tex willer, galizio, banda e fare

Sabato per FARE

Sabato 2 febbraio, alle 21.00 al Palazzo Molin Vianello di via Rocca, Latisana, incontro pubblico con Michele Boldrin, Luciano Mauro, candidato al Senato, e Alessandro Margiotta, candidato alla Camera per FARE per Fermare il Declino.

Da Barbara riceviamo e volentieri pubblichiamo

Oggetto: Medaglia d’onore a un latisanese

Segnalo che nel Messaggero Veneto di oggi (mercoledì 30 gennaio) a pag. 23 c’è un articolo dedicato ai deportati nei lager nazisti destinati al lavoro coatto: il 29/01 c’è stato il conferimento delle medaglie d’onore. Tra loro Giovanni Galizio di Gorgo di Latisana, purtroppo mancato solo un mese fa all’età di 97, ma fino all’ultimo in piena salute e autonomia. L’articolo è in parte dedicato a lui. Grazie. La nipote.

ASSOCIAZIONE CULTURALE MUSICALE SAN PAOLINO – SEZIONE DI LATISANA – ALLA C. A. del Bacucco di Latisana

OGGETTO:. Commemorazione della battaglia di Nikolajewka

L’ Associazione culturale musicale San Paolino in qualità di banda di Latisana, parteciperà alla commemorazione della Battaglia di Nikolajewka, prevista per questo sabato 2 febbraio, ore 18:30 in Duomo.  Per l’occasione sarà presente l’ensemble di ottoni, i quali accompagneranno nel finale della cerimonia religiosa la Corale di Latisanotta diretta dal maestro di cappella Maurizio Casasola, per poi concludere all’esterno del Duomo di Latisana con il canto Stelutis Alpinis e gli squilli di tromba. La sezione musicale San Paolino di Latisana, ringrazia tramite il suo amministratore locale, il signor Marino Alex, la sezione A.N.A di Latisana per l’invito di collaborazione musicale.

