slot machines e cycling

Latisana e i 500 metri

Ieri tutti i giornali e tutte le televisioni hanno parlato di queste nuove norme del Ministero della Salute, e in particolare di quella norma che prevede che le sale di casinò o slot machines devono stare a 500 metri dalle scuole e dai centri di aggregazione per giovani. Immaginando la legge applicata a Latisana (anche se crediamo non lo sarà mai… e infatti i tg parlavano di marcia indietro..) e facendo centro sulle scuole del Centro Studi, di Via Verdi e di Viale Stazione e poi l’Oratorio, praticamente tutto il capoluogo verrebbe definito zona proibita, con buona pace dei 20 bar che hanno le macchinette. Occorrerebbe andare ben oltre l’Ospedale, oltre Via Tisanella Paludo e poi verso Crosere. Praticamente tutti i bar dovrebbe levarle. Personalmente sarei anche favorevole, perché le macchinette “per legge” ti danno meno di quello che inserisci, ma credo che la potente lobby dell’azzardo e il conteggio fiscale delle tasse faranno sparire questa norma.

San Michele è vicino

A settembre la apertura del Nuovo Centro Indoor Cycling, in Via dell’Industria a San Michele al Tagliamento. Corsi dal 24/9

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3 commenti su “slot machines e cycling”

  1. Paolo Miotto ha detto:

    Parlando con una commercialista che lavora a Latisana,Gianna R., ho appreso che gli unici esercizi commerciali (bar) che non chiudono in rosso,oppure non chiudono,sono quelli che al loro interno ospitano le macchinette dei video poker.
    Ora,ammesso e non concesso che siano profondamente diseducative e soprattutto estremamente mangiasoldi, non è che oltre alla lobby dei “machinettari” si stiano muovendo anche i gestori dei locali??????

  2. davide ha detto:

    Credo che, interessi particolari a parte, siamo tutti d’accordo sul nocumento economico e sociale che può provocare l’abuso di queste macchinette… anche se, probabilmente, le misure più efficaci per contenere questo “nuovo” cancro dovrebbero riguardare più i padri di famiglia che i loro figli; ad ogni modo pare che il provvedimento miri a preservare i minorenni e allora mi chiedo se, all’uopo, non sarebbe sufficiente:
    – “celare” con opportune schermature le postazioni di gioco (come già molti esercizi hanno fatto), anche se con lo scopo meno nobile di salvaguardare la privacy dei giocatori;
    – obbligare i costruttori ad applicare un lettore di carta a banda magnetica (come sui distributori automatici di sigarette) per verificare, prima di ogni partita, l’età del giocatore;
    – irrogare sanzioni ai gestori nel caso i giocatori risultino minorenni (come per la vendita dei tabacchi).
    In effetti, in questi momenti di crisi, togliere agli esercenti una delle poche fonti di reddito rimaste sarebbe crudele, anche se fatto con la condivisibilissima motivazione che sicuramente ha spinto il ministro…

  3. Severino ha detto:

    Quello di obbligare i costruttori ad applicare un lettore di carta a banda magnetica (come sui distributori automatici di sigarette) per verificare, prima di ogni partita, l’età del giocatore.
    Penso che basterebbe a superare il problema. Poi un Adulto a pieno diritto di fare quello che vuole con i propri soldi.

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