Settembre DOC 2010 il giorno dopo

Cosa mi è piaciuto e cosa meno della festa latisanese

Finita la grande festa, baciata dal sole e partecipata da moltissima gente, mi permetto di fare alcune osservazioni su questa edizione del Settembre DOC, che è stata indubbiamente una  edizione di successo e che ci auguriamo possa ripetersi anche negli anni a venire; nel frattempo aspettiamo il San Martino e, molto probabilmente, anche una nuova iniziativa dell’Ascom (Antonio Dalla Mora neo presidente e neo passato alla Lega Nord) una sorta di festa della birra che si dovrebbe fare a ottobre in Piazza delle Poste, con la partecipazione dei bar del territorio comunale. Settembre DOC 2010 cosa non mi è piaciuto:

 – Le polemiche sui disagi patiti dagli abitanti della zona Parco Gaspari


e via limitrofe: hanno ragione tutti, sia quelli che rivendicano la libertà di fare e anche la possibilità di eccedere (tutti nella vita lo abbiamo fatto, chi più chi meno), sia ovviamente quelli che vorrebbero evitare di trovarsi a convivere con cessi a cielo aperto, cocci di vetro e altre schifezze sparse quì e là. Urge quindi trovare una soluzione per far convivere le due componenti di questa polemica: suggerisco di spostare lo stand in zona Polifunzionale, o in alternativa di aumentare l’illuminazione della zona, anche di notte e di vietare assolutamente l’uso del vetro: spina e plastica sono sufficienti e creano meno disagi dei cocci di vetro.

– Non mi è piaciuta la statale chiusa per quattro bancarelle disorganizzate e dalla presenza incerta; era meglio dislocarle nella zona della festa, allungandosi verso Parco Gaspari o riempiendo Via Rocca, perché la statale con pochissimi ambulanti e amatori era una desolazione.-

Non mi è piaciuta la mancanza di una regia nei listini prezzi: a Udine Friuli Doc e a Villa Manin Sapori di Pro Loco i prezzi dei vari piatti vengono decisi a tavolino e concordati, mentre qui ognuno andava a casaccio (stesso piatto, prezzi molto diversi); meglio sarebbe aumentare il valore “promozionale” e diminuire i costi sia per i partecipanti sia per gli avventori.

– Non mi è piaciuta la mancanza di stand istituzionali (Ersa, Montasio, Prosciutto San Daniele visti in altre sagre, significa che il Comune ha poche aderenza in alto) e la mancanza di aziende ed attività del comprensorio: insomma non c’era molto da vedere.

E ora passiamo alle note positive che  val la pena sottolineare:

– Mi è piaciuto il clima in generale, supportato dal bel tempo ovviamente, ma c’era una aria positiva, sorridente, frizzante quella che animava gli stand e la gente nelle tre giornate di festa, una impressione molto positiva; passeggiare e vedere molta gente, anche sempre la stessa, significa che c’era del piacere a tornare in piazza; vedere molta gente, famiglie soprattutto, seduta a tavola a mangiare era una bella sensazione, ma anche nelle serate dei tre spettacolo c’era molto pubblico e molta gioventù: si stava bene assieme, ecco il bel clima che ho registrato.

– Mi è piaciuto il fatto di poter mangiare con abbondante scelta in molti posti; non starò a dire quel che era buono e conveniente o quel che era così così e caro, diciamo che c’era davvero una buona offerta, con varietà a fantasia, anche piatti semplici, ma piacevoli. Sia i bar, che gli stand delle cantine, che delle frazioni che quello di barbe Coccul, avevano una buona  scelta di proposte e davvero potevi scegliere tra molte idee e sederti a molti tavoli: è l’aspetto migliore della festa.

– Mi è piaciuta la voglia di fare festa delle frazioni, Sabbionera, Alpini, Pertegada  e Latisanotta su tutti: molta gente dietro il banco, molta gente accalcata a fare la fila, molta gente seduta a mangiare e poche lamentele, perché predominava la voglia di stare assieme e di sedersi tra persone amiche: c’era anche molta gioventù e questo è molto positivo.

– Mi è piaciuta la partecipazione dei giovani la sera: certo abbiamo detto che questo ha creato dei problemi, ma meglio problemi in casa che in giro sulle strade di notte; vedere assieme  due o tre generazioni, seduti allo stesso tavolo o meglio ancora dietro lo stesso banco a servire vino e birra è molto positivo, e spero che questo spirito continui e si mantenga e, magari, venga ripetuto in altre situazioni.

Altre considerazioni le lascio ai lettori, magari non tutti la pensano come me: diamo spazio volentieri a tutte le idee.

Il Bacucco soddisfatto

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