Latisana il 30/01/2013 – Delegato rappresentante – MARINO ALEX

Da Tex Willer * riceviamo e volentieri pubblichiamo

APRILIA e 354

Prima di tutto la massima solidarietà ai lavoratori, a tutti quelli che vivono del lavoro in Aprilia Marittima, agli imprenditori che creano senza speculare,  a quelli che trasformano, a quelli che sviluppano e reinvestono in crescita … a quei coraggiosi che continuano perché ci credono e anche a tutti gli altri che ci devono credere perché non farlo vorrebbe dire rinunciare al futuro. E’ soprattutto necessario mettere rimedio urgente semplicemente per continuare a sperare che non sia già troppo tardi, che non sia vero che quest’anno ed il prossimo siano peggiori del famigerato 1929.  C’è anche la speranza che, siccome tutti i nodi vengono al pettine, le responsabilità di questa situazione emergano nella loro totalità e chiarezza anche con nomi e cognomi.  Ma forse scomodare la speranza è troppo, basta leggere il Messaggero Veneto di domenica 27 gennaio scorso e ciascuno dei lettori si trova davanti domande e risposte.  A pagina 39, cronaca di Latisana: ”clacson e striscioni: dragateci i canali”, cioè il pressing della gente di Aprilia verso la Regione per i dragaggi.  A fianco, stessa pagina, l’assessore Cesare Canova, residente e già operatore in Aprilia, dichiara:” … cerchiamo di dare fiducia alla Regione e speriamo che mantengano la parola …” conclude dicendo: “E’ giusto manifestare … E’ vero che è tardi ma è da dieci anni che è tardi”.  E’ lo stesso assessore che ha sempre dato fiducia sempre agli stessi amministratori regionali ed è sempre lo stesso che ammette che è tardi da dieci anni … anni nei quali lui era assessore comunale e vicesindaco.  Ma se andiamo a leggere sempre nello stesso giornale a pagina 12, quella della regione, si trova:” Buonuscite ai politici per 3,2 milioni” cioè le spese previste dai “nostri in regione” per il 2013 si trova: 3,2 milioni per indennità di fine mandato e 8,5 milioni per assegni vitalizi.  Cioè i NOSTRI regionali che per Aprilia sono in ritardo, hanno previsto in anticipo che hanno diritto e riceveranno nel 2013 ben 3,2 milioni di buonuscita e 8, 5 milioni da dividere per chi finisce e va in pensione da consigliere regionale.  Anche se ha fatto solo 5 anni a Trieste riceve la pensione e anche se NON ha fatto nulla per la gente riceve la buonuscita. Ma vi rendete conto …  Come al solito tutto legale ma … che sia giusto … vedete un po’ voi.  Provino ad andare a dirlo all’artigiano di Aprilia e ai suoi operai che non ci sono i soldi per dragare e che quindi Aprilia è spacciata …  Però fra qualche settimana e fra qualche mese chiederanno il voto e voglio vedere Aprilia, ma tutto il territorio anche, cosa risponderà … Tutto normale …??  Altra questione notevole, cioè degna di nota, è la manifestazione “scortata da carabinieri e polizia municipale” e si trattava di “un serpentone lungo oltre un chilometro e su due corsie” .  Ben venga la possibilità di queste manifestazioni pacifiche che quindi i cittadini latisanesi potranno fare in futuro.  Come, quando una ventina d’anni fa venne fatta la stessa manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e la regione sulla sicurezza della 354 ricordando le centinaia di morti sullo stradone, la manifestazione partì da Crosere, venne dirottata dalla Polizia Municipale verso  Gorgo, vennero identificati tutti i partecipanti, vennero denunciati penalmente, condannati alcuni, sanzionati pesantemente altri ed altri ancora amnistiati.  E la sicurezza dello stradone è ancora tutta da risolvere.  E’ cambiata la legge ed il codice penale stavolta non vale più? E oggi …??? Chiedete all’assessore Valvason (amnistiato … credo) se si ricorda l’episodio e le motivazioni.  E la famosa frase “La legge è uguale per tutti” ???  Ma certo la frase è ancora valida solo che non tutti sono uguali davanti alla legge.  Valvason assieme a parecchi cittadini ed operatori di Latisana, di Gorgo, di Pertegada, di Picchi e di Aprilia erano pericolosi sovversivi, quella volta, a pochi giorni dalle elezioni comunali (si riconfermò Sindaco Moretti).  E adesso, si applica o  non si applica la legge?  Se sei amico degli amici per te la legge è più o meno uguale?  Ma se non è vero quello che ho detto sopra il risultato è che se manifesti per le morti sullo stradone rischi la galera e invece se manifesti per l’economia di Aprilia sei bravo ???   Non c’è dubbio deve essere sicuramente così.  Speriamo che almeno per Aprilia la manifestazione sia servita a qualcosa.  Un parallelo ardito:  354/Aprilia come l’ILVA di Taranto cioè morte e lavoro.  Ma qualcosa si è fatto per Aprilia: la farmacia. Contro il parere dell’ASS e di altri. Chissà se mai aprirà. Ma se Aprilia chiude e non c’è gente … chi volete che investa in una farmacia ad Aprilia? Staremo a vedere. Ma si doveva fare. Certo è che se piazzi una farmacia in Aprilia e non a Paludo o a Latisanotta le farmacie di Latisana non dividono con altri la clientela.  Meditate gente … a chi conviene …  A chi conviene non dragare il Coron …   A chi conviene inaugurare le rotonde e poi, di fatto, non farle e piantare paletti del tipo “ prima Paludo, Gorgo e Aprilia e poi per Pertegada vedremo …”  Cambiare tutto perché nulla cambi …  C’è chi si occupa della propria bottega, c’è chi si occupa della propria campagna, elettorale o agricola che sia, c’è chi si occupa di mega progetti (forse assieme alla magistratura), c’è chi si occupa di iniziative culturali.  Tutte cose necessarie ma … tutte con il retrogusto amaro della distanza dalla gente e anche, in alcuni casi della sensazione emergente che ci sia qualcosa che non va.

