Tagliamento: ennesima presa in giro

Che fine ha fatto il “Laboratorio Tagliamento”?

Del Tagliamento si parla molto e spesso a sproposito, se ne parla soprattutto in vista di elezioni e se ne parla quando 2 giorni di pioggia minacciano di ingrossare il fiume con la “montana” che scende e mette apprensione. Se ne dovrebbe parlare anche nella famosa ed ennesima commissione, che stavolta hanno chiamato “Laboratorio Tagliamento”, ma i comunicati stampa regionali languono, comunque  facciamo delle date: (leggi tutto)

 

 

28 aprile 2010, ok da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, assessore all’ambiente Elio De Anna alla creazione della Commissione

– Mercoledì 12 maggio 2010 prima riunione ufficiale e viene scritto:” L’intento è quello di verificare, nell’arco di quattro mesi, se la soluzione prevista dal progetto preliminare approvato dalla giunta Illy sulla costruzione delle casse di espansione sia effettivamente quella che meglio contemperi tutti gli aspetti ad essa connessi, oppure se vi siano delle alternative maggiormente condivise.” 4 mesi di tempo, lo dicono loro e del resto sul fiume Tagliamento sono stati fatti studi a non finire.

– Il  26 luglio 2010, dopo ben 2 mesi stranamente, l’Assessore Regionale De Anna scrive: “Noi abbiamo chiarito il percorso dal punto di vista politico. Sta alla commissione ora individuare nei prossimi 4 mesi le progettualità alternative alle casse d’espansione .”

Ma non erano 4 mesi da maggio? Ci toccherà aspettare fine novembre insomma.Ma nel frattempo succedono  altre cose, per esempio le associazioni ambientaliste vengono estromesse dalle riunioni (vedi il telegiornale qui riportato  http://www.youtube.com/watch?v=Y8B0WC9VzI0 ) e soprattutto succede che l’Associazione Acqua, molto attiva, intende denunciare questo Laboratorio Tagliamento, chiede di sospendere l’attività dello stesso e scrive alla Corte dei Conti citandolo per danno erariale, soldi pubblici buttati via insomma. Ma quale è l’elemento nuovo-vecchio che sbandiera questa associazione? Secondo Renzo Bortolussi presidente dell’Associazione Acqua che ha firmato l’esposto in data 20 ottobre tutto sarebbe già stato scritto nel 1982, da una commissione regionale che avrebbe dato delle certezze capaci di vanificare qualunque altro studio. Le tragiche alluvioni del 1965 e 1966 di Latisana, avrebbero avuto una portata di “appena” 3.450 metri cubi al secondo, mentre ora il Tagliamento a Latisana è calibrato per farne passare 4.000. Le alluvioni sarebbero avvenute non già per tracimazione ma per rottura degli argini che ora sono stati rinforzati con l’anima in cemento costruita in questi anni. Insomma secondo Acqua le Casse di espansione sono del tutto inutili e si starebbe solo perdendo tempo. A fine novembre torneremo a chiedere a De Anna, visto che i 4 + 3 mesi saranno passati, che cosa ha studiato il “Laboratorio Tagliamento”, anche se ho come l’impressione che si farà un’altra commissione, tanto per non decidere nulla e, a proposito, dove sono i soldi delle Casse?

Nella foto la famosa stretta di Pinzano, luogo ritenuto ideale 40 anni fa per la costruzione della diga.

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