Spiaggia indifesa, ma indifendibile; canali dragabili e non dragati.

Quello che è accaduto a Grado, con decine di migliaia di metri cubi di spiaggia portati via dal mare, è già accaduto molte volte a Lignano, e probabilmente succederà ancora. Non ci sono difese che tengano contro la forza del mare in burrasca e c’è solo da pregare che il vento giri e poi rimettersi al lavoro, come è stato fatto molte volte e verrà fatto ancora, soprattutto a Pineta. Per Lignano si parla di circa 20.000 metri cubi erosi, e di un programma attivo con gennaio 2013. I danni a Grado sono stati ingenti, così come lo sono stati altre volte qui; gli operatori turistici chiedono, oltre ai sacrosanti contributi per sistemare la spiaggia, soprattutto la semplificazione dell’iter burocratico, un po’ come doveva essere fatto e non lo è stato per i dragaggi dei canali. E’ davvero questa una questione che ha dell’incredibile e danneggia non solo Aprilia Marittima, ma tutto il comparto della Nautica dell’alto Adriatico. La pochezza degli amministratori, di vario colore, che si sono succeduti in Regione è paragonabile solo allo scandalo della Salerno Reggio Calabria. Promesse e impegni come fossero parole al vento, fatti zero o quasi. Le ultime allucinanti affermazioni sulla tempistica degli interventi rendono l’idea di come siamo governati. Pochi voti direttamente in gioco e molti soldi da spendere, ovvero non c’è un “tornaconto elettorale diretto” e quindi si lascia che le cose vadano avanti, al rallentatore, senza avere l’immediata relazione tra interventi e voti. E’ molto più facile dare contributi a pioggia a associazioni culturali o sportive, o finanziare sagre e manifestazioni eno gastronomiche: là si pesano direttamente voti e euro: ti do tanto, mi aspetto tanto. Qui il comparto della nautica è sempre stato poco incline alla protesta. Se, per fare un esempio, ci fosse stata la mobilitazione che è stata fatta contro la tassa sullo stazionamento (sacrosanta manifestazione di protesta), se si fosse fatto lo stesso 10 anni fa, forse ora avremmo le palancole e le barene e i canali dragati. 99% colpa della Regione, ma 1% anche colpa degli operatori.

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