Tex Willer

(* lettera firmata, da pubblicare con lo pseudonimo di Tex Willer)

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8 commenti su “tex willer, galizio, banda e fare”

  1. davide ha detto:

    Di tutto il lungo pensiero di Tex (a volte non troppo chiaro per le cose dette e non dette, sottintese ed alluse) voglio sottolineare il parallelo fatto tra le due manifestazioni… distanti nel tempo e anche nelle conseguenze; ci stavo pensando anch’io e ringrazio l’anonimo estensore per averlo correttamente segnalato.

  2. Massimo Della Siega ha detto:

    Ma, continuo a chiedermi : perchè l’uso di pseudonimi più o meno originali e non invece del proprio nome ? Paura di cosa ? Forse che magari di giorno , ad alta voce, magari in presenza degli apostrofati , si esprimono opinioni diverse da quelle scritte nottetempo sotto “copertura” anonima ? Continuo a sostenere che così facendo si toglie valore alle denunce , magari opportune, che si vanno ad esprimere. Si possono accusare gli “altri” di farsi i fatti propri , non tenendo conto del bene collettivo , ma il non volersi esporre nell’espressione del proprio pensiero ha anch’esso il “retrogusto amaro” dell’ignavia .

  3. Gianfelice Colonna ha detto:

    Complimenti a Tex Willer !
    Tutto tristemente vero. Quella civilissima protesta di cui si parla, in cui si chiedeva sicurezza sulla 354, partita dalle Crosere sotto l’occhio vigile della polizia stradale e poi deviata a Gorgo, mi è costata cinquecentomila lire più le spese. Purtroppo pero’, se mai fosse possibile, oggi le cose vanno ancora peggio.
    Gianfelice Colonna

  4. Paolo ha detto:

    Mi fa piacere leggere che non tutti si dimentacano degli ex internati in campo di concentramento in Germania o Polonia. Purtroppo le istituzioni non vengono informate, penso dalle autorità locali o dalle varie associazioni, dell’ancora esistenza in vita di diversi di loro che causa l’età, e non solo, vivono in precarie condizioni. Personalmente ho il padre, a Lignano Sabbiadoro, ancora vivo a quasi 91 anni. Reduce di guerra ed ex internato in Germania, decorato con medaglia al merito ed uno zio, da poco deceduto, ex internato in Polonia. Mio padre è stato dipendente del Comune di Latisana e poi di quello di Lignano Sabbiadoro (vigile urbano). Praticamente dimenticato da tutte le istituzioni ma riceve una pensione di guerra, credo, di pochi euro al mese. Anche questa è l’Italia.

  5. Barbara ha detto:

    Ciao Paolo, è un vero peccato soprattutto per loro che desiderano tanto incontrarsi e parlare della loro brutta esperienza. Mio nonno avrebbe avuto tanto piacere a incontrare tuo padre, di certo, se solo avesse saputo che c’era in zona un altra persona ex-internata.
    Credo però che di recente, anche se tardivo, ci sia un nuovo interesse per i deportati al lavoro coatto in Germania. Ci sono molti siti e blog a loro dedicati.
    Ciao.

  6. davide ha detto:

    Sono d’accordo con Massimo, ma comprendo anche le motivazioni degli anonimi; in sostanza, se non si tratta di lettere anonime diffamatorie (come quelle che hanno trovato spazio anche su questo sito), bensì di ricostruzioni oggettive e non di parte, l’anonimato non mi infastidisce perché l’aspetto che emerge è la riflessione che induce nel lettore…

  7. Massimo Della Siega ha detto:

    Non c’è dubbio , ha ragione Davide ,meglio un argomento anonimo che nessun argomento sul quale meditare . Ma ancora meglio una lettera argomentata e firmata , come quella di Pitacco e De Marchi più sopra . La firma , certa è leggibile , mette più al riparo dal rischio della diffamazione e della strumentalità nell’ argomentazione .

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