Si informi meglio alla scuola guida che c’è proprio vicino alla scuola elementare magari glielo ricordano se ha a patente da molti anni..

  8. il_bacucco ha detto:

    bon basta. vi siete spiegate. avete idee diverse. ok. stop. (il bacucco)

  9. marta ha detto:

    Cara Monica, forse non tutte come te hanno tempo di fare una passeggiata per Latisana (a parte che come cittadina è davvero bruttina, non c’è nulla da visitare se non negozietti per signorotte borghesi col portafoglio pieno dei soldi dei mariti…)all’ora di pranzo…. Le macchine non possono parcheggiare sul marciapiede, è vero, ma il comune DEVE DEVE trovare un’alternativa, dando un servizio GRATUITO di scuolabus ai bambini delle scuole dell’obbligo, poche scuse! Nessuno vorrebbe usare la macchina, ma se l’alternativa è l’abbandono di minore all’uscita di scuola….Mio figlio è ancora nel pancione, ma capisco Annamaria e condivido a pieno il suo disagio. Monica mi sembra invece una di quelle mamme con nonni e baby sitter a disposizione, Una donna da sola deve fare tutto. Lavorare, prelevare il bambino in pochi minuti per non perdere il lavoro….. Altro che passeggiata per Latisana!! I vigili di Latisana? Che si vergognino, capaci solo di fare multe, io sto ancora aspettando una risposta ad una denuncia per danneggiamento della mia automobile, parcheggiata regolarmente sulla strada e non sul marciapiede. Non è che qui chi scrive è amica del sindaco o moglie di qualche vigile? Mah…

  10. marta ha detto:

    Cara Monica…. ti voglio dare una brutta notizia…. non sei l’unica ad avere una laurea e conoscere il significato della parola “strada”. Ma prova a cercare anche il significato di famiglia, di scuola, di bambino. E di madre. E magari di IMPORTANZA dei diritti dei cittadini, e di dovere delle istituzioni. Il sindaco e i vigili sono responsabili dei minori residenti nel comune. Latisana: paese di bevute in piazza gentilmente finanziate dall’amministrazione, e intanto le famiglie (quelle normali, non chic chic, quelle che con 1000 euro cercano di arrivare a fine mese) devono arrampicarsi sugli specchi intanto che i 2 soldi rimasti in comune vanno in calici doc e manifestazioni inutili e costose…, Che vergogna……